Industria 4.0: i nuovi trend dell’industrial connectivity Le nuove frontiere della connettività aziendale sono fondamentali per promuovere la trasformazione digitale delle nostre società, determinando il futuro dell’industria 4.0. Ma quali sono le nuove tecnologie così essenziali allo sviluppo industriale del nuovo millennio? Le tendenze principali vedono l’implementazione delle tecnologie IT e IoT, del 5G e human augmentation. IoT e 5G: la nuova connettività nell’industria 4.0 La connettività industriale è fondamentale per la trasformazione digitale ed è la chiave per il futuro dell’industria 4.0. Grazie all’ausilio delle tecnologie IoT e 5G che si muovono in sinergia per promuovere lo sviluppo di industrie sempre più tecnologiche, è possibile procedere con la modernizzazione degli impianti, la creazione di un’infrastruttura complessa e ottimizzare così la produzione. Gli ambiti applicativi della connettività industriale che utilizza il 5G partono proprio dalle industrie intelligenti che hanno implementato l’automazione dei processi aziendali, e che per questo motivo hanno bisogno di una connessione veloce e performante per tutto il loro tempo di attività. Per soddisfare questi requisiti, le industrie devono implementare più reti connesse tra loro. Il 5G sembra essere la risposta perfetta a questa esigenza: una connessione stabile, veloce e ad ampio raggio in grado di rendere i macchinari aziendali performanti e instancabili. Una motivazione che spinge ad adottare il 5G è legata ai benefici che ne deriveranno per l’IoT industriale, ad esempio una bassa latenza, che permetterà di ottimizzare e concentrare i tempi di attività aziendali. Quando parliamo di IoT (Internet of Things), il termine include tutti i dispositivi che non solo sono connessi a Internet, ma comunicano anche tra di loro. Quindi, l’Internet of Things è costituito da una rete di dispositivi, sensori, smartphone e portali web in grado di poter rendere un’azienda più efficiente sotto ogni punto di vista e, se coniugato con l’automazione e il 5G, può esprimere il massimo delle sue potenzialità. Network Slicing Se parliamo di 5G non possiamo non menzionare il network slicing, ovvero la suddivisione del network in sezioni, il che fa sì che alcune di queste “parti” siano destinate ai compiti aziendali automatizzati che richiedono performance molto alte e tempi di latenza molto bassi. A questo punto, le parti restanti possono essere indirizzate verso mansioni meno pesanti, che richiedono una performance più bassa e un tempo di latenza più alto. Human augmentation: come aumentare la produttività aziendale La human augmentation si focalizza sulla creazione di miglioramenti fisici e cognitivi del corpo umano grazie alla collaborazione tra scienza e tecnologia e fa riferimento a tutte quelle tecnologie che migliorano la produttività umana. Tuttavia, non è sufficiente la tecnologia per diventare un’azienda “digital-first”. Una delle principali sfide che si dovranno affrontare nei prossimi anni riguarda l’approccio antropocentrico in cui le tecnologie svolgeranno un ruolo importante ma non potranno sostituire le azioni dell’uomo. Per questa ragione si fa riferimento alla “human augmentation”, la tecnologia dovrà affiancare gli operatori, aiutandoli nel compiere operazioni ripetitive, pericolose e complesse ma non potrà sostituirli.
L’intelligenza artificiale nel settore industriale Ormai è innegabile: l’intelligenza artificiale è il futuro dell’industria. Con i passi da gigante fatti in ambito di robotica e machine learning, oggi l’intelligenza artificiale spopola anche nel settore industriale, ma quali sono i suoi impieghi che la rendono così indispensabile? Intelligenza Artificiale: cos’è Sempre più popolare nella nostra vita quotidiana, l’intelligenza artificiale (spesso conosciuta con l’acronimo IA) è una branca dell’informatica che, attraverso lo sviluppo di algoritmi e con l’aiuto della linguistica computazionaleriesce a realizzare delle macchine in grado di comprendere e imitare le azioni e le reazioni di un essere umano. Le nuove tecniche di intelligenza artificiale consentono a software e macchine di portare a termine compiti simili a quelli svolti abitualmente dagli esseri umani come il riconoscimento vocale, il processo decisionale, la percezione visiva e la traduzione linguistica (non solo tra lingue diverse ma anche tra codici linguistici differenti). Con la progressiva trasformazione digitale del settore industriale, dunque, vengono sviluppate sempre più strategie in grado di ottimizzare la gestione del lavoro all’interno delle industrie, e in questo caso l’IA ha un ruolo fondamentale per incrementare positivamente questo sviluppo. L’intelligenza artificiale e l’apprendimento automatico, ad esempio, sono le tecnologie di cui più spesso si avvale il settore industriale, e fanno sì che data scientist e ingegneri possano sviluppare e analizzare l’enorme volume di dati presenti per la gestione e l’ottimizzazione di un’industria. In questo settore, gli scenari applicativi dell’intelligenza artificiale sono molteplici e passano sia per la fase di progettazione dei prodotti, sia per la gestione dello spazio industriale, per la manutenzione preventiva e la segnalazione di anomalie e per regolare costantemente il ritmo con cui i prodotti vengono realizzati e progettati. Come viene utilizzata l’intelligenza artificiale nel settore industriale I processi che si avvalgono dell’utilizzo dell’AI hanno luogo già nel processo di produzione: i macchinari automatizzati ad alte prestazioni lavorano in maniera più veloce e portano a termine le proprie attività in maniera più efficiente rispetto agli esseri umani. Grazie all’utilizzo della visione artificiale e delle tecnologie 3D,queste macchine sono in grado di massimizzare il processo di produzione del prodotto e funzionare per periodi di tempo molto lunghi. Anche il settore dell’assistenza ha tratto innumerevoli vantaggi dall’utilizzo dell’intelligenza artificiale, implementando l’utilizzo dei chatbot per l’assistenza clienti. I chatbot sono tra le forme più avanzate di intelligenza artificiale, che grazie alle tecniche di machine learning fanno uso dell’autoapprendimento per risolvere problematiche sempre più complesse e aiutando i clienti nella risoluzione dei problemi. Ma non solo, anche il settore del trasporto industriale diventa sempre più smart grazie all’intelligenza artificiale: in diverse parti del mondo è stato implementato l’utilizzo di veicoli autonomi, ovvero mezzi di trasporto che utilizzano la guida autonoma, che sono in grado di percepire l’ambiente circostante e di muoversi senza l’interferenza di un essere umano. La gestione dei magazzini smart grazie all’IA Anche il settore delle vendite, in particolare degli e-commerce, che sta trovando diversi modi per implementare l’utilizzo l’intelligenza artificiale nella gestione dei magazzini. Naturalmente, sia l’intelligenza artificiale che la robotica hanno ancora molta strada da fare prima che riescano realmente a formulare dei pensieri in autonomia, eppure anche nel settore delle vendite ottimizzano la produttività e offrono un’esperienza completamente nuova all’interno dei magazzini. Ma come? L’uso efficiente dell’IA nel settore ecommerce aiuta più magazzini a connettersi tra i rispettivi database utilizzando servizi di cloud e consentendo di tracciare e individuare il modo più efficace per organizzare e spedire i prodotti, ma questo è solo uno delle decine di utilizzi dell’intelligenza artificiale nel settore industriale. I vantaggi dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei magazzini L’intelligenza artificiale può davvero migliorare lo svolgimento di qualsiasi operazione all’interno di un magazzino. Grazie all’IA, infatti, sono innumerevoli i vantaggi che semplificano i processi aziendali e aumentano notevolmente i margini di profitto di un’azienda. Tra i principali vantaggi vediamo: Costi più contenuti: l’incorporazione dell’IA nella gestione di un magazzino può ridurre notevolmente i costi aziendali. Dati più significativi: grazie all’analisi di mercato tramite gli algoritmi impiegati nell’intelligenza artificiale, si può riuscire a gestire meglio tutti i dati generati da un magazzino, il che è di grande aiuto per la gestione e la pianificazione delle operazioni. Aumento e ottimizzazione dell’operatività: l’utilizzo di robot automatizzati in un magazzino è una mossa molto efficace. Questi robot possono prelevare e imballare gli ordini con estrema velocità, ottimizzando i tempi di spedizione e consegna dei prodotti ai propri clienti. Gestione dell’inventario più semplice: l’intelligenza artificiale può essere utilizzata per valutare la domanda del mercato e controllare l’inventario dei prodotti in modo che non siano mai fuori produzione, se necessario. Dunque possiamo senz’altro sostenere che l’intelligenza artificiale sta trasformando il modo in cui il magazzino moderno viene gestito. L’IA risulta oggi un mezzo indispensabile per riuscire a migliorare le operazioni all’interno dei magazzini, creando sistemi più veloci, efficienti e flessibili per le industrie.
Sicurezza sul lavoro: nuovo progetto di robotica da 5 milioni di euro per l’IIT L’IIT, Istituto Italiano di Tecnologia, in collaborazione con l’Inail, ha avviato un progetto triennale di ricerca per migliorare la salute psicofisica dei lavoratori. Il progetto si chiama ergoCub e unisce l’ergonomia a iCub, un robot umanoide bambino che sarà la base del progetto e che è stato realizzato dall’Istituto Italiano di Tecnologia. ErgoCub prevede la realizzazione di dispositivi indossabili e di robot umanoidi da testare in ambienti di lavoro molto complessi, come ad esempio la logistica interna dei magazzini. La valutazione sarà effettuata simulando un ambiente di lavoro industriale e uno ospedaliero, riprodotti nei laboratori di Genova e di Monte Poerio Carone (Roma). Gli obiettivi di ergoCub L’avvento dell’industria 4.0 è caratterizzato dall’interazione crescente tra umani e robot. Il progetto analizza la presenza dei robot workmates, i compagni di lavoro, valutando vari aspetti nel breve e nel lungo termine con l’obiettivo di migliorare l’ambiente di lavoro, la sicurezza e l’ergonomia. Infatti, lo scopo del progetto ergoCub è realizzare sistemi in grado di monitorare i modi in cui i lavoratori si muovono per eliminare e prevenire gli infortuni al sistema muscolo-scheletrico. La prevenzione degli infortuni attraverso l’IoT e i robot I lavoratori indosseranno una tuta sensorizzata che permetterà di monitorare parametri legati alla salute psicofisica, come la frequenza respiratoria, la temperatura corporea e il battito cardiaco. I robot umanoidi saranno invece dotati di una pelle sintetica che fornisce il senso del tatto e che consente di interagire con l’ambiente in modo sicuro. La collaborazione tra Inail e l’IIT e i progetti precedenti Il progetto vede la collaborazione di Inail e IIT con tre laboratori di ricerca: l’Humanoid Sensing and Perception Lab coordinato da Lorenzo Natale, il Dynamic Interaction Control Lab, coordinato da Daniele Pucci (Responsabile di Progetto), e iCub Tech Facility coordinato da Marco Maggiali. Il progetto nasce per applicare la tecnologia dei risultati raggiunti con un progetto precedentemente finanziato dall’Unione Europea e, anche in questo caso, con la collaborazione di Inail e IIT. Il progetto si chiama AnDy, Advancing anticipatory behaviors in dynamic human-robot collaboration, e prevede l’utilizzo di una tuta sensorizzata che raccoglie i dati e li comunica ad un robot che è in grado di interpretarli e collaborare con il lavoratore intervenendo immediatamente per il supporto e anticipando il rischio di errore umano che può essere causato da movimenti ripetitivi e continui.
Azienda digitale: l’Italia ancora agli ultimi posti I dati evidenziati dal DESI, Digital Economy and Society Index, un indice della Commissione Europea che misura i progressi dei paesi in termini di digitalizzazione, indicano che la digitalizzazione delle PMI in Italia è agli ultimi posti: le PMI italiane occupano infatti la posizione 26 su 28. Le PMI sono il tessuto economico del nostro Paese, basti pensare che in Italia sono oltre 200.000 e coprono più del 40% del fatturato. Per questo motivo, è importante intraprendere i percorsi più consoni che portino all’integrazione delle tecnologie digitali nelle piccole e medie imprese. La crisi economica generata dalla pandemia del COVID-19 ha sicuramente creato un impulso in alcuni percorsi di digitalizzazione, in particolare per ciò che riguarda lo smart working e le vendite online, ma si è trattato di un approccio causato dall’emergenza, quindi reattivo e non di una decisione strategica che rivedesse i modelli di business. L’importanza dei canali online per le PMI in Italia La chiusura dei punti vendita fisici ha portato molte PMI italiane a vendere i propri prodotti online. Tuttavia, anche se l’80% di queste aziende possiede un sito web, la maggior parte di loro non ha implementato il commercio sul proprio sito ma si è affidata a piattaforme di terzi. Inoltre, sono ancora poche le aziende italiane che hanno capito come sfruttare le potenzialità degli investimenti pubblicitari online, in particolare per ciò che riguarda i social media. Le PMI italiane, forse per fattori culturali, sostengono ancora spese pubblicitarie su canali tradizionali, come tv e radio, oppure la carta stampata. Si tratta di una sorta di ritardo digitale che deve essere colmato. Suggerimenti per accelerare la digitalizzazione nel nostro paese La spinta alla digitalizzazione dovrebbe partire dai vertici aziendali in modo tale da favorire lo sviluppo e il potenziamento delle competenze digitali in azienda. Successivamente è necessario capire quali sono i settori aziendali che possono beneficiare delle tecnologie digitali, ad esempio la produzione, le risorse umane, la sicurezza informatica. Gli strumenti digitali possono apportare dei vantaggi anche per ciò che riguarda i rapporti tra clienti, partner e fornitori. La trasformazione culturale deve partire dai vertici aziendali Secondo gli studi, il 90% dei vertici aziendali considera necessario innovare e applicare processi di digitalizzazione nelle aziende. Tuttavia, vi sono ancora alcuni errori strategici. Tra i più importanti vi sono quelli legati all’investimento in digitale che è in calo o invariato rispetto agli anni scorsi, la mancata conoscenza degli incentivi per le PMI previsti dal governo e progetti che non sono mirati a riorganizzare gli interi processi aziendali. Come favorire le competenze digitali necessarie in azienda? È necessaria una trasformazione culturale, che porti alla diffusione e al miglioramento delle competenze digitali del personale che lavora in azienda e, per essere efficace, deve coinvolgere anche gli enti pubblici e le grandi imprese. Al momento, infatti, le PMI in generale non hanno un proprio reparto interno dedicato alla Digital Innovation e preferiscono affidarsi ad agenzie esterne. Quali sono le competenze e le tecnologie digitali ideali per le PMI? Le competenze digitali necessarie alle PMI comprendono il cloud computing, l’analisi e la gestione dei dati che permettono di ricavare informazioni strategiche per migliorare i risultati aziendali, la sicurezza informatica, e le applicazioni di IoT. Inoltre, è importante implementare la fatturazione elettronica tra i privati e i sistemi di pagamento digitali, come ad esempio i pagamenti tramite smartphone o con portafoglio elettronico.
Automazione integrata in azienda: di che si tratta? Gli sviluppi dell’automazione industriale, facilitati dalla digitalizzazione e dalla collaborazione crescente tra uomo e macchina, hanno portato all’automazione integrata. Negli impianti produttivi, l’automazione integrata è un’interconnessione, sia in senso orizzontale tra le macchine, sia in senso verticale tra i vari settori della fabbrica e la filiera produttiva. Sono integrati i sistemi gestionali e le informazioni che riguardano il processo produttivo grazie al fatto che i dati sono digitalizzati, controllati e disponibili in tempo reale. Grazie all’automazione integrata, i macchinari collaborano tra di loro e nell’ambiente, migliorando la produzione e i processi. Come può funzionare al meglio l’interazione tra uomo e macchina in azienda? Un’integrazione efficace prevede che i ruoli di uomo e macchina siano complementari e che l’ambiente garantisca la sicurezza, sia per i lavoratori che riguardo all’affidabilità dei dati. In un impianto in cui c’è integrazione, gli umani devono svolgere compiti di creatività, che offrono un valore aggiunto, e decisionali. Le macchine, a loro volta, possono essere molto efficaci nello svolgimento di compiti ripetitivi o faticosi per gli umani e potenzialmente pericolosi, come gli spostamenti nel settore logistico. Inoltre, l’automazione integrata, con le tecnologie più recenti, oltre a svolgere compiti fisici e ripetitivi, permette anche di offrire i dati in tempo reale riguardo ai processi e agli stati della produzione. In questo modo, gli umani possono apportare miglioramenti decisivi, in termini di eliminazione degli sprechi, ottimizzazione dei processi, e in definitiva nell’offerta di un servizio o un prodotto di qualità superiore per i consumatori finali. I vantaggi dell’automazione integrata per le produzioni personalizzate L’automazione integrata può offrire dei vantaggi in particolare negli impianti flessibili, cioè in quelli in cui è possibile convertire rapidamente la produzione, per adattarsi a esigenze di personalizzazione, oppure alla produzione di diversi tipi di beni o servizi in breve tempo. L’automazione integrata permette di ridurre il time to market, e di produrre rapidamente ciò che serve, grazie al fatto che i processi produttivi possono essere trasformati rapidamente. L’automazione in questi impianti permette di avere in tempo reale informazioni e dati che permettono agli umani di configurare gli impianti in modo corretto, aumentare l’efficienza, e offrire al cliente un servizio personalizzato. L’importanza di raccogliere i dati giusti Nelle Smart Factory, in cui i processi beneficiano dell’automazione integrata, il lavoro umano riguarda soprattutto la capacità di prendere decisioni adeguate in base al contesto, ma queste decisioni devono poggiare su un sistema efficace della gestione dei dati: è qui che entra in campo la digitalizzazione e gli ultimi sviluppi dell’automazione, che riguarda la machine based analytics. Nello specifico, i dati che riguardano i processi dell’azienda sono raccolti da un insieme di macchine, con il rischio di creare un corpus di dati difficile da gestire perché non è stato selezionato correttamente all’inizio. È importante quindi che, oltre alla capacità di calcolo e di gestione di una grande quantità di dati in breve tempo, tipica delle macchine, vi siano delle competenze a livello umano che permettano di sapere come utilizzare le informazioni ricevute, e come ricavarne dei benefici per migliorare i processi. L’obiettivo finale di un’automazione integrata è l’offerta di servizi innovativi, l’aumento del valore aggiunto per i consumatori, e in conclusione di una crescita a livello aziendale.
Intelligenza Artificiale: incremento dei profitti fino al 20% Fino a pochi anni fa le tecnologie che sfruttano l’intelligenza artificiale (AI) sono state raramente adottate dalle aziende nella nostra penisola, ma la situazione sta iniziando a cambiare. Da recenti studi, infatti, è stato notato che l’impiego di questo tipo di tecnologia può aiutare non solo a ottimizzare il lavoro ma, se usata opportunamente, l’intelligenza artificiale può essere uno strumento che genera valore economico per le aziende. Anche se il termine sembra essere così futuristico, oggi l’intelligenza artificiale non è più appannaggio di grandi imprese. Infatti, diventando sempre più accessibile, l’AI oggi viene integrata in aziende di ogni tipo, piccole e grandi. I software innovativi che fanno utilizzo dell’intelligenza artificiale impiegano il machine learning, ovvero l’apprendimento automatico. Questa pratica, infatti, consente di elaborare algoritmi – che sono programmi matematici – che servono per esaminare i dati, interpretarli e quindi utilizzarli per fare previsioni. Così facendo possono essere automatizzati aspetti chiave della gestione aziendale come il raccoglimento e l’interpretazione di grandi quantità di informazioni. E, sebbene questo sia già un dato significativo, non è l’unico vantaggio: ottimizzando i tempi di lavoro del personale che potrà svolgere la propria attività in pochi minuti anziché in diverse ore, l’Intelligenza Artificiale consente alle aziende di risparmiare non solo tempo, ma anche denaro. Vediamo insieme come. I vantaggi economici dell’utilizzo dell’AI Oggi, com’è noto, vi sono diversi modi in cui un potenziale cliente può entrare in contatto con un’azienda. Abbiamo i social, le e-mail, le app di messaggistica istantanea e il customer service, tutti elementi di cui tener conto quando dobbiamo aumentare i tassi di conversione delle aziende. Ed è qui che entra in gioco l’intelligenza artificiale. Grazie alle tecniche di machine learning, l’AI è in grado di analizzare i dati da più fonti e determinare quindi le tendenze di acquisto e formulare strategie di marketing per le aziende, aiutandole a gestire le relazioni con i clienti. Inoltre, l’intelligenza artificiale può aiutare notevolmente l’esperienza di customer service per i tuoi clienti. Per ottenere buoni risultati, è essenziale conoscere il percorso svolto dal cliente sui siti delle imprese. Grazie ai dati ricavati avrai importanti informazioni circa le preferenze dei tuoi clienti, facendo crescere così il tuo business. Un impiego essenziale dell’intelligenza artificiale è quello dei chatbot, degli assistenti di vendita virtuali che fanno anch’essi parte del servizio clienti e, grazie a processi automatizzati, possono aiutare i clienti in caso di difficoltà. Anche se la loro invenzione è datata, i chatbot di oggi funzionano grazie all’intelligenza artificiale e sono in grado di comprendere anche richieste complesse, dare risposte personalizzate in base all’utente e, grazie all’apprendimento automatico, migliorare le loro risposte nel corso del tempo. Come si traduce tutto ciò in un vantaggio economico per le aziende? Sicuramente il vantaggio più evidente dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale risiede nell’azzeramento dei tempi di attesa, in quanto un chatbot è in grado di rispondere con precisione alle domande dei clienti fornendo un servizio che funziona a ogni ora del giorno, 7 giorni su 7. Questo è un vantaggio soprattutto per le piccole imprese che non hanno grandi team di supporto disponibili per gestire le domande dei clienti. In più, i chatbot che utilizzano l’intelligenza artificiale di oggi non sono lì solo per l’assistenza, ma anche per svolgere un lavoro di follow-up del cliente. AI e marketing digitale Sebbene possa sembrare contraddittorio fare un’affermazione del genere, l’intelligenza artificiale può aiutare le imprese a conoscere davvero i propri lead, acquisendo una comprensione più profonda delle loro esigenze e aspettative. Infatti, l’intelligenza artificiale analizza quelli che sono i comportamenti dei clienti, cercando di comprendere come avrebbero reagito a una determinata offerta, ad esempio. Ciò fa sì che si possano sviluppare strategie di marketing efficaci per le aziende, che aumenteranno il loro fatturato. Grazie all’automatizzazione di procedure dispendiose in termini di tempo e denaro, gli strumenti che oggi utilizzano intelligenza artificiale forniscono alle imprese i vantaggi di cui hanno bisogno per migliorare davvero la loro crescita. Inoltre, le piattaforme che utilizzano l’intelligenza artificiale sono facili da integrare nelle aziende e disponibili in base all’utilizzo che si desidera farne. L’AI infatti elabora software che aiutano nel supporto e nella gestione delle relazioni con i clienti, nel settore delle risorse umane, quello della finanza, del marketing e delle vendite fino ad arrivare alle catene di montaggio e alla logistica, garantendo la massima qualità della user experience e aiutando a raccogliere dati di alta qualità. Ma l‘intelligenza artificiale è un ottimo strumento per analizzare ogni aspetto del percorso del cliente, dal contatto iniziale al coinvolgimento e al supporto, aiutando le aziende a creare relazioni durature che soddisfino le esigenze e le aspettative dei clienti, ma non solo: l’intelligenza artificiale oggi inizia a muoversi anche nel settore dell’assemblaggio e della logistica, aiutando i produttori e il personale delle aziende.
Ormai è innegabile: l’intelligenza artificiale (AI) sta rivoluzionando il mondo della logistica. E oggi può davvero aiutare l’uomo a svolgere meglio il proprio lavoro e limitare i lavori usuranti. Con l’arrivo dell’intelligenza artificiale nelle fabbriche e nei magazzini, infatti, si è passati da una concezione della logistica fondata sulla reazione, dove gli step operativi si adattano ai cambiamenti della domanda, a una logistica smart e anticipatoria dove i software, sfruttando la grande quantità di dati a disposizione, elaborano delle strategie atte ad anticipare i futuri trend di mercato. Ed è qui che entra in gioco l’intelligenza artificiale, che ha il potere di conferire una maggiore autonomia a software e computer, che grazie al loro continuo aggiornamento sono oggi capaci di “mimare” sapientemente quelli che sono i processi della mente umana. Intelligenza artificiale: il ruolo del machine learning Non sono poche le industrie che negli ultimi anni stanno incrementando l’utilizzo dell’intelligenza artificiale e del meno conosciuto ma fondamentale machine learning (che, in italiano, viene definito apprendimento automatico). Ciò succede perché grazie alla sinergia degli algoritmi probabilistici di intelligenza artificiale e machine learning le industrie sono in grado di risolvere problemi risolvibili con nessun altro algoritmo. C’è un’esplosione di dati digitali oggi sul web e nei media in generale tra cui immagini, video e parlato. Questo incremento nella raccolta dei dati ha fatto sì che nascesse la necessità di poterli analizzare per poter delineare dei trend di mercato da queste informazioni. Questo tipo di analisi, infatti, è spesso affidato ad algoritmi AI/ML (intelligenza artificiale/machine learning), in quanto questi programmi hanno la capacità di riuscire a risolvere facilmente problemi che rimangono intrattabili utilizzando algoritmi informatici classici. I problemi che sorgono dagli algoritmi classici infatti includono diverse difficoltà nel riconoscimento delle immagini o degli oggetti, così come il riconoscimento facciale e l’elaborazione del linguaggio naturale. In questo senso dunque sia il machine learning e sia l’intelligenza artificiale si stanno dimostrando come risorse fondamentali per diversi ambiti di applicazione, tra cui automazione industriale, robotica e logistica. Le capacità dell’intelligenza artificiale nella logistica Le capacità in continuo sviluppo e aggiornamento dell’intelligenza artificiale stanno aumentando sempre di più l’efficienza delle aziende, specialmente nell’analisi e predizione dei trend di mercato. Disporre di uno strumento che riesca a compiere previsioni accurate della domanda e che sia in grado di pianificare delle strategie di marketing consente alle aziende di essere proattive, anticipando problemi, tendenze e cambiamenti futuri del target di riferimento aziendale. Sapendo cosa aspettarsi, possono essere ottimizzate le risorse necessarie per il trasporto, ad esempio, e sarà possibile indirizzarle verso le località in cui è prevista la domanda più alta (debitamente analizzata dai sistemi AI), minimizzando anche quelli che sono i costi di gestione e di trasporto. L’intelligenza artificiale utilizza i dati al massimo delle loro potenzialità per anticipare meglio gli eventi, evitare rischi e creare soluzioni personalizzate sulla base di ciò che le aziende desiderano ottenere. Ciò consente alle organizzazioni di modificare il modo in cui le risorse vengono utilizzate traendone al contempo il massimo beneficio, e l’intelligenza artificiale può eseguire queste operazioni in modo molto più rapido e accurato che mai. Dove viene utilizzata l’intelligenza artificiale? Uno degli impieghi più comuni dell’AI nel settore della logistica è nei magazzini automatici. Il processo di lavoro dà vita a una serie di pattern operativi che le intelligenze artificiali possono analizzare di continuo, deducendo qual è la migliore strategia di ottimizzazione per ogni segmento operativo. Inoltre, l’intelligenza artificiale presenta numerosi vantaggi anche anche nel coordinamento tra i magazzini e le imprese di trasporto. L’automazione dei processi interni ai magazzini, infatti, si integra perfettamente con l’AI e coordina sapientemente il trasporto di beni, alleggerendo il carico di lavoro degli operai all’interno dell’azienda. L’intelligenza artificiale è anche in grado di tener traccia dello stato degli ordini dei clienti, prendendo decisioni in totale autonomia (sia per la spedizione e tracciabilità degli ordini che per i resi eccetera), e può offrire un ottimo servizio di customer care grazie agli assistenti virtuali in grado di interagire con i clienti meglio conosciuti come chatbot.
Automazione e AI: come cambia il mondo del lavoro? L’automazione industriale e l’Intelligenza Artificiale stanno modificando il mondo del recruitment e le competenze richieste per entrare nel mondo del lavoro. Gli studi confermano che da un lato vi sarà una richiesta di nuove professioni, e dall’altro molte occupazioni non saranno più richieste. In particolare, aumenteranno le richieste di competenze specifiche e verticali: da oggi fino al 2022 saranno necessari in Italia 2.5 milioni di nuovi occupati, sia nel settore dei dipendenti che in quello dei liberi professionisti. Le competenze richieste ai professionisti del futuro comprendono sia quelle tecniche, in particolare legate al digitale, che quelle umane, legate alla personalità e all’intelligenza emotiva. L’importanza delle soft skills In un mercato sempre più dominato dalle tecnologie digitali, la formazione continua è fondamentale, ma diventano molto importanti anche le cosiddette “Soft Skills”: competenze trasversali come l’empatia, il personal branding, la curiosità , la capacità di ascoltare, la capacità di creare reti, e di interagire con gli altri in modo efficace. Le soft skills sono ancora più necessarie nel mercato del lavoro futuro dominato dalla trasformazione digitale, perché è necessaria una trasformazione culturale in azienda per poter accogliere quella digitale. Per questo motivo saranno molto richieste, e inserite nel processo di recruitment, capacità di negoziare, di relazionarsi, e di guidare i cambiamenti all’interno delle aziende. Le Tech disruptive skills La vera novità per le professioni del futuro riguarda però le tech disruptive skills, competenze digitali molto avanzate, e molto richieste per chi si occupa di Intelligenza Artificiale e Automazione. Queste competenze permettono di creare e utilizzare tecnologie che cambiano i modelli di business e il mercato in modo duraturo. Tra i settori principali: robotica, automazione, cybersecurity, Data Science. Quali sono i settori trainanti per le professioni più richieste? La pandemia da Coronavirus e la conseguente crisi economica che ne è derivata hanno determinato un cambiamento nelle competenze richieste. Gli studi indicano che circa il 30% delle nuove professioni è legato alla rivoluzione digitale e all’economia circolare. Saranno quindi sempre più richiesti esperti di Intelligenza Artificiale e di sicurezza informatica, sia in settori nuovi come il cloud computing, sia in settori tradizionali che si sono dovuti trasformare, come banche e assicurazioni: tra le professioni più richieste vi saranno infatti il private banker e il Data Protection Officer. Il settore sanitario, già in crescita nel 2019, ha creato la necessità di professionisti per la cura della persona a domicilio, ma anche di professionisti della Care Economy in generale: istruttori di fitness e di yoga, fisioterapisti e professionisti che trascrivono i referti medici registrati.
L’automazione scalabile. Cos’è e come può trasformare i processi aziendali? Tra i componenti fondanti dell’industria 4.0 vi sono l’Intelligenza Artificiale e i software automatizzati, che integrati nei processi aziendali permettono alle aziende di migliorare la competitività, massimizzare i profitti, aumentare la produttività. L’importanza dell’intelligenza artificiale è stata acclarata dal governo, che attraverso il MISE ha pubblicato un documento sulla strategia italiana per l’intelligenza artificiale. Ma per imprimere una svolta più importante in termini di produttività e di efficienza è importante considerare le applicazioni giuste che permettano all’Intelligenza Artificiale di avere un impatto più importante sulle operazioni di Internet Technology. È qui che entra in campo l’automazione iperscalabile. Ma di che si tratta? Automazione iperscalabile: che cos’è? L’automazione iperscalabile è un processo che coinvolge tre elementi: software di automazione dei processi, Intelligenza artificiale ed estrazione dei processi. Grazie alla combinazione di queste tecnologie l’automazione iperscalabile permette di misurare e di mappare i processi aziendali, aumentando in modo determinante la capacità e l’efficienza dei processi stessi. L’automazione iperscalabile migliora le capacità umane, trasforma i processi aziendali e offre innegabili vantaggi competitivi. Come funziona l’automazione iperscalabile? Grazie all’automazione iperscalabile, è possibile misurare e mappare tutti i processi aziendali seguiti dall’automazione, con benefici pratici molto evidenti. Ad esempio, in un processo aziendale, l’automazione iperscalabile impiega pochi secondi a commettere e a correggere un errore, dove invece un essere umano in un processo manuale può commettere anche uno o due errori all’ora, rallentando la produzione e mettendo a rischio il raggiungimento del risultato. Grazie all’automazione iperscalabile, il lavoro umano in azienda può essere rivolto ad ambiti più sofisticati o creativi, lasciando a questa tecnologia gli errori e i relativi processi di apprendimento e correzione durante i processi aziendali. Automazione iperscalabile in azienda: ostacolo o opportunità? Il problema principale che ostacola lo sviluppo dell’automazione iperscalabile nelle aziende non è tecnologico, ma culturale. Le organizzazioni aziendali, infatti, spesso temono le sfide proposte dall’Intelligenza Artificiale percependole come una minaccia al proprio lavoro. In realtà, se applicata in modo corretto, l’Intelligenza Artificiale e in particolare l’automazione iperscalabile consentono di potenziare i talenti umani, liberandoli dai processi meccanici e ripetitivi e proponendosi come una collaborazione più che una sostituzione. L’applicazione di questa tecnologia ha ad esempio permesso ad una società statunitense che si occupa di energia rinnovabili di prevedere con esattezza la potenza delle proprie turbine eoliche, stabilendo quindi in anticipo la quantità di energia prodotta e potendo competere quindi in modo redditizio nel mercato della vendita di energia. Nel panorama attuale, l’Intelligenza Artificiale è presente in larga misura nelle aziende e le trasformazioni stanno coinvolgendo settori aziendali sempre più ampi, anche in Italia. Non si tratta più di un futuro lontano, ma di risultati reali e concreti.
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