Automazione industriale

La visione artificiale nell’industria 4.0 I sistemi di visione artificiale in azienda sono sempre più presenti, e tramite una serie di applicativi dedicati consentono di ottimizzare i processi, velocizzare il lavoro e di fornire valore aggiunto. I dispositivi con visione artificiale più recenti offrono potenzialità tecnologiche molto importanti. Sono semplici da utilizzare, e possono sostituire o affiancare il lavoro dell’uomo nell’industria e sono utilizzate con successo in tutti i settori aziendali, da quello farmaceutico a quello alimentare. Che cos’è la visione artificiale? La visione artificiale, anche definita Machine Vision, è una tecnologia che consente di acquisire immagini tramite una telecamera e di analizzarle per fornire una serie di informazioni. Si tratta di una delle tecnologie più importanti dell’industria 4.0, le cui basi sono state poste all’inizio degli anni ‘70, con i primi computer che erano in grado di elaborare delle immagini riconoscendone le caratteristiche di base. I principali applicativi di visione artificiale Oggi nelle aziende sono utilizzati dispositivi con visione artificiale classica e dispositivi che invece utilizzano anche l’intelligenza artificiale. La visione artificiale classica è ideale per operazioni semplici, come ad esempio interpretare dei codici a barre, individuare dei difetti ed  eventuali anomalie. L’integrazione tra visione artificiale e AI in industria invece consente di migliorare drasticamente le prestazioni dei dispositivi, grazie al fatto che i robot possono vedere anche in tre dimensioni e compiere operazioni più complesse, come ad esempio individuare forme, calcolare dei volumi o riempire in modo ottimale delle scatole riducendo gli sprechi. Tra i dispositivi di ultima generazione vi sono degli scanner industriali collegati a potenti software, che permettono non soltanto di rilevare i prodotti, leggendo ad esempio il codice a barre in modo automatico, ma anche di analizzarli in dettaglio, verificando conformità e caratteristiche. Questi scanner sono posizionati soprattutto sulle linee di spedizione, di confezionamento o di produzione, e permettono di catturare migliaia di immagini al secondo, verificandone la conformità rispetto ad una serie di parametri inseriti in precedenza sul software. Quali sono i campi di applicazione dei sistemi di visione artificiale? La visione artificiale è molto utilizzata nel settore della logistica, in particolare sui nastri trasportatori, con compiti di ispezione e di controllo qualità. Ad esempio, questa tecnologia è in grado di rilevare dimensioni e specifiche degli oggetti presenti sul nastro, di verificare che il numero di pezzi in transito sia quello corretto e che siano stati confezionati correttamente, il tutto in modo molto più rapido e sicuro rispetto all’occhio umano. Possono inoltre lavorare in condizioni difficili, o impossibili  per gli umani, rilevando difetti microscopici, anomalie termiche, oppure contenuti visibili soltanto con i raggi X. Tutto questo a beneficio dell’attività umana, con cui i dispositivi di bisogno artificiale collaborano o a cui si sostituiscono. In questo modo si possono automatizzare tutta una serie di attività, migliorando l’innovazione industriale, e consentendo ai lavoratori umani di dedicarsi a compiti più importanti e più creativi. I vantaggi della visione artificiale per l’industria 4.0 I vantaggi della Machine Vision per l’industria sono molteplici. Tra i principali vi è il miglioramento del controllo qualità, un aumento dell’efficienza nelle linee di produzione e la possibilità di monitorare costantemente i processi. Dal punto di vista economico, è possibile ridurre il costo del lavoro e della manodopera, e anche diminuire i costi di manutenzione, soprattutto nel caso di utilizzo della visione artificiale per rilevare guasti e malfunzionamenti in tempo reale.

Intelligenza artificiale: pericolo o opportunità? Nelle aziende, così come in molti altri settori, le tecnologie di intelligenza artificiale sono sempre più presenti, e vengono utilizzate tutti i giorni. Il machine learning, i big data, la blockchain: si tratta di tecnologie che pongono diverse sfide, e che portano la comunità scientifica a chiedersi se davvero in futuro potranno sostituire il lavoro umano. In realtà, nonostante le perplessità, le caratteristiche di queste tecnologie e quelle dell’essere umano suggeriscono che ci sono almeno quattro buoni motivi per cui è sbagliato pensare che “i robot” ci ruberanno il lavoro. Ecco quali sono. Le attività più a rischio sono quelle manuali Le tecnologie di intelligenza artificiale rendono molte attività automatizzate, più veloci, e meno rischiose, ma ciò vale in particolare per ciò che riguarda le attività manuali, i lavori semplici, ad esempio in settori come la logistica e la catena di approvvigionamento. Ma l’insieme di competenze che hanno i professionisti umani non potrà mai essere sostituito. Basti pensare alle capacità di negoziazione, alle trattative, al rapporto umano che si instaura tra clienti, dipendenti e fornitori. La formazione permanente è un buon investimento Come dimostra la presenza crescente in molte aziende dei cobot, le professioni meno qualificate potrebbero essere a rischio, perché sostituite dall’intelligenza artificiale. È importante, quindi, continuare a formarsi, seguire corsi di aggiornamento, e aggiornare le competenze sia professionali che personali, perché le professioni che hanno un alto potere decisionale, con competenze qualificate, non potranno essere sostituite da un robot. La complessità dei lavori di approvvigionamento In azienda esistono professioni che raggruppano conoscenze e competenze complesse. Prendendo ad esempio il lavoro di approvvigionamento, le tecnologie di intelligenza artificiale si rivelano fondamentali per ciò che riguarda la possibilità di elaborare enormi quantità di dati in brevissimo tempo, ma esiste una serie di competenze che non potranno mai essere sostituite. I professionisti dell’approvvigionamento riescono infatti a gestire e a mantenere relazioni con i portatori di interesse nelle aziende, con i consumatori, con i fornitori, creando vantaggi competitivi e valore aggiunto per l’azienda. Si tratta di competenze umane inaccessibili ai robot. L’intelligenza artificiale affianca ma non sostituisce l’uomo In conclusione, l’intelligenza artificiale sarà sempre più indispensabile nell’azienda, ma per coadiuvare e affiancare le attività tipiche dell’essere umano. Vi sono infatti competenze che l’intelligenza artificiale svolge meglio, come la raccolta e l’analisi dei dati, i controlli automatici, e tutta una serie di attività manuali. In questo senso, i robot potranno essere un valido aiuto per l’uomo, che potrà quindi continuare a lavorare in azienda concentrandosi sul valore strategico delle proprie professionalità.

Robot e sicurezza in azienda: un binomio possibile La collaborazione tra esseri umani e robot in azienda è sempre più diffusa, in Europa ma anche in Italia. La crescente presenza dell’Intelligenza Artificiale in azienda infatti, consente di aumentare la produttività, ridurre i tempi di produzione e automatizzare molti controlli ma al contempo aumentano le preoccupazioni relative alla sicurezza sul lavoro. Per questo motivo, l’Agenzia Europea per la sicurezza e la salute sul lavoro ha elaborato un rapporto che analizza i dati che permettono di migliorare la collaborazione tra robot e umani, e di ottimizzare i sistemi automatizzati, non soltanto nelle aziende ma in tutti i luoghi di lavoro. La classificazioni dei vari tipi di robot in azienda In base a questo documento, la sicurezza sul lavoro prevede la classificazione dei robot in tre gruppi: Il primo gruppo comprende i robot che lavorano in azienda, svolgendo tutta una serie di mansioni che possono essere pericolose per l’uomo o causare danni. Ad esempio, robot che maneggiano materiale tossico o che sollevano pesi molto eccessivi. Dal punto di vista della sicurezza, questi robot necessitano di procedure precise e rigorose per evitare danni e imprecisioni durante il lavoro. Il secondo gruppo comprende invece i robot collaborativi, anche definiti cobot, dall’unione dei termini inglesi “collaborative” e “robot”.  Si tratta di automi che lavorano in affiancamento agli esseri umani, in vari settori dell’azienda, ad esempio nell’assemblaggio di prodotti. Questi cobot devono essere programmati in modo da non danneggiare la salute dei lavoratori umani. Il terzo e ultimo gruppo comprende invece i robot che lavorano sugli esseri umani, ad esempio il robot impiegati nel sistema del settore sanitario per gli interventi chirurgici e gli esami medici. Per questa categoria, gli standard sono molto rigorosi, e il margine di imprecisione deve essere vicino allo zero. Robot e sicurezza in azienda: la formazione dei lavoratori La presenza dei robot in azienda rende necessaria una formazione precisa e costante del personale lavorativo, soprattutto per ciò che riguarda la sicurezza. Per poter lavorare insieme senza pericoli, è necessario che i lavoratori seguano dei corsi specifici sui robot, in particolare per ciò che riguarda la loro programmazione. La formazione dei lavoratori permette non soltanto di garantire la sicurezza sul lavoro, ma anche di prevenire tempestivamente eventuali errori e danni. Inoltre, è fondamentale assicurare una manutenzione costante che mantenga i robot sempre efficienti. Robot e sicurezza in azienda: le proposte dell’Agenzia Europea Infine, per rendere l’ambiente di lavoro di robot e umani sempre più sicuro, le linee guida del documento stilato dall’Agenzia Europea per la sicurezza e la salute sul lavoro riportano alcuni consigli. Tra questi, un miglioramento nella regolamentazione a livello europeo, l’importanza di indicare precisamente le buone pratiche, le norme di funzionamento e i requisiti minimi della sicurezza, l’elaborazione di linee guida per progettare una robotica economica, l’individuazione di metodi che migliorino la salute e la sicurezza nelle applicazioni, e lo sviluppo di innovazioni che permettano di ridurre o di eliminare i rischi possibili correlati alla robotica.

Computer Vision: l’intelligenza artificiale al servizio delle aziende Tra le tecnologie più promettenti dell’industria 5.0 e dell’automazione industriale rientra la Computer Vision, una vera e propria tecnologia interdisciplinare utilizzata anche in ambito accademico, scientifico, educativo e industriale. Ma di che si tratta? La Computer Vision, anche definita visione artificiale computer-based, è un sistema che comprende programmi e dispositivi che elaborano, analizzano e riconoscono persone e oggetti. Gli elementi della Computer Vision comprendono telecamere, lenti, PC specifici, display e software appositi per elaborare e archiviare le immagini. Lo scopo principale della Computer Vision è un’elaborazione attiva delle immagini catturate, e la loro interpretazione per estrarre informazioni rilevanti. Per questo motivo, queste tecnologie sono sempre più presenti in ambito aziendale e industriale, in particolare nel campo dei controlli di qualità. Quali sono i vantaggi della Computer Vision applicata alle aziende? Oltre ai vantaggi in termini di aumento dell’efficienza, riduzione dell’errore umano e della competitività aziendale, l’applicazione della Computer Vision nei processi aziendali porta anche dei vantaggi specifici. Tra questi è possibile aumentare la precisione dei controlli e ottimizzare i processi. Inoltre, un sistema di visione artificiale può lavorare anche in condizioni ostili agli esseri umani, ad esempio in caso di temperature molto caldo o molto fredde, in ambienti molto rumorosi, in spazi ristretti, o ancora in presenza di agenti chimici inquinanti per l’essere umano. In quali settori aziendali si può applicare nello specifico alla Computer Vision? Gli ambiti di applicazione della Computer Vision in azienda I sistemi basati sulla Computer Vision sono in grado di catturare le immagini, di elaborarle e di analizzarle, trasformandole in dati che si possono utilizzare. Questa caratteristica li rende molto utilizzati in azienda, in particolare per quattro settori: Sicurezza nei luoghi di lavoro Analisi e controllo della difettosità Manutenzione predittiva Scansione e lettura di codici a barre La Computer Vision aumenta la sicurezza sul lavoro I sistemi di visione artificiale offrono una lettura oggettiva delle immagini acquisite, eliminando completamente l’errore umano. Per questo motivo possono essere impiegati per acquisire immagini dei lavoratori e delle loro azioni, e dell’impianto, segnalando in tempo reale gli elementi di pericolo e i rischi. La Computer Vision migliora i controlli qualità in azienda La possibilità di catturare le immagini di merci e prodotti lungo la linea di produzione, garantita dai sistemi di visione artificiale, permette di aumentare la soddisfazione dei clienti, eliminare il più possibile i problemi del post-vendita, migliorare le ispezioni sui prodotti e i controlli di qualità poiché vengono automatizzati. La Computer Vision per la manutenzione predittiva La visione artificiale permette ai robot, installati sulle linee di produzione, di catturare le immagini, e di inviarle in tempo reale segnalando quindi eventuali guasti e interventi correttivi. Il vantaggio di questo utilizzo risiede nel fatto che c’è un grosso risparmio di tempo, perché non sono necessari monitoraggio e ispezione manuali, e gli errori si riducono drasticamente. I vantaggi della Computer Vision per la lettura dei codici a barre L’utilizzo della computer visione si rivela vantaggiosa anche per quanto riguarda la lettura dei codici a barre. Sostituendo gli scanner manuali con dei sistemi di visione artificiale e altre tecnologie che permettono di riconoscere i caratteri ottici, è possibile rendere il processo di lettura dei codici completamente automatizzato, aumentando l’efficienza e l’affidabilità.

AMR: il ruolo dei robot mobili autonomi L’automazione, in particolare la robotica, è un fenomeno in crescita nelle aziende di tutti i settori. Tra i dispositivi automatizzati di sviluppo più recente vi sono gli AMR, dall’inglese Autonomous Mobile Robot. Si tratta di robot autonomi utilizzati nelle supply chain. In collaborazione con operatori umani, trovano impiego nei magazzini aziendali e consentono di aumentare l’efficienza logistica. Come indicano le statistiche, entro il 2025 il mercato mondiale della robotica supererà i 4 miliardi di dollari: la presenza di questi cobot nella logistica segue pertanto le tendenze di crescita della robotica in azienda, ma di recente ha subito un grande impulso a causa della pandemia da COVID-19. Le caratteristiche dei Robot mobili autonomi I robot autonomi sono dei dispositivi automatizzati che si muovono autonomamente all’interno di spazi predefiniti. Hanno il compito di portare a termine determinate attività e, grazie a specifici software dotati di intelligenza artificiale, sono in grado di prendere decisioni in tempo reale reagendo all’ambiente in cui sono posizionati. Nello specifico, i Robot mobili autonomi sono dotati di mappatura e sensori interni, che consentono di rilevare gli ostacoli sul loro percorso, cambiando direzione. Per questo motivo, sono dispositivi fondamentali per rendere più sicuro, veloce ed efficiente il lavoro umano. Quante tipologie di Robot autonomi esistono? In base alle necessità del magazzino aziendale, esistono diverse tipologie di Robot mobili autonomi. Alcuni robot sono in grado di sollevare gli scaffali, posizionarli davanti al magazziniere e rimetterli in ordine al termine della preparazione dell’ordine. Altri robot invece riescono a spostare i prodotti da un reparto all’altro al posto dei magazzinieri, aumentando l’efficienza e la produttività. Infine, esistono AMR in grado di leggere il codice a barre di un prodotto depositato su di un vassoio, elaborandone le informazioni e spostandolo in autonomia nel reparto assegnato. L’importanza dei Robot mobili autonomi per la sicurezza aziendale I Robot mobili autonomi sono progettati specificamente per collaborare con operatori umani. Si muovono all’interno di spazi predefiniti senza cavi né sensori esterni. Il software di mappatura integrato consente loro di seguire un tragitto predefinito all’interno del magazzino, ed in tempo reale fornisce indicazioni sui punti in cui rallentare riconoscendo anche i punti di carico e scarico dei prodotti. I robot mobili autonomi possono essere definiti sistemi sicuri dal momento che se incontrano un ostacolo sul loro tragitto, come un carrello o una persona, i robot mobili autonomi si fermano oppure modificano il proprio percorso. Nello specifico, nei Paesi europei questi dispositivi devono rispondere alle norme di sicurezza dei carrelli industriali UNI EN 1525-1999 e devono essere conformi alle linee guida sulla sicurezza dei prodotti destinati a robot avanzati e sistemi autonomi. I vantaggi dei Robot mobili autonomi nella supply chain Insieme alle già citate caratteristiche di sicurezza, autonomia ed efficienza logistica, i Robot autonomi aziendali sono macchinari flessibili e idonei ad essere utilizzati anche per le linee di produzione oltre che per il magazzino, e in generale in tutti gli ambiti aziendali in cui c’è bisogno di modificare e/o spostare rapidamente i prodotti.

Cos’è l’Industria 5.0? Il termine Industria 5.0 fa riferimento all’industria che vede la collaborazione tra lavoratori umani, robot e macchine intelligenti con un occhio di riguardo in più circa la sostenibilità. Nell’Industria 5.0, infatti, i robot aiutano gli esseri umani a lavorare meglio e più velocemente sfruttando tecnologie avanzate (e sostenibili) come Internet of Things (IoT), l’automazione e i big data. Già da diversi anni i robot sono stati implementati nelle industrie, soprattutto per svolgere lavori pericolosi, monotoni o fisicamente impegnativi e per questo motivo usuranti. Spesso, infatti, sentiamo parlare di robot che si occupano di saldatura o verniciatura nelle fabbriche automobilistiche o, ancora più spesso, del carico e lo scarico di materiali pesanti nei magazzini. Man mano che i robot diventano più intelligenti e più connessi tra loro, l’Industria 5.0 mira a fondere queste capacità di calcolo cognitivo con l’intelligenza umana. Come? Scopriamolo insieme. Cosa cambia con l’Industria 5.0 I cambiamenti messi in moto dall’Industria 5.0 sono già a buon punto, e molti di questi sono irreversibili. Il progresso industriale che mira a implementare sempre di più l’automazione e la sostenibilità in tutti modelli di business offre alle aziende le capacità di ottenere macchinari sempre più potenti, oltre ad avere un personale con esperti più preparati per favorire una produzione efficace, sostenibile e sicura per ogni tipo di impresa. L’Industria 5.0 non è una moda passeggera, ma piuttosto un nuovo modo di fare business che ha conseguenze produttive, economiche e commerciali vantaggiose per tutti: produttori, consumatori e, naturalmente, il pianeta. Pertanto, le aziende che non adattano la loro produzione al modello 5.0 diventeranno presto obsolete, non potendo beneficiare dei vantaggi che il mercato avrà da offrire nel prossimo decennio. Non solo: il tasso di accelerazione tecnologica è sempre più veloce e mostra che l’emergere di nuovi paradigmi non si ferma mai. Per questo, adeguare i processi di ogni azienda e trasformarli, avvicinandoli sempre di più al concetto di industria digitale sarà fondamentale per garantire che un’organizzazione resti competitiva sul lungo periodo. Industria 5.0: i vantaggi Con l’Industria 5.0 la ricerca di nuovi modelli di business che utilizzino il minor numero di risorse per ottenere i maggiori profitti trovano il livello di perfezione più alto raggiunto fino a oggi, poiché uomo e macchina lavorano insieme per prendere le migliori decisioni finanziarie per un’azienda. Nessuna delle rivoluzioni industriali alle quali abbiamo assistito finora ha posto in primo piano la tutela dell’ambiente tanto quanto l’industria 4.0 e, ancora di più, l’Industria 5.0. Con questo nuovo modello vediamo le nuove tecnologie e strategie aziendali impegnate per cambiare questa tendenza. Tutto ciò ha portato a implementare politiche aziendali più sostenibili e attente alle esigenze dell’ambiente dove, ad esempio, una produzione minima di rifiuti e il loro smaltimento diventano tematiche principali che, allo stesso tempo, rendono anche più efficiente l’organizzazione di un’azienda. Inoltre, l’automazione ottenuta durante l’era dell’Industria 4.0 consente ai lavoratori di impegnarsi in compiti più creativi e liberarsi da altre mansioni più ripetitive, concentrandosi sulla creazione di strategie più efficaci per le aziende.

Il policy brief dell’UE: qual è il compito dell’industria 5.0? Nel gennaio 2021 l’Unione Europea ha pubblicato un policy brief che traccia la strada e delinea le caratteristiche dell’industria 5.0, il nuovo paradigma che vede sempre più interconnesse le innovazioni industriali e il benessere dell’uomo. Il concetto di industria 5.0 non è nuovo: è stato introdotto già da diversi anni come naturale evoluzione della società 5.0. L’obiettivo principale è l’utilizzo attivo delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale nella vita quotidiana, con l’obiettivo di favorire la sostenibilità sociale e ambientale. Industria 5.0 e tecnologie: i sei punti principali Come si legge nel documento europeo, l’industria 5.0 parte dalla digitalizzazione avanzata, dai big data e dall’intelligenza artificiale, per rendere la produzione più flessibile e fare in modo che sia la tecnologia ad essere al servizio dei lavoratori e non viceversa, con il fine di aumentare la sostenibilità e l’economia circolare. Nello specifico, il documento delinea sei tecnologie abilitanti: Interazione personalizzata tra uomo e macchina Materiali intelligenti e tecnologie ispirate alla natura Simulazione e gemelli digitali Tecnologie per trasmettere, immagazzinare e analizzare i dati Intelligenza artificiale Tecnologie per energie rinnovabili ed efficienza energetica, stoccaggio dell’energia e autonomia. Le caratteristiche dell’industria 5.0 Umanocentrica, sostenibile, resiliente: queste le tre peculiarità della nascente industria 5.0.Umanocentrica perché, come in un nuovo Rinascimento, mette l’uomo al centro: l’intero processo di produzione punta agli interessi dell’uomo e ai suoi bisogni, e di conseguenza sviluppa e adatta le tecnologie. Inoltre, le nuove tecnologie offrono guida e formazione ai lavoratori, tutelandone diritti fondamentali come dignità, autonomia e riservatezza. L’industria 5.0 può essere definita sostenibile, dal momento che ha l’obiettivo primario di ridurre il consumo di energia e di gas serra attraverso processi circolari che puntino su riduzione dei rifiuti, ottimizzazione delle risorse e riutilizzo delle risorse naturali. Infine, l’industria 5.0 è resiliente: attraverso la flessibilità dei processi aziendali e la produzione adattabile, la catena di produzione è robusta e sa reagire alle crisi adattandosi rapidamente. Lavoratori, robot, AI: quali sono i rispettivi ruoli? In un concetto di industria che si sviluppa al servizio dell’uomo, il lavoratore diventa un investimento e non più un costo. Pertanto, è oggetto di formazione, trasferimento di competenze e di aumento delle capacità. Dal punto di vista delle tecnologie, invece, l’obiettivo è aumentare la sicurezza e la soddisfazione dei lavoratori. I robot, ad esempio, potrebbero essere utilizzati per compiti ripetitivi, mentre le tecnologie di AI, come la realtà aumentata e la realtà virtuale, potrebbero aiutare i lavoratori ad ottenere competenze specifiche e compiti sempre più specializzati, in un processo che include anche le donne e i diversamente abili. Infine, il nuovo concetto di industria orientata all’uomo punterà sullo sviluppo di capacità tipicamente umane, come la creatività, il pensiero imprenditoriale e la flessibilità.

Il ruolo dei cobot nelle industrie Ormai da diversi anni, l’impiego di intelligenza artificiale (AI), machine learning e IoT è entrato a far parte delle industrie migliorandone produttività ed efficienza. Non solo, grazie a queste nuove tecnologie, anche le condizioni di lavoro mostrano evidenti margini di miglioramento. I “cobot” industriali o robot collaborativi sono progettati per collaborare con gli esseri umani in modo sicuro e intelligentee sono destinati a diventare alleati fondamentali per l’industria 4.0. Ma cosa sono i cobot e cosa li distingue da un semplice robot industriale? Tutto ciò che c’è da sapere sui cobot Il termine cobot nasce dalla fusione di due termini inglesi, ovvero collaborative robots. Si tratta di robot che affiancano i lavoratori nelle industrie, rendendo il loro lavoro più produttivo. Ciò che distingue i cobot dai robot industriali sono la velocità e la forza. I robot industriali, infatti, lavorano a velocità altissime e possono sollevare senza sforzo anche carichi superiori a una tonnellata. Se gli umani collaborassero direttamente con questo tipo di robot, i rischi sarebbero altissimi. Per questa ragione, risultano più adatti a sostituirsi al lavoro degli esseri umani e a non interagire direttamente con loro. I cobot invece, sono strutturati in modo totalmente diverso e hanno delle funzionalità in grado di ottimizzare e massimizzare la produttività aziendale senza sostituirsi ai lavoratori umani. Infatti, la velocità di esecuzione dei compiti appare più ridotta e i carichi dei pesi sono più ridotti. Canonicamente, i cobot possono trasportare carichi intorno ai 20 kg e hanno un tempo di esecuzione più lento, pari a circa 4 m/s. In più, i cobot sono programmati con dei sensori speciali che consentono loro di fermarsi in caso di contatto o collisione con un essere umano, il che li rende ancora più sicuri da utilizzare all’interno delle aziende. Ma come sta evolvendo l’utilizzo dei cobot? Lo sviluppo di questi robot sta prendendo piede in diversi campi e sono innumerevoli le ottimizzazioni che li rendono sempre più efficaci nelle industrie. Gli ultimi modelli di cobot hanno movimenti più precisi e tempi di reazione più rapidi, capacità di orientamento, capacità di imitare e accompagnare sempre più compiti affidati agli umani. Inoltre, i cobot sono in grado di riconoscere sempre meglio le intenzioni umane e di comprenderne i comandi, rendendo gli ambienti di lavoro sempre più sicuri ed efficienti. Collaborare con loro non è mai stato così semplice. Come operano i cobot I cobot aumentano e migliorano le capacità umane svolgendo al loro posto i compiti più ripetitivi e/o pericolosi, o dando ai lavoratori umani una forza maggiore rispetto a quella di un essere umano e una migliore capacità di analisi dei dati. I cobot sono pensati per operare a stretto contatto con gli umani in uno spazio di lavoro condiviso. Un cobot che si muove in un ambiente senza umani, ovviamente, non necessita della stessa attenzione di un modello che lavora nelle immediate vicinanze di un umano. Ciò porta questo tipo di cobot a dover avere una serie di funzionalità in più, come la necessità di rilevare un’elevata quantità di segnali, una connessione veloce e la capacità di prendere decisioni rapidamente grazie a un’elaborazione efficiente dei dati. Ciò è essenziale per consentire ai cobot e ai lavoratori umani di lavorare in sinergia anche negli ambienti più critici per la sicurezza. Di conseguenza, affinché il sistema di controllo di un cobot sia in grado di prendere decisioni tempestive e reagire in base agli impulsi esterni, ad esempio con l’arresto di un movimento nel caso si imbatta in un ostacolo, è importante sviluppare un sistema di rilevazione e comunicazione efficace, veloce e affidabile.

L’intelligenza artificiale nel settore manifatturiero Secondo i dati raccolti dalle ultime statistiche di settore, l’intelligenza artificiale e il settore manifatturiero sono un binomio sempre più vincente. I numeri indicano che, nel mondo, oltre il 75% delle aziende del settore manifatturiero utilizza tecnologie innovative di intelligenza artificiale. In particolare, in Italia, oltre l’80% delle aziende utilizza macchine e sistemi basati sull’IA e gli stessi produttori confermano un aumento di questa tendenza. Perché le aziende del manifatturiero utilizzano l’IA? I motivi principali che spingono le imprese manifatturiere a adottare tecnologie di intelligenza artificiale sono molteplici. In generale, l’intelligenza artificiale è indispensabile per modernizzare le aziende, per migliorare la competitività e offrire soluzioni e tecnologie sempre più innovative. In particolar modo, l’IA consente di massimizzare l’efficienza produttiva dei dipendenti, ridurre i costi e i tempi di produzione, limitare gli errori e migliorare la qualità dei prodotti offerti.  Le aree di utilizzo dell’intelligenza artificiale nella manifattura I settori in cui l’intelligenza artificiale è più presente riguardano il controllo qualità, sia del prodotto che della linea di produzione, e l’ottimizzazione della supply chain, in particolare per ciò che riguarda l’inventario, la gestione del rischio, e l’approvvigionamento. Nello specifico, le statistiche indicano che l’Italia si trova al primo posto nella classifica delle aziende di manifattura che utilizza l’intelligenza artificiale nelle operazioni quotidiane. Ma l’intelligenza artificiale permette anche di migliorare l’alimentazione energetica grazie alla manutenzione predittiva e diminuire gli errori e le inefficienze con conseguente miglioramento dell’attività di pianificazione e di logistica. I vantaggi dell’utilizzo delle tecnologie basate sul cloud I settori che maggiormente si affidano al Cloud sono cinque: Macchinari pesanti Automotive e OEM Produzione e assemblaggio industriale Fornitori automobilistici Prodotti chimici Tra i vantaggi più evidenti riportati dalle aziende manifatturiere che utilizzano il cloud in tutto il mondo vi sono la possibilità di anticipare e di soddisfare le richieste dei clienti e la possibilità di gestire in modo ottimale le forniture, i materiali e le scorte. Le aziende di manifattura italiane che utilizzano il cloud riportano inoltre la possibilità di misurare in tempo reale la qualità delle loro decisioni grazie alla possibilità di analizzare in breve tempo grandi quantità di dati. Il risultato è una riduzione di costi sia per quanto riguarda il time to market dei prodotti che per le infrastrutture.

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