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Intelligenza artificiale: pericolo o opportunità?

Nelle aziende, così come in molti altri settori, le tecnologie di intelligenza artificiale sono sempre più presenti, e vengono utilizzate tutti i giorni. Il machine learning, i big data, la blockchain: si tratta di tecnologie che pongono diverse sfide, e che portano la comunità scientifica a chiedersi se davvero in futuro potranno sostituire il lavoro umano. In realtà, nonostante le perplessità, le caratteristiche di queste tecnologie e quelle dell’essere umano suggeriscono che ci sono almeno quattro buoni motivi per cui è sbagliato pensare che “i robot” ci ruberanno il lavoro.

Ecco quali sono.

Le attività più a rischio sono quelle manuali

Le tecnologie di intelligenza artificiale rendono molte attività automatizzate, più veloci, e meno rischiose, ma ciò vale in particolare per ciò che riguarda le attività manuali, i lavori semplici, ad esempio in settori come la logistica e la catena di approvvigionamento.

Ma l’insieme di competenze che hanno i professionisti umani non potrà mai essere sostituito. Basti pensare alle capacità di negoziazione, alle trattative, al rapporto umano che si instaura tra clienti, dipendenti e fornitori.

La formazione permanente è un buon investimento

Come dimostra la presenza crescente in molte aziende dei cobot, le professioni meno qualificate potrebbero essere a rischio, perché sostituite dall’intelligenza artificiale. È importante, quindi, continuare a formarsi, seguire corsi di aggiornamento, e aggiornare le competenze sia professionali che personali, perché le professioni che hanno un alto potere decisionale, con competenze qualificate, non potranno essere sostituite da un robot.

La complessità dei lavori di approvvigionamento

In azienda esistono professioni che raggruppano conoscenze e competenze complesse. Prendendo ad esempio il lavoro di approvvigionamento, le tecnologie di intelligenza artificiale si rivelano fondamentali per ciò che riguarda la possibilità di elaborare enormi quantità di dati in brevissimo tempo, ma esiste una serie di competenze che non potranno mai essere sostituite.

I professionisti dell’approvvigionamento riescono infatti a gestire e a mantenere relazioni con i portatori di interesse nelle aziende, con i consumatori, con i fornitori, creando vantaggi competitivi e valore aggiunto per l’azienda. Si tratta di competenze umane inaccessibili ai robot.

L’intelligenza artificiale affianca ma non sostituisce l’uomo

In conclusione, l’intelligenza artificiale sarà sempre più indispensabile nell’azienda, ma per coadiuvare e affiancare le attività tipiche dell’essere umano. Vi sono infatti competenze che l’intelligenza artificiale svolge meglio, come la raccolta e l’analisi dei dati, i controlli automatici, e tutta una serie di attività manuali. In questo senso, i robot potranno essere un valido aiuto per l’uomo, che potrà quindi continuare a lavorare in azienda concentrandosi sul valore strategico delle proprie professionalità.

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