I comparti

I dati evidenziati dai rapporti sulla mobilità sostenibile e i veicoli elettrici sono confortanti, con dati in crescita nel nostro Paese come nel resto del mondo. Nello specifico, nelle principali città italiane come Firenze, Torino, Bologna, Venezia, Napoli e Milano un terzo dei residenti si sposta con mezzi sostenibili, tra cui bicicletta, trasporti ferroviari, auto e bus elettrici. In generale, comunque, in tutta Italia c’è stato un deciso passo in avanti verso la transizione verso i veicoli ad emissione zero dal 2019 in poi, anche grazie ai bonus e agli incentivi previsti dallo Stato e all’aumento dei punti di ricarica. I dati raccolti da UNRAE, Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri, riportano l’immatricolazione di 38.141 auto ibride in Italia nel 2019, contro le 37.920 immatricolate nel 2018. Anche a livello globale i veicoli elettrici sono in aumento, superando nel 2019 le vendite di 5 milioni di unità. Al primo posto nel mondo si trova la Cina, seguita da Europa, Stati Uniti, Giappone. In Europa, l’aumento principale si registra con il 97% nel 2019 da parte della Germania.  Mobilità sostenibile: l’ecobonus 2021 per i veicoli speciali L’eco-bonus auto, istituito con la Legge di Bilancio 2021, è dedicato ai veicoli commerciali e ai mezzi speciali, come veicoli blindati, camper, veicoli con accesso per le sedie a rotelle. Questo bonus si può prenotare dal 10 febbraio e prevede un contributo, che parte da un minimo di 1.200 euro e, in caso di rottamazione, arriva fino a 8.000 euro per acquistare veicoli ibridi o elettrici nuovi. Per prenotare il bonus bisogna recarsi da un concessionario, indicando il metodo di acquisto e gli eventuali dati del veicolo da rottamare. Ciascun concessionario potrà accettare un massimo di 50 prenotazioni al giorno e il bonus è valido fino al 30 giugno 2021. Mobilità sostenibile: gli incentivi statali per l’acquisto di auto euro 6 La Legge di Bilancio 2021 ha previsto anche una revisione del bonus introdotto dalla manovra 2019 per il bonus auto. Le nuove condizioni prevedono un incentivo fino a 2.000 euro per la rottamazione di veicoli fino a euro 6 e il successivo acquisto di auto con emissioni fino a 60 g/km di Co2. Il contributo è riservato alla categoria di veicoli M1 auto fino a 8 posti, con prezzi di listino che non superano i 5.000 euro, da acquistare entro il 30 giugno 2021. Per i veicoli con emissioni di Co2 fino a 20 g/km, questo incentivo può arrivare a 10.000 euro se si rottama un veicolo fino a euro 6, perché si può beneficiare dei 6.000 euro previsti dalla manovra 2019, e sommarli ai 2.000 della legge 2021. In più, i venditori prevedono un ulteriore sconto di 2.000 euro. 

Intelligenza Artificiale: incremento dei profitti fino al 20% Fino a pochi anni fa le tecnologie che sfruttano l’intelligenza artificiale (AI) sono state raramente adottate dalle aziende nella nostra penisola, ma la situazione sta iniziando a cambiare. Da recenti studi, infatti, è stato notato che  l’impiego di questo tipo di tecnologia può aiutare non solo a ottimizzare il lavoro ma, se usata opportunamente, l’intelligenza artificiale può essere uno strumento che genera valore economico per le aziende.  Anche se il termine sembra essere così futuristico, oggi l’intelligenza artificiale non è più appannaggio di grandi imprese. Infatti, diventando sempre più accessibile, l’AI oggi viene integrata in aziende di ogni tipo, piccole e grandi. I software innovativi che fanno utilizzo dell’intelligenza artificiale impiegano il machine learning, ovvero l’apprendimento automatico. Questa pratica, infatti, consente di elaborare algoritmi – che sono programmi matematici – che servono per esaminare i dati, interpretarli e quindi utilizzarli per fare previsioni. Così facendo possono essere automatizzati  aspetti chiave della gestione aziendale come il raccoglimento e l’interpretazione di grandi quantità di informazioni. E, sebbene questo sia già un dato significativo, non è l’unico vantaggio: ottimizzando i tempi di lavoro del personale che potrà svolgere la propria attività in pochi minuti anziché in diverse ore, l’Intelligenza Artificiale consente alle aziende di risparmiare non solo tempo, ma anche denaro. Vediamo insieme come. I vantaggi economici dell’utilizzo dell’AI Oggi, com’è noto, vi sono diversi modi in cui un potenziale cliente può entrare in contatto con un’azienda. Abbiamo i social, le e-mail, le app di messaggistica istantanea e il customer service, tutti elementi di cui tener conto quando dobbiamo aumentare i tassi di conversione delle aziende.  Ed è qui che entra in gioco l’intelligenza artificiale. Grazie alle tecniche di machine learning, l’AI è in grado di analizzare i dati da più fonti e determinare quindi le tendenze di acquisto e formulare strategie di marketing per le aziende, aiutandole a gestire le relazioni con i clienti. Inoltre, l’intelligenza artificiale può aiutare notevolmente l’esperienza di customer service per i tuoi clienti. Per ottenere buoni risultati, è essenziale conoscere il percorso svolto dal cliente sui siti delle imprese. Grazie ai dati ricavati avrai importanti informazioni circa le preferenze dei tuoi clienti, facendo crescere così il tuo business. Un impiego essenziale dell’intelligenza artificiale è quello dei chatbot, degli assistenti di vendita virtuali che fanno anch’essi parte del servizio clienti e, grazie a processi automatizzati, possono aiutare i clienti in caso di difficoltà.  Anche se la loro invenzione è datata, i chatbot di oggi funzionano grazie all’intelligenza artificiale e sono in grado di comprendere anche richieste complesse, dare risposte personalizzate in base all’utente e, grazie all’apprendimento automatico, migliorare le loro risposte nel corso del tempo. Come si traduce tutto ciò in un vantaggio economico per le aziende? Sicuramente il vantaggio più evidente dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale risiede nell’azzeramento dei tempi di attesa, in quanto un chatbot è in grado di rispondere con precisione alle domande dei clienti fornendo un servizio che funziona a ogni ora del giorno, 7 giorni su 7. Questo è un vantaggio soprattutto per le piccole imprese che non hanno grandi team di supporto disponibili per gestire le domande dei clienti. In più, i chatbot che utilizzano l’intelligenza artificiale di oggi non sono lì solo per l’assistenza, ma anche per svolgere un lavoro di follow-up del cliente. AI e marketing digitale Sebbene possa sembrare contraddittorio fare un’affermazione del genere, l’intelligenza artificiale può aiutare le imprese a conoscere davvero i propri lead, acquisendo una comprensione più profonda delle loro esigenze e aspettative. Infatti, l’intelligenza artificiale analizza quelli che sono i comportamenti dei clienti, cercando di comprendere come avrebbero reagito a una determinata offerta, ad esempio. Ciò fa sì che si possano sviluppare strategie di marketing efficaci per le aziende, che aumenteranno il loro fatturato. Grazie all’automatizzazione di procedure dispendiose in termini di tempo e denaro, gli strumenti che oggi utilizzano intelligenza artificiale forniscono alle imprese i vantaggi  di cui hanno bisogno per migliorare davvero la loro crescita. Inoltre, le piattaforme che utilizzano l’intelligenza artificiale sono facili da integrare nelle aziende e disponibili in base all’utilizzo che si desidera farne. L’AI infatti elabora software che aiutano nel supporto e nella gestione delle relazioni con i clienti, nel settore delle risorse umane, quello della finanza, del marketing e delle vendite fino ad arrivare alle catene di montaggio e alla logistica, garantendo la massima qualità della user experience e aiutando a raccogliere dati di alta qualità. Ma l‘intelligenza artificiale è un ottimo strumento per analizzare ogni aspetto del percorso del cliente, dal contatto iniziale al coinvolgimento e al supporto, aiutando le aziende a creare relazioni durature che soddisfino le esigenze e le aspettative dei clienti, ma non solo: l’intelligenza artificiale oggi inizia a muoversi anche nel settore dell’assemblaggio e della logistica, aiutando i produttori e il personale delle aziende.

Ormai è innegabile: l’intelligenza artificiale (AI) sta rivoluzionando il mondo della logistica. E oggi può davvero aiutare l’uomo a svolgere meglio il proprio lavoro e limitare i lavori usuranti. Con l’arrivo dell’intelligenza artificiale nelle fabbriche e nei magazzini, infatti, si è passati da una concezione della logistica fondata sulla reazione, dove gli step operativi si adattano ai cambiamenti della domanda, a una logistica smart e anticipatoria dove i software, sfruttando la grande quantità di dati a disposizione, elaborano delle strategie atte ad anticipare i futuri trend di mercato. Ed è qui che entra in gioco l’intelligenza artificiale, che ha il potere di conferire una maggiore autonomia a software e computer, che grazie al loro continuo aggiornamento sono oggi capaci di “mimare” sapientemente quelli che sono i processi della mente umana. Intelligenza artificiale: il ruolo del machine learning Non sono poche le industrie che negli ultimi anni stanno incrementando l’utilizzo dell’intelligenza artificiale e del meno conosciuto ma fondamentale machine learning (che, in italiano, viene definito apprendimento automatico). Ciò succede perché grazie alla sinergia degli algoritmi probabilistici di intelligenza artificiale e machine learning le industrie sono in grado di risolvere problemi risolvibili con nessun altro algoritmo.  C’è un’esplosione di dati digitali oggi sul web e nei media in generale tra cui immagini, video e parlato. Questo incremento nella raccolta dei dati ha fatto sì che nascesse la necessità di poterli analizzare per poter delineare dei trend di mercato da queste informazioni.  Questo tipo di analisi, infatti, è spesso affidato ad algoritmi AI/ML (intelligenza artificiale/machine learning), in quanto questi programmi hanno la capacità di riuscire a risolvere facilmente problemi che rimangono intrattabili utilizzando algoritmi informatici classici. I problemi che sorgono dagli algoritmi classici infatti includono diverse difficoltà nel riconoscimento delle immagini o degli oggetti, così come il riconoscimento facciale e l’elaborazione del linguaggio naturale. In questo senso dunque sia il machine learning e sia l’intelligenza artificiale si stanno dimostrando come risorse fondamentali per diversi ambiti di applicazione, tra cui automazione industriale, robotica e logistica. Le capacità dell’intelligenza artificiale nella logistica Le capacità in continuo sviluppo e aggiornamento dell’intelligenza artificiale stanno aumentando sempre di più l’efficienza delle aziende, specialmente nell’analisi e predizione dei trend di mercato. Disporre di uno strumento che riesca a compiere previsioni accurate della domanda e che sia in grado di pianificare delle strategie di marketing consente alle aziende di essere proattive, anticipando problemi, tendenze e cambiamenti futuri del target di riferimento aziendale. Sapendo cosa aspettarsi, possono essere ottimizzate le risorse necessarie per il trasporto, ad esempio, e sarà possibile indirizzarle verso le località in cui è prevista la domanda più alta (debitamente analizzata dai sistemi AI), minimizzando anche quelli che sono i costi di gestione e di trasporto. L’intelligenza artificiale utilizza i dati al massimo delle loro potenzialità per anticipare meglio gli eventi, evitare rischi e creare soluzioni personalizzate sulla base di ciò che le aziende desiderano ottenere. Ciò consente alle organizzazioni di modificare il modo in cui le risorse vengono utilizzate traendone al contempo il massimo beneficio, e l’intelligenza artificiale può eseguire queste operazioni in modo molto più rapido e accurato che mai. Dove viene utilizzata l’intelligenza artificiale? Uno degli impieghi più comuni dell’AI nel settore della logistica è nei magazzini automatici. Il processo di lavoro dà vita a una serie di pattern operativi che le intelligenze artificiali possono analizzare di continuo, deducendo qual è la migliore strategia di ottimizzazione per ogni segmento operativo. Inoltre, l’intelligenza artificiale presenta numerosi vantaggi anche anche nel coordinamento tra i magazzini e le imprese di trasporto. L’automazione dei processi interni ai magazzini, infatti, si integra perfettamente con l’AI e coordina sapientemente il trasporto di beni, alleggerendo il carico di lavoro degli operai all’interno dell’azienda. L’intelligenza artificiale è anche in grado di tener traccia dello stato degli ordini dei clienti, prendendo decisioni in totale autonomia (sia per la spedizione e tracciabilità degli ordini che per i resi eccetera), e può offrire un ottimo servizio di customer care grazie agli assistenti virtuali in grado di interagire con i clienti meglio conosciuti come chatbot.

Il parquet: la pavimentazione accogliente e versatile Il parquet è da sempre una delle soluzioni di flooring più scelte per arredare sia gli ambienti di casa che quelli di lavoro, grazie al fatto che crea un’atmosfera elegante e senza tempo e all’ampia scelta di finiture ed essenze disponibili in commercio. Il legno di cui è composto il parquet lo rende una pavimentazione delicata, e per questo motivo necessita di cure e attenzioni speciali, soprattutto quando si tratta di pulirlo e di disinfettarlo. In generale, dato che è realizzato con materiali naturali, il parquet non si pulisce come le normali pavimentazioni in ceramica, pertanto non si possono usare i comuni detersivi a base di ammoniaca, candeggina o altri prodotti chimici. La pulizia e la disinfezione del parquet prevedono l’utilizzo di prodotti appositi, con accorgimenti specifici nel caso in cui il parquet sia verniciato, oliato o cerato. In tutti i casi, è sempre meglio utilizzare detergenti neutri.  Lavaggio e pulizia del parquet Prima di lavare il parquet è necessario rimuovere la polvere. Per farlo, è bene utilizzare dei panni in microfibra o elettrostatici, oppure un aspirapolvere o una scopa elettrica che abbia le apposite spazzole con setole morbide e antigraffio. Si può poi lavare il parquet utilizzando un panno imbevuto in poca acqua con sapone neutro, e poi strizzato, oppure le apposite lavasciuga. Per preservare la qualità del legno ed evitare di rovinarlo, è consigliabile passare il panno seguendo la direzione di posa del parquet e le venature del legno, ed evitare che si accumuli umidità lasciando arieggiare la stanza. Se si desidera utilizzare detergenti naturali, si può optare per una miscela composta da un litro di olio di oliva e mezzo limone spremuto, oppure una miscela composta da acqua e aceto, da spruzzare sul legno e poi asciugare. Come si disinfetta il parquet? La soluzione ideale per eliminare germi e batteri dal parquet consiste in un composto di acqua e alcol da applicare su un panno e non direttamente sulla superficie, per evitare di rovinarla. In alternativa, si possono utilizzare degli oli essenziali dalle proprietà antibatteriche come il tea tree, sono molto indicati quelli alla menta, al cedro, al bergamotto e alla lavanda. In questo caso, sarà sufficiente diluire poche gocce nell’acqua e il parquet apparirà disinfettato e profumato allo stesso tempo.  Come si puliscono i parquet oliati e cerati? Se il parquet è oliato o cerato è meglio non usare l’aspirapolvere per non rischiare di rimuovere lo strato protettivo. Per rimuovere la polvere e pulirlo è raccomandabile utilizzare un prodotto specifico e un panno di microfibra che conservi la oliatura e che non danneggi il legno. In particolare, nel caso del parquet rivestito con cera, è necessario rinnovare la ceratura almeno una volta al mese. In questo caso, si possono usare le apposite monospazzole e il disco con la rete sottile per rimuovere delicatamente lo strato di cera. Prima di rinnovare l’applicazione della cera è utile spolverare. In alternativa alla cera, che potrebbe lasciare uno strato appiccicoso soprattutto se applicato troppo frequentemente, si può ricorrere all’uso di oli essenziali che, diluiti con l’acqua, profumano e nutrono il legno.  Come togliere i segni dal parquet nelle fiere? In situazioni di estremo calpestio come un congresso o una fiera di settore, se doveste scegliere di optare per il parquet, dovreste assicurarvi di acquistare un prefinito poiché risulta facile e veloce da posare e smontare. Ancora meglio se waterproof, in modo che se dovesse sporcarsi o graffiarsi sarebbe più facile da pulire. Infatti, nel caso in cui si volesse riparare un danno si potrebbe utilizzare della carta vetrata con diverse sgranature unita a olio di gomito, carteggiare delicatamente il pavimento seguendo le venature del legno e andare a togliere la parte superficiale. Infine, passando un panno inumidito con l’acquaragia sulla zona trattata, il graffio sparirà. Se invece i graffi fossero più distesi, è consigliabile passare una levigatrice per levigare tutta la parte interessata. Questa operazione renderà opaco il vostro parquet e lo priverà della sua lucidezza togliendo così tutti i graffi in superficie. Alla fine di questo passaggio, sarà possibile stendere della cera liquida sul pavimento, lasciarla agire e infine lucidare per ottenere il massimo risultato. Nell’eventualità di dover far ricorso ad altri lavori di cantieristica nei locali con rivestimenti in legno, è consigliabile proteggere il parquet coprendolo con materiale traspirante di spessore morbido, non appiccicoso, affinché i lavori non causino graffi, sporco e contusioni sulla superficie prefinita del pavimento.

Mobilità sostenibile: il rapporto di Kyoto Club e Transport&Environment A 5 anni dall’Accordo di Parigi per limitare il riscaldamento globale, il Kyoto Club e Transport&Environment ha stilato un Piano di Ripresa e Resilienza per la mobilità sostenibile in Italia. Il rapporto propone un investimento di oltre 41 miliardi di euro da destinare a mobilità urbana e regionale, elettrificazione dei trasporti e transizione ecologica dell’industria automotive. L’investimento è circa il 20% dei fondi stanziati a livello europeo per il Recovery Plan italiano da NGEU, Next Generation EU. Questo strumento prevede, tra prestiti e sovvenzioni, fondi di 209 miliardi di euro volti a contrastare la grave crisi economica generata dalla pandemia da Covid-19.   PNNR: le critiche del Kyoto Club e Transport&Environment Tra le critiche mosse alle Linee Guida del Recovery Plan vi è il fatto che sono state previste soprattutto le grandi opere, come la costruzione di nuove autostrade e investimenti nelle ferrovie, e che non sono stati presi in considerazione i cambiamenti climatici, le politiche di mobilità urbana, le linee locali regionali, il potenziamento delle reti verso il Sud Italia.   Le proposte di Kyoto Club e Transport&Environment In base al rapporto presentato l’11 dicembre scorso, il Kyoto Club e Transport&Environment propone di destinare 41.5 miliardi di euro con le seguenti proporzioni: €29,7 mld per mobilità urbana e regionale €7,95 mld per elettrificazione €3,5 mld per messa in sicurezza delle infrastrutture stradali   In particolare, il rapporto consiglia politiche mirate per favorire la mobilità elettrica in Italia: gli studi indicano infatti che il settore mobilità e infrastrutture nel nostro paese ancora oggi produce, come nel 1990, il 26% delle emissioni di anidride carbonica, per un totale di 108 milioni di tonnellate. L’obiettivo è di ridurle fino al 90% nei prossimi tre anni.   Priorità: trasporti locali e città vivibili L’obiettivo del rapporto presentato da Kyoto Club e Transport&Environment è rendere le città più vivibili, e avviare in Italia la green and just transition prevista dagli accordi di Parigi del settore trasporti. È importante inoltre aumentare la sicurezza negli spostamenti dei cittadini e puntare sulla mobilità regionale e urbana con la realizzazione di infrastrutture per il trasporto collettivo e il miglioramento degli spazi urbani per ciclisti, pedoni e auto. Il rapporto propone il potenziamento di autobus elettrici e la condivisione di auto elettriche e la consegna di merci a emissioni zero. Tra gli obiettivi del rapporto vi è inoltre la destinazione di una parte delle risorse del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) alla sicurezza stradale e al raggiungimento dell’obiettivo di zero morti sulle strade.

Automazione e AI: come cambia il mondo del lavoro? L’automazione industriale e l’Intelligenza Artificiale stanno modificando il mondo del recruitment e  le competenze richieste per entrare nel mondo del lavoro. Gli studi confermano che da un lato vi sarà una richiesta di nuove professioni, e dall’altro molte occupazioni non saranno più richieste. In particolare, aumenteranno le richieste di competenze specifiche e verticali: da oggi fino al 2022 saranno necessari in Italia 2.5 milioni di nuovi occupati, sia nel settore dei dipendenti che in quello dei liberi professionisti. Le competenze richieste ai professionisti del futuro comprendono sia quelle tecniche, in particolare legate al digitale, che quelle umane, legate alla personalità e all’intelligenza emotiva.   L’importanza delle soft skills In un mercato sempre più dominato dalle tecnologie digitali, la formazione continua è fondamentale, ma diventano molto importanti anche le cosiddette “Soft Skills”: competenze trasversali come l’empatia, il personal  branding, la curiosità , la capacità di ascoltare, la capacità di creare reti, e di interagire con gli altri in modo efficace. Le soft skills sono ancora più necessarie nel mercato del lavoro futuro dominato dalla trasformazione digitale, perché è necessaria una trasformazione culturale in azienda per poter accogliere quella digitale. Per questo motivo saranno molto richieste, e inserite nel processo di recruitment, capacità di negoziare, di relazionarsi, e di guidare i cambiamenti all’interno delle aziende.   Le Tech disruptive skills La vera novità per le professioni del futuro riguarda però le tech disruptive skills, competenze digitali molto avanzate, e molto richieste per chi si occupa di Intelligenza Artificiale e Automazione. Queste competenze permettono di creare e utilizzare tecnologie che cambiano i modelli di business e il mercato in modo duraturo. Tra i settori principali: robotica, automazione, cybersecurity, Data Science.   Quali sono i settori trainanti per le professioni più richieste? La pandemia da Coronavirus e la conseguente crisi economica che ne è derivata hanno determinato un cambiamento nelle competenze richieste. Gli studi indicano che circa il 30% delle nuove professioni è legato alla rivoluzione digitale e all’economia circolare. Saranno quindi sempre più richiesti esperti di Intelligenza Artificiale e di sicurezza informatica, sia in settori nuovi come il cloud computing, sia in settori tradizionali che si sono dovuti trasformare, come banche e assicurazioni: tra le professioni più richieste vi saranno infatti il private banker e il Data Protection Officer. Il settore sanitario, già in crescita nel 2019, ha creato la necessità di professionisti per la cura della persona a domicilio, ma anche di professionisti della Care Economy in generale: istruttori di fitness e di yoga, fisioterapisti e professionisti che trascrivono i referti medici registrati.

Dal Giappone il primo satellite di legno L’università di Kyoto, in collaborazione con la Sumitomo Forestry, ha dato il via ad un progetto sperimentale volto alla realizzazione di satelliti per lo spazio in legno. Il progetto è ancora in una fase iniziale, ma il team di ricerca ha previsto il primo lancio di questo tipo di satelliti nel 2023. I progetto è nato per tentare di porre un freno alla cosiddetta spazzatura spaziale, cioè il cumulo di detriti artificiali che gravitano nell’orbita spaziale. Oltre al Giappone, anche l’ESA, l’Agenzia Spaziale Europea, ha lanciato un progetto in collaborazione con ClearSpace, start up tedesca, per creare un robot in grado di recuperare i detriti spaziali e portarli alla distruzione grazie al contatto con l’atmosfera terrestre. I rischi della spazzatura spaziale Le stime indicano che in orbita vi sono circa seimila satelliti, di cui il 60% non più utilizzato, e che saranno lanciati almeno altri mille nei prossimi dieci anni. il problema di questi satelliti è che quando rientrano nell’atmosfera terrestre, bruciando rilasciano quantità di minuscole di allumina, che restano sospese nell’atmosfera e a lungo termine posso avere impatti negativi anche sull’inquinamento terrestre. Inoltre, i frammenti dei satelliti viaggiano a una velocità di circa 22.30000 mph e possono danneggiare gli oggetti che incontrano. Quali sono i pregi dei satelliti realizzati in legno? Anche se al momento si tratta soltanto di un prototipo, esiste già un nome: il primo satellite artificiale in legno si chiamerà LignoSat e sarà sviluppato con materiali di legno altamente resistenti alle condizioni atmosferiche a cui vanno incontro i satelliti spaziali, in particolare il lancio e l’orbita. Le immagini del design concettuale di LignoSat mostrano un involucro in legno dalle linee essenziali. Il legno è stato scelto perché è un materiale che non blocca e onde elettromagnetiche, per questo motivo un satellite in legno può ospitare dispositivo di controllo e antenne al proprio interno. Inoltre, il legno non lascia detriti nell’atmosfera perché quando entra in contatto con l’atmosfera terrestre si brucia completamente. Rispetto all’alluminio poi, il legno pesa fino a 7 volte di meno e isola dalle radiazioni cosmiche, che possono essere letali per i microcircuiti contenuti nei satelliti. Sumitomo Forestry, l’azienda giapponese che esiste dal 1691 Sumitomo Forestry fa parte di un gruppo giapponese fondato nel 1691 da un monaco buddista. Oggi l’azienda gestisce 1650 ettari di forte in Giappone e per il prototipo del primo satellite in legno sta lavorando a dei materiali di legno che resistano alle alte temperature e alla luce del sole.

L’automazione scalabile. Cos’è e come può trasformare i processi aziendali? Tra i componenti fondanti dell’industria 4.0 vi sono l’Intelligenza Artificiale e i software automatizzati, che integrati nei processi aziendali permettono alle aziende di migliorare la competitività, massimizzare i profitti, aumentare la produttività. L’importanza dell’intelligenza artificiale è stata acclarata dal governo, che attraverso il MISE ha pubblicato un documento sulla strategia italiana per l’intelligenza artificiale. Ma per imprimere una svolta più importante in termini di produttività e di efficienza è importante considerare le applicazioni giuste che permettano all’Intelligenza Artificiale di avere un impatto più importante sulle operazioni di Internet Technology. È qui che entra in campo l’automazione iperscalabile. Ma di che si tratta? Automazione iperscalabile: che cos’è? L’automazione iperscalabile è un processo che coinvolge tre elementi: software di automazione dei processi, Intelligenza artificiale ed estrazione dei processi. Grazie alla combinazione di queste tecnologie l’automazione iperscalabile permette di misurare e di mappare i processi aziendali, aumentando in modo determinante la capacità e l’efficienza dei processi stessi. L’automazione iperscalabile migliora le capacità umane, trasforma i processi aziendali e offre innegabili vantaggi competitivi. Come funziona l’automazione iperscalabile? Grazie all’automazione iperscalabile, è possibile misurare e mappare tutti i processi aziendali seguiti dall’automazione, con benefici pratici molto evidenti. Ad esempio, in un processo aziendale, l’automazione iperscalabile impiega pochi secondi a commettere e a correggere un errore, dove invece un essere umano in un processo manuale può commettere anche uno o due errori all’ora, rallentando la produzione e mettendo a rischio il raggiungimento del risultato. Grazie all’automazione iperscalabile, il lavoro umano in azienda può essere rivolto ad ambiti più sofisticati o creativi, lasciando a questa tecnologia gli errori e i relativi processi di apprendimento e correzione durante i processi aziendali. Automazione iperscalabile in azienda: ostacolo o opportunità? Il problema principale che ostacola lo sviluppo dell’automazione iperscalabile nelle aziende non è tecnologico, ma culturale. Le organizzazioni aziendali, infatti, spesso temono le sfide proposte dall’Intelligenza Artificiale percependole come una minaccia al proprio lavoro. In realtà, se applicata in modo corretto, l’Intelligenza Artificiale e in particolare l’automazione iperscalabile consentono di potenziare i talenti umani, liberandoli dai processi meccanici e ripetitivi e proponendosi come una collaborazione più che una sostituzione. L’applicazione di questa tecnologia ha ad esempio permesso ad una società statunitense che si occupa di energia rinnovabili di prevedere con esattezza la potenza delle proprie turbine eoliche, stabilendo quindi in anticipo la quantità di energia prodotta e potendo competere quindi in modo redditizio nel mercato della vendita di energia. Nel panorama attuale, l’Intelligenza Artificiale è presente in larga misura nelle aziende e le trasformazioni stanno coinvolgendo settori aziendali sempre più ampi, anche in Italia. Non si tratta più di un futuro lontano, ma di risultati reali e concreti.

Logistica e sostenibilità: lo studio del Politecnico di Milano Un nuovo studio realizzato da GS1 Italy in collaborazione con il Centro sulla Logistica e Supply Chain Management della LIUC Università Cattaneo e con l’Osservatorio Contract Logistics “Gino Marchet” del Politecnico di Milano ha evidenziato un aumento della sostenibilità nella logistica della grande distribuzione in Italia. Dal primo studio realizzato in questo settore, che mappava i flussi logistici nella GDO, sono passati 10 anni. in questo periodo sono aumentate infatti le riduzioni dei costi e l’efficienza e di conseguenza anche le emissioni inquinanti. La sostenibilità in Italia aumenta grazie alla riduzione dei viaggi Lo studio ha dimostrato che l’efficienza logistica è importante per aumentare la sostenibilità aziendale. Ad esempio, attraverso la riduzione dei viaggi: i movimenti di merce di largo consumo influisce dell’89% sul traffico stradale, spostando 18 milioni di tonnellate di merce, che passa attraverso i centri distributivi (Ce. Di). Nel 2018, la centralizzazione dei Centri Distributivi è aumentata. Inoltre, i camion sono stati riempiti in modo più efficiente, sfruttando tutta l’altezza. Questi due accorgimenti hanno permesso di trasportare più colli per ogni singolo spostamento e di conseguenza di ridurre le emissioni di anidride carbonica. In totale, dal 2009 al 2018 vi sono stati 450.000 viaggi in meno, per un risparmio complessivo di 97.000 tonnellate di anidride carbonica. Il risparmio si traduce anche in vantaggi economici: il sistema ha risparmiato infatti 160 milioni di euro. Sostenibilità e logistica: le criticità emerse dallo studio Lo studio rivela anche delle aree da migliorare per portare avanti la sostenibilità. Tra queste vi sono an necessità di migliorare la qualità dei pallet e degli espositori in circolazione. In particolare, gli espositori sono difficili da spostare e incidono sui colli fino all’11%. Inoltre, è importante diversificare la frequenza delle consegne, che al momento si concentra nell’ultima settimana del mese, e all’inizio della settimana. Si può migliorare inoltre la frequenza degli scarichi presso i Centri Distributivi da parte dei 3PL, cioè gli operatori che gestiscono il processo logistico per conto dei produttori. Al momento i ritmi di lavoro e gli orari di apertura dei Centri Distributivi fanno sì che l’80% degli scarichi avvenga tra le 6 e le 12am, con l’impossibilità di organizzare i viaggi durante tutta la giornata. Quali strumenti sono consigliati per aumentare l’efficienza logistica? Tra le sfide che il settore logistico delle aziende italiane deve affrontare vi sono un aumento della digitalizzazione della filiera, l’automazione del magazzino, la collaborazione di filiera. La digitalizzazione prevede una copertura maggiore di sistemi elettronici di comunicazione; l’automazione del magazzino prevede l’utilizzo di robot e di esoscheletri nei processi logistici, mente la collaborazione di filiera prevede una logica collaborativa e la condivisione delle informazioni tra i vari attori della filiera, allo scopo di avere benefici comuni e sconti logistici. Infine, la sostenibilità ambientale, che può essere aumentata tramite veicoli elettrici e a metano.

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