Legno

Il valore nascosto delle foreste per la produzione di energia pulita

Il valore nascosto delle foreste per la produzione di energia pulita

In Italia la superficie boschiva è in aumento, ma per poter generare energia elettrica si potrebbe sfruttare la parte biodegradabile ricavata dalla manutenzione delle foreste. Gli scarti del legno, infatti, possono essere trasformati attraverso l’utilizzo di determinate tecnologie e impianti ed essere utilizzati per produrre energia elettrica e termica. In questo modo, lo scarto diventa una risorsa evitando il tradizionale conferimento in discarica di quella parte di rifiuti che invece può essere riutilizzata e valorizzata. La conseguenza diretta di questa azione è la capacità di produzione di energia h24.

Ridurre le emissioni di CO2 grazie al legno 

Le foreste, tramite la loro folta vegetazione, rilasciano ossigeno e catturano anidride carbonica assorbendo il 30% di quella emessa, contribuendo così a ridurre drasticamente la concentrazione nell’atmosfera e a combattere il riscaldamento globale. Gli edifici e il settore dell’edilizia sono responsabili del 39% di tutte le emissioni di CO2 nel mondo, dunque, in Europa, sarebbe sufficiente il 10% di case costruite in legno in più per emettere il 25% in meno di anidride carbonica. Infatti, un metro cubo di legno imprigiona 1 tonnellata di CO2, rispetto a un metro cubo di cemento che ne sprigiona 2,5, una casa in legno fa risparmiare circa 50 tonnellate di CO2.

Utilizzare il legno rispettando l’ambiente

Molti potrebbero domandarsi come si può far uso del legno senza arrecare danno alla foresta. La risposta è molto semplice. Si può utilizzare il legno degradato oppure pezzatura che risulta essere inadeguata per altri usi, come ad esempio: cimali, potature, legno da espianti o da pulizie e sistemazioni o sottoprodotti come residui di segheria. Tutti materiali che, per la necessità di smaltimento, costituirebbero un problema e spesso un costo per la collettività e che invece rappresenta un’importante risorsa secondo il principio dell’economia circolare. In più, la parte biodegradabile ricavata dalla manutenzione dei boschi e dai residui organici delle attività agricole e agroindustriale costituisce biomassa solida, di conseguenza se ne può ricavare energia elettrica pulita.

Come funziona il prelievo di biomassa forestale?

Le operazioni principali per il prelievo di biomassa forestale a fini energetici, comprendono sia interventi selvi-colturali in boschi governati a fustaia, cioè quelli in cui gli alberi si lasciano crescere attraverso il prelievo degli assortimenti minori, comunemente lasciati in bosco in seguito a interventi di taglio degli assortimenti forestali maggiori, sia attraverso interventi in boschi governati a ceduo, cioè quelli dove gli alberi vengono periodicamente tagliati. In considerazione di ciò che è stato detto fino ad ora, è possibile affermare che l’attività di manutenzione forestale contribuisce alla produzione di energia elettrica pulita, occupazione, gettito fiscale, prevenzione del rischio di incendi incontrollati e illegali del materiale abbandonato e presidio attivo contro il dissesto idrogeologico.

Quale sarà il futuro della lavorazione del legno?

Con la dismissione della plastica da parte di molti paesi, il legno sta diventando sempre più un materiale importante sia per quanto riguarda la costruzione di prefabbricati che la produzione di pannelli in legno. Nei prossimi anni, si prevede un aumento degli investimenti nella tecnologia e nella automazione, con strumenti sempre più precisi per la lavorazione del legno. Di fondamentale importanza sarà restare aggiornati sulle tendenze del mercato, informandosi e recandosi alle fiere di settore.

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