Digitalizzazione Fiere

Fiere virtuali: come massimizzare i risultati e renderli misurabili Oggi le fiere online continuano a diventare sempre più popolari, specialmente per l’avvento del Covid e la necessità di rimanere in casa a causa del lockdown. Per fortuna, però, la tecnologia è a un livello in cui è possibile organizzare eventi virtuali in grado di competere egregiamente con le fiere reali. E così facendo è possibile accorciare un po’ le distanze. Tuttavia, organizzare una fiera online che funzioni non è così facile come sembra. Con la varietà di opzioni disponibili sul web, ci si può trovare a chiedersi come, quando e per quale motivo pianificare un evento online. La pianificazione e l’organizzazione di un evento online, infatti, è molto più importante dello scegliere semplicemente una piattaforma di streaming dove poter parlare dell’evento. La pianificazione di eventi virtuali, infatti, richiede un po’ più di impegno e pianificazione. Le fiere virtuali e la visibilità sul web Anche prima dell’avvento del Covid, dunque ben prima del primo lockdown, era in atto un progressivo processo di digitalizzazione delle fiere; non di rado abbiamo sentito parlare infatti di realtà aumentata e realtà virtuale, dei portali e dei siti di diverse fiere che consentono la totale virtualizzazione degli eventi espositivi. Prima, però, i siti delle fiere erano elaborati secondo una struttura che ricordava molto più un catalogo online con ricostruzioni tridimensionali che riportavano i contenuti degli espositori in fiera. Si tratta di smart catalog in continuo aggiornamento tra le diverse edizioni delle fiere che costituiscono ancor più un motivo di osservazione e riflessione per gli utenti delle fiere. Oggi la presenza sul web dei siti delle fiere è pensata più che mai in maniera strategica per riuscire a lavorare costantemente sul miglioramento della visibilità sul web che Google offre e che, dunque, fa sì che possa aumentare il numero di visitatori e il conseguente successo della fiera. Infatti è lo stesso Google a poter essere definito la fiera online per antonomasia. Con tutta la sua opera di indicizzazione e lo smisurato volume di visite che riceve ogni giorno, Google funge oggi da espositore digitale, una sorta di fiera multisettorializzata aperta 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Ma allora in quest’ottica come devono muoversi e svilupparsi le fiere 2.0? Le fiere digitali: come si sviluppano Spesso con il cambiare dei tempi e la necessità di spostarsi su web la domanda che ogni manager di fiere si è posto è stata: come si organizza una fiera online? Un po’ come un piano di marketing, le strategie che compongono l’organizzazione di una fiera online includono diversi step tra cui la lead generation, la brand awareness per consolidare e fidelizzare il proprio pubblico, e infine analisi di mercato e concorrenza.  La pianificazione dell’evento Prima di organizzare una fiera online, lo step fondamentale è quello di definire lo scopo dell’evento e ciò che si desidera ottenere. Bisogna considerare a quale pubblico rivolgersi (lead generation) per comprendere e decidere lo scopo e l’obiettivo della mostra online. Dunque è necessario organizzare e capire come si vorrebbe che il pubblico interagisse con il proprio evento online e quali obiettivi raggiungere. Inoltre, avere una timeline e un programma e per una fiera online è fondamentale. Se si desidera sviluppare un evento che sia coinvolgente e che attiri quanti più visitatori possibile, bisogna organizzare la fiera online come un evento reale.  Se necessario, si potrebbe anche definire un team specializzato di manager esperti nello sviluppo e nella definizione di un programma online per le fiere. In qualsiasi caso bisogna esser sempre pronti a qualsiasi tipo di evenienza, ricorrere a piani di emergenza in caso di crash dei server e organizzare un piano d’azione per ogni giorno della fiera. Qualunque sia l’evento, una fiera mal strutturata è vulnerabile agli errori. La fiera virtuale La scelta della data e dell’ora più idonea alla natura della fiera online deve essere strategica. È essenziale infatti non impostare la data della mostra nello stesso giorno in cui sono previsti altri eventi o festività. La promozione dell’evento è importante. Una volta identificato il pubblico ideale della fiera online, è arrivato il momento di sponsorizzare l’evento. Dunque sarà possibile dare informazioni in più sulla mostra, rendere pubbliche le date, gli ospiti che parteciperanno e cosa aspettarsi da questo tipo di evento. Creare hype attorno all’evento online che si sta organizzando e indirizzarlo verso il pubblico giusto può essere una buona strategia per attirare partecipanti. Un altro step fondamentale è quello di non sottovalutare la fase di organizzazione e creazione del contenuto del tuo evento online, fondamentale per offrire un’esperienza di evento online piacevole sia per i partecipanti che per gli organizzatori e gli ospiti. Se possibile, si può considerare anche di pensare a contenuti da sviluppare pre-evento. In generale, una buona organizzazione dei contenuti prima, durante e dopo un evento è ciò che rende efficace un evento online.

Imprese e ICT: l’indagine dell’ISTAT tra giugno e agosto 2020 I risultati dell’indagine ISTAT cha ha analizzato il rapporto tra le imprese italiane con almeno 10 dipendenti e l’ICT (tecnologie dell’informazione e della comunicazione) rileva ottime performance per le grandi imprese, più basse per le PMI. L’indagine ha misurato il livello di digitalizzazione di 20.034 aziende italiane tramite il Digital intensità index, che raggruppa 12 indicatori tecnologici. Tra gli indicatori: velocità di download della connessione almeno pari a 30 Mbit/s, internet per almeno il 50% dei dipendenti, utilizzo di software ERP, utilizzo di software CRM. I quesiti online comprendono la fatturazione elettronica, le vendite online, l’assunzione di specialisti ICT e l’analisi di big data.   Digitalizzazione: le tecnologie variano in base alle dimensioni aziendali I dati dell’ISTAT indicano che l’82% delle aziende che hanno almeno 10 addetti hanno un livello basso o molto basso di adozione dell’ICT. In particolare, queste aziende hanno adottato 6 strumenti sui 12 considerati. Le PMI sono carenti dal punto di vista dell’adozione di specialisti in ICT , nell’utilizzo di servizi cloud e nella robotica. Le aziende che contano fino a 99 addetti utilizzano maggiori tecnologie, e in particolare hanno una velocità di connessione di almeno 30 Mbit/s, utilizzano sistemi di fatturazione elettronica e dispongono di un sito web con servizi specifici. Le grandi aziende invece, quelle che hanno almeno 100 addetti, hanno un livello medio alto di cloud, un’elevata presenza di dispositivi mobili e di computer e vedono la presenza di specialisti in ICT tra i propri addetti.   Le PMI e l’Intelligenza Artificiale in Italia: la usano 8 imprese su 100 Big Data, robotica, chatbot: tecnologie ancora poco diffuse in Italia nelle aziende con almeno 10 addetti. L’indagine ha rivelato che nel 2020, meno del 9% di queste imprese ha utilizzato grandi quantità di informazioni ottenute tramite software specifici. I settori che ne hanno fatto l‘utilizzo principale sono quelli del trasporto e magazzinaggio, poste corrieri, e costruzioni. Dati simili per l’utilizzo di robot industriali: sono presenti in circa l’8% delle imprese, e diffusi soprattutto nella metallurgia, nelle aziende che si occupano di mezzi di trasporto e di apparecchiature elettriche. I chatbot, che automatizzano e semplificano i rapporti tra l’azienda e i clienti via internet, sono utilizzati dal 7,9% delle imprese italiane con almeno 10 addetti.   Impennata delle piattaforme digitali per la ristorazione Nel 2019 è aumentata la percentuale di imprese della ristorazione e dei servizi ricettivi che hanno venduto i loro servizi tramite le piattaforme digitali. Nel 2019, infatti, il numero è salito a 99.4%& contro il 62,9 del 2018. I dati indicano inoltre che l’84,4% delle vendite via web è avvenuto su piattaforme proprie, e il 15.6% su piattaforme digitali di intermediari.

Ottima panoramica del S24O sulla digitalizzazione di fieri ed eventi Questo periodo per il mondo degli eventi e delle fiere ha visto nascere nuove forme di intrattenimento e coinvolgimento dei fruitori grazie alla digitalizzazione. Il periodo attuale ha rappresentato un momento di grande difficoltà per tutto il mercato del lavoro e dei servizi, inclusi settori come le fiere e gli eventi. Quali erano i numeri dell’industria del leisure prima della pandemia? Quali sono quelli attuali? E quali sono state le innovazioni che questo settore ha visto per rispondere alle mutate esigenze degli utenti e del contesto? Fiere ed eventi, i dati Il settore dell’event industry, che include al suo interno festival, fiere, convegni e ogni sorta di evento, ha da sempre un peso rilevante per l’economia del nostro Paese e per quella globale. A confermarlo sono le elaborazioni di Oxford Economics e Astra/Adc Group: gli indotti generati da questo settore sono pari a 65,5 miliardi, mentre il giro d’affari è di 36,2 miliardi. In Italia ogni anno vengono organizzati un milione di eventi e questo ha una ricaduta significativa sul sistema occupazionale, con 569 mila addetti. Non solo: ogni anno vengono registrate complessivamente 56,4 milioni di presenze agli eventi italiani, includendo anche i turisti stranieri. Secondo le stime dell’associazione di categoria Club degli Eventi il 2019 comporterà per questo settore delle perdite attorno all’80% in confronto al 2018, con le conseguenti ricadute anche dal punto di vista occupazionale. Ci sono però degli eventi in particolare che hanno risentito di questa pandemia più degli altri. Come la musica: in base all’annuario Siae gli eventi live erano in grado di muovere da soli più di 500 milioni l’anno, mentre quest’anno si sono dovuti fermare da febbraio fino praticamente a data da destinarsi. La digitalizzazione nel settore di fiere ed eventi In questo scenario certamente non roseo e facile, il digitale è stato un grosso aiuto per l’event industry. Grandi rassegne cinematografiche e non, come la Mostra del Cinema di Venezia, la Festa di Roma, il Giffoni Film Festival, il Festivaletteratura di Mantova o il Festival dell’Economia di Trento, hanno sperimentato delle formule di evento ibride, in cui lo streaming ha rappresentato una chiave di partecipazione e fruizione dell’evento importante. Il digitale è diventato sempre di più, anche per gli eventi, un canale fondamentale per comunicare con il proprio target e mettere in pratica nuovi modi per coinvolgere emotivamente gli utenti. Quando si parla di digitalizzazione degli eventi ed eventi in streaming non si può però ricorrere all’improvvisazione. In base a quanto dichiarato da Andrea De Micheli, CEO di Casta Diva Group, una delle aziende italiane specializzate in eventi più rilevante, non è sufficiente fare una diretta sul web ma «ci vuole un vero e proprio happening per tenere viva l’attenzione del pubblico». Il digital non consente di ottenere gli stessi indotti degli eventi live, ma sicuramente rappresenterà per il futuro un importante asset per arricchire l’offerta e renderla ancora più completa e coinvolgente.

Lo sguardo dritto verso il futuro, HFItaly risponde all’attuale momento di incertezza globale con un nuovo progetto: HFItaly Digital Hub. HFItaly Digital Hub è la risposta resiliente e decisa alle richieste di aziende, che ad oggi hanno rinunciato a momenti importanti di business e connessione con il proprio mercato a causa della pandemia del Virus COVID-19. HFItaly Digital Hub è il contenitore di nuovi progetti digitali della filiale italiana di Hannover Fairs International – Fiera di Hannover, che accorcia le distanze tra le aziende, gli stakeholder, le associazioni e la stampa di settore. Andreas Zuege, General Manager di Hannover Fairs International Italia ci spiega lo spirito di questa iniziativa e il perché la filiale italiana non ha esitato, ma si è spinta risoluta su questa nuova strada. Signor Zuege cosa l’ha spinta ad investire nella digitalizzazione e partire subito con la creazione di eventi digitali? La digitalizzazione è un “ungoing process” cominciato già più di due decenni fa. Oggi tutti i servizi in fiera vengono ordinati online, i cataloghi cartacei non esistono quasi più ed anche la comunicazione utilizza canali come “chatting” e “dating”. Da anni abbiamo anche accelerato il processo di digitalizzazione della nostra sede a Milano. Perciò non abbiamo avuto nessun problema a lavorare in modalità “smart working” durante i lock-down. Con le restrizioni di viaggio i format online sono diventati più importanti, perché creano un ponte per rimanere in contatto con i nostri clienti e partner in tutto il mondo. Numerosi le videoconferenze, i seminari e i congressi in questi tempi. Ed ora facciamo un passo avanti e lanciamo anche eventi e fiere digitali. Bisogna immaginarsi un regolatore: Se la situazione non permette la realizzazione di un evento in presenza, si agirà per trasformare lo stesso in digitale e viceversa. In che modo pensa potranno convivere fiere in presenza ed eventi digitali? Tutte e due sono complementari. Sintetizzando le nostre esperienze ed i numerosi discorsi durante gli ultimi mesi ci sono quattro tendenze che descrivono la situazione: 1.)  Più lungo in smart working – più grande il desiderio di diventare social. 2.) Tutte le fiere avranno anche una realtà digitale. 3.) I grandi marchi hanno conosciuto il limite del “virtual”. 4.) Dopo un lungo periodo di distanziamento sociale cresce il bisogno di incontrarsi in “live gathering” e presentare innovazioni. Come denominatore comune le fiere diventeranno ibride. Quindi le fiere in presenza diventeranno complementari con gli eventi digitali. Che consiglio si sente di dare alle aziende per affrontare al meglio i percorsi di modernizzazione e di digitalizzazione oggi? Bisogna prepararsi bene per l’utilizzo efficace delle nuove offerte digitali. Sono essenziali per una ottima utilità e quindi migliorano il “outcome” sia dell’evento vivo sia di quello digitale. Inoltre, in tempi di restrizioni di viaggio danno l’opportunità collegarsi con clienti e partner che non possono viaggiare. Noi come team a Milano siamo al servizio dei nostri clienti italiani per rendere un successo la loro partecipazione. Le nostre prime esperienze con le fiere grandi in Cina dopo il lockdown hanno mostrato che i servizi digitali come “live chat” sono molto utili per comunicare durante la fiera con una persona in Italia, che non ha potuto viaggiare in Cina. Ma è anche vero che sia l’espositore italiano sia l’utilizzatore in Cina desiderano ritornare presto agli incontri veri in fiera. Il limite del digitale è la mancanza di emozione sentita e di non essere in grado di vedere e sentire il mercato al 365 gradi. Quale sarà il progetto di lancio di HFItaly Digital Hub? L’evento di lancio si svolgerà il 24 novembre prossimo. La nostra manifestazione INTRALOGISTICA ITALIA inaugurerà la piattaforma HFItaly Digital Hub con l’evento dedicato alla presentazione dei risultati dell’Osservatorio Intralogistica 2020, elaborato in collaborazione con Largo Consumo, GEA-Consulenti di Direzione, Università degli Studi di Parma, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia e il contributo del Fraunhofer Institute. A causa del nuovo lock-down sarà un evento completamente digitale. Questo nuovo format darà l’opportunità ai partecipanti di interagire digitalmente con i relatori e aziende leader di mercato. Oltre alla diretta streaming ci saranno delle “virtual room”, dentro le quali ogni utente potrà informarsi sulle tendenze attuali e contattare direttamente le aziende, i veri protagonisti di questa iniziativa. Questa è la fase iniziale di un processo continuo di digitalizzazione dei nostri eventi. Seguiranno altri eventi e i nostri progetti italiani saranno tutti completati con un format digitale. Per partecipare gratuitamente il 24 novembre e ricevere una copia omaggio della Ricerca 2020 potete registrarvi utilizzando questo link: https://hfitaly.com/osservatorio-intralogistica/  

Che cos’è la trasformazione digitale? Per trasformazione digitale in azienda, o digital transformation, si intende un insieme di processi con cui l’impresa diventa più competitiva ed efficiente grazie all’aiuto della tecnologia, in questo caso digitale. Gli elementi della digital transformation comprendono ad esempio le tecnologie web, i Big Data, il cloud , il mobile internet ed elementi più specifici come l’IoT (Internet of Things), la robotica e la stampa 3D. Oltre alle tecnologie è fondamentale l’aggiornamento delle competenze, sia per i manager che per i dipendenti. Per assicurare una crescita del business e un aumento dell’efficienza, però, è necessario scegliere soluzioni personalizzate che tengano conto sia delle persone che della cultura aziendale. Per una trasformazione che porti risultati concreti, gli esperti confermano che è necessario puntare sulla sicurezza dei dati. Inoltre, le ricerche concordano nell’affermare che è molto più efficace formare i manager interni, che conoscono bene i processi aziendali e le persone, piuttosto che rivolgersi ad esperti digitali esterni. Le basi della digital transformation per le aziende La trasformazione digitale si poggia su diversi fattori alla base. Ecco i principali. • Velocità: l’automatizzazione dei processi e dei modelli operativi consente di rendere le operazioni più veloci; • Scalabilità: è fondamentale che i servizi aziendali siano scalabili per permettere una crescita rapida; • Sicurezza: tutti i dati aziendali devono essere protetti con crittografia per tutelare la privacy; • Analisi: la possibilità di avere analisi approfondite in tempo reale, come succede con il data mining e le analisi predittive, permette alle aziende di reagire in modo immediato alle sfide e ai problemi, oltre che a poter apprendere dai propri dati per lo sviluppo delle strategie future. Gli ostacoli alla digital transformation in azienda Le ricerche indicano che molte aziende in Italia non riescono ad aver benefici dalla trasformazione digitale perché i sistemi sono troppo complessi, manca una piattaforma unificata che permetta l’integrazione delle applicazioni e spesso il personale non ha le competenze o i talenti adeguati. Inoltre, molti modelli aziendali non sono scalabili e non vengono destinati budget sufficienti al processo di trasformazione digitale. Come integrare la trasformazione digitale in azienda Gli esperti hanno delineato alcune strategie che i manager possono mettere in atto per favorire la trasformazione digitale nella propria azienda. In particolare, vi sono 3 elementi. 1. Stabilire in che modo la tecnologia può migliorare il lavoro, investendo sulle competenze giuste da sviluppare; 2. Fissare un obbiettivo definito di business e in un secondo momento stabilire che tipo di tecnologia ne permette il raggiungimento; 3. Definire il primo step che possa generare un cambiamento a cascata in tutta l’organizzazione aziendale.

Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo: le linee del governo Nel mese di settembre, il Comitato interministeriale per gli affari europei ha trasmesso alle camere una proposta di Linee guida per la definizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il documento illustra sei missioni che rientrano nei programmi di governo: tra queste vi è la digitalizzazione, l’innovazione e la competitività del sistema produttivo. Tra le strategie del governo per favorire questi settori sono previsti investimenti in Ricerca e Sviluppo e nella creazione di competenze digitali a cui si possa accedere in modo semplice via Internet. Le linee guida puntano in modo particolare a consentire all’Italia di superare un divario digitale rispetto alla media degli altri Paesi Europei. Digitalizzazione: le linee guida per il sistema produttivo Nel documento si evidenzia la necessità di puntare sulla trasformazione digitale delle imprese, sostenendo in particolare la crescita delle PMI e creando reti per la diffusione di tecnologie e conoscenze. È fondamentale inoltre offrire strumenti finanziari alle PMI per facilitare la competizione internazionale, favorire la patrimonializzazione e lo sviluppo delle piccole imprese, e rafforzare le filiere produttive. L’obiettivo degli investimenti del governo è rendere l’Italia un paese leader dell’innovazione attraverso investimenti privati in Ricerca e Sviluppo. Nel documento, un’attenzione particolare è dedicata all’industria culturale e al turismo. Il governo intende favorire l’internazionalizzazione delle imprese, sostenere l’export e promuovere all’esterno le PMI e le microimprese di questo settore. Innovazione e digitalizzatone. Che cosa dicono le statistiche? Lo European Innovation Scoreboard definisce l’Italia come uno dei Paesi “moderatamente innovatori”. Le statistiche indicano ad esempio che nel nostro Paese vi è una percentuale di 23,1 ricercatori ogni 10.000 abitanti, e che soltanto il 22% degli italiani ha delle competenze digitali fortemente avanzate. Le ricerche confermano che la digitalizzazione sembra essere la parola chiave delle imprese per superare la crisi post Coronavirus. I sondaggi compiuti su di un campione di 145 aziende italiane dimostrano che la digitalizzazione e l’industria 4.0 sono fondamentali per far ripartire le imprese. Il sondaggio ha verificato che la trasformazione digitale ha rivoluzionato il modello di business delle imprese analizzate. Gli investimenti post Covid delle imprese italiane Product – as – a service, customizzazione di massa, innovazione in tutte le fasi del processo produttivo: questi gli investimenti principali delle aziende manifatturiere italiane nel periodo successivo all’emergenza Covid. Le aziende intervistate per il sondaggio hanno dichiarato di investire principalmente in operatività da remoto per i lavoratori in fabbrica, in monitoraggio da remoto dei macchinari, e in soluzioni informatiche per controllare tutto il processo produttivo, dall’ordine fino alla consegna del prodotto. Sono state inoltre evidenziate interessanti aree di sviluppo nelle aziende manifatturiere, come la Cybersecurity industriale e la manutenzione predittiva basata sull’analisi dei Big Data raccolti tramite specifici dispositivi all’interno delle fabbriche.

Fiere ed eventi online ai tempi del Covid: l’esempio delle gallerie d’arte L’emergenza sanitaria causata dalla pandemia globale del Covid-19 ha causato la sospensione di fiere e convegni tradizionali, costringendo imprenditori e professionisti dell’organizzazione fiere a cambiare modo di ragionare, sviluppando la possibilità di organizzare fiere e congressi online grazie a specifiche tecnologie digitali. È possibile creare e gestire con successo una fiera online, come dimostrano alcuni casi di successo in un settore molto specifico come quello delle fiere legate al mondo dell’arte. In questo settore, infatti, molte delle principali fiere hanno spostato i propri eventi online, con cataloghi, mostre digitali e la possibilità di contattare i galleristi, acquistando direttamente le opere. I risultati sono incoraggianti: molti degli espositori online hanno avuto nuovi contatti, molte richieste e alcune vendite. Il successo del settore artistico dimostra che, nonostante le difficoltà imposte dalla pandemia, è possibile lavorare, farsi conoscere e stringere accordi commerciali anche in modo virtuale. Fiere online: le caratteristiche e le differenze rispetto alle fiere tradizionali Organizzare una fiera online significa ragionare in modo assolutamente innovativo rispetto alle fiere tradizionali. Il successo di un evento online dipende dalla capacità di sfruttare le caratteristiche di questo tipo di eventi. Una fiera online è diversa da una fiera tradizionale, in primo luogo per l’assenza fisica dei partecipanti e degli espositori. Vengono a mancare il contatto, l’esperienza dal vivo, il coinvolgimento. È diversa inoltre in termini di costi, che vengono abbattuti grazie al fatto che non ci sono spostamenti fisici di persone né di materiali o di allestimento degli stand, né necessità di intrattenimento o di catturare l’attenzione. Una fiera online è un evento più semplice dal punto di vista organizzativo ma più articolato in termini di tecnologie necessarie per il suo svolgimento. Quali sono gli elementi da considerare per organizzare una fiera online? In primo luogo, le fiere online sono realizzate con percorsi mirati e specifici per ciascun visitatore, che avrà accesso a determinati contenuti in base ai pacchetti che ha acquistato. Inoltre, i contenuti vanno strutturati in modo progressivo. Gli elementi che dovranno essere sempre accessibili a tutti comprendono il programma, le modalità per contattare gli organizzatori e una sorta di stand digitale, che accolga chi partecipa all’evento per guidarlo nel percorso virtuale. in seguito, vi saranno sessioni aperte a tutti, sessione dedicate soltanto ad alcuni partecipanti e gli stand virtuali degli espositori. È inoltre necessario svolgere tutte le procedure di iscrizione e di partecipazione online, con sistemi automatizzati che consentano ai visitatori di accedere alle aree previste in base alla sua iscrizione. La necessità delle tecnologie giuste per le fiere online Oltre a un solido piano di marketing e di strategie di comunicazione, il successo di una fiera online dipende anche dalle tecnologie. È necessario ad esempio che tutti i partecipanti, dagli espositori ai relatori, abbiano a disposizione una connessione con banda larga, e che le piattaforme online sui cui si organizza la fiera siano appropriate all’evento e che sappiano fornire tutta l’assistenza e il supporto necessari, durante la preparazione, lo svolgimento e il follow up dell’evento.

Fiere digitali: che cosa sono? Il Covid-19 e l’impossibilità di contatti fisici hanno dato un grande impulso allo smart working e alle fiere digitali, permettendo ad aziende e liberi professionisti di sviluppare nuove modalità di fare impresa, di avviare contatti commerciali e di farsi conoscere. Tra questi strumenti, le fiere digitali sono l’occasione gusta per acquisire potenziali clienti e per rafforzare il proprio branding, a patto che si eseguano strategie precise di marketing e di comunicazione. Una fiera digitale è uno spazio virtuale, quindi ad esempio una piattaforma web, in cui clienti e imprese interagiscono tramite strumenti digitali come videochiamate e chat. Quali sono i vantaggi di una fiera digitale? Vi sono tanti motivi per partecipare ad una fiera digitale. Tra questi, i costi di partecipazione sono molto più bassi rispetto alle fiere tradizionali perché non è necessario, ad esempio, spostare fisicamente materiali e prodotti né allestire stand. Il materiale promozionale può essere caricato sul sito web aziendale e scaricato dagli utenti, e i prodotti possono essere consultati dai potenziali clienti attraverso cataloghi digitali. Inoltre, non vi sono limitazioni geografiche: virtualmente si possono raggiungere prospect in qualsiasi parte del mondo, come non potrebbe succedere ad una fiera in presenza, e la concorrenza è più bassa. La vera differenza del successo di una fiera digitale risiede in un’ottima strategia per la sua preparazione. Come si prepara una fiera digitale? La presenza dell’azienda a una fiera digitale presuppone un piano di marketing ben articolato che tenga conto della piattaforma su cui si si terrà la fiera, del sito web aziendale e dei social media collegati. Il primo contatto dei potenziali clienti avviene attraverso la piattaforma in cui si svolge la fiera digitale: qui potranno visitare una pagina dedicata al business, ed essere reindirizzati al sito web e agli eventuali profili social aziendali. Dalla scheda prodotto o servizio dell’azienda al profilo LinkedIn, tutti i contenuti devono essere coerenti con l’attività di business, indicando chiaramente vantaggi e punti di forza ed esprimendo un’immagine coerente e coordinata. È inoltre importante che il sito sia facilmente navigabile ed intuitivo, e che siano chiaramente indicate le modalità per contattare l’azienda o semplicemente per chiedere informazioni. L’importanza di una strategia Il successo della partecipazione a una fiera digitale dipende in buona parte da una precisa strategia, che comprende la programmazione dei contenuti da pubblicare, la cura dell’immagine aziendale online, e strumenti che diano visibilità all’azienda anche sugli altri canali digitali. L’impegno costante nel rendere il sito aziendale aggiornato e facile da consultare, soprattutto per i dispositivi mobili, un’adeguata pianificazione dei contenuti tramite un piano editoriale e una comunicazione aziendale chiara ed efficace sono alcuni tra gli elementi che possono davvero fare la differenza sul web tra un’azienda e un’altra.

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