I comparti

Intelligenza Artificiale: il governo pubblica il documento sulla strategia Governare la tecnologia digitale, migliorare la vita delle persone, rilanciare le imprese e proteggere il territorio: questi tra gli obiettivi principali della proposta di strategia italiana per l’intelligenza artificiale, il documento presentato dal Ministero per lo sviluppo economico pubblicato il 2 luglio 2020, dopo quasi due anni di lavori interrotti dall’emergenza COVID 19. Un documento complesso, articolato e completo, in cui un team di trenta esperti tra studiosi, docenti e professionisti, indica 82 proposte per rendere la tecnologia digitale sempre più presente per garantire sostenibilità ed efficienza al sistema Italia. La strategia italiana per l’intelligenza artificiale: i punti salienti Il documento comprende vari capitoli che analizzano tra l’altro le opportunità e i rischi dell’Intelligenza Artificiale, il suo rapporto con l’essere umano, con l’ecosistema e con lo sviluppo sostenibile, e la governance della strategia. In particolare, poi, la strategia del governo è suddivisa in tre elementi principali: L’analisi dell’intelligenza artificiale in Italia, in Europa e nel mondo; Gli elementi fondamentali della strategia di governo; La governance proposta per l’intelligenza artificiale italiana. Intelligenza artificiale: le analisi del documento del MISE A livello mondiale, sostengono gli esperti nel documento, i trend globali parlano dei principi etici da seguire nello sviluppo delle tecnologie di intelligenza artificiale e della competitività industriale. Il panorama mondiale in questo campo è dominato da Cina e Stati Uniti, seguiti da Giappone, Corea del Sud, India. In Europa, il 7 dicembre 2018 il Consiglio Europeo ha adottato il “Piano coordinato sull’intelligenza artificiale”, con l’obiettivo di investire almeno 20 miliardi di euro tra fondi pubblici e privati per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale entro la fine del 2020. In Italia il settore è in crescita, ma al momento soltanto il 20% delle imprese utilizza in modo stabile l’intelligenza artificiale. Intelligenza artificiale: gli elementi fondamentali della strategia italiana Tra i punti principiali affrontati dal team di esperti del governo vi sono le relazioni tra intelligenza artificiale ed essere umano, l’importanza di un ecosistema competitività e lo sviluppo sostenibile. Il rapporto tra uomo e AI analizza istruzione, protezione dei consumatori, il lavoro e propone una politica attiva contro la disinformazione. La sezione dedicata all’ecosistema affronta il settore pubblico, l’economia dei dati e come incentivarla, e l’embedded AI, cioè un modello di intelligenza artificiale disponibile in modo locale e sui dispositivi periferici, e non più sul cloud, come protezione delle competenze industriali italiane. Lo sviluppo sostenibile applicato all’intelligenza artificiale analizza le potenzialità e gli utilizzi di quest’ultima in ambito di sostenibilità energetica e ambientale e nel campo dell’inclusione sociale e dell’accessibilità. Intelligenza artificiale: la governance della strategia In questa sezione del documento si propone, tra l’altro, la necessità per l’Italia di creare una struttura centralizzata per la generazione di politiche basate sui dati, e il rilancio e rafforzamento ella Strategia Nazionale sullo Sviluppo Sostenibile, che tenga conto anche dello sviluppo economico e sociale oltre a quello ambientale.

Il legno, principe degli arredi Dagli infissi ai pavimenti, dai mobili fino al perlinato e ai pannelli che rivestono le pareti, il legno è uno dei materiali più utilizzati, che non perde mai il proprio fascino né il proprio valore. Esistono tante tipologie di essenze e molti tipi di legno. Una prima distinzione è tra il legno massello, cioè il legno al naturale, e il legno composto, prodotto in varie lavorazioni come il laminato, il compensato, l’MDF, il truciolato e altri. Tra i parametri per valutare la resistenza del legno vi è poi la durezza del legno. Che cos’è l’indice di durezza del legno? L’indice di durezza del legno verifica la resistenza del legno all’usura e all’ammaccatura. Si misura con il test di Durezza di Janka, così chiamato dal nome del suo inventore, ed è utilizzato in particolare per stabilire se un tipo di legno sia adatto o meno alla realizzazione dei pavimenti. Il test consiste nell’inserire una sfera di acciaio di circa 11 mm di diametro all’interno del legno per metà del suo volume, misurando la forza necessaria per l’operazione. In base alla direzione delle venature del legno si determinano due tipi di durezza. La durezza laterale analizza il legno in modo perpendicolare alle sue venature; la durezza terminale lo analizza in corrispondenza del taglio. L’indice di durezza del legno permette di distinguere i legni “teneri” da quelli “duri”. I legni teneri o dolci Il legno tenero si ottiene dalle conifere. Si tratta di essenze dai colori chiari, facilmente lavorabili, dalla consistenza porosa e in grado di trattenere l’umidità. Le essenze dal legno tenero crescono più in fretta rispetto a quelle dal legno duro e perciò hanno delle venature più regolari. Il legno tenero è molto richiesto e utilizzato in edilizia per la realizzazione di assi e tavole, ma anche per infissi, finestre e per le strutture interne dei mobili. Tra i più utilizzati vi sono abete, pino, larice. I legni semiduri Appartengono a questa categoria le essenze legnose compatte e resistenti come il castagno, il ciliegio, il noce, l’olmo e il faggio, utilizzati principalmente per la costruzione di mobili grazie alla loro flessibilità. I legni duri Il legno duro è tipico delle specie legnose esotiche e delle latifoglie, che crescono in zone con maggiore siccità e pertanto hanno una consistenza più compatta. Sono legni più costosi e utilizzati soprattutto per le pavimentazioni, per gli ambienti esterni e come rivestimenti dei mobili. Tra i più pregiati vi sono l’ebano, il teak e il mogano.

Che cos’è il pavimento antibatterico? Quando si parla di superfici antibatteriche, ci si riferisce ai pavimenti che possono bloccare o eliminare oltre il 90% di agenti patogeni. Non soltanto batteri, ma anche virus, funghi e agenti microbici in generale. Quindi, anche se ci riferisce genericamente ai pavimenti antibatterici, possono rientrare in questa categoria tutti i tipi di superfici che, in seguito ad un trattamento o durante la produzione, contengono sostanze antibatteriche. L’utilità dei pavimenti antibatterici Soprattutto in seguito alla pandemia del COVID 19 e alla necessità di disinfettare con cura ogni tipo di superficie, i pavimenti antibatterici hanno assunto un’importanza notevole, sia per la sostituzione delle superfici esistenti che per la realizzazione ex novo, nelle abitazioni e negli ambienti lavorativi, così come nelle strutture pubbliche e in quelle sanitarie. Queste superfici vengono infatti a contatto con tantissimi tipi di contaminazione, che le rendono un terreno fertile per la trasmissione delle malattie infettive. Le superfici antibatteriche da sole, però, non sono sufficienti: è necessario un trattamento frequente di pulizia accurata per mantenerne l’igiene. Come sono fatti i pavimenti antibatterici? I pavimenti antibatterici sono realizzati con l’aggiunta di sostanze antibatteriche nella mescola durante la produzione, oppure durante la finitura. Le sostanze antibatteriche più utilizzate per questi pavimenti sono l’argento e il biossido di titanio. L’argento è antimicrobico, antivirale e antibatterico e inibisce inoltre la proliferazione di alcune tipologie di funghi e virus, mentre il biossido di titanio è un composto chimico che in seguito all’ossidazione può degradare i composti organici. Quanti tipi di pavimenti antibatterici esistono? È possibile rivestire qualsiasi superficie con un trattamento antibatterico basato su questi due tipi di elementi, ma esistono superfici antibatteriche per natura, come il linoleum, che si ricava dal lino, e alcune tipi di rivestimenti, come il gres porcellanato, a cui si applicano tecnologie dal potere antibatterico superiore al 99.9% in particolare per i quattro ceppi principali degli ambienti chiusi: l’Enterococcus faecalis,  l’Escherichia coli, lo Staphylococcus aureus, e lo Pseudomonas aeruginosa. Infine, i pavimenti di resina posati senza giunture sono ideali per la sanificazione accurata e possono essere rivestiti con una tecnologia antibatterica sia in fase di produzione che in fase di finitura finale.

Veicoli smart e guida autonoma: di che si tratta? Quando si parla di guida autonoma e veicoli smart, o veicoli connessi si fa riferimento al settore delle auto intelligenti, che grazie a tecnologie come il 5G e l’intelligenza artificiale, comunicano in tempo reale con le persone, con gli altri veicoli e con l’ambiente circostante. Il concetto di guida autonoma, anche definito self driving car, prevede invece la possibilità di una guida senza alcun intervento da parte del guidatore. Questo concetto è più recente e in una fase ancora sperimentale in Italia: al momento è stato testato a livello aziendale soltanto a Milano e a Modena, ma i principali protagonisti del settore high tech e automobilistico stanno contribuendo al suo sviluppo. Le tecnologie alla base dei veicoli smart Le smart car interagiscono con guidatore, passeggeri e con le infrastrutture circostanti tramite una serie di dispostivi tecnologici che beneficano dell’Internet of Things (IoT). La IoT prevede l’interconnessone di oggetti intelligenti, che possono scambiarsi informazioni, raccoglierle ed elaborarle. Nell’ambito delle smart car, la IoT permette ad esempio alle auto di prevenire incidenti grazie all’analisi del traffico o degli oggetti in movimento davanti all’auto, di parcheggiare in modo automatico oppure ancora di prenotare una cena in un ristorante grazie al comando vocale. Le tecnologie della IoT comprendono la RFId, l‘identificaiozne delle frequenze radio, la Personal Communication come il Bluetooth, le reti WiFi, le reti cellulari come la recente tecnologia 5G. Smart Car: i trend del 2020 Le fiere di settore e le tendenze presentano molte novità legate ai sensori, al riconoscimento vocale e ad un’esperienza in-car sempre più avanzata, grazie alla connettività mobile 5G. I sensori Nello specifico, le aziende leader di settore hanno sviluppato sensori in gradi di misurare le distanze sia da vicino che da lontano grazie al laser, e tecnologie 3D di percezione del movimento che permettono di classificare gli oggetti davanti all’auto in modo preciso e veloce, una caratteristica davvero essenziale per la prevenzione degli incidenti alla guida. L’assistenza in-car Gli sviluppi recenti dell’interazione tra guidatore e veicolo consentono di creare voci personalizzate grazie a tecnologie di sintesi vocale, e di gestire al meglio il ciclo di vita dell’auto, dall’acquisto alla manutenzione, grazie a sistemi che funzionano con i comandi vocali e il touchscreen.

Meccatronica: la disciplina dell’automazione Con il termine meccatronica si intende una disciplina relativamente recente nel campo dell’automazione e una scienza ingegneristica. È stata coniata negli anni ’70 in Giappone e si può definire come un sistema in cu c’è un’integrazione sinergica di sistemi di controllo intelligenti: elettronica ed ingegneria meccanica. Il nome ha origine infatti dalla fusione di elettronica, meccanica e informatica, e ha come obiettivo principale l’interazione di queste discipline per creare processi automatizzati che possano affiancare, semplificare ed eventualmente sostituire il lavoro dell’uomo. Come funzionano i sistemi meccatronici? Rispetto ai dispositivi elettro-meccanici, che si muovono grazie a fenomeni di natura elettrica, i dispositivi meccatronici hanno una base elettronica. Gli elementi meccatronici comprendono tre dispositivi: Attuatori – responsabili del movimento Sensori – analizzano le variabili di stato di un processo Dispositivi di controllo – elaborano le variabili e inviano i comandi agli attuatori Gli ambiti di applicazione della meccatronica La meccatronica è una disciplina essenziale per tutti i settori industriali perché consente di migliorare l’efficienza e la produttività del lavoro. I periti e gli ingegneri meccatronici progettano e realizzano centraline e software che integrano le componenti meccaniche e quelle elettroniche. Il risultato è la creazione di sistemi di controllo automatico applicati all’automazione industriale, alla robotica e alla biomeccanica. Nell’ambito dell’industria 4.0, meccatronica e robotica sono considerate una filiera unica e un settore in forte crescita. L’applicazione della meccatronica alla robotica consente di realizzare automazioni industriali e robot per svariati settori, tra cui in particolare l’industria automobilistica. I vantaggi della meccatronica per l’industria La meccatronica si occupa di progettare sistemi di controllo integrati e complessi: per questo motivo permette di controllare i movimenti di macchine, robot e dispostivi. Il risultato è il controllo, la diagnostica e la gestione più semplice di processi complessi, l’aumento della convenienza economica e il miglioramento delle prestazioni aziendali. In particolare, i sistemi meccatronici sono utili in varie aree industriali: Supply chain: gestione fornitori, pianificazione di scorte, venite e distribuzione, gestone integrata Lifecycle: sviluppo e ciclo di vita dei prodotti Factory: logistica esternata ed interna, produzione, qualità, manutenzione, sicurezza. La meccatronica nel panorama italiano Gli studi indicano un settore in grande sviluppo. in Italia, dal 2015 al 2017, le imprese che si occupano di meccatronica hanno avuto un aumento del 33%, con un aumento del fatturato del 42%. Il fatturato complessivo delle società di meccatronica italiane ammonta a 237 miliardi di euro, con oltre 30.000 imprese. I dati parlano inoltre di un aumento della produttività media per dipendente, che passa da 69.500 a 80.250 euro per dipendente. La meccatronica contribuisce all’export per oltre il 37% e gli investimenti principali sono al nord, con la Lombardia al primo posto.

Biodeterioramento del legno: che cos’è? Il biodeterioramento del legno è un processo di degradamento del legno causato da organismi viventi, nello specifico funghi, insetti e organismi marini perforatori. In particolari condizioni di temperatura e di umidità, questi organismi attaccano il legno nutrendosi delle cellule legnose e degli amidi e degli zuccheri delle cellule parenchimatiche. In base al tipo di organismo e alla durabilità del legno, gli effetti vanno dal semplice cambio di colore fino alla distruzione completa della sua resistenza meccanica. Il legno e le sue classi di utilizzo: le norme di riferimento La norma UNI EN 350 classifica la durabilità naturale del legno massiccio, intesa come la resistenza intrinseca all’attacco di insetti e funghi, e nello specifico la norma UNI EN 335:2013 lo suddivide in 5 classi di utilizzo, dagli interni (ad esempio arredi e rivestimenti) fino all’esposizione permanente all’acqua di mare (ad esempio banchine e moli). Ciascuna tipologia di legno ha una sua resistenza naturale all’attacco di funghi, insetti e organismi marini, e pertanto è fondamentale scegliere il legno giusto in base all’utilizzo previsto. Le tipologie di danni e i trattamenti al legno in caso di attacco di funghi I danni provocati dai funghi sono di due tipi: Modifiche del colore Le modifiche del colore nel legno sono causate da funghi cromogeni, che in condizioni di umidità permanente possono causare un difetto estetico in superficie, ad esempio con zone di colore diverso, oppure vere e proprie muffe. I funghi che causano muffe o un cambio di colore in superficie non creano danni interni e si possono rimuovere con carteggiatura e detergenti specifici. Il fungo dell’azzurramento, invece, oltre a dare una colorazione azzurra al legno penetra anche all’interno. In questo caso è necessaria una prevenzione con interventi per limitare l’umidità e per proteggere il legno. Distruzione del legno I funghi lignivori aggrediscono la struttura del legno inserendo all’interno le proprie radici, e spesso i danni sono evidenti quando è troppo tardi. In questo caso è necessario un intervento qualificato, che prevede, oltre alla carteggiatura e alla rimozione meccanica della zona attaccata, anche la sostituzione con elementi nuovi. Le tipologie di danni e i trattamenti al legno in caso di attacco di insetti xilofagi Gli insetti xilofagi comprendono tarli, formiche, vespe: tra i più diffusi vi sono i tarli, che proliferano con umidità superiore al 15%. I danni causati da queste tipologie di insetti vanno da quelli superficiali, come i fori visibili all’alterno, fino al danneggiamento dell’integrità fisica del legno a causa delle gallerie scavate all’interno del legno. In base all’entità del danno, i trattamenti possono essre soltanto esterni oppure rivolti alla struttura interna, anche in questo caso con rimozione meccanica e sostituzione dei pezzi danneggiati.

L’Italia lancia il Piano Nazionale per la Robotica Dalla collaborazione tra l’Istituto italiano di Robotica e Macchine Intelligenti (I-Rim) e la Società internazionale di robotica e automazione (I-Ras) nasce il Piano Nazionale per la Robotica. Il progetto sarà presentato in autunno e rientra nel Piano Nazionale per la Ricerca allo studio del ministero per l’Università e la Ricerca. Arrivano i nostri… ROBOT: domande e risposte sulla robotica al servizio della comunità Si è discusso di questo progetto in un incontro a distanza organizzato dal braccio italiano della IEEE Robotics and Automation Society, che ha la sua sede principale negli Stati Uniti e che raggruppa membri in tutto il mondo. Gli obiettivi principali della IEEE Robotics and Automation Society prevedono la diffusione e lo scambio delle conoscenze scientifiche e tecnologiche in robotica e automazione a beneficio dei membri, della professione e dell’umanità. L’incontro ha visto l’intervento dei principali protagonisti del mondo universitario e aziendale collegato alla robotica, con una serie di interventi mirati legati al ruolo della robotica e al suo servizio per la comunità a contrasto dell’emergenza COVID-19. I settori del Piano Nazionale per la Robotica Il progetto comprende cinque sezioni: industria 4.0, ispezione e manutenzione infrastrutture, ambiente ostile, settore agroalimentare e salute. L’incontro ha affrontato alcuni settori in particolare. Industria 4.0 Nell’ambito del piano industria 4.0 del Ministero dello Sviluppo Economico, la robotica è protagonista delle innovazioni e degli ammodernamenti nei processi industriali. Il sostegno del governo, tramite incentivi e defiscalizzazioni, ha l’obiettivo di migliorare le attività aziendali rendendole più flessibili e veloci grazie alla produzione industriale digitalizzata, automatizzata e interconnessa. Agroalimentare In questo settore si affronta la robotica applicata al settore agricolo: ad esempio la fattoria digitale con l’ausilio di droni e robot, possibilità di analizzare e raccogliere i big data, e la possibilità di effettuare un’agricoltura predittiva grazie all’analisi di situazioni in serra o in campo in modo remoto, prevedendo le patologie che possono colpire i terreni in seguito a determinate condizioni meteo. Salute La robotica applicata alla salute e in genere al settore sanitario è di primaria importanza a causa dell’emergenza COVID -19. Dalla sorveglianza della quarantena e il monitoraggio dei flussi di persone nella sanità pubblica fino alla cure domiciliari, tutti i Paesi hanno adottato soluzioni automatizzate per gestire questa emergenza. Ma i campi di applicazione della robotica alla salute permangono anche dopo l’emergenza, e oltre alla sanità pubblica hanno interessanti prospettive di sviluppo nei settori clinici e nelle infrastrutture, ad esempio con la telepresenza del personale sanitario e l’e-commerce, e nei laboratori e nel settore delle cure domiciliari, ad esempio con l’automazione e la socializzazione dei pazienti allettati.

Automazione e magazzino: robot in crescita in tutto il mondo La presenza sempre maggiore di automazione in magazzino, in particolare con l’utilizzo dei robot e dei cobot, è un argomento di discussione di molte aziende, soprattutto in seguito alla crisi economica del 2008 che ha visto un incremento delle macchine automatizzate nei processi aziendali, che si sono sostituite al lavoro umano. Questo fenomeno ha avuto una crescita costante: le ricerche hanno indicato che nel 2018 i robot in azienda a livello mondiale sono aumentati del 6%, con la presenza 420.000 nuovi robot, per un totale di 2 milioni e mezzo di robot. Droni e robot nei magazzini logistici Una buona gestione del magazzino aziendale prevede l’organizzazione ottimale dell’inventario e degli approvvigionamenti. La presenza di robot e di processi di automatizzazione nei magazzini aziendali è fondamentale per eseguire le operazioni in modo più rapido ed efficiente: in questo settore le innovazioni sono molto promettenti. Tra queste vi sono robot e droni che permettono di fare l’inventario completo dei prodotti in modo moto più veloce rispetto all’intervento umano. Queste speciali tecnologie, infatti, sono costituite da un drone che percorre il magazzino secondo precise traiettorie memorizzate da un robot, fotografando il codice a barre dei prodotti e rilevando in tempo reale eventuali anomalie. Il tutto in modo preciso, veloce e senza l’intervento di operatori umani. Le macchine sostituiranno l’uomo nei processi logistici dei magazzini? Come testimoniano gli esempi delle aziende di Corea del Sud e Germania, in cui l’automazione e l’intervento umano sono entrambi presenti e complementari, il futuro parla di una collaborazione sempre maggiore tra uomo e macchina. Nonostante l’aumento delle tecnologie automatizzate, gli scenari prevedono la collaborazione e la compresenza degli operatori umani e delle macchine, in particolare per le aziende e le imprese di grandi dimensioni. I magazzini logistici vedono ad esempio la presenza indispensabile degli operatori umani, mentre l’e-commerce è sempre più automatizzato.

Automazione e logistica: binomio vincente   I processi di automazione applicati alla supply chain possono avere molti benefici per le imprese. Quando l’automazione è personalizzata e adeguata alle esigenze specifiche di ciascuna impresa, è possibile rendere l’azienda più innovativa, più efficace e più efficiente, abbassare i costi operativi e migliorare il livello del servizio, cioè la capacità di soddisfare le richieste dei clienti al momento giusto e grazie ai prodotti giusti. Gli elementi della logistica 4.0 a supporto delle industrie Quando si parla di logistica 4.0 si fa riferimento a una serie di tecnologie e di modelli che comprendono non soltanto l’automazione dei processi, favorita ad esempio dai robot antropomorfi, ma anche i big data e la loro gestione, i nuovi software che supportano i processi come quelli basati sull’intelligenza artificiale e le tecnologie digitali come l’Internet of Things e la stampa 3D. Si tratta di elementi fondamentali per migliorare le prestazioni aziendali. L’importanza di scegliere gli elementi e i modelli adeguati alla propria azienda L’utilizzo di queste nuove tecnologie sta facendo passi da gigante soprattutto nella logistica di produzione e in quella distributiva: da un lato quella che coinvolge la produzione, dall’altro quella che riguarda la distribuzione presso i clienti. Lo sviluppo dell’automazione però, e di tutti i benefici che può portare all’azienda, vanno pianificati con cura, scegliendo il livello di automazione ideale, analizzando con cura ricarichi e costi e integrando le competenze del personale e dei dirigenti con l’adizione delle nuove tecnologie. Sembra che l’importanza risieda non tanto negli elementi in sé ma nel modo in cui questi si personalizzano e si integrano con gli obiettivi del servizio aziendale. Automazione su misura Non è detto che ogni azienda sia obbligata ad adottare i sistemi di automazione. Le analisi e gli studi di fattibilità possono essere utili per stabilire in quali zone del magazzino può servire l’automazione e in quali magari conviene lasciare l’organizzazione attuale. Si tratta di valutare attentamente i costi e i benefici per ottenere un livello di automazione su misura e adeguato in base al settore di appartenenza dell’azienda.

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