Pavimento antibatterico

Il pavimento antibatterico

Che cos’è il pavimento antibatterico?

Quando si parla di superfici antibatteriche, ci si riferisce ai pavimenti che possono bloccare o eliminare oltre il 90% di agenti patogeni. Non soltanto batteri, ma anche virus, funghi e agenti microbici in generale. Quindi, anche se ci riferisce genericamente ai pavimenti antibatterici, possono rientrare in questa categoria tutti i tipi di superfici che, in seguito ad un trattamento o durante la produzione, contengono sostanze antibatteriche.

L’utilità dei pavimenti antibatterici

Soprattutto in seguito alla pandemia del COVID 19 e alla necessità di disinfettare con cura ogni tipo di superficie, i pavimenti antibatterici hanno assunto un’importanza notevole, sia per la sostituzione delle superfici esistenti che per la realizzazione ex novo, nelle abitazioni e negli ambienti lavorativi, così come nelle strutture pubbliche e in quelle sanitarie. Queste superfici vengono infatti a contatto con tantissimi tipi di contaminazione, che le rendono un terreno fertile per la trasmissione delle malattie infettive. Le superfici antibatteriche da sole, però, non sono sufficienti: è necessario un trattamento frequente di pulizia accurata per mantenerne l’igiene.

Come sono fatti i pavimenti antibatterici?

I pavimenti antibatterici sono realizzati con l’aggiunta di sostanze antibatteriche nella mescola durante la produzione, oppure durante la finitura. Le sostanze antibatteriche più utilizzate per questi pavimenti sono l’argento e il biossido di titanio. L’argento è antimicrobico, antivirale e antibatterico e inibisce inoltre la proliferazione di alcune tipologie di funghi e virus, mentre il biossido di titanio è un composto chimico che in seguito all’ossidazione può degradare i composti organici.

Quanti tipi di pavimenti antibatterici esistono?

È possibile rivestire qualsiasi superficie con un trattamento antibatterico basato su questi due tipi di elementi, ma esistono superfici antibatteriche per natura, come il linoleum, che si ricava dal lino, e alcune tipi di rivestimenti, come il gres porcellanato, a cui si applicano tecnologie dal potere antibatterico superiore al 99.9% in particolare per i quattro ceppi principali degli ambienti chiusi: l’Enterococcus faecalis,  l’Escherichia coli, lo Staphylococcus aureus, e lo Pseudomonas aeruginosa. Infine, i pavimenti di resina posati senza giunture sono ideali per la sanificazione accurata e possono essere rivestiti con una tecnologia antibatterica sia in fase di produzione che in fase di finitura finale.

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