Mobilità sostenibile

Decarbonizzazione energetica: gli obiettivi da raggiungere entro il 2030 La lotta al cambiamento climatico è uno degli impegni principali dell’Unione Europea e dei suoi membri. Nel dicembre 2020, l’Unione Europea ha stilato diversi obiettivi per ridurre il Climate Exchange. Tra questi vi è, entro il 2030, la riduzione delle emissioni di gas serra del 55% in atmosfera, e la decarbonizzazione energetica. Scopriamo di che si tratta. Che cos’è la decarbonizzazione energetica? Con decarbonizzazione energetica si intende una riduzione del rapporto tra carbonio e idrogeno nelle fonti energetiche. La decarbonizzazione permette di ridurre l’emissione di anidride carbonica nell’atmosfera. Per aumentare la decarbonizzazione quindi è necessario ridurre il più possibile l’energia prodotta dai combustibili fossili: ad esempio il petrolio, il gas e il carbone, e incentivare l’utilizzo di fonti rinnovabili: ad esempio, l’energia eolica, quella solare e quella delle biomasse. L’obiettivo della decarbonizzazione energetica è raggiungere le emissioni zero. Quali sono i sistemi che stanno adottando le aziende italiane per raggiungere questo obiettivo? Decarbonizzazione energetica: a che punto è l’Italia I dati indicano che l’Italia è a buon punto in relazione agli obiettivi europei per la decarbonizzazione. Infatti, gli studi rivelano che, nel 2020, il sistema energetico nazionale ha registrato emissioni di Co2 Inferiori del 12% rispetto al 2019, e i dati sono confortanti: infatti, rispetto al 2005, i consumi di petrolio e di carbone sono calati del 40%. In particolare, la riduzione ha coinvolto il settore dei trasporti e quello della generazione elettrica. Il piano di ripresa del Governo italiano ha stabilito un’allocazione di 80 miliardi di euro, da utilizzare in 5 anni, per favorire la decarbonizzazione. Entro il 2030, le stime prevedono una riduzione del 60% delle emissioni di anidride carbonica a livello nazionale. Il ruolo delle imprese italiane per la decarbonizzazione energetica Raggiungere l’obiettivo di emissioni zero è fondamentale per le aziende, ma come fare? In primo luogo, è importante rendere i sistemi più efficienti, riducendo il consumo di combustibili fossili. Inoltre, è fondamentale utilizzare fonti energetiche che abbiano un contenuto di carbonio nullo o molto basso, come il gas naturale, le energie rinnovabili, e il settore nucleare. Le aziende possono poi adottare processi di separazione dell’anidride carbonica prodotta nella trasformazione dei combustibili fossili, e infine adottare tecnologie che permettano all’ecosistema di assorbire una maggiore quantità di anidride carbonica. Esistono due tecnologie che permettono di dare un’importante contributo alla decarbonizzazione. Il sistema power-to-gas: questo sistema consente di utilizzare fonti rinnovabili per produrre idrogeno. È possibile convertire l’energia elettrica in combustibile, ad esempio metano o idrogeno. Il sistema Carbon Capture and Storage (Ccs): attraverso questa tecnologia, è possibile separare l’anidride carbonica dagli scarichi che vengono prodotti da impianti di combustione. Questa anidride carbonica può essere trasportata e conservata in un deposito, per evitare che venga dispersa nell’atmosfera. I vantaggi della decarbonizzazione energetica Le aziende che riescono a raggiungere la quota emissioni zero e aderire al processo di decarbonizzazione possono godere di numerosi benefici. In primo luogo, i dati indicano la possibilità di creare oltre 160.000 posti di lavoro, con un aumento di professioni nel settore energetico del 65%. Inoltre, i vantaggi economici comprendono la possibilità di finanziare la transizione energetica grazie al risparmio generato dalla mancata importazione dei combustibili fossili. Infine, la decarbonizzazione consente una riduzione complessiva del costo di energia elettrica. Gli studi indicano che, a parità del costo del gas, il costo dell’energia elettrica potrebbe ridursi entro il 2030 di oltre tre miliardi di euro.

Carburanti ecologici e sharing mobility: la mobilità degli italiani è sempre più green La svolta green e l’inizio della nuova mobilità sostenibile: a che punto si trova l’Italia, tra ritardi infrastrutturali e prospettive di crescita, rispetto agli altri paesi europei? I numeri delle recenti pubblicazioni parlano chiaro: il nostro paese ha un cuore verde, proteso verso la mobilità di domani, attento al cambiamento climatico e desideroso di giocare un ruolo attivo nella sfida globale. Pandemia e infrastrutture: gli unici freni del cambio di passo Per l’89% degli italiani intervistati per un’autorevole ricerca europea è auspicabile l’uso di carburanti carbon free e le percentuali tra i giovani indicano un forte desiderio di più piste ciclabili e più bike sharing. Non solo colonnine per la ricarica, sempre più indispensabili per rifornire i nuovi mezzi green, ma anche riprogettazione urbana con più verde e una rete di trasporti sia pubblici che privati in grado di ottimizzare la smart mobility come piste ciclabili e oasi urbane che sono finalmente in fase di approvazione nella maggior parte delle città metropolitane italiane. La spinta del PNRR e le nuove misure previste dal Recovery Plan dovrebbero essere l’acceleratore e il volano della nuova mobilità green. Un altro tema comune al trend europeo riguarda la recente emergenza pandemica che ha impedito la crescita della sharing mobility. In Italia solo tre italiani su dieci si sono detti disponibili ad usufruirne nello stato attuale, mentre il 62% si è dichiarato pronto allo sharing nei prossimi dieci anni. Il futuro è green, sharing e smart: la tecnologia verde piace agli italiani Il nostro Paese sembra essere pronto al cambiamento culturale necessario per invertire la rotta. Se l’automobile è stata per anni uno status symbol e una “seconda casa” di cui conservare gelosamente il possesso e l’uso esclusivo, oggi sempre più persone sono pronte ad un uso più responsabile e condiviso. Specialmente se si tratta di grandi centri urbani. Per il 10% dei residenti in centri con oltre centomila abitanti, infatti, il possesso di un’auto non è indispensabile. Per non parlare della questione parcheggi: gli abitanti delle metropoli li vorrebbero invisibili, sotterranei, non impattanti. Il tema parcheggi, inoltre, introduce un’altra questione molto interessante e ad alto tasso tecnologico: le auto self-driving, quelle cioè capaci di circolare senza la necessità di un conducente umano. Immaginare la possibilità di essere accompagnati fin davanti all’ufficio o al supermercato e guardare la propria auto che si parcheggia da sola fuori città o in aree dedicate extra urbane, magari ricaricandosi o trasferendo energia in eccesso alla rete pubblica, non è solo una scena da film fantasy. E questo scenario piace a ben il 62% dei soggetti intervistati. Infine, l’intermodalità dei trasporti, ovvero la possibilità di utilizzare più di un mezzo per i propri spostamenti, alternando l’auto per i lunghi tratti di collegamento tra una città e l’altra, e mezzi piccoli e condivisi per le aree metropolitane, come le bici elettriche e i monopattini, ad esempio. Insomma, anche in Italia la rivoluzione verde è iniziata.

La rivoluzione ecologica del monopattino elettrico Oggi le persone sono sempre più attente al tema della sostenibilità ambientale, e anche la mobilità si sta muovendo sempre di più verso iniziative green atte a limitare l’inquinamento e le emissioni di carbonio. I dati confermano questa tendenza: oggi c’è una maggiore attenzione verso l’ecologia anche nelle scelte quotidiane delle persone e il trasporto pubblico non fa eccezione. I servizi di sharing mobility, infatti, hanno acquisito un ruolo chiave nel processo di riconversione ecologica dell’economia e viene riservata particolare attenzione soprattutto per i monopattini elettrici. Il monopattino elettrico: la mobilità green a portata di tutti I monopattini elettrici rappresentano il simbolo del trasporto urbano moderno e portano numerosi vantaggi economici, ambientali e sociali. Considerati mezzi di trasporto green per eccellenza, i monopattini elettrici impiegano soltanto l’energia elettrica per funzionare e non emettono emissioni, aiutando a migliorare la qualità dell‘aria e contribuendo a ridurre lo smog in città. Sono affidabili, economici ed ecologici e si confermano essere il mezzo di trasporto d’elezione per chi deve compiere piccoli spostamenti quotidiani senza rinunciare all’efficienza e alla rapidità. Inoltre, sono essenziali per la riduzione dell’inquinamento acustico. Auto, moto, ma anche treni, tram e autobus sono incredibilmente rumorosi. Il monopattino elettrico, invece, è l’alleato perfetto per la riduzione dell’inquinamento acustico e ambientale, è silenzioso, leggero e maneggevole. Non solo ecologia: i vantaggi dell’utilizzo dei monopattini elettrici Il ricorso all’utilizzo di monopattini elettrici consente inoltre di migliorare la qualità della vita dei cittadini stimolando nuove forme di integrazione ed aggregazione sociale e incrementando l’attività fisica giornaliera. E per quanto riguarda la sicurezza? Naturalmente, ogni mezzo di trasporto ha una certa soglia di rischio. Nonostante ciò, rispetto ad altri mezzi di trasporto personali, come la bicicletta, l’hoverboard, lo skateboard o i semplici motorini, i monopattini elettrici, se utilizzati con la giusta attenzione, sono la scelta più sicura. In caso di collisione imminente, l’accesso ai freni è immediato ed è possibile anche scendere rapidamente permettendo all’utente di aggirare con facilità situazioni di pericolo. Le informazioni da conoscere prima di utilizzare un monopattino elettrico Prima di acquistare o utilizzare un monopattino elettrico è bene conoscere alcune informazioni essenziali: La velocità del monopattino può raggiungere una velocità massima che oscilla tra i venticinque e i quaranta chilometri orari. Questo parametro potrebbe variare in base al modello di riferimento ma comunque non dovrebbe essere superata questa soglia. Non è necessario essere in possesso di una patente di guida. La maggior parte dei mezzi può sostenere un peso pari e non superiore a centoventi chilogrammi. I monopattini elettrici sono diventati il simbolo di una rivoluzione sostenibile che sta cambiando il volto delle nostre città e il nostro modo di muoverci. Ci sono tutti i presupposti per ipotizzare che, in un futuro non troppo lontano, non circoleranno solo monopattini e bici elettriche ma anche moto e auto, fino ad estendere l’elettrico anche ad altri mezzi di trasporto.

Sostenibilità ambientale, dall’Agenda 2030 al Green Deal La sostenibilità ambientale è un concetto che esiste da almeno 300 anni, ed oggi è un argomento sempre più sentito a seguito dei problemi causati dallo sfruttamento eccessivo delle risorse e al riscaldamento climatico. Da circa 50 anni tutti i principali Paesi hanno adottato linee guida e proposto conferenze. Ma com’è la situazione a livello europeo? Tra gli strumenti più recenti della Comunità Europea vi sono l’Agenda 2030 e il Green Deal, mentre per valutare la sostenibilità ambientale dal 1999 l’Ocse, l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa, pubblica una serie di indicatori che misurano il progresso in termini di sostenibilità ed efficacia delle politiche ambientali. Agenda 2030: gli obiettivi Agenda 2030 è un documento pubblicato nel 2015 e approvato dall’Assemblea Generale dell’ONU, con cui i membri delle Nazioni Unite stilano una serie di obiettivi di sviluppo sostenibile da raggiungere entro il 2030. Questi obiettivi affrontano la dimensione ambientale, sociale ed economica e comprendono vari aspetti, dal consumo e la produzione responsabile fino alla lotta contro il cambiamento climatico. Il Green Deal europeo: obiettivo impatto zero Il 14 luglio del 2021 l’Unione Europea ha integrato e ampliato i propri obiettivi in termini di sostenibilità ambientale con l’adozione del Green Deal, una politica ambientale che ha l’obiettivo di rendere l’Europa il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050. In tema di mobilità sostenibile, diventa cruciale tra gli strumenti la riduzione del target delle emissioni che l’Europa punta a ridurre del 55%, rispetto al 1990, entro il 2030. Il ruolo fondamentale del settore trasporti Nell’ambito delle iniziative da adottare, i trasporti sostenibili giocano un ruolo fondamentale. Gli obiettivi europei prevedono diverse iniziative, tra cui: La creazione di città a impatto zero Il modello 15 minutes city L’aumento dello Sharing Mobility  100 città a impatto zero entro il 2030 Il programma Horizon Europe 2021 prevede, entro il 2030, che tutte le città medie e grandi in Europa dovranno avere il proprio piano di mobilità sostenibile: le stime indicano che, al momento le città sono responsabili al 70% delle emissioni di gas serra nel mondo. Pertanto, l’obiettivo finale è creare entro questa data 100 città a impatto zero. Il modello 15-minutes city Dietro questa espressione inglese si cela un modello urbanistico con cui ogni cittadino può raggiungere i servizi essenziali entro una distanza massima di 15 minuti in bicicletta o a piedi. Applicato con successo in via sperimentale già a Milano, Roma, Napoli e Venezia, questo modello valorizza il territorio e rinforza il tessuto cittadino. La Sharing Mobility La sostenibilità ambientale passa soprattutto attraverso la riduzione delle emissioni: in questo senso in tutte le città italiane sono aumentati servizi di bike e car sharing, nonostante la pandemia che ha causato una contrazione delle interazioni sociali. Inoltre, è aumentata anche la richiesta di monopattini elettrici per spostarsi in centro. Gli indicatori di sostenibilità ambientale Gli indicatori di sostenibilità ambientale definiti dall’Ocse comprendono cinque categorie: Core Environmental Indicators (CEI) Key Environmental Indicators (KEI) Sectoral Environmental Indicators (SEI) Indicators derived from environmental accounting Decoupling Environmental Indicators Di questi, i più importanti in tema di consapevolezza nella popolazione sono i Key Environmental Indicators, gli indicatori ambientali chiave. Si tratta ad esempio di misurazione relative alla qualità dell’aria, al cambiamento climatico, alle emissioni di gas serra e alla decarbonizzazione.

Turismo: in crescita il carbon free La mobilità sostenibile non è un concetto che interessa soltanto le industrie e i centri urbani ma di recente anche il turismo. Come riportano i dati raccolti dal dossier CovidLanes di Legambiente del 2020, c’è un crescente aumento di richieste di spostamenti carbon free in tutto il territorio nazionale. Nel 2020 sono stati realizzati in Italia circa 200 km di nuove piste ciclabili, e sono aumentate anche le colonnine di ricarica dei veicoli elettrici. L’aumento di veicoli elettrici In Toscana Il programma europeo Life + 2016 ha permesso di finanziare un’iniziativa, la Life for Silver Coast, che prevede per tutti i turisti di Orbetello, Monte argentario e Isola del Giglio una serie di servizi carbon free per l’estate 2021. Tra questi vi è lo sharing elettrico tra cui, ad esempio, bici elettriche, auto elettriche e scooter elettrici. Grazie a un totale di 54 unità elettriche, sarà possibile visitare le aree non raggiunte dal servizio pubblico grazie alla condivisione di questi veicoli. Le proposte dei big player dei trasporti Le grandi case automobilistiche si sono attivate in soccorso al turismo italiano potenziando le infrastrutture cittadine. Molte case automobilistiche prevedono infatti la realizzazione di guide online e cartacee dedicate alla mobilità sostenibile nelle città italiane più importanti. La proposta prevede l’esplorazione di itinerari turistici e culturali a bordo di auto elettriche ma anche l’installazione di punti di ricarica elettrica proprio nei punti di interesse menzionati dalle guide. Infine, le aziende italiane che sviluppano e producono prodotti per la micro-mobilità elettrica territoriale possono dare un valido aiuto in Italia per installare le colonnine e per riparare le biciclette elettriche. Si tratta di servizi fondamentali per le strutture ricettive italiane, che possono migliorare la propria offerta turistica installando le ricariche nelle loro proprietà. Le iniziative green del Comune di Milano Il dossier di Legambiente, tuttavia, non riporta dati positivi per tutte le città italiane, e tra queste, purtroppo, Milano è al secondo posto nella classifica delle città che superano le soglie limite delle emissioni inquinanti. Per questo motivo l’associazione Legambiente Lombardia, in collaborazione con il progetto europeo Sharing Cities, ha proposto ai milanesi una sfida tramite i social che invita a non utilizzare l’auto almeno per una settimana. Le iniziative milanesi proseguono inoltre con un bando regionale della Lombardia, a cui il Comune di Milano partecipa, per sviluppare le infrastrutture per la ricarica elettrica, e per l’installazione di colonnine di ricarica sia nei parcheggi di interscambio che in un centro di cottura di Milano Ristorazione. A Milano ci sono al momento un totale di 300 punti di ricarica, e l’iniziativa prevede l’installazione di altri 170 punti di ricarica.

Il ruolo dei camion elettrici per abbattere le emissioni su strada La mobilità elettrica e i veicoli a emissioni zero rappresentano un settore in crescita con investimenti in Europa che crescono di anno in anno. Tuttavia, quando si parla di mobilità sostenibile di veicoli elettrici, spesso si pensa soltanto agli scooter e alle autovetture private. In realtà, dal punto di vista dell’inquinamento, il trasporto merci su strada è responsabile del 22% delle emissioni di CO2. Infatti, nonostante i camion rappresentino soltanto il 2% dei veicoli in Europa, incidono in modo significativo sull’inquinamento. Quali possono essere dunque le azioni correttive? Come aumentare la presenza di camion elettrici in Europa?  Obiettivo sostenibilità: in arrivo i primi camion elettrici Grazie allo sviluppo delle tecnologie i veicoli ibridi ed elettrici avranno sempre maggiore autonomia. Dal 2021 sono previste le produzioni dei primi camion elettrici in grado di arrivare fino a 400 km con una ricarica. Ma non solo: altri giganti del settore stanno progettando camion elettrici con batteria agli ioni di litio e a idrogeno, che riescono ad arrivare fino a 1000 km di autonomia. Si tratta di iniziative prese a lungo termine dai produttori, con l’obiettivo di limitare il riscaldamento globale al di sotto dei 1,5 °, come previsto dagli accordi di Parigi. Gli investimenti necessari per favorire lo sviluppo dei camion elettrici Per favorire lo sviluppo dei camion elettrici nell’Unione Europea è fondamentale che ci siano tre punti di ricarica: la stazione di partenza, quella di arrivo, e la colonnina pubblica. Nel 2030 le stazioni di destinazione dovrebbero essere 27.500, e vi dovrebbero essere 14.400 punti di ricarica. Quindi, i camion elettrici dovrebbero essere prevalenti in 173 nodi urbani ad alto traffico. Inoltre, è previsto un investimento annuo di 2,8 miliardi per lo sviluppo delle infrastrutture e per le stazioni di destinazione. I fondi potrebbero provenire dal recovery fund previsto per il 2021- 2025 e dagli investimenti effettuati ogni anno dall’Unione Europea, nell’ordine di 100 miliardi di euro, per le infrastrutture di trasporto. Gli strumenti e le azioni proposte Tuttavia, oltre agli investimenti previsti da parte del governo europeo, per ridurre le emissioni di anidride carbonica ed arrivare a emissioni zero entro il 2050, sarà necessario mettere in atto una serie di azioni, tra le più importanti ci saranno: La revisione del regolamento comunitario che riguarda le emissioni di anidride carbonica nei veicoli pesanti, prevista per il 2022 L’intervento delle autorità nazionali e locali per stabilire un percorso chiaro nella transizione delle consegne a zero emissioni La possibilità di utilizzare finanziamenti comunitari e nazionali, per diffondere i camion elettrici in Europa Il raddoppiamento dei nodi urbani TEN-T, che al momento sono 88 La trasformazione della direttiva AFID (Alternative Fuels Infrastructure Directive) in regolamento sulle infrastrutture a emissioni zero (Zero Emission Infrastructure Regulation – ZEIR).  

Monopattini, scooter e bici: la mobilità diventa green Con la crescente popolarità delle bici (elettriche e non) e dei monopattini nei numerosi servizi di sharing che spopolano nelle città italiane, la mobilità sostenibile sta cambiando molto velocemente. Le città d’Italia stanno sempre più spesso investendo in servizi che incoraggeranno una nuova generazione di ciclisti o, comunque, di guidatori green: un cambiamento positivo, considerando che le emissioni di carbonio sono di nuovo in aumento. Dagli incentivi ai servizi di sharing, ecco la mobilità 2.0 Grazie a queste nuove forme di mobilità green si è aperta una vera lotta al traffico unita all’amore per l’ambiente. Già dallo scorso anno, dopo l’emergenza della pandemia, diverse città in Italia hanno puntato a incentivare questi nuovi metodi di mobilità. Gli obiettivi sono due: ridurre drasticamente l’inquinamento dell’aria e diminuire il traffico stradale nelle città. Tra gli incentivi disponibili nel nostro Paese vediamo il Bonus Mobilità, contenuto nel Decreto Rilancio, che serve nell’acquisto di biciclette (tradizionali o le moderne e-bike con pedalata assistita) o altri mezzi di micromobilità elettrica, come i sempre più popolari monopattini. Questo bonus, nato nel 2020 e che si replicherà anche quest’anno, consente di risparmiare fino al 60% del valore dell’acquisto di un mezzo di micromobilità green con una somma massima di 500€ ed è disponibile per i cittadini maggiorenni residenti in città con più di 50.000 abitanti. Se non siete pronti all’acquisto di una bici o un monopattino ma non volete rinunciare alla possibilità di utilizzare questi mezzi, oggi in Italia sono disponibili anche decine di società di bike e scooter sharing. Si tratta di aziende che consentono, semplicemente scaricando una app, di utilizzare monopattini, bici e scooter elettrici. I servizi attivi oggi in Italia sono sempre di più e sono in costante crescita da quando gli incentivi per la mobilità green si sono moltiplicati, dunque è probabile che nel giro di pochi mesi anche altre città più piccole possano usufruire di queste agevolazioni. Micromobilità green: le app per usufruirne Bike ed e-bike sharing I servizi di bike sharing sono stati tra i primi a essere implementati in Europa e nella nostra penisola, tuttavia la condivisione di bici manuali ed elettriche è per tante città un’introduzione recente. L’idea vincente è quella di usufruire di servizi di free floating, ovvero dove è possibile parcheggiare la bici dove si desidera senza avere delle postazioni precise. In città come Roma è disponibile già dalla fine del 2019 una linea di biciclette elettriche di Jump by Uber, dal prezzo davvero competitivo. Noleggiarle costa 50 centesimi come sblocco iniziale e 20 centesimi al minuto, consentendo di raggiungere una velocità massima di 25 km/h, ideale per i piccoli spostamenti in città. Inoltre, nelle principali città italiane è disponibile una linea di sharing di Helbiz, che conta oltre 6000 e-bikes e monopattini e ha da poco introdotto anche un servizio di abbonamento Helbiz Unlimited, che offre la possibilità di noleggiare qualsiasi veicolo per quanto tempo si desidera, in qualsiasi città coperta dal servizio, pagando solo 29,99 euro al mese. Sulla stessa scia vediamo le bici elettriche di Mobike a Bologna che offrono la possibilità del parcheggio free floating, ma sono ormai numerosissimi i servizi di bike sharing disponibili in ogni città. Monopattini e scooter I monopattini sono tra le introduzioni più recenti, ma anche le più efficienti e amate da chi usufruisce dei servizi di sharing. Dall’avvento della pandemia, i servizi di scooter e kick scooter sharing sono letteralmente esplosi. Con la legge 160, inoltre, sono state definite le regole che li hanno resi legali nel nostro paese, rispettando alcune semplici norme di condotta, come il mantenere una velocità massima di 20 km all’ora. Tra i punti di forza vediamo gli stessi delle bici, ovvero casco non obbligatorio e patente e assicurazione non necessarie, il che li rende accessibili anche agli adolescenti. In questo caso, quasi tutti i servizi di sharing offrono la registrazione gratis e lo sblocco del mezzo di 1€, mentre il pagamento a tratta funziona in base ai minuti come per i servizi di  bike sharing (con prezzi sempre molto convenienti, intorno ai 10-15 centesimi al minuto) e la modalità free floating. Tra i servizi di scooter sharing vediamo la società Hive, parte del gruppo Free Now e operativa a Torino. A Milano invece vediamo i servizi di sharing di Circ, Wind (con monopattini elettrici a lunga durata) e di Bit Mobility, azienda italiana presente anche in diverse città del nord Italia. Al sud Italia, invece, è molto popolare il servizio Helbiz e Reby, molto utilizzato nella città di Napoli.

Mobilità sostenibile: i finanziamenti a disposizione Oggi, la mobilità sostenibile aiuta a ridurre notevolmente l’impatto ambientale. I mezzi di trasporto non sostenibili, al contrario, contribuiscono in maniera significativa al cambiamento climatico e sono stati per decenni una delle prime fonti di inquinamento globale. Tuttavia, oltre all’incremento dell’impiego di mezzi di trasporto green come le biciclette e i monopattini elettrici anche i treni, gli autobus e le auto elettriche si stanno trasformando per diminuire significativamente le emissioni di CO2 e rendere le nostre città più vivibili. E oggi ci si sta muovendo in quest’ottica anche per tutto ciò che riguarda i bandi per la mobilità sostenibile: si tratta infatti di un settore così ampio e versatile che a beneficiarne possono essere davvero tutti, dai privati alle imprese senza dimenticare anche la pubblica amministrazione. Ma di cosa si tratta? Tra gli incentivi più noti all’impiego del trasporto pubblico vediamo il bonus viaggio e il bonus taxi: due forme di finanziamenti dedicati a tutte le persone con difficoltà motoria, ma non solo. Queste misure sono rivolte anche a tutte quelle famiglie più colpite dalla crisi, in quanto questo voucher è in grado di coprire le spese per il trasporto consentendo di usufruire sia di taxi che di auto a noleggio con conducente. Il termine di fruizione del buono viaggio è stato esteso fino al 30 giugno 2021 dal decreto Milleproroghe. I bonus italiani per la mobilità sostenibile La mobilità elettrica, in particolare, è una delle tecnologie green che hanno avuto più successo in Italia. Uno dei principali benefici legati alla mobilità elettrica è che, non emettendo gas tossici, migliora notevolmente la qualità della vita dell’uomo. A beneficiarne è anche l’ambiente, in quanto i veicoli elettrici non presentano motori a combustione ed evitano così l’emissione di tonnellate di gas serra. In Italia, le città principali hanno già compiuto un passo verso la mobilità sostenibile: Milano, Venezia, Napoli,Firenze, Bologna e Torino vedono circa il 40% dei propri abitanti muoversi a piedi e utilizzando il trasporto pubblico o tramite mezzi sostenibili come bici, tram, treni e bus elettrici o con auto elettriche, monopattini e bici. I bandi per la mobilità sostenibile in Italia In Valle d’Aosta sono diversi i bonus istituiti per promuovere la mobilità sostenibile. La regione ha deciso di focalizzare la propria attenzione principalmente sui contributi a fondo perduto, impiegandoli per l’acquisto di alcune importanti categorie di veicoli sostenibili, come ad esempio biciclette a pedalata assistita, veicoli a bassa emissione sia nuovi che usati, con mezzi di trasporto che riducono di molto l’impatto ambientale producendo emissioni di CO2 estremamente ridotte, inferiori a 70 grammi per chilometro. Allo stesso tempo, vediamo l’acquisto di device per la mobilità personale che sfruttano l’energia elettrica come i famosissimi hoverboard, i monopattini elettrici e i segway, così come i monowheel e infine, naturalmente, anche delle stazioni di ricarica domestica. Questi incentivi sono rivolti sia ai soggetti privati che agli enti pubblici e locali non dipendenti dalla regione. Inoltre, per quanto riguarda i bandi per la mobilità sostenibile in ambito di pubblica amministrazione, il Ministero dell’Ambiente ha stanziato numerosi fondi per gli scuolabus. In tutta Italia, nei comuni con meno di 50mila abitanti, oggi è possibile richiedere per gli studenti dei contributi per il trasporto scolastico con mezzi di trasporto elettrici e ibridi. Questo bando vede stanziati circa 20 milioni di euro per coprire non solo le spese per l’acquisto di mezzi di trasporto ibridi o elettrici, ma anche per le spese tecniche della progettazione, della collocazione e dell’acquisto delle colonnine per la ricarica dei veicoli a energia elettrica, e per le attività di promozione del servizio del trasporto scolastico. La Regione del Lazio, in particolare, ha sviluppato il progetto “school ride” per evitare il sovraffollamento sui mezzi di trasporto pubblici in tempi di pandemia, rendendo così disponibili dei voucher taxi gratuiti per il personale scolastico, sia per docenti che per il personale ATA degli istituti scolastici della capitale. Il voucher vale circa 12,50 euro/a corsa ed è possibile utilizzarlo per un massimo di due corse al giorno verso la scuola dove lavora il beneficiario. In Lombardia, invece, sono stati stanziati 5 milioni per incentivare la mobilità sostenibile grazie alla realizzazione di diverse stazioni di ricarica per tutti i veicoli a energia elettrica. I vantaggi del passaggio a mezzi di trasporto sostenibili non si fermano solo ad auto e moto. Il Governo, infatti, oggi prevede anche diversi bonus per l’acquisto di monopattini e biciclette elettriche, agevolazioni che arrivano anche fino al 60% della spesa con un tetto massimo di 500 euro. Tutto da inoltrare entro il 31 dicembre 2021. Possiamo dunque affermare che la mobilità elettrica sta facendo passi da gigante per il cittadino, rendendo le nostre città sempre più innovative e green e salvaguardando la salute dell’uomo e dell’ambiente.

I dati evidenziati dai rapporti sulla mobilità sostenibile e i veicoli elettrici sono confortanti, con dati in crescita nel nostro Paese come nel resto del mondo. Nello specifico, nelle principali città italiane come Firenze, Torino, Bologna, Venezia, Napoli e Milano un terzo dei residenti si sposta con mezzi sostenibili, tra cui bicicletta, trasporti ferroviari, auto e bus elettrici. In generale, comunque, in tutta Italia c’è stato un deciso passo in avanti verso la transizione verso i veicoli ad emissione zero dal 2019 in poi, anche grazie ai bonus e agli incentivi previsti dallo Stato e all’aumento dei punti di ricarica. I dati raccolti da UNRAE, Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri, riportano l’immatricolazione di 38.141 auto ibride in Italia nel 2019, contro le 37.920 immatricolate nel 2018. Anche a livello globale i veicoli elettrici sono in aumento, superando nel 2019 le vendite di 5 milioni di unità. Al primo posto nel mondo si trova la Cina, seguita da Europa, Stati Uniti, Giappone. In Europa, l’aumento principale si registra con il 97% nel 2019 da parte della Germania.  Mobilità sostenibile: l’ecobonus 2021 per i veicoli speciali L’eco-bonus auto, istituito con la Legge di Bilancio 2021, è dedicato ai veicoli commerciali e ai mezzi speciali, come veicoli blindati, camper, veicoli con accesso per le sedie a rotelle. Questo bonus si può prenotare dal 10 febbraio e prevede un contributo, che parte da un minimo di 1.200 euro e, in caso di rottamazione, arriva fino a 8.000 euro per acquistare veicoli ibridi o elettrici nuovi. Per prenotare il bonus bisogna recarsi da un concessionario, indicando il metodo di acquisto e gli eventuali dati del veicolo da rottamare. Ciascun concessionario potrà accettare un massimo di 50 prenotazioni al giorno e il bonus è valido fino al 30 giugno 2021. Mobilità sostenibile: gli incentivi statali per l’acquisto di auto euro 6 La Legge di Bilancio 2021 ha previsto anche una revisione del bonus introdotto dalla manovra 2019 per il bonus auto. Le nuove condizioni prevedono un incentivo fino a 2.000 euro per la rottamazione di veicoli fino a euro 6 e il successivo acquisto di auto con emissioni fino a 60 g/km di Co2. Il contributo è riservato alla categoria di veicoli M1 auto fino a 8 posti, con prezzi di listino che non superano i 5.000 euro, da acquistare entro il 30 giugno 2021. Per i veicoli con emissioni di Co2 fino a 20 g/km, questo incentivo può arrivare a 10.000 euro se si rottama un veicolo fino a euro 6, perché si può beneficiare dei 6.000 euro previsti dalla manovra 2019, e sommarli ai 2.000 della legge 2021. In più, i venditori prevedono un ulteriore sconto di 2.000 euro. 

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