Sostenibilità ambientale, dall’Agenda 2030 al Green Deal

Mobilità sostenibile

Sostenibilità ambientale, dall’Agenda 2030 al Green Deal

La sostenibilità ambientale è un concetto che esiste da almeno 300 anni, ed oggi è un argomento sempre più sentito a seguito dei problemi causati dallo sfruttamento eccessivo delle risorse e al riscaldamento climatico.

Da circa 50 anni tutti i principali Paesi hanno adottato linee guida e proposto conferenze.

Ma com’è la situazione a livello europeo? Tra gli strumenti più recenti della Comunità Europea vi sono l’Agenda 2030 e il Green Deal, mentre per valutare la sostenibilità ambientale dal 1999 l’Ocse, l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa, pubblica una serie di indicatori che misurano il progresso in termini di sostenibilità ed efficacia delle politiche ambientali.

Agenda 2030: gli obiettivi

Agenda 2030 è un documento pubblicato nel 2015 e approvato dall’Assemblea Generale dell’ONU, con cui i membri delle Nazioni Unite stilano una serie di obiettivi di sviluppo sostenibile da raggiungere entro il 2030. Questi obiettivi affrontano la dimensione ambientale, sociale ed economica e comprendono vari aspetti, dal consumo e la produzione responsabile fino alla lotta contro il cambiamento climatico.

Il Green Deal europeo: obiettivo impatto zero

Il 14 luglio del 2021 l’Unione Europea ha integrato e ampliato i propri obiettivi in termini di sostenibilità ambientale con l’adozione del Green Deal, una politica ambientale che ha l’obiettivo di rendere l’Europa il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050. In tema di mobilità sostenibile, diventa cruciale tra gli strumenti la riduzione del target delle emissioni che l’Europa punta a ridurre del 55%, rispetto al 1990, entro il 2030.

Il ruolo fondamentale del settore trasporti

Nell’ambito delle iniziative da adottare, i trasporti sostenibili giocano un ruolo fondamentale.

Gli obiettivi europei prevedono diverse iniziative, tra cui:

  • La creazione di città a impatto zero
  • Il modello 15 minutes city
  • L’aumento dello Sharing Mobility 

100 città a impatto zero entro il 2030

Il programma Horizon Europe 2021 prevede, entro il 2030, che tutte le città medie e grandi in Europa dovranno avere il proprio piano di mobilità sostenibile: le stime indicano che, al momento le città sono responsabili al 70% delle emissioni di gas serra nel mondo. Pertanto, l’obiettivo finale è creare entro questa data 100 città a impatto zero.

Il modello 15-minutes city

Dietro questa espressione inglese si cela un modello urbanistico con cui ogni cittadino può raggiungere i servizi essenziali entro una distanza massima di 15 minuti in bicicletta o a piedi. Applicato con successo in via sperimentale già a Milano, Roma, Napoli e Venezia, questo modello valorizza il territorio e rinforza il tessuto cittadino.

La Sharing Mobility

La sostenibilità ambientale passa soprattutto attraverso la riduzione delle emissioni: in questo senso in tutte le città italiane sono aumentati servizi di bike e car sharing, nonostante la pandemia che ha causato una contrazione delle interazioni sociali. Inoltre, è aumentata anche la richiesta di monopattini elettrici per spostarsi in centro.

Gli indicatori di sostenibilità ambientale

Gli indicatori di sostenibilità ambientale definiti dall’Ocse comprendono cinque categorie:

  1. Core Environmental Indicators (CEI)
  2. Key Environmental Indicators (KEI)
  3. Sectoral Environmental Indicators (SEI)
  4. Indicators derived from environmental accounting
  5. Decoupling Environmental Indicators

Di questi, i più importanti in tema di consapevolezza nella popolazione sono i Key Environmental Indicators, gli indicatori ambientali chiave. Si tratta ad esempio di misurazione relative alla qualità dell’aria, al cambiamento climatico, alle emissioni di gas serra e alla decarbonizzazione.

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