Mobilità sostenibile

Batterie al litio-aria: l’avanzamento tecnologico che trasformerà la mobilità sostenibile Nell’era in cui la sostenibilità ambientale è diventata una priorità globale, la mobilità sostenibile sta assumendo un ruolo sempre più importante. Una delle sfide più significative per i veicoli elettrici è l’autonomia della batteria. In questo contesto, una nuova tecnologia sta emergendo come potenziale soluzione: le batterie al litio-aria.  Anche conosciute come batterie ossigeno-metallo-litio (Li-air), le batterie al litio-aria sono dispositivi che sfruttano la reazione chimica tra l’ossigeno atmosferico e il litio per generare energia elettrica. Questo tipo di batteria presenta numerosi vantaggi rispetto alle tecnologie attuali, tra cui un’elevata densità energetica, una maggiore capacità di immagazzinamento e un peso ridotto. Tuttavia, ci sono ancora sfide tecniche da superare per rendere le batterie al litio-aria commercialmente accessibili. Potenziali vantaggi della tecnologia al litio-aria Le batterie al litio-aria offrono una serie di vantaggi significativi per la mobilità sostenibile.  Sfide tecniche, progressi e sviluppi futuri  Le batterie al litio-aria affrontano diversi contesti sfidanti, tra cui la gestione del litio metallico reattivo e l’instabilità dell’elettrolita. Tuttavia, negli ultimi anni, sono stati fatti progressi significativi per superare in maniera soddisfacente queste sfide. Gli scienziati e gli ingegneri hanno lavorato per migliorare l’efficienza della reazione di ossidazione dell’ossigeno, sviluppando catalizzatori elettrochimici avanzati e nuovi materiali per gli elettrodi. Questi progressi hanno portato ad un aumento dell’autonomia delle batterie al litio-aria e ad una maggiore durata complessiva. Nonostante i progressi compiuti, le batterie al litio-aria sono ancora in fase di sviluppo e ricerca. Tuttavia, gli esperti prevedono che questa tecnologia potrebbe rivoluzionare l’industria automobilistica nel prossimo decennio.  Le batterie al litio-aria rappresentano un significativo passo avanti nella mobilità sostenibile. La loro elevata densità energetica, la maggiore capacità di immagazzinamento e l’abbondanza di litio le rendono una soluzione promettente per superare le sfide attuali dell’autonomia delle batterie. Tuttavia, è necessario ulteriore lavoro di ricerca e sviluppo per renderle una realtà commerciale. Nel prossimo futuro, potremmo vedere un’accelerazione dell’adozione di questa tecnologia, aprendo la strada a un futuro più sostenibile e pulito nella mobilità.

Biocombustibili: come vengono prodotti e il loro utilizzo I biocombustibili rappresentano una soluzione innovativa e sostenibile per le esigenze energetiche della società moderna, offrendo numerosi vantaggi ambientali e di sicurezza energetica rispetto ai carburanti tradizionali. I biocombustibili sono una miscela di carburanti diversi, che vengono utilizzati insieme per creare una miscela più efficiente e meno inquinante rispetto ai carburanti tradizionali. L’utilizzo dei biocombustibili è sempre più diffuso grazie ai numerosi benefici ambientali che offrono: sono infatti prodotti a partire da fonti rinnovabili, come la biomassa e i rifiuti solidi urbani, che riducono la dipendenza dalle fonti di energia fossile e promuovono l’economia circolare. Il contributo dei biocombustibili alla riduzione delle emissioni L‘impatto ambientale dei biocombustibili è notevolmente ridotto rispetto ai carburanti tradizionali, contribuendo così alla riduzione delle emissioni di gas serra, tra cui il diossido di carbonio e il metano. Grazie al loro contenuto di biomassa e al loro processo di produzione più sostenibile, i biocombustibili producono meno gas serra rispetto ai carburanti tradizionali, come dimostrato da numerose ricerche scientifiche. Ad esempio, il biodiesel ha una riduzione delle emissioni di CO2 del 50-60% rispetto al diesel, mentre l’etanolo e il metanolo producono meno ossidi di azoto, particolato e idrocarburi rispetto alla benzina. Anche la tossicità  dei biocombustibili è ridotta: producono, infatti, meno sostanze inquinanti rispetto ai carburanti tradizionali, migliorando la qualità dell’aria e contribuendo a mantenere  la salute delle persone. Un ulteriore vantaggio dei biocombustibili è la loro capacità di essere prodotti a partire da rifiuti solidi urbani come la carta, il legno e i rifiuti organici. Ciò contribuisce alla riduzione dei rifiuti solidi e alla promozione di un’economia circolare, rendendo i biocombustibili un’alternativa sostenibile alla discarica o alla combustione dei rifiuti. Tra la schiera di vantaggi che offrono, i biocombustibili migliorano anche la sicurezza energetica riducendo la dipendenza dalle fonti di energia fossile, migliorando la resilienza del sistema energetico e rendendolo meno vulnerabili a eventuali interruzioni delle forniture di carburante. Le prospettive di evoluzione nell’utilizzo dei biocombustibili Avevamo parlato di carburanti ecologici in questo articolo, ma cosa ci aspetta nel futuro?I biocombustibili diventeranno sempre più importanti come alternativa sostenibile ai carburanti tradizionali. A causa del surriscaldamento globale e della crescente consapevolezza riguardo all’importanza della riduzione delle emissioni di gas serra, molte nazioni stanno cercando di ridurre la propria dipendenza dai carburanti fossili e di promuovere l’utilizzo di fonti di energia rinnovabile. Anche la produzione di biocarburanti sta diventando sempre più competitiva rispetto ai carburanti tradizionali, grazie alla diminuzione dei costi di produzione e alla maggiore efficienza dei processi produttivi. Si prevede un crescente aumento della produzione di biocarburanti nei prossimi anni, sostenuto da nuove tecnologie di produzione e da una maggiore attenzione politica. I biocombustibili potrebbero impattare positivamente anche il settore dei trasporti, dove i veicoli a combustione interna costituiscono tutt’oggi la maggioranza del parco macchine: l’adozione di biocarburanti porterebbe a una riduzione dell’impatto ambientale del trasporto su strada. Infine, i biocombustibili sarebbero coinvolti anche nel promuovere l’economia circolare, poiché la produzione di biocarburanti a base di rifiuti urbani o agricoli porterebbe a ridurre il volume dei rifiuti prodotti e a valorizzare le risorse disponibili. Scopri la prossima fiera sull’industria e l’automazione

Il contributo dell’AI alla mobilità sostenibile Dal 2020 in poi, salvo il periodo di rallentamento dovuto alla pandemia, la transizione verso fonti di energia green conta sempre più adesioni, dalla supply chain fino alla mobilità: sono sempre di più, infatti, le iniziative e gli studi per trasformare totalmente la mobilità tradizionale. Abbiamo parlato di come si evolverà il concetto di mobilità sostenibile entro il 2035 ma in che modo raggiungerà i risultati sperati?  L’intelligenza artificiale ha un ruolo fondamentale in un mondo che sta adottando misure sempre più eco-friendly. L’AI applicata alla mobilità: i benefici della sostenibilità La correlazione tra una realtà più sostenibile e il progresso tecnologico è evidente: l’intelligenza artificiale continua a dimostrarsi un potente alleato delle politiche ecologiche per trasformare la mobilità tradizionale in Smart Mobility, dove i mezzi di trasporto sono interconnessi e dotati di automazioni per rendere la guida semplice e sicura. L’intelligenza artificiale ha dimostrato di saper contribuire concretamente a un aspetto che sta diventando fondamentale in un contesto geopolitico di difficoltà dovuto al post-pandemia e alla crisi energetica: l’abbassamento dei costi, non solo in termini di denaro ma anche in contesti ambientali e sociali. Dalle auto ai monopattini: l’applicazione dell’intelligenza artificiale Un’auto dotata di dispositivi per la guida autonoma, infatti, è ottimizzata per un risparmio di carburante ed è in grado di prevenire incidenti stradali, diminuendo quindi i costi di manutenzione del veicolo e il numero di vittime della strada. Oltre alle auto, anche veicoli come i monopattini elettrici, nati per diminuire le emissioni di CO2 nelle grandi città, sono oggetto di progetti pilota ed esperimenti per aumentare la sicurezza attraverso l’installazione di sensori capaci di rilevare l’ambiente circostante e il tipo di manto stradale per limitare l’utilizzo del monopattino sui marciapiedi e garantire l’incolumità di pedoni e rider. AI per una Mobilità Pubblica Sostenibile e città a misura d’uomo L’Unione Europea sta collaborando con gli enti locali, come il Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile per ottimizzare la mobilità; quest’ultima potrebbe beneficiare dell’intelligenza artificiale per rendere i servizi a misura di cittadino e diminuire l’impatto ambientale in termini di emissioni e traffico sulle strade. Grazie a sistemi in grado di combinare i dati di spostamento delle persone, sarebbe possibile pianificare meglio le corse dei mezzi pubblici evitando lunghe code, ritardi con conseguenti salti delle coincidenze e mezzi troppo affollati. Ne beneficerebbero anche i cittadini che vivono nelle zone meno servite, costretti ad utilizzare mezzi propri invece che pubblici: utilizzare i dati di spostamento consentirebbe alla pubblica amministrazione di capire in quale zone intensificare i servizi e, perciò, contribuire a un minor inquinamento ambientale.

I fattori chiave della logistica sostenibile Smart Transportation Market, l’indagine sulla logistica dei trasporti realizzata da Precision Reports, indica i processi sostenibili, la guida autonoma e la digitalizzazione tra i fattori più importanti per lo sviluppo di una logistica sostenibile e amica dell’ambiente.   In particolare, il settore dei trasporti smart sarà sempre più importante, al punto che le stime indicano che, nel complesso, questo settore raggiungerà un volume d’affari superiore ai 120 miliardi di dollari entro il 2026. Inoltre, elementi come la sharing mobility, i veicoli elettrici ed autonomi e la decongestione del traffico urbano sono gli elementi fondanti di una logistica pronta per il futuro, e sempre più green. Ma quali sono gli aspetti salienti dell’indagine? Quali i metodi per rendere la logistica sempre più smart grazie ai trasporti? Carburanti green e Internet of Things I carburanti green, cioè a base di energia elettrica, GPL e metano, sono una risorsa preziosa per aumentare lo sviluppo sostenibile, e per rendere la logistica sempre meno impattante sull’ambiente. L’internet of Things rappresenta inoltre un valido alleato per ottimizzare la logistica: ad esempio ottimizzando i tempi di consegna, controllando la filiera in modo maggiore, e tramite la gestione e la manutenzione delle infrastrutture da remoto. Il crowd-shipping e il trasporto multimodale Le soluzioni smart di una logistica sostenibile comprendono anche un termine inedito: il crowd- shipping. Si tratta di un canale di consegna che si basa su app e piattaforme che mettono in rete le aziende, i trasportatori e le persone per ottimizzare tutto il processo logistico. In questo modo, ad esempio, le merci che vanno consegnate a indirizzi vicini tra loro possono essere raggruppate in un unico veicolo, diminuendo l’impatto ambientale, il traffico e i tempi di consegna. Il trasporto multimodale, invece, prevede l’utilizzo di vari mezzi di trasporto, in base al percorso da eseguire: via libera quindi, ad esempio alle consegne in bicicletta, alle consegne effettuate da piccoli corrieri nei centri storici, così come ai sistemi di click and collect in negozi, stazioni dei mezzi pubblici e punti di ritiro. Il ruolo degli aerei e dei treni per una logistica sempre più sostenibile Infine, il report indica come non soltanto i trasporti smart coinvolgano i veicoli terrestri, ma anche gli aerei e i treni. Nello specifico, la ferrovia potrà ridurre del 90% le emissioni di anidride carbonica entro i prossimi trent’anni, e l’accordo Net Zero 2050, con cui l’Unione Europea si impegna a contenere l’aumento della temperatura globale entro 1,5 °, permetterà agli aeroporti italiani di neutralizzare le emissioni di anidride carbonica entro il 2050. In sintesi, il futuro della logistica è digitale e interconnesso: i vari sistemi di trasporto saranno smart, integrati, intermodali. Per aumentare la sostenibilità e l’efficienza, le aziende di logistica devono pianificare gli investimenti.

Mobilità sostenibile: gli scenari previsti per il 2035 Il Politecnico di Milano, attraverso il Centro di Technology Foresight, ha stilato un report ricco e articolato sulle principali tendenze che riguardano la mobilità sostenibile nel prossimo futuro. Il report, dal titolo “Il futuro della mobilità urbana sostenibile: come ci muoveremo nel 2035?”, è il risultato di una ricerca di 5 mesi con il contributo di esperti e si articola intorno a 5 aree, le cosiddette forze STEEP (Società, Tecnologia, Economia, Ambiente e Politica). Secondo questo report, il futuro della mobilità è sempre più sostenibile e connesso, con alcuni elementi che nel 2035 potrebbero diventare la base per gli spostamenti pubblici e privati nelle città italiane. Lo studio analizza 12 tendenze legate alla mobilità del futuro. Tra le tematiche salienti vi sono la preponderanza dei veicoli elettrici, lo sviluppo del car sharing, la guida autonoma dei mezzi pubblici e una mobilità più inclusiva, che permetterà anche ad anziani, bambini e diversamente abili di spostarsi in autonomia. Ecco una panoramica dei principali trend analizzati nel report. Le infrastrutture per energia e mobilità, l’automazione La diffusione crescente di auto e di biciclette elettriche comporterà la creazione di infrastrutture elettriche innovative e di smart grid, reti elettriche digitali in grado di rilevare e rispondere in tempo reale ai cambiamenti nell’uso dell’energia. Per ciò che riguarda la guida autonoma, invece, a causa delle attuali strutture urbane e della loro imprevedibilità gli esperti del Politecnico non prevedono le auto con guida autonoma, ma la ritengono probabile per i mezzi pubblici come gli autobus. Le infrastrutture e i privacy Nel 2035 saranno fondamentali le infrastrutture per la connettività, come il 5G e il 6G, che permettono di personalizzare offerte e soluzioni sulla base delle esigenze degli utenti. Inoltre, la sicurezza dei dati dei cittadini e la tutela della privacy saranno temi sempre più importanti, soprattutto a causa del fatto che la raccolta dati sarà necessaria per modellare soluzioni ad hoc riguardo alla mobilità urbana. Car sharing e Mobility-as-a-service Il futuro vede una condivisione sempre maggiore dell’auto, per motivi economici e di sostenibilità. Sarà sempre più presente il trasporto pubblico, e in aumento il car sharing sia di auto che di veicoli a due ruote. Il sistema di “Mobility-as-a-Service” permetterà inoltre di adattare le corse e la frequenza del trasporto pubblico sulla reale domanda, con conseguente diminuzione dei costi e aumento della qualità dei servizi. Un trasporto più inclusivo e motivi in meno per spostarsi I servizi di trasporto saranno sempre più accessibili, permettendo anche a chi non è autonomo, come bambini, anziani e diversamente abili, di spostarsi all’interno delle città. Infine, l’aumento dello smart working potrebbe cambiare radicalmente il motivo per cui si esce di casa, rendendo meno necessario spostarsi per lavoro, per shopping, per commissioni. In sintesi, il futuro della mobilità è sempre più smart e sostenibile, e le tecnologie modificheranno non soltanto i veicoli ma anche il modo di vivere le città e le strade.

Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile: cos’è Con la firma dell’atto costitutivo è diventato operativo in Italia il Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile. Con un finanziamento di 394 milioni di euro dal 2023 al 2025, si tratta del progetto più importante a livello nazionale per mettere in pratica il passaggio al green del settore dei trasporti italiano. I soggetti coinvolti nella nascita del centro sono 49 e abbracciano il settore pubblico, quello privato così come quello accademico. Infatti, oltre alle principali università italiane, il progetto vede la partecipazione di una serie di aziende private e di enti di ricerca. Gli obiettivi del Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile Nei prossimi decenni, la sfida più importante da raggiungere riguarda la sostenibilità e il raggiungimento della neutralità di carbonio entro il 2050. La mission del centro secondo i fondatori è favorire il passaggio green e digitale. L’obiettivo è fare in modo che industrie di settore e istituzioni locali riescano a mettere in pratica delle soluzioni sostenibili e moderne in tutto il territorio italiano. Il centro nasce da un dato di fatto: gli studi indicano che nel 2030, il settore dei trasporti arriverà a un valore complessivo di 220 miliardi di euro, coinvolgendo il 12% della forza lavoro. Quali sono gli scopi del Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile? La promozione della mobilità sostenibile è lo scopo principale del centro, anche attraverso processi e prodotti digitali, come la manutenzione predittiva, il monitoraggio e la gestione intelligente. Queste tecnologie, infatti, possono ridurre gli incidenti mortali e rendere più efficienti i sistemi di mobilità sia pubblici che privati. Infine, tra gli scopi del centro rientra la creazione di una mobilità accessibile, che possa rendere più forte tutta la filiera, e aumentare la competitività nazionale. I punti chiave del progetto Il progetto individua sei punti chiave su cui lavorare: ●      decarbonizzazione; ●      decongestione delle reti di trasporto; ●      mobilità autonoma connessa e smart; ●      sicurezza dei veicoli e delle infrastrutture; ●      accessibilità; ●      inserimento nel mercato di nuove professionalità e competenze. I settori su cui si applica l’intervento dei professionisti del centro sono: ●      mobilità aerea; ●      veicoli stradali sostenibili; ●      trasporto per vie d’acqua; ●      trasporto ferroviario; ●      veicoli leggeri; ●      mobilità attiva. Le sedi del centro e le nuove assunzioni Il centro avrà la sua sede principale a Milano, presso il Politecnico, che è l’ente proponente, e 14 punti strategici distribuiti in tutto il territorio, secondo le direttive di riequilibrio territoriale stabilite dal PNRR. Gli investimenti previsti consentono anche l’assunzione di quasi 700 ricercatori specializzati, e circa 570 neoassunti. La creazione del centro dedicato alla modalità sostenibile rientra, insieme con la creazione di altri 5 centri, tra gli obiettivi stabiliti dall’agenda della ricerca europea. Gli altri centri riguardano tematiche tecnologiche come la biodiversità, le tecnologie dell’agricoltura, lo sviluppo di farmaci con tecnologia a RNA, e il calcolo e l’analisi dei dati ad alte prestazioni.

Ecobonus incentivi auto 2022: un premio per la mobilità sostenibile La crisi economica determinata dalla pandemia, la situazione incerta a livello internazionale e l’aumento dei prezzi del carburante e dell’energia hanno causato delle ripercussioni anche nel settore dell’automotive. Infatti, ad aprile è stato registrato un calo sia per le immatricolazioni che per l’acquisto di auto usate in tutta Italia. Per favorire la mobilità sostenibile, il Governo ha approvato l’ecobonus auto 2022, che prevede in particolare degli incentivi per acquistare auto elettriche, ibride, ma anche veicoli con alimentazione a diesel e benzina di ultima generazione. Questi incentivi sono divisi in base alle categorie di auto da acquistare e oltre alle autovetture comprendono anche l’acquisto di veicoli commerciali elettrici per le piccole e medie imprese oltre a ciclomotori e motocicli elettrici ed ibridi. Gli incentivi 2022 per le auto elettriche e plug in hybrid La categoria delle auto elettriche è quella con le emissioni più basse e perciò quella a cui sono destinati i fondi maggiori. Infatti, sono previsti fino a 5.000 €, in caso di rottamazione di un’autovettura con classe inferiore ad Euro 5 e per l’acquisto di auto elettriche con costo massimo di 35.000€ + IVA. Al secondo posto si trovano le vetture meno inquinanti dopo quelle elettriche: si tratta delle auto ibride, per le quali è previsto un incentivo di 2.000 € in caso di acquisto, a cui possono essere aggiunti altri 2.000€ in caso di rottamazione per un’auto con classe inferiore a Euro 5. Questi fondi sono previsti per un acquisto massimo di 45.000€+ IVA. Gli incentivi 2022 per le auto Benzina, diesel, metano, GPL, ibride Il governo ha previsto un bonus di 2.000 € solo con rottamazione, e acquisto massimo di 35.000 €+ IVA, per l’acquisto di auto nuove, ibride non ricaricabili, diesel, benzina, GPL e metano. Queste categorie di auto nuove hanno emissioni di CO2 comprese tra 61 e 135 g/km. Gli incentivi auto 2022 per i veicoli commerciali Oltre ai privati, gli incentivi auto 2022 possono essere richiesti anche dalle piccole e medie imprese. In questo caso, i fondi prevedono l’acquisto di veicoli commerciali nuovi, con alimentazione elettrica e rottamazione di veicoli con classe inferiore a quattro. Ecco il dettaglio: ●       4.000€ per i veicoli N1 fino a 1,5 tonnellate ●       6.000€ per i veicoli N1 superiori a 1,5 tonnellate e fino a 3,49 tonnellate ●       12.000€ per i veicoli N2 da 3,5 tonnellate fino a 7 tonnellate ●       14.000€ per i veicoli N2 superiori a 7 tonnellate e fino a 12 tonnellate Come si richiedono gli incentivi auto? Per richiedere questi incentivi, basta recarsi presso un concessionario per la rottamazione e l’acquisto, e sarà lui ad occuparsi della prenotazione sulla piattaforma del Ministero dello Sviluppo Economico. A meno che non vi siano delle proroghe, è possibile approfittare degli incentivi fino al 31 dicembre 2022.

Autobus elettrici e a idrogeno: Italia in coda a livello europeo Con una quota del 5% sul totale del trasporto urbano, gli autobus elettrici e a idrogeno in Italia stentano a diffondersi. Il nostro Paese si trova infatti al nono posto a livello europeo, in base a una classifica stilata da Legambiente, con 170 autobus immatricolati tra il 2012 e il 2020. Ai primi posti si trovano i Paesi Bassi, con più di 1.000 autobus sostenibili, e la Germania, con 550 autobus a emissioni zero in circolazione nel 2020. Seguono la Francia, con oltre 430 autobus elettrici, e la Polonia con oltre 300 veicoli sostenibili. Tra i motivi del ritardo italiano rientrano la crisi economica causata dalla Pandemia, che ha causato una perdita di oltre 1,5 miliardi di euro nel settore del trasporto pubblico locale, e la previsione d’acquisto, con l’approvazione della bozza del Recovery Plan da parte del Governo italiano, di oltre 2.500 autobus alimentati a gasolio. Autobus green: la situazione nelle principali città italiane Milano si conferma tra le città più sostenibili per il trasporto urbano: il primo autobus elettrico risale infatti al 2018 e i numeri sono in crescita: al momento vi sono 130 autobus elettrici in città, con una previsione, entro il 2030, del 100% di autobus elettrici in circolazione e un investimento per infrastrutture e veicoli di circa 1,5 miliardi di euro. Anche la GTT, l’azienda del trasporto pubblico di Torino, si conferma green, con i primi acquisti di autobus elettrici nel 2018, e una previsione di acquisto di altri 170 autobus elettrici nei prossimi due anni. Il Comune di Genova, invece, ha previsto l’acquisto di 30 autobus elettrici entro il 2022, con veicoli più stretti per facilitare la circolazione nel centro di Genova, e un innovativo sistema di filtro interno dell’aria per l’eliminazione di batteri e virus. A Bologna, invece, il trasporto sostenibile è una realtà dal 1990, con l’inaugurazione della prima filovia, e una rete in crescita di filobus elettrici, che ha portato la città ad avere la rete filoviaria più estesa a livello italiano. Per quanto riguarda Roma, gli autobus elettrici comprendono soltanto 25 minibus, mentre in circolazione vi sono sei autobus ibridi. Grazie ai fondi del PNRR è previsto l’acquisto di 200 autobus elettrici, ma al momento la maggior parte dei veicoli urbani del trasporto pubblico è datata: basti pensare che nel 2020 circolano oltre 3600 autobus con alimentazione diesel, euro quattro. Autobus sostenibili: le previsioni entro il 2030 Gli studi di Legambiente ed e-Motus prevedono un trasporto pubblico sempre più green, non soltanto in Italia ma a livello europeo. Le direttive europee in materia, infatti, prevedono almeno il 22,5% di autobus a emissioni zero per il 2021, con il raggiungimento del 32,5% del totale entro il 2030. Il 2030 è anche l’anno in cui, secondo gli studi dell’Associazione Internazionale del Trasporto (Uitp), gli autobus elettrici e a idrogeno raggiungeranno quota 50% di tutti gli autobus in Europa. Le stime indicano un primo periodo, con piccole flotte di autobus green, dal 2022 in poi, con il passaggio graduale a flotte sempre maggiori di autobus a emissioni zero.

Auto elettriche: in crescita grazie alla diffusione delle colonnine di ricarica La mobilità sostenibile è sempre più diffusa in Europa e in Italia grazie alla diffusione delle colonnine di ricarica, anche se con molte differenze tra una regione e l’altra. I consumatori risultano essere favorevoli alle auto elettriche, ma sussistono alcuni dubbi. Tra questi, il costo delle auto, troppo caro al momento rispetto alle auto tradizionali, e una diffusione non omogenea delle colonnine di ricarica. Infatti, uno dei principali motivi che frenano le persone verso l’acquisto di auto elettriche è la mancanza di sufficienti colonnine elettriche nelle vicinanze. Tuttavia, i dati sono incoraggianti. Dal report dello Smart Mobility condotto nel 2021, infatti, è emerso un aumento a livello europeo del numero delle colonnine di ricarica del 50% a fine 2020. Le diverse tipologie di colonnine di ricarica di auto elettriche Oltre alla diffusione delle colonnine di ricarica, è importante anche la loro accessibilità. Attualmente si distinguono tre tipologie di torrette per la ricarica: pubbliche, private ad uso pubblico, e private. Le colonnine di ricarica pubbliche sono accessibili a chiunque, e si trovano su suolo pubblico. Le colonnine private ad uso pubblico vengono installate in un luogo privato, come ad esempio all’esterno dei centri commerciali, ma restano accessibili a tutti. Infine, le colonnine di ricarica private sono accessibili soltanto dai privati e sono installate su suolo privato. La diffusione delle colonnine elettriche in Europa Alla fine del 2020, In Europa era presente il 27% di colonnine di ricarica per il normal charge, cioè per i veicoli fino a 2 KWh, e soltanto il 10% di colonnine di fast charge, dedicate ai veicoli elettrici con potenza superiore ai 2 KWh. Però, la diffusione delle colonnine di ricarica per le auto elettriche in Europa presenta dati disomogenei. Infatti, le statistiche indicano che ai primi posti si trovano l’Olanda e la Norvegia, con più di 300 colonnine per ogni 100.000 abitanti. Anche se nel 2020 è stato registrato un aumento che raggiunge quasi il 46% in più di colonnine presenti rispetto al 2019, l’Italia, con il Portogallo e la Spagna, ha una quantità inferiore di colonnine elettriche: basti pensare che ogni 100.000 abitanti ci sono in Italia soltanto 20 colonnine di ricarica. La diffusione delle colonnine elettriche in Italia: i dati regione per regione Il Trentino-Alto Adige è ai primi posti per la diffusione della mobilità elettrica, con oltre 150 torrette di ricarica per ogni 100.000 abitanti. Seguono le regioni settentrionali e centrali, come Piemonte, Lombardia, Toscana, Veneto e Lazio, che offrono un totale che supera i 1.500 punti per la ricarica. Agli ultimi posti si trovano Abruzzo, Sardegna, Sicilia e Puglia, in cui la diffusione dei punti di ricarica varia tra 500 e 1.000, e le altre regioni che hanno dei punti di ricarica che non superano le 500 unità.

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