LIGNA.Innovation Network: focus sul tema bioedilizia La Bioedilizia esercita un impatto positivo sulla qualità dell’ambiente e sulla vita delle persone. Apprezzata a tutte le latitudini, è oggi uno dei settori trainanti del comparto delle costruzioni. Il 5° rapporto «Edilizia in Legno» (a cura del Centro Studi di Federlegno Arredo, novembre 2020) sottolinea i record del mercato nazionale. Il comparto ha chiuso il 2019 facendo registrare un fatturato complessivo di 1,35 miliardi di EUR (+2,3% rispetto all’anno precedente) e un incremento del 20% sul fronte delle esportazioni. Oggi, più del 60% del legno immesso sul mercato è destinato al settore delle costruzioni. I valori crescono soprattutto in Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna – le Regioni con il più alto numero di nuovi edifici realizzati secondo i criteri della bioedilizia. Anche le tecniche di costruzione non mancano di stupire. Alcuni operatori ricorrono a tecnologie avanzatissime, che consentono di assemblare le case come con il Lego a partire da pezzi stampati in 3D; altri si affidano a sistemi di costruzione antichi e rodati come il Blockhaus – una tecnica dell’età del bronzo il cui elemento fondante è un blocco di travi in legno massiccio, tagliate su misura e unite con incastro a pettine. Altri ancora si affidano a materiali dalla fortissima carica innovativa, come il legno trasparente. LIGNA.Forum digital, in calendario dal 27 al 28 settembre prossimi, dedicherà ampio spazio al tema bioedilizia attraverso Prefab Building Processes: un programma che metterà a confronto le aziende produttrici di macchine per la lavorazione del legno e che permetterà a key player internazionali di presentare le ultime novità e le innovazioni più recenti.
Le proprietà del legno La domanda di componenti, arredo e prefabbricati realizzati in legno è in costante aumento e con essa anche la richiesta di macchinari per la lavorazione del legno. Il successo di questo materiale è dovuto alle sue eccellenti proprietà: isolamento, termoregolazione, leggerezza. Il legno è igroscopico, resiste al fuoco, e funge da isolante elettrico grazie alla sua capacità di assorbire le radiazioni elettromagnetiche dei dispositivi elettronici, come i cellulari, i computer, le tv. Infine, il legno è un materiale perfetto per regolare l’umidità, assorbe quella prodotta in eccesso dall’ambiente interno e la rilascia nell’ambiente interno espandendosi leggermente. Il legno è poi un materiale molto leggero, composto da fibre resistenti che possono essere utilizzate per molteplici tipologie di costruzione. Infatti, il suo peso è di 400 kg al metro cubo contro i 2.500 kg del calcestruzzo e i 7.000 kg dell’acciaio. I vantaggi del legno: versatilità, varietà, sostenibilità Il legno è un materiale molto versatile: dalle fibre, alle travi, ai pilastri, fino ai pannelli di isolamento in sughero, il legno si presta a moltissimi usi. I prodotti realizzati in legno presentano una grande varietà sul mercato grazie anche all’esistenza di oltre 5.000 essenze legnose. Inoltre è versatile anche nelle sue finiture e nei tipi di lavorazioni poiché può essere decorato, dipinto, incollato, rivestito con vernici e cere. Infine, il legno è il materiale sostenibile per eccellenza poiché per la sua produzione sono necessari soltanto sole, aria e acqua. È un materiale rinnovabile e riciclabile, e in tutte le fasi della sua produzione fino alla posa, non rilascia nell’ambiente fibre, polveri o emissioni inquinanti. Il legno è ideale per il comfort Il legno consente di ridurre muffe e batteri e ha un’elevata efficienza energetica. Completano i pregi del legno altre caratteristiche molto importanti tra cui il fatto che sia una soluzione economica e con una elevata durabilità, è un materiale leggero, duttile e resistente. Gli studi effettuati nei paesi ad alto rischio sismico hanno rilevato che le abitazioni e le costruzioni in legno in genere sono in grado di resistere a terremoti ed altri eventi catastrofici, con danni minimi. Infatti, gli studi in questo settore hanno evidenziato che le case costruite in legno hanno la stessa durata delle case costruite con materiali tradizionali. Le possibilità di realizzare prefabbricati e di allestire cantieri semplificati grazie alla leggerezza del legno permettono di realizzare progetti anche complessi con costi di manutenzione e realizzazione molto più economici rispetto all’utilizzo di altri materiali. Il futuro del legno Con la tendenza alla dismissione della plastica, il legno diventerà sempre più importante. Di conseguenza, per chi lavora in questo settore, è fondamentale riuscire a garantire ai propri clienti un servizio di alta qualità e, affinché questo sia possibile, è indispensabile restare aggiornati sui trend di mercato, sulle novità che riguardano il settore della lavorazione del legno e i macchinari per la sua lavorazione. Uno dei metodi più efficaci per essere sempre al passo con le novità e garantire i migliori prodotti sul mercato è sicuramente partecipare alle principali fiere del settore che periodicamente si svolgono in Europa e nel mondo e che consentono di rendere visibile la propria azienda ed entrare in contatto con le eccellenze nella fornitura di macchinari per la lavorazione del legno.
Il valore nascosto delle foreste per la produzione di energia pulita In Italia la superficie boschiva è in aumento, ma per poter generare energia elettrica si potrebbe sfruttare la parte biodegradabile ricavata dalla manutenzione delle foreste. Gli scarti del legno, infatti, possono essere trasformati attraverso l’utilizzo di determinate tecnologie e impianti ed essere utilizzati per produrre energia elettrica e termica. In questo modo, lo scarto diventa una risorsa evitando il tradizionale conferimento in discarica di quella parte di rifiuti che invece può essere riutilizzata e valorizzata. La conseguenza diretta di questa azione è la capacità di produzione di energia h24. Ridurre le emissioni di CO2 grazie al legno Le foreste, tramite la loro folta vegetazione, rilasciano ossigeno e catturano anidride carbonica assorbendo il 30% di quella emessa, contribuendo così a ridurre drasticamente la concentrazione nell’atmosfera e a combattere il riscaldamento globale. Gli edifici e il settore dell’edilizia sono responsabili del 39% di tutte le emissioni di CO2 nel mondo, dunque, in Europa, sarebbe sufficiente il 10% di case costruite in legno in più per emettere il 25% in meno di anidride carbonica. Infatti, un metro cubo di legno imprigiona 1 tonnellata di CO2, rispetto a un metro cubo di cemento che ne sprigiona 2,5, una casa in legno fa risparmiare circa 50 tonnellate di CO2. Utilizzare il legno rispettando l’ambiente Molti potrebbero domandarsi come si può far uso del legno senza arrecare danno alla foresta. La risposta è molto semplice. Si può utilizzare il legno degradato oppure pezzatura che risulta essere inadeguata per altri usi, come ad esempio: cimali, potature, legno da espianti o da pulizie e sistemazioni o sottoprodotti come residui di segheria. Tutti materiali che, per la necessità di smaltimento, costituirebbero un problema e spesso un costo per la collettività e che invece rappresenta un’importante risorsa secondo il principio dell’economia circolare. In più, la parte biodegradabile ricavata dalla manutenzione dei boschi e dai residui organici delle attività agricole e agroindustriale costituisce biomassa solida, di conseguenza se ne può ricavare energia elettrica pulita. Come funziona il prelievo di biomassa forestale? Le operazioni principali per il prelievo di biomassa forestale a fini energetici, comprendono sia interventi selvi-colturali in boschi governati a fustaia, cioè quelli in cui gli alberi si lasciano crescere attraverso il prelievo degli assortimenti minori, comunemente lasciati in bosco in seguito a interventi di taglio degli assortimenti forestali maggiori, sia attraverso interventi in boschi governati a ceduo, cioè quelli dove gli alberi vengono periodicamente tagliati. In considerazione di ciò che è stato detto fino ad ora, è possibile affermare che l’attività di manutenzione forestale contribuisce alla produzione di energia elettrica pulita, occupazione, gettito fiscale, prevenzione del rischio di incendi incontrollati e illegali del materiale abbandonato e presidio attivo contro il dissesto idrogeologico. Quale sarà il futuro della lavorazione del legno? Con la dismissione della plastica da parte di molti paesi, il legno sta diventando sempre più un materiale importante sia per quanto riguarda la costruzione di prefabbricati che la produzione di pannelli in legno. Nei prossimi anni, si prevede un aumento degli investimenti nella tecnologia e nella automazione, con strumenti sempre più precisi per la lavorazione del legno. Di fondamentale importanza sarà restare aggiornati sulle tendenze del mercato, informandosi e recandosi alle fiere di settore.
Dal Giappone il primo satellite di legno L’università di Kyoto, in collaborazione con la Sumitomo Forestry, ha dato il via ad un progetto sperimentale volto alla realizzazione di satelliti per lo spazio in legno. Il progetto è ancora in una fase iniziale, ma il team di ricerca ha previsto il primo lancio di questo tipo di satelliti nel 2023. I progetto è nato per tentare di porre un freno alla cosiddetta spazzatura spaziale, cioè il cumulo di detriti artificiali che gravitano nell’orbita spaziale. Oltre al Giappone, anche l’ESA, l’Agenzia Spaziale Europea, ha lanciato un progetto in collaborazione con ClearSpace, start up tedesca, per creare un robot in grado di recuperare i detriti spaziali e portarli alla distruzione grazie al contatto con l’atmosfera terrestre. I rischi della spazzatura spaziale Le stime indicano che in orbita vi sono circa seimila satelliti, di cui il 60% non più utilizzato, e che saranno lanciati almeno altri mille nei prossimi dieci anni. il problema di questi satelliti è che quando rientrano nell’atmosfera terrestre, bruciando rilasciano quantità di minuscole di allumina, che restano sospese nell’atmosfera e a lungo termine posso avere impatti negativi anche sull’inquinamento terrestre. Inoltre, i frammenti dei satelliti viaggiano a una velocità di circa 22.30000 mph e possono danneggiare gli oggetti che incontrano. Quali sono i pregi dei satelliti realizzati in legno? Anche se al momento si tratta soltanto di un prototipo, esiste già un nome: il primo satellite artificiale in legno si chiamerà LignoSat e sarà sviluppato con materiali di legno altamente resistenti alle condizioni atmosferiche a cui vanno incontro i satelliti spaziali, in particolare il lancio e l’orbita. Le immagini del design concettuale di LignoSat mostrano un involucro in legno dalle linee essenziali. Il legno è stato scelto perché è un materiale che non blocca e onde elettromagnetiche, per questo motivo un satellite in legno può ospitare dispositivo di controllo e antenne al proprio interno. Inoltre, il legno non lascia detriti nell’atmosfera perché quando entra in contatto con l’atmosfera terrestre si brucia completamente. Rispetto all’alluminio poi, il legno pesa fino a 7 volte di meno e isola dalle radiazioni cosmiche, che possono essere letali per i microcircuiti contenuti nei satelliti. Sumitomo Forestry, l’azienda giapponese che esiste dal 1691 Sumitomo Forestry fa parte di un gruppo giapponese fondato nel 1691 da un monaco buddista. Oggi l’azienda gestisce 1650 ettari di forte in Giappone e per il prototipo del primo satellite in legno sta lavorando a dei materiali di legno che resistano alle alte temperature e alla luce del sole.
La trasformazione digitale nell’industria del legno La digitalizzazione dell’industria del legno è al centro di un’indagine di DIGIT-FUR: ecco cosa è emerso e quali cambiamenti si prospettano La digitalizzazione e la digital transformation sono concetti ancora relativamente nuovi, che però stanno andando a interessare un numero sempre maggiore di settori, come quello dell’industria dei mobili. Un settore di stampo prettamente tradizionale si sta ora cominciando ad affacciare a questa significativa trasformazione, definendo nuove competenze professionali, nuove tendenze e nuove sfide. Questi e altri ambiti sono stati toccati dal progetto DIGIT-FUR – Impatto della trasformazione digitale nel settore del legno-arredo, che ha compiuto un’indagine proprio sui cambiamenti portati dalla digitalizzazione e sulle aspettative future del settore dei mobili dal 2017 al 2025. Digitalizzazione dell’industria dei mobili, l’indagine Il consorzio del progetto DIGIT-FUR con la collaborazione di esperti esterni ha compiuto un’analisi partendo dal 2017 e procedendo successivamente con un’indagine previsionale che ha coinvolto 56 esperti multidisciplinare di 15 Paesi europei. Da questa ricerca è emerso come la digitalizzazione del settore del legno avrà un impatto su alcune professionalità e sulle loro mansioni. In particolare saranno interessati ruoli come, ad esempio: Dirigenti nei servizi di vendita e commercializzazione. Responsabile della produzione industriale. Disegnatori di mobili. Modellatori e tracciatori meccanici di macchine utensili. Tappezzieri ed assimilati. Addetti al montaggio di mobili. L’indagine ha evidenziato poi come l’industria dei mobili sia un settore che ha sofferto negli ultimi decenni il fenomeno dell’invecchiamento della forza lavoro e della scarsa attrattività per i giovani. Proprio la digitalizzazione potrebbe invertire questa tendenza, facendo riscoprire anche alla fascia di popolazione più “junior” un settore come quello del legno. Fra le altre tendenze emerse vi sono: La personalizzazione dei prodotti. Lo sviluppo delle ICT all’interno delle aziende. Salute, sicurezza e nuove sfide al centro della digitalizzazione dell’industria del legno L’arrivo di nuove tecnologie e nuovi processi nel settore dei mobili comporta anche un aumento della salute e della sicurezza dei lavoratori, grazie a sistemi di lavoro human-friendly. I robot, ad esmepio, possono svolgere incarichi pesanti o monotoni in modo semplice ed efficiente. Sensori intelligenti sono invece in grado di riconoscere in automatico se è necessario un intervento di manutenzione su un macchinario, riducendo il rischio di incidenti umani. Il rovescio della medaglia è che l’interazione reiterata con la robotica potrebbe provocare solitudine e senso di isolamento nei lavoratori, con condizioni di elevato stress psicologico. La sfida principale che emerge da questa analisi sulla digitalizzazione dell’industria del legno riguarda infine la formazione: per affrontare al meglio i cambiamenti che questa rivoluzione porterà è necessario creare fin da ora le nuove competenze che saranno richieste domani. Secondo lo studio è quindi fondamentale e imprescindibile una cooperazione maggiore fra il settore dell’istruzione e quello del lavoro, sopratutto per i programmi tecnici.
Il pellet: combustibile pulito ed ecologico Tra i combustibili per il riscaldamento, il pellet risulta sempre più utilizzato grazie ai suoi innegabili vantaggi, alla sostenibilità ambientale e al fatto che le termostufe a pellet, rispetto a prima, sono diventate eleganti e belle mantenendo la loro funzionalità e potendo integrarsi in qualsiasi ambiente. Il pellet è un materiale pulito, ecologico e con un elevato potere calorifico. Ma di che si tratta? Che cos’è il pellet Il pellet è un combustibile naturale al 100% perché si produce dagli scarti del legno non trattato. Il legno viene ridotto in segatura, sottoposto ad essiccazione e poi pressato in piccoli cilindri. Non contiene colle né solventi chimici e resta compatto grazie alla lignina, un componente naturale del legno. Il pellet si vende in genere in sacchi da 15 kg ed ha un costo molto conveniente rispetto ad altri combustibili come la legna o il gas. Quali sono i vantaggi del pellet? Il pellet, in particolare quello di qualità elevata, è ecologico. Rispetta l’ambiente, gli interni e anche la salute, perché non rilascia sostanze volatili nocive nell’ambiente e pertanto può essere scelto anche per soggetti delicati, allergici, anziani o bambini. Il pellet è inoltre un combustibile con un rendimento più efficiente del 90% rispetto ai combustibili più utilizzati. Per questo motivo, a parità di prezzo, fornisce un livello di calore più elevato. La comodità del pellet risiede anche nella sua conservazione, poiché rispetto alla legna si vende in sacchetti sigillati, che pesano di meno e richiedono lavoro e spazio inferiore per la loro conservazione, oltre al fatto che non contengono altre sostanze o detriti come può capitare con il legno. Le stufe a pellet Il mercato offre oggi molte tipologie di stufe a pellet per riscaldare ambienti di varie metrature, dagli ambienti privati fino agli uffici, e grazie alla canalizzazione dell’aria calda è possibile riscaldare anche gli ambienti in cui la stufa non è presente. Una stufa a pellet riscalda l’ambiente in modo immediato rispetto ai termosifoni ed è programmabile; si possono decidere l’accensione, lo spegnimento, il livello di temperatura desiderata e i modelli più recenti ne permettono anche la gestione da remoto, ad esempio con una app sul proprio smartphone. In questo modo è possibile creare il calore perfetto in casa senza essere fisicamente presenti. Inoltre, il pellet produce poca polvere e poca cenere e per questo motivo la manutenzione e la pulizia e delle stufe sono più semplici rispetto ai camini o alle stufe a legna.
Il legno, principe degli arredi Dagli infissi ai pavimenti, dai mobili fino al perlinato e ai pannelli che rivestono le pareti, il legno è uno dei materiali più utilizzati, che non perde mai il proprio fascino né il proprio valore. Esistono tante tipologie di essenze e molti tipi di legno. Una prima distinzione è tra il legno massello, cioè il legno al naturale, e il legno composto, prodotto in varie lavorazioni come il laminato, il compensato, l’MDF, il truciolato e altri. Tra i parametri per valutare la resistenza del legno vi è poi la durezza del legno. Che cos’è l’indice di durezza del legno? L’indice di durezza del legno verifica la resistenza del legno all’usura e all’ammaccatura. Si misura con il test di Durezza di Janka, così chiamato dal nome del suo inventore, ed è utilizzato in particolare per stabilire se un tipo di legno sia adatto o meno alla realizzazione dei pavimenti. Il test consiste nell’inserire una sfera di acciaio di circa 11 mm di diametro all’interno del legno per metà del suo volume, misurando la forza necessaria per l’operazione. In base alla direzione delle venature del legno si determinano due tipi di durezza. La durezza laterale analizza il legno in modo perpendicolare alle sue venature; la durezza terminale lo analizza in corrispondenza del taglio. L’indice di durezza del legno permette di distinguere i legni “teneri” da quelli “duri”. I legni teneri o dolci Il legno tenero si ottiene dalle conifere. Si tratta di essenze dai colori chiari, facilmente lavorabili, dalla consistenza porosa e in grado di trattenere l’umidità. Le essenze dal legno tenero crescono più in fretta rispetto a quelle dal legno duro e perciò hanno delle venature più regolari. Il legno tenero è molto richiesto e utilizzato in edilizia per la realizzazione di assi e tavole, ma anche per infissi, finestre e per le strutture interne dei mobili. Tra i più utilizzati vi sono abete, pino, larice. I legni semiduri Appartengono a questa categoria le essenze legnose compatte e resistenti come il castagno, il ciliegio, il noce, l’olmo e il faggio, utilizzati principalmente per la costruzione di mobili grazie alla loro flessibilità. I legni duri Il legno duro è tipico delle specie legnose esotiche e delle latifoglie, che crescono in zone con maggiore siccità e pertanto hanno una consistenza più compatta. Sono legni più costosi e utilizzati soprattutto per le pavimentazioni, per gli ambienti esterni e come rivestimenti dei mobili. Tra i più pregiati vi sono l’ebano, il teak e il mogano.
HF Italy supporta aziende, espositori e operatori nell’accesso ai principali eventi fieristici internazionali, creando connessioni tra mercati, innovazione e nuove opportunità di crescita.