La stagionatura del legno: un processo fondamentale Il processo di essiccatura del legno, detto anche stagionatura, è il punto di partenza per ogni lavorazione di falegnameria successiva. La stagionatura ha lo scopo di creare le condizioni per cui l’acqua presente nel tronco venga espulsa e il legno possa stabilizzarsi, rendendo più facile la sua lavorazione. Il processo si può svolgere con metodologie differenti, in base alla specie legnosa e al tipo di essiccatura che si predilige, naturale o artificiale. La stagionatura naturale: in acqua e all’aria aperta, come avviene Una volta tagliato in tavole, il legno veniva disposto in tavole accatastate e separate da appositi distanziatori per permettere il ricircolo dell’aria. La stagionatura naturale avveniva all’aria aperta, perciò era essenziale che le tavole venissero poste longitudinalmente rispetto al vento e che potessero essere spostate agilmente. La stagionatura naturale poteva anche durare per diversi anni: il legno rilasciava lentamente l’acqua al suo interno, seguendo il corso delle stagioni e adattandosi anche all’umidità esterna. Questo gli consentiva un processo di stabilizzazione e stagionatura graduale. In alcuni casi, il legno veniva anche fatto stagionare, per un primo momento, in acqua corrente: le tavole venivano immerse nell’acqua di un torrente o di un fiume per rimuovere il tannino, una sostanza presente sulla superficie del tronco e che può, col tempo, contribuire a rendere il legno più scuro. Oggi si predilige la nebulizzazione dei tronchi con del vapore per alcune settimane, per rendere il legno più morbido e lavorabile. La stagionatura artificiale: tutti i metodi La stagionatura artificiale del legno velocizza di molto il processo rispetto a quella naturale e avvenire in modi diversi: Scopri la prossima fiera sul woodworking e il mondo del legno
Ridurre il consumo energetico nel settore dell’edilizia è ormai un must: il legno trasparente dimostra la sinergia tra bioedilizia e l’attenzione dei ricercatori ai fattori ambientali. Questo nuovo materiale si propone di sostituire plastica e vetro in situazioni specifiche, essendo materia prima per lo sviluppo di prodotti resistenti, leggeri e isolanti. Negli ultimi anni il legno trasparente è stato utilizzato anche come strumento per l’accumulo di energia, nell’elettronica flessibile e nelle applicazioni di imballaggio. Al giorno d’oggi non ci sono particolari restrizioni sulle tipologie di legno da utilizzare per questa soluzione rivoluzionaria per il settore edile: si va dalla quercia alla balsa e non è nemmeno necessario tagliare la materia prima seguendo una direzione precisa. Come viene prodotto il legno trasparente Dagli anni Novanta diversi scienziati in varie parti del mondo hanno iniziato ricerche per arrivare ad ottenere il legno trasparente. Gli studiosi dell’Università del Maryland e dell’Università di Stoccolma hanno effettuato test di intervento sulla lignina, costituente principale del legno insieme alla cellulosa. Lo studio è stato eseguito su assi di legno e prevede i seguenti passaggi: Il risultato è sorprendente: il legno cambia colore e diventa trasparente. Può il legno trasparente sostituire il vetro o la plastica? L’ONU sostiene che il mondo produca attualmente circa 400 milioni di tonnellate di rifiuti plastici all’anno, numero in crescita a causa del largo impiego di soluzioni usa e getta. La plastica viene preferita al meno inquinante vetro anche per la sua capacità di resistere agli urti, il che la rende più semplice da utilizzare nella vita di tutti i giorni. A differenza del vetro, però, il legno trasparente può fare passare il 90% della luce visibile, imponendosi come una valida alternativa: più leggero, più resistente alla rottura e con maggiori proprietà isolanti, il legno può essere utilizzato come materiale per le finestre, vetrate o intere pareti in vetro. Inoltre, non dovendo usufruire di alte temperature durante il processo di produzione e assemblaggio, la produzione di legno trasparente si dimostra essere una soluzione molto più sostenibile. I possibili impieghi del legno trasparente Il legno trasparente può essere considerato un’alternativa al vetro o alla plastica, materiali tipicamente utilizzati per i parabrezza delle auto, gli imballaggi e nel settore medicale, grazie alle sue proprietà rinnovabili e biodegradabili. Anche il design dei pannelli solari può beneficiare dell’avanzamento tecnologico dovuto al legno trasparente: utilizzato come materia prima, questa scoperta può rivoluzionare la tecnologia dell’energia solare fotovoltaica, raggiungendo livelli di maggiore efficienza nella generazione di energia. La progettazione di strutture ed edifici urbani in grado di “catturare” la luce e trasmetterla all’interno significa anche incidere sulla domanda energetica, riducendo sensibilmente i consumi, i costi e l’impatto ambientale. Con questa visione, il legno trasparente si propone come valido materiale strutturale: potrebbe essere utilizzato per costituire il tetto di una casa che consenta alla luce di filtrare e che permetta la termoregolazione dell’abitazione. © img: https://www.edilizialavoro.com/materiale-edile/legno-trasparente-i-materiali-per-edilizia-del-futuro.html Scopri la prossima fiera su Legno e Woodworking
Le case green: cosa sono e come si costruiscono Le case green, anche conosciute come case sostenibili o ecologiche, sono abitazioni progettate e costruite per minimizzare l’impatto sull’ambiente e massimizzare l’efficienza energetica. Grazie ai vantaggi ecologici, di efficienza energetica e di personalizzazione, le case green sono una soluzione d’avanguardia per coloro che cercano di ridurre l’impatto ambientale delle proprie abitazioni. Queste abitazioni sono costruite utilizzando materiali ecocompatibili, sostenibili e a basso impatto ambientale come paglia, canapa e legno e poi vengono assemblate sul posto. In particolare, vengono utilizzati moltissimo i prefabbricati in legno che, ad oggi, rappresentano una soluzione innovativa e altamente efficiente. In questo articolo, approfondiremo i vantaggi dei prefabbricati in legno e come possono essere la scelta più appropriata per un’edilizia sostenibile. I prefabbricati in legno: una soluzione sostenibile a 360° I prefabbricati in legno rappresentano una soluzione ecologica grazie alla natura rinnovabile del legno, alla sua capacità di assorbire anidride carbonica durante la crescita e alla possibilità di utilizzare legname proveniente da foreste gestite in modo sostenibile. Anche i processi produttivi utilizzati per la produzione dei prefabbricati in legno sono ottimizzati per essere il più possibile ecocompatibili: sono spesso altamente efficienti e si avvalgono di tecniche di produzione a basso impatto ambientale, utilizzando vernici e adesivi ecologici. Un altro sospetto che sottolinea la sostenibilità dei prefabbricati in legno green è rappresentato dalla dotazione di sistemi di raccolta dell’acqua piovana e di sistemi di recupero dell’energia solare, al fine di ridurre al minimo il consumo di risorse e di energia e di promuovere un costante riciclo. Tutti i vantaggi delle case ecosostenibili in legno Le case green costituite di prefabbricati in legno sono altamente efficienti dal punto di vista energetico, grazie alla natura isolante del legno che garantisce un’elevata resistenza acustica e termica, che a sua volta riduce la necessità di ricorrere all’utilizzo di sistemi di climatizzazione artificiale. Essendo dotate di VCM, sistemi di ventilazione meccanica controllata, questa tipologia di abitazione assicurano anche il riciclo dell’aria mantenendola fresca e salubre, migliorando il benessere e riducendo la necessità di utilizzare sistemi di climatizzazione artificiale. Grazie alla prefabbricazione dei componenti, le abitazioni green in legno possono essere facilmente personalizzate in base alle esigenze dei clienti, sia in termini di spazi abitativi che di finiture interne ed esterne: sono quindi altamente customizzabili e possono essere realizzate in una vasta gamma di dimensioni e stili architettonici, adattandosi facilmente ad ogni stile di vita e gusto estetico. Il legno utilizzato per la loro costruzione è resistente a lungo e garantisce una durabilità di molti anni, riducendo i costi e la manodopera di manutenzione rispetto alle abitazioni tradizionali. In aggiunta, grazie alle finiture protettive applicate sulla superficie e all’alta qualità dei materiali utilizzati, viene garantita un’elevata resistenza agli agenti atmosferici e alle intemperie. L’efficienza produttiva e la riduzione dei tempi di costruzione rende, molto spesso, le case prefabbricate in legno più convenienti rispetto alle case tradizionali. In conclusione, i prefabbricati in legno rappresentano una soluzione innovativa e altamente efficiente per l’edilizia sostenibile. Grazie alla loro sostenibilità ecologica, all’efficienza energetica, alla personalizzazione del design, alla durabilità e ai costi competitivi, i prefabbricati in legno sono una scelta intelligente e consapevole per coloro che desiderano costruire una casa green. Scopri la prossima fiera su Legno e Woodworking
Il taglio del legno: l’inizio di tutti i processi di lavorazione Il taglio rappresenta il primo di numerosi step all’interno del lungo processo di lavorazione del legno. Per realizzare uno specifico prodotto a partire dal legno grezzo, sia il piccolo falegname che le industrie, utilizzano le stesse procedure, ovvero: taglio, piallatura, fresatura, levigatura, foratura. Ma che succede quando le temperature rigide dell’inverno rendono il taglio, il punto di partenza di tutte le fasi di lavorazione, più insidioso? Scopriamo in questo articolo come far fronte allo scenario di taglio con legno congelato. Consigli pratici su come affrontare la fase di segatura del legno durante l’inverno L’inverno può rendere difficile il processo di taglio e segatura del legno, che con le basse temperature tende a congelarsi; tuttavia, esistono delle best practice e dei consigli da seguire per affrontare la segatura senza rischi e ottenendo ottimi risultati grazie a strumenti e accorgimenti ad hoc. Di seguito ci soffermeremo su alcuni utili consigli, promemoria e problemi comuni per affrontare le sfide di taglio tipiche di questo periodo dell’anno. Il legno congelato richiede lame specifiche, poiché può essere difficile da tagliare con le lame standard: è possibile trattare il legno congelato come se fosse un legno di tipo duro, è utile quindi utilizzare una lama con un dente più alto con gole più profonde, che è in grado di spingere la segatura fuori dal taglio evitando che rimanga sul legno. Le lame strette oppongono meno resistenza e riescono a pulire la segatura congelata più velocemente. Una lama di 32 mm può risultare una grande alleata nel taglio invernale, specialmente se montata su macchinari con potenza inferiore. I tronchi, durante l’inverno, si congelano dall’esterno verso l’interno: è importante, quindi, fare attenzione quando si taglia la corteccia congelata; bisogna diminuire la velocità in virtù di un taglio più preciso e di un monitoraggio costante, oltre che a una progressiva regolazione dei denti man mano che ci si avvicina al centro del tronco. Prima di iniziare il taglio, è importante preparare il carburante e il lubrificante per evitare l’insorgere di problemi durante il lavoro. Il carburante dovrebbe contenere l’olio adeguato per le basse temperature in modo da evitare il congelamento.Fondamentale è il lubrificante per la lama: trucioli e segatura congelati si surriscaldano durante il taglio e si ricongelano poi successivamente depositandosi sul legno o sulla lama. Mantenere la lama pulita e lubrificata e rimuovere residui di segatura o polvere sulla lama che possono inficiare le prestazioni, sulla durata della nitidezza e sulla durata complessiva della lama. Durante l’inverno, l’umidità può accumularsi sulla sega e sulla lama, causando ruggine e malfunzionamenti: per evitarlo, è necessario asciugare accuratamente la lama dopo ogni utilizzo. Lavorare con le seghe e gli altri strumenti da taglio è sempre pericoloso ma il rischio aumenta durante l’inverno a causa delle condizioni meteorologiche avverse. Indossare abiti caldi e resistenti all’acqua, guanti antitaglio e scarpe robuste per evitare scivolamenti sul terreno ghiacciato. Inoltre, è importante lavorare in modo sicuro e rispettare sempre le norme di sicurezza. Dopo ogni utilizzo, è importante pulire accuratamente la sega e la lama, rimuovendo eventuali residui di legno e ruggine. Inoltre, è consigliabile conservare la sega in un luogo asciutto e riparato per evitare danni da umidità. Cambiare la lama ogni 1-2 ore di taglio o dopo aver lavorato 6-8 tronchi evita l’usura eccessiva dei denti. La sostituzione frequente evita tagli imprecisi e mitiga l’usura eccessiva del macchinario. Utilizzare strumenti che rimuovono residui di rocce e fango dai tronchi prima del taglio facilita il processo di segatura e aumenta la durata della lama. In quest’ottica, anche mantenere i tronchi sollevati dal suolo e puliti durante il trasporto e lo stoccaggio è una best practice utile. Scopri la prossima fiera sul Woodworking:
Lo sviluppo del legno lamellare, soprattutto in campo industriale, ha avuto una crescita esponenziale dalla sua introduzione nel settore, nel 1974. Oggi è molto utilizzato in sostituzione del legno massello per svariati utilizzi. Il legno lamellare è un materiale pregiato, nel senso che è composto di legno naturale, di cui mantiene e spesso esalta i pregi. Nello specifico, si tratta di legni di conifere: ad esempio betulla, larice, abete, pino; da queste essenze deriva anche la colorazione chiara di questo tipo di legno. Il nome, lamellare, nasce dalla sua lavorazione. Infatti, la produzione di questo legno deriva dalla riduzione in lamelle del tronco, che poi vengono essiccate in forni appositi per mantenere il giusto grado di umidità necessario alla successiva lavorazione. Per che cosa viene utilizzato in legno lamellare? Quali sono le sue caratteristiche, e i suoi pregi? Quali sono le caratteristiche del legno lamellare? La caratteristica principale del legno lamellare è la sua resistenza. Infatti, sopporta l’80% di sollecitazioni in più rispetto al legno massello, e si tratta di un tipo di legno a lenta combustione. Per questo motivo può essere scelto al posto di strutture in acciaio e cemento armato, che hanno una resistenza al fuoco inferiore. Il legno lamellare è inoltre ottimo come isolante termico e acustico, e mantiene la stessa eleganza estetica e lo stesso comfort del legno naturale. Per aumentarne i pregi, è possibile rifinirlo con dei prodotti a cera scurenti, che oltre a proteggerlo lo rendono anche più bello dal punto di vista dell’arredo. Si tratta inoltre di un tipo di legno molto versatile, e ha delle ottime proprietà antisismiche, perché si flette senza rompersi. Rispetto al cemento armato poi è più economico, e, se utilizzato in pareti e infissi, può garantire un risparmio energetico grazie alla bassa dispersione del calore accumulato. Come si produce il legno lamellare? Il legno lamellare prevede almeno tre lamelle, o tavole di legno, incollate tra loro in modo meccanico. Il legno da cui viene prodotto il lamellare è largo massimo 25 cm, ed ha uno spessore sottile, ad esempio fino a 4 cm. Questa caratteristica permette di creare dei prodotti in legno più grandi rispetto a quelli che si avrebbero con il legno massello: è ideale quindi per creare strutture come le travi. Dopo l’unione delle lamelle, le operazioni successive prevedono la fresatura, che rende il legno omogeneo e liscio al tatto, e la finitura, tramite ad esempio impregnante o vernici. Quali sono le principali applicazioni del legno lamellare? La sua versatilità lo rende ideale per molti tipi di costruzioni. Ad esempio, è molto utilizzato all’esterno per costruire bungalow, tettoie e gazebi, così come per lavori più imponenti, come le coperture e i soffitti di aziende e abitazioni, così come per realizzare scale, infissi e rivestimenti.
Che cos’è il pellet? Definito anche il combustibile del futuro, il pellet sta riscuotendo moltissimo successo per il riscaldamento di ambienti privati e commerciali, soprattutto in seguito agli aumenti del prezzo del metano. Il pellet è un materiale riciclabile ed ecologico e presenta numerosi vantaggi che lo rendono sempre più diffuso come sostitutivo dei combustibili tradizionali come la legna e il petrolio. Ma che cos’è il pellet? Si tratta di un materiale composto dagli scarti del legno, ad esempio la segatura, che viene confezionato in piccoli cilindri e venduto in sacchi di varie dimensioni. Resa elevata e rispetto dell’ambiente I motivi per scegliere il pellet in sostituzione del gas e del petrolio sono davvero tanti, primo fra tutti la resa, infatti, il pellet ha un potere calorifico molto elevato e non presenta nessuna traccia di umidità. Il pellet è un materiale ecologico, si ricava dagli scarti delle lavorazioni del legno e non richiede costi di approvvigionamento e produzione né deforestazione. Inoltre, è una risorsa rinnovabile, proprio perché deriva dal legno. I valori di CO2 emessi dal pellet sono gli stessi del legno in decomposizione ma, rispetto al legno, sporca di meno la canna fumaria e lascia meno cenere. Convenienza economica e praticità Anche il costo del pellet, come tutti i combustibili, risulta essere in aumento. Tuttavia, il suo costo resta inferiore fino al 50% rispetto al gas metano. Inoltre, il pellet è un materiale che può essere conservato in modo pratico in sacchi di varie dimensioni, si stiva in modo molto semplice rispetto alla legna e non sporca. Quanto si risparmia con il pellet? Premesso che esistono vari tipi di pellet, ciascuno con qualità e destinazioni diverse, il pellet è sicuramente un prodotto più economico rispetto ad altri sistemi di riscaldamento. In ogni caso, è possibile risparmiare di molto acquistando un prodotto di qualità ma comunque destinato al riscaldamento degli ambienti domestici, come ad esempio il pellet di categoria A1 e A2. Anche in questo caso, comunque, è sempre buona regola affidarsi a prodotti certificati, in cui è possibile tracciare il prodotto e il ciclo di vita di ogni singolo cilindro. Infine, è possibile risparmiare con il pellet anche tramite una serie di agevolazioni fiscali, sia a livello comunale, che regionale e statale così come è possibile detrarre le spese per l’acquisto di un termocamino alimentato a pellet. Le detrazioni fiscali in questo settore possono anche arrivare al 65%.
Legno massello: qualità e durevolezza Il legno massello è la parte di legno che si ricava dal durame dell’albero, cioè dalla parte centrale del tronco degli alberi. Questo tipo di legno è pregiato, di altissima qualità, e resiste negli anni, al punto che viene utilizzato non soltanto per le pavimentazioni e per le pareti interne, ma anche per vere e proprie costruzioni come accade per le case in alta montagna nelle Alpi. La caratteristica principale del legno massello è la sua diversità: infatti, poiché deriva da alberi di specie diverse, vi sono diverse specie di masselli, e di conseguenza dimensioni e colori diversi per le travi, gli assi, le tavole. Legno massello: le caratteristiche Proprio perché è ricavato dal tronco, il legno massello non necessita di particolari trattamenti per durare e per essere conservato. È un legno che ha un’umidità media del 18%, e con il tempo tende a scurirsi, soprattutto se ricavato da essenze chiare come acero e faggio. Per mantenerlo in ottime condizioni, è sufficiente un trattamento antitarlo periodico e sporadicamente lo si può rendere più lucido con un olio naturale specifico. Legno massello: applicazioni e stagionatura Il legno massello è un materiale che grazie alla sua eleganza classica spesso è utilizzato per i portoni e i portoncini, così come per arredi che durino nel tempo: mobili per gli uffici, tavoli, sedie, porte, ma anche armadi e contenitori per cucina, camera da letto e bagno. Viene inoltre utilizzato per i complementi, ad esempio le cassapanche e le mensole così come può rivestire in modo unico la pavimentazione e le pareti, creando immediatamente un’atmosfera di grande comfort. Le travi di legno massello, infine, soprattutto come travi portanti, sono ideali per le strutture pubbliche e private grazie alla loro resistenza. Infine, data la sua elevata percentuale di umidità, prima di poter essere utilizzato il legno massello deve avere un periodo di stagionatura, che può avvenire in modo naturale oppure artificiale. Legno massello, legno massiccio, legno lamellare: quali le differenze? Spesso si fa confusione tra legno massello e legno massiccio. Anche se si tratta in entrambi i casi di prodotti naturali, la differenza sta nella loro origine. Infatti, il legno massiccio si ricava da un unico tronco, mentre il legno massello da più componenti. Dal punto di vista della resistenza e della durata del loro utilizzo, si possono dunque considerare equivalenti. La differenza principale invece si può avere tra il legno massello o massiccio e il legno lamellare. Il legno lamellare prende il nome dal fatto che si ricava da lamelle, cioè tavole di legno sotto pressione, è composto da almeno tre lamelle e non si trova naturalmente in natura: è quindi un prodotto non naturale ma sottoposto a lavorazione. Il legno lamellare può essere utilizzato spesso anche in sostituzione del legno massiccio e massello, la sua qualità è inferiore, ma è un materiale molto versatile, antisismico ed economico.
Legno PEFC: una scelta sostenibile PEFC, Programme for the Endorsement of Forest Certification, è un programma di valutazione degli schemi di certificazione forestale presente in tutta Europa. Si tratta di un’associazione internazionale, di cui fa parte anche l’Italia, con cui si attestano i livelli di sostenibilità di una foresta. Il legno PEFC è quindi un legno proveniente da una foresta sostenibile. Questa organizzazione è stata creata nel 1999, con l’obiettivo preciso di tutelare i proprietari di piccole foreste tropicali che non erano riusciti ad ottenere una certificazione. Anche in Italia vi sono delle zone tutelate dalla PEFC. Il PEFC Italia tutela foreste, uliveti, il verde urbano, i pioppeti, e gli alberi di molte zone del nostro territorio. I rischi e pericoli del legno non sostenibile Una gestione delle foreste non sostenibile comporta una serie di rischi, che coinvolgono gli animali, le piante, le persone, l’ambiente. Infatti, l’utilizzo massiccio di carta e legname, senza il successivo rimboschimento, porta al disboscamento. Il taglio degli alberi con un ritmo superiore a quello della crescita delle nuove piante porta alla perdita della biodiversità, all’estinzione di molte specie di animali, e al peggioramento del surriscaldamento globale, perché le foreste contengono le acque, producono ossigeno e assorbono anidride carbonica. Inoltre, vengono calpestati i diritti dei lavoratori, e dei proprietari di questi terreni. Quali sono le caratteristiche di una foresta PEFC? Secondo le linee guida di questa organizzazione quindi, la foresta PEFC si basa sulle seguenti caratteristiche: ● tutela delle specie vegetali e animali presenti nella foresta nel rispetto della biodiversità; ● rispetto dei ritmi di crescita del legno; ● rimboschimento delle zone disboscate; ● rispetto delle popolazioni indigene, dei lavoratori, e dei proprietari dei terreni. Le certificazioni del PEFC Italia I costruttori e i proprietari di foreste, tramite un iter molto severo, possono richiedere e conseguire certificazioni del PEFC Italia. Nel nostro paese esistono due tipologie di certificazioni. ● Certificazione PEFC per la Gestione Forestale Sostenibile (GFS): questa certificazione garantisce che le foreste siano gestite secondo gli standard previsti dall’associazione. È rivolta quindi ai proprietari. ● Certificazione PEFC per la Catena di Custodia (CoC): Questa certificazione certifica che i prodotti sono realizzati con legno che proviene da foreste sostenibili, e lavorato, trasformato e distribuito rispettando la sostenibilità. È rivolta quindi alle aziende nel settore. Perché scegliere il legno PEFC? Scegliere un legno proveniente da foreste PEFC per scopi residenziali, o industriali, significa contribuire alla riduzione dell’anidride carbonica, tutelare l’ambiente, la biodiversità, e soprattutto ottenere un legno certificato. Questo tipo di legno, infatti ha una completa tracciabilità: dalla zona di produzione, fino alla produzione, e alla vendita, il legno PEFC rispetta tutti i principi della gestione sostenibile. Una scelta etica, che oltre a tutelarci, assesta un duro colpo alle attività illegali con cui si disboscano intere zone senza criterio.
Il legno: le tendenze del 2022 Duraturo, pregiato e vivo, il legno si conferma tra i materiali più utilizzati anche per il 2022. Che si tratti di rivestimenti, di arredi o di pavimentazioni, il legno è un materiale che non passa mai di moda grazie alla sua eco sostenibilità e versatilità e alle nuove tecnologie. Inoltre, è un materiale molto isolante, semplice da utilizzare, e resistente all’umidità e al tempo. Quali sono le tendenze 2022 nel design per il tema legno? I trend illustrano una forte attenzione alla sostenibilità, all’attenzione alla provenienza del legno, agli standard di lavorazione, e ad un ritorno del legno scuro. L’importanza di un legno sostenibile Un aspetto a cui le persone prestano sempre più attenzione è la provenienza del legno. La crisi climatica e l’importanza della sostenibilità hanno accentuato questa tendenza. Un nuovo trend sarà dunque l’utilizzo di legni riciclati, oppure legni che presentano la certificazione FSC. Nello specifico, il marchio FSC assicura che il legno provenga da foreste gestite consapevolmente, e che rispondono a standard economici, sociali, e ambientali molto rigorosi. La certificazione FSC della catena di custodia, inoltre, assicura la rintracciabilità del legno in tutte le fasi, dai tronchi fino alla produzione di semilavorati, anche per quanto riguarda i materiali di riciclo. La bellezza del legno scuro e degli intarsi con altri materiali I legni chiari e gli arredi minimal hanno dominato a lungo la scena, ma il 2022 vede il ritorno del legno scuro, in particolare quello europeo. Questo tipo di legno, come il rovere, acquista eleganza e bellezza anche grazie a verniciature specifiche, all’utilizzo di legno massiccio, e alle venature in vista, esaltate dalla maestria degli artigiani italiani. Inoltre, le essenze scure si arricchiscono con materiali insoliti e lavorazioni ad intarsio. Ad esempio, il marmo, il metallo, oppure altre essenze legnose. Le lavorazioni 3D e a pressa membrana Lo sviluppo e la diffusione delle tecnologie digitali e dei macchinari di ultima generazione si riflette anche nelle tendenze relative al legno. Nel 2022, infatti il legno è accompagnato da una superficie sempre più lavorata, decorata, e arricchita, anche grazie alle lavorazioni in CNC. È possibile rivestire ad esempio pareti e divisori con pannelli di legno dai decori ondulati, punteggiati, rigati. Infine, la lavorazione a pressa membrana permette di dare l’effetto del legno massiccio anche ai derivati del legno, come i laminati e gli impiallacciati. La pressa membrana, infatti, è in grado di nobilitare tutti i tipi di legno, nello specifico anche i pannelli sagomati. Nel 2022 il legno quindi cambia forma, spessore e aspetto, ma mantiene la propria personalità e il risultato estetico è decisamente innovativo.
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