I metodi per la Stagionatura del Legno: come preparare il legno a essere lavorato

La stagionatura del legno: un processo fondamentale

Il processo di essiccatura del legno, detto anche stagionatura, è il punto di partenza per ogni lavorazione di falegnameria successiva. La stagionatura ha lo scopo di creare le condizioni per cui l’acqua presente nel tronco venga espulsa e il legno possa stabilizzarsi, rendendo più facile la sua lavorazione. Il processo si può svolgere con metodologie differenti, in base alla specie legnosa e al tipo di essiccatura che si predilige, naturale o artificiale.

La stagionatura naturale: in acqua e all’aria aperta, come avviene

Una volta tagliato in tavole, il legno veniva disposto in tavole accatastate e separate da appositi distanziatori per permettere il ricircolo dell’aria. La stagionatura naturale avveniva all’aria aperta, perciò era essenziale che le tavole venissero poste longitudinalmente rispetto al vento e che potessero essere spostate agilmente. 

La stagionatura naturale poteva anche durare per diversi anni: il legno rilasciava lentamente l’acqua al suo interno, seguendo il corso delle stagioni e adattandosi anche all’umidità esterna. Questo gli consentiva un processo di stabilizzazione e stagionatura graduale.

In alcuni casi, il legno veniva anche fatto stagionare, per un primo momento, in acqua corrente: le tavole venivano immerse nell’acqua di un torrente o di un fiume per rimuovere il tannino, una sostanza presente sulla superficie del tronco e che può, col tempo, contribuire a rendere il legno più scuro.

Oggi si predilige la nebulizzazione dei tronchi con del vapore per alcune settimane, per rendere il legno più morbido e lavorabile.

La stagionatura artificiale: tutti i metodi

La stagionatura artificiale del legno velocizza di molto il processo rispetto a quella naturale e avvenire in modi diversi:

  • In camera: le tavole vengono accatastate e rinchiuse in camere coibentate in muratura, in acciaio o alluminio. La temperatura è regolabile, così come l’umidità e l’arieggiamento: così facendo si accelera il processo di rilascio dell’acqua. Tuttavia, è bene controllare che l’essiccazione non avvenga. Queste regolazioni variano in base alla specie legnosa che bisogna stagionare.
  • Per condensazione: utile per specie legnose delicate. Viene effettuata a  basse temperature, monitorando costantemente l’umidità del legno. L’acqua all’interno del legno, grazie al calore, evapora e viene poi condensata e riportata allo stato liquido per farla fuoriuscire dalla camera.
  • Ad alta frequenza: l’essiccazione ad alta frequenza è il modo più rapido per eliminare l’acqua all’interno delle tavole. Un campo elettrico alternato ad alta frequenza attraversa il legno che, per surriscaldamento, rilascia vapore acqueo e quindi l’umidità. Può generare un cambiamento di colore del legno e quindi intaccarne la resa estetica. 
  • Sotto vuoto: la stagionatura sotto vuoto prevede l’utilizzo di camere e tenuta stagna in metallo che consentono un controllo della pressione atmosferica. Abbassando la pressione si velocizza la perdita d’acqua dalle tavole di legno, mantenendo costante la temperatura (che deve rimanere inferiore agli 80°). Le camere sono infatti provviste di impianti di riscaldamento appositi che facilitano la perdita di umidità dal legno.

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