LIGNA.Forum digital: nuovi impulsi al settore delle macchine per la lavorazione del legno

Hannover. Il LIGNA.Forum digital è uno degli elementi portanti del nuovo evento virtuale LIGNA.Innovation Network, in calendario dal 27 al 29 settembre 2021. Il programma dei due giorni di conferenze prevede la presenza di noti esperti del settore che interverranno sui temi chiave dei processi di prefabbricazione edilizia e delle trasformazioni in atto nell’industria della lavorazione del legno. Le presentazioni e i dibattiti, che si terranno in inglese e in tedesco, saranno trasmessi in diretta dall’Hybrid Event Up (H’Up) del padiglione 18 del quartiere espositivo di Hannover. Il LIGNA.Forum digital avrà inizio il 27 settembre subito dopo l’apertura del LIGNA.Innovation Network con una inaugurazione ufficiale che offrirà a Jochen Köckler, Ceo di Deutsche Messe, l’occasione per dare il benvenuto ai partecipanti. Dominik Wolfschütz, dell’Associazione tedesca dell’industria meccanica e impiantistica (VDMA), darà il via ai lavori con un intervento dal titolo “Mass Timber – Mercati globali e sviluppi tecnologici”. Andreas Rudolf, di Minda Industrieanlagen GmbH, presenterà poi un esempio di best practice riferito al settore dell’impiantistica e della tecnologia di controllo per la produzione flessibile di legno lamellare a strati incrociati per lotto 1.La mattina della prima giornata del Forum sarà dedicata ai processi di prefabbricazione che prevedono l’impiego del legno come materiale edile e l’allineamento che ne consegue nelle fasi di progettazione, prefabbricazione e assemblaggio degli elementi strutturali della costruzione. Per il successo della propria attività, le aziende devono poter contare su processi produttivi efficienti e sostenibili, sui quali logistica e flusso dei materiali hanno un impatto determinante. Hansbert Ott, di Weinmann Holzbausystemtechnik GmbH, dedicherà la sua relazione proprio alla regolarità del flusso produttivo nella costruzione in legno. Jaroslav Soukup, di Soukup s.r.o, affronterà successivamente il tema della meccanizzazione e dell’automazione nella prefabbricazione. Il Prof. Andreas Heinzmann, dell’Università di Scienze Applicate di Rosenheim, spazierà invece sui nuovi orizzonti della produzione del futuro con il tema “L’automazione nell’edilizia in legno – Soluzioni robotizzate flessibili indipendenti dai tempi di ciclo”. Il pomeriggio sarà interamente rivolto alla trattazione del tema centrale della trasformazione da cui è interessato il settore della lavorazione del legno. Si parlerà degli sviluppi attuali e futuri della digitalizzazione e delle opportunità che essi offrono al settore in ogni suo ambito: dalle piccole realtà artigianali ai grossi gruppi industriali. In un’economia connessa è possibile progredire solo se tutti i player di uno stesso settore contribuiscono fattivamente alla digitalizzazione. “Quando, se non ora?”, si chiederanno Jan Essig e Julia Kasper della piattaforma tapio indicando la via da percorrere per la digitalizzazione dell’industria del legno. Giacomo Montanelli, di SCM Group, proseguirà i lavori trattando il tema “Smart & Human – Evoluzione intelligente e a misura d’uomo dei processi integrati per la produzione di lotti 1 di componenti per l’arredo”. “Utilizzo della tecnologia della Realtà Aumentata a livello di training con l’esempio di un centro di lavoro CNC” sarà invece l’argomento della presentazione di Martin Kasselmann, della Scuola superiore tedesca sulla tecnologia del legno che ha sede a Melle. Raphaël Prati di Biesse, Paolo Galli di HSD e Marc Dorchain di Software AG si confronteranno poi sul progetto “ZDMP – Piattaforma per una produzione a zero difetti”. Perché mai dovrebbero mettersi insieme i sette produttori leader mondiali di macchine per la lavorazione del legno? Lo si potrà scoprire seguendo l’interessante dibattito in programma, sempre nel pomeriggio, con Raphaël Prati di Biesse, Ernst Esslinger di Homag e Alexander Broos dell’Associazione tedesca dei costruttori di macchine utensili (VDW), e con Michael Ober di IKEA Industry e Luca Föhn di Borm-Informatik. I partecipanti discuteranno su come rendere più facile la vita ai clienti in futuro. Quali sfide pone la produzione di lotti 1 a piccole e medie imprese e ai grossi produttori industriali? Come è possibile garantire una produzione flessibile senza interruzione dei flussi informativi e produttivi? E quali risposte possono venire dalle soluzioni dell’automazione? A questi interrogativi daranno risposta Bernhard Dirr, Managing Director dell’Associazione dei costruttori di macchine per la lavorazione del legno interna all’Associazione tedesca dell’industria meccanica e impiantistica (VDMA), e inoltre Elias Wagner di Schuler Consulting, Martin Schockwitz di Burger Küchen, Markus Hengst di Ulrich Rotte Anlagenbau, e Gisela Cousland di DeinSchrank.de, che si confronteranno con produttori ed esperti dell’industria del mobile sulle opportunità e sulle sfide di una produzione basata sugli ordini. Anche la mattina della seconda giornata di conferenze sarà dedicata al tema della trasformazione nella lavorazione del legno.  Stefan Eisenkohl di Baumer Inspection parlerà di “Digitalizzazione & AI come contributo alla gestione delle risorse”. Anja Stolte, della Scuola superiore tedesca sulla tecnologia del legno di Melle, proporrà la “Produzione di un campione di mobile con la tecnologia RFID”. Joachim Grzib, di 2020 Technologies GmbH, illustrerà inoltre come sia possibile ottenere la diversificazione attraverso una digitalizzazione end-to-end, mentre Marc Abel, di Esterer WD GmbH, spiegherà come gli investimenti possano essere ottimizzati e pianificati con maggior sicurezza. Il programma della mattinata si concluderà con una tavola rotonda sulla “Robotica nell’industria del legno e del mobile” alla quale prenderanno parte Patrick Schwarzkopf, Managing Director dell’Associazione della robotica e dell’automazione interna a VDMA, oltre a Martin Eigenstetter di Tischlerei Eigenstetter, Otwin Kleinschmidt di Yaskawa, e Achim Gauß di Zimmer Group. Per il pomeriggio è di nuovo in agenda il tema “Processi di prefabbricazione nell’edilizia in legno”. Dominik Wolfschütz, dell’Associazione dei costruttori di macchine per la lavorazione del legno in VDMA, Robert Falch di Minda, Otto Leible di Weinig Concept, e Christian Fild di Henkel Switzerland discuteranno su come rimanere competitivi con una produzione efficiente di legno lamellare (GLT) e di legno lamellare incrociato (CLT) considerati gli elevati costi delle materie prime. Dominik Wolfschütz terrà poi di nuovo il suo intervento su “Mass Timber – Mercati globali e sviluppi tecnologici”. I due giorni di conferenze di LIGNA.Forum digital si concluderanno con l’assegnazione del Premio tedesco alla costruzione in legno 2021, bandito da Holzbau Deutschland con il patrocinio del Ministero Federale Tedesco degli Interni, dell’Edilizia e della Comunità nazionale. Il Premio è alla decima edizione nella cornice di LIGNA.

DOMOTEX 2022 Fresh-Up!

Hannover. Mancano ancora otto mesi all’inizio di DOMOTEX 2022, ma si intuisce già che la 33esima edizione del più importante palcoscenico mondiale dei tappeti e delle pavimentazioni sarà un evento innovativo e di forte impatto. Per la prossima edizione di DOMOTEX, in calendario dal 13 al 16 gennaio, sono previste numerose novità: un layout moderno e ottimizzato per le due macroaree “Carpets & Rugs” e “Floor & Wall” e una nuova ripartizione dei padiglioni favoriranno l’orientamento dei visitatori. Una più ampia offerta di prodotti e servizi renderà la manifestazione più rispondente alle esigenze del mercato. DOMOTEX dedicherà inoltre più attenzione all’ambito applicativo e a format speciali mirati che creeranno un’atmosfera perfetta per il settore. “Trend, innovazioni e lifestyle saranno protagonisti decentrati negli ambiti espositivi di loro pertinenza”, dice Sonia Wedell-Castellano, Global Director DOMOTEX presso Deutsche Messe Hannover. “Espositori e visitatori potranno confrontarsi con molte proposte innovative. Scopriranno tendenze e novità destinate a improntare il business del futuro. Siamo in effetti particolarmente lieti di essere riusciti a riguadagnare la presenza sul fronte espositivo di importanti player del mercato. Il prossimo gennaio gli addetti ai lavori potranno di nuovo incontrarsi di persona nella cornice di un evento in presenza: questo è sicuramente un avvenimento di grande portata dopo una così lunga e faticosa pandemia e rende ancora più piacevole lavorare ai preparativi per la fiera.” Andamento delle iscrizioni al di là delle aspettative L’andamento attuale delle iscrizioni dimostra il richiamo dell’edizione 2022 di DOMOTEX, che si terrà con una formula ibrida. “Molti espositori hanno confermato la loro partecipazione a DOMOTEX ancor prima dell’apertura ufficiale delle iscrizioni”, aggiunge Wedell-Castellano. “Questo sottolinea una volta di più l’importanza di DOMOTEX come mercato globale e come fonte di ispirazione per il settore. E ribadisce anche l’importanza dell’incontro in presenza per gli addetti ai lavori. Hanno già confermato la loro partecipazione noti e fedeli espositori quali IPEK – A. Ipektchi, Galleria Battilossi, Jaipur Rugs Company, Jambros Modern Flooring, Javi Home, Rezas Oriental & Modern Rugs e Zollanvari per il settore dei tappeti di produzione manuale, e Oriental Weavers Carpet, Obsession e Royal Hali per i tappeti di produzione meccanica. Ci lusinga molto l’adesione di nuove aziende come Bauwerk Group, HARO e Scheucher, e di ter Hürne e Windmöller nel settore parquet, pavimenti vinilici LVT e laminati. Si sono inoltre già iscritti Associated Weavers, Infloor-Girloon e Onefloor per il settore delle pavimentazioni tessili e resilienti, e SELIT per i sistemi di posa.“ Due nuove macroaree – “Carpets & Rugs” e “Floor & Wall” – renderanno più facile procurarsi una panoramica del mercato A DOMOTEX 2022 verranno create due nuove macroaree che ottimizzeranno la possibilità di orientamento per i visitatori: “Carpets & Rugs” e “Floor & Wall”. Una nuova assegnazione degli spazi nei padiglioni riunirà gruppi di prodotti appartenenti alle due categorie e consentirà a visitatori del commercio all’ingrosso e al dettaglio, dell’architettura, dell’interior design, dell’artigianato e del commercio di mobili e oggetti di arredamento di trovare più in fretta quello che cercano. Nei padiglioni da 2 a 4 sarà esposta la più grande offerta mondiale di tappeti fatti a mano, mentre i tappeti tessuti a macchina saranno in mostra nei padiglioni da 5 a 7. I padiglioni da 2 a 7 costituiranno pertanto l’area ”Carpets & Rugs”. Prodotti e soluzioni pratiche relative alle tecniche di posa saranno esposti in futuro nel padiglione 12, direttamente confinanti con le pavimentazioni tessili nel padiglione 11 e con le pavimentazioni dure e resilienti nel padiglione 13. All’ampliamento dell’offerta contribuirà una maggiore attenzione alle molte soluzioni per pareti che gli espositori da sempre portano a DOMOTEX. I padiglioni da 11 a 14 formeranno quindi l’area “Floor & Wall”. Nuove giornate di fiera Dal prossimo anno DOMOTEX si terrà da giovedì a domenica (anziché da venerdì a lunedì). DOMOTEX 2022 prenderà quindi il via il 13 gennaio e si concluderà il 16 gennaio. La manifestazione intende così rispondere al desiderio di numerosi espositori e visitatori che la manifestazione venga inaugurata ufficialmente sin dal giovedì e che siano a disposizione due giornate di lavoro consecutive.

Ecco come collaborano automazione, retailer e supply chain

[vc_row][vc_column][vc_column_text] Retailer, supply chain e automazione, una panoramica Come si integrano l’automazione e la robotica all’interno della supply chain? Quali sono i vantaggi che i retailer possono avere nella scelta di automatizzare i processi? L’innovazione tecnologica e l’utilizzo della robotica per automatizzare alcuni processi industriali, come la consegna di prodotti o la gestione del magazzino, ha giocato sicuramente un ruolo centrale in questo periodo, permettendo di tutelare e salvaguardare la salute di moltissimi lavoratori. Ma qual è il rapporto fra automazione, i retailer e la supply chain? Automazione e retailer, un connubio che funziona? La robotica e l’automazione applicata alla gestione dei magazzini e dei centri di distribuzione (DC) non è una cosa nuova. Da quanto l’industria automobilistica ha introdotto per la prima volta la robotica nei suoi processi l’impiego di questa tecnologica è aumentato sensibilmente anche in altri settori. La robotica presenta infatti diversi vantaggi se introdotta in modo armonico nella supply chain: aumento dell’efficienza; riduzione degli errori; rendere la supply chain fluida e senza interruzioni. In base a quanto affermato da Manhattan Associates i magazzini e i centri di distribuzione oggi devono essere in grado di garantire scalabilità, flessibilità e prevedere la riduzione dell’impiego di squadre di lavoratori temporanei o poco affidabili per riuscire a soddisfare le proprie esigenze lavorative. In questo senso la robotica e l’automazione sono due grandi e validi aiuti, a condizione che vi sia una perfetta integrazione fra innovazione tecnologica e personale umano, che rimane comunque una risorsa fondamentale per la gestione di alcuni compiti che i robot non riescono ancora a svolgere. Ma come l’automazione incontra le necessità dei retailer? Grazie all’impiego della robotica nella gestione dei magazzini e nei DC è possibile elaborare gli ordini dell’e-commerce in modo più rapido e sicuro: le supply chain possono infatti lavorare 24 ore su 24, evitando di creare ritardi nelle consegne e rispettando le aspettative dei clienti.  L’automazione per la gestione delle consegne Arrivando alla parte conclusiva della supply chain, ovvero quella della consegna al cliente finale, si è assistito a una profonda trasformazione negli ultimi cinque anni nell’ambito della consegna dell’ultimo miglio. Molti retailer hanno riconosciuto i vantaggi dati dall’adozione della robotica nella gestione del magazzino, e stanno quindi iniziando a valutare l’utilizzo dell’automazione anche all’interno dei punti vendita e non solo. Negli ultimi mesi i robot sono stati infatti ampiamente utilizzati come metodi di consegna contactless: in questo modo hanno garantito la consegna a domicilio anche in piccole comunità locali, nonché la tutela di soggetti a rischio come gli anziani. Per il momento, nel contesto attuale, la sostituzione delle persone fisiche con macchine e robot è sicuramente un ottimo modo per tenere al sicuro sia i consumatori che i dipendenti. Ma non solo: attraverso l’adozione dell’automazione i retailer hanno avuto modo di testare quello che sarà il futuro delle consegne. L’approccio umano all’interno delle supply chain rimarrà probabilmente sempre necessario. Le continue evoluzioni tecnologiche e i cambiamenti nelle abitudini dei consumatori e delle pratiche commerciali potrebbero però portare in futuro la robotica e l’automazione a diventare una parte imprescindibile all’interno della gestione del magazzino e delle consegne.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

Gestione del magazzino, l’organizzazione delle top aziende digital

[vc_row][vc_column][vc_column_text] Le Over The Top digitali puntano forte sulla gestione del magazzino La gestione del magazzino e della logistica è un’attività essenziale: ecco i casi di Amazon, Uber e Google. Che la gestione del magazzino sia un’attività fondamentale e centrale per una grande azienda è una deduzione abbastanza ovvia. Ma c’è un dato a rafforzare ancora di più la centralità di questo compito: le cinque più grandi aziende tecnologiche degli Stati Uniti prevedono una spesa complessiva di quasi 90 miliardi di dollari ogni anno per creare e gestire magazzini e data center. Un dato che è il doppio rispetto al 2015. In aggiunta si può evidenziare come la logistica a livello mondiale abbia un valore di 8,1 trilioni di dollari, valore che è stato previsto andrà a raddoppiare entro il 2023. Ma quali sono le strategie per gestire in modo efficiente un magazzino? Scopriamo quelle di Amazon, Uber e Google. La gestione del magazzino secondo Amazon Amazon vanta un importante primato: è stata dichiarata “Masters” nella classifica delle Top 25 aziende per supply chain nel 2019, insieme a Apple, P&G, Unilever. Ma non solo: il colosso dello shopping online ha anche a disposizioni una quantità enorme di dati e di informazioni sulle ricerche e sugli acquisti effettuati dai suoi clienti. Questo è un vantaggio non indifferente, in quanto tramite questi analytics Amazon è in grado di ottimizzare modalità e tempi di consegna. Il servizio di logistica di Amazon è a tutto tondo. L’azienda si occupa infatti sia dello stoccaggio che della consegna ai clienti, insieme all’assistenza e alla gestione dei resi. In aggiunta Amazon prevede per i consumatori anche dei servizi extra (facoltativi): dall’etichettatura al confezionamento di un pacchetto regalo. L’obiettivo di Amazon? Quello di gestire tutta la logistica in completa autonomia. Il Fullfillment by Amazon (Fba), ovvero il programma che permette ai venditori di inviare il proprio inventario ai Centri di distribuzione del colosso, prevede poi alcuni vantaggi: I prodotti presenti in magazzino sono segnalati sull’e-commerce con il bollino “Gestito da Amazon”, che rappresenta una garanzia per i clienti. Chi utilizza Fba ha maggiori probabilità di ottenere la “Buy Box”, una modalità per il rivenditore per avere più visibilità nella pagina di un prodotto. La gestione del magazzino secondo Uber  La logistica di Uber, azienda nata per aiutare gli utenti a spostarsi da un luogo all’altro in città, ha provato a spostarsi verso il trasporto delle merci con ben due progetti. Il primo, Uber Rush, non ha avuto molto successo: la società aveva come focus le consegne dell’ultimo miglio, per cui impiegava freelance come corrieri invece che come autisti. Questo servizio di consegna dei pacchi non è però mai andato oltre le zone di New York, San Francisco e Chicago e nel 2018 è stato quindi chiuso. Uber Freight, invece, nasce dalla volontà di mettere in contatto le aziende con gli autotrasportatori. Lanciata nel 2017 negli USA, nel 2019 l’app è approdata anche in Europa. E in base alle statistiche di Uber stesso potrebbe risultare vincente: il 21% della distanza coperta dagli autotrasportatori europei, infatti, è percorsa senza avere a bordo alcun carico. La gestione del magazzino secondo Google Anche Google ha preso parte attivamente alla corsa per la miglior gestione del magazzino. La divisione Wing della Alphabet Inc, ovvero la struttura societaria che sta dietro al motore di ricerca, ha lanciato un servizio di consegna via drone negli Stati Uniti in collaborazione con FedEx e con Walgreens. In questo Google, o meglio FedEx, è riuscito a battere Amazon: la modalità di recapito di generi alimentari (e non solo) via cielo è stata proprio lanciata per la prima volta con questa iniziativa di Big G. La prima tappa è Christiansburg, in Virginia, dove verrà effettuata la consegna via drone di cibo, caffè e medicine. L’ente americano che regola il traffico aereo ha dato quindi il via libera a Google per poter procedere con le consegne via drone: Amazon e Uber come reagiranno?[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

Camino e parquet, come accostarli senza problemi

[vc_row][vc_column][vc_column_text] Il parquet nella zona del camino? Perché no! Parquet e camino possono essere accostati? Quali sono gli accorgimenti da adottare per creare questo binomio perfetto, senza avere dei rischi?  Sicuramente il parquet e il camino sono due elementi di un’abitazione che richiamano molto l’inverno e le giornate fredde, in cui rimanere a casa è un piacere. Ma parquet e camino possono convivere sotto lo stesso tetto? E se sì, come? Ecco alcuni utili consigli. Camino e parquet, è possibile abbinarli? L’accoppiata camino e parquet non soltanto risulta essere esteticamente piacevole ed elegante, ma è anche possibile da realizzare. Un ambiente in cui sono presenti questi due elementi è molto accogliente e signorile. L’accostamento fra camino e parquet non presenta poi grandi problemi di sicurezza a patto che si presti attenzione nella fase di costruzione. Il legno rappresenta infatti un materiale che mal sopporta i cambiamenti climatici repentini e le temperature elevate. Per questo motivo, quando si parla di camino e parquet, è bene tenere in considerazione due precauzioni fondamentali: il tipo di camino (se a filo pavimento o meno); le misure cautelative da adottare per una corretta posa del parquet. I tipi di camino e le precauzioni per il parquet Quando si parla di parquet in abbinamento al camino bisogna considerare essenzialmente due tipologie di camino, ovvero quella a filo di parquet e quella non. Il camino non a filo di parquet è rialzato, e quindi meno pericoloso di quello a filo. L’accortezza però è comunque quella di cercare di installarlo ad almeno 10 centimetri di distanza dal pavimento. Si potrà quindi realizzare un basamento con messetto autolivellante discostato di un centimetro: una volta fatto si stenderà il parquet tralasciando un altro centimetro. Questi disboscamenti assorbono infatti eventuali movimenti del pavimento: il parquet avrà infatti maggiore spazio per dilatarsi a seguito di cambiamenti di temperatura e di umidità dell’ambiente. Al tempo stesso il camino sarà sicuro. Venendo al camino a filo di parquet bisogna considerare che potrebbe essere più pericoloso in quanto qualche scintilla potrebbe cadere sul pavimento in legno. Una buona regola è quella di non arrivare con il parquet sotto la struttura del focolare, ma in generale è comunque essenziale prevedere un salvapavimento in pietra dura, che eviti lo sviluppo di incendi o il danneggiamento del materiale. Tra le pietre dure più consigliate per realizzare questo rivestimento salvapavimento ci sono: la pietra lavica, perfetta per convivere con il fuoco perché prende origine proprio da esso; la pietra di Sicilia, conosciuta come Pietra Modica, che rappresenta un’ottima roccia calcarea resistente molto simile al marmo. Adottando e seguendo questi semplici accorgimenti è possibile accostare senza alcun problema parquet e camino, per creare un perfetto ambiente al tempo stesso rustico ed essenziale. [/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

Furgoni e camion elettrici, vantaggi e prospettive future

Mobilità elettrica e consegne: i furgoni e i camion ecologici La mobilità elettrica riguarda anche l’ambito delle consegne e del trasporto delle merci: ecco caratteristiche, vantaggi e aspettative future per furgoni e camion green. Quello della mobilità elettrica è sicuramente un settore che ha visto un vero e proprio boom negli ultimi anni. L’attenzione di cittadini e case automobilistiche per l’inquinamento ambientale e la riduzione delle emissioni nocive, unita alla volontà di trovare una nuova forma di mobilità, ha fatto sì che si creassero e diffondessero veicoli elettrici diversi fra loro: dalle auto agli scooter, passando anche per autobus e biciclette. Un’ultima innovazione del settore sono i furgoni e i camion elettrici. Ma che caratteristiche hanno e che vantaggi portano per chi effettua le consegne? E quali sono le prospettive future per i camion green? Un nuovo modo di effettuare le consegne, i furgoni elettrici I furgoni elettrici sono forse meno conosciuti rispetto alle ormai rinomate auto elettriche, ma nonostante questo rappresentano il mezzo di trasporto ideale per chi deve effettuare consegne dell’ultimo miglio e al dettaglio. I trasportatori che consegnano in città o nei dintorni non percorrono mai giornalmente più di 100/200 chilometri: un tratto di strada perfetto per essere compiuto con i furgoni ecologici. Questi ultimi poi ripristinano la propria autonomia nell’arco di una sola notte. Altre caratteristiche vantaggiose che contraddistinguono questi furgoni green sono: . La mancanza di limitazioni alla circolazione. . L’assenza del cambio e una grande immediatezza nel funzionamento che li rende più facili da guidare. . Riduzione dei tempi e dei costi di manutenzione per via di una meccanica essenziale. . Garanzia delle batterie fino a 8 anni o 100 mila chilometri. . Produzione di pochissime emissioni di scarico. . I veicoli commerciali elettrici, e in generale gli autoveicoli con motore elettrico, hanno l’esenzione dal pagamento delle tasse automobilistiche per 5 anni. Ma non finisce qui: i furgoni ecologici sono infatti integrati con tecnologie all’avanguardia che permettono di tenere sotto controllo gli spostamenti, pianificare la manutenzione, creare profili personalizzati dei conducenti e condividere le informazioni utili per poter gestire intere flotte. A bordo sono inoltre generalmente presenti applicazioni e navigatori che consentono, ad esempio, di avere informazioni sulle strade chiuse al passaggio dei mezzi da lavoro o di gestire anche da remoto illuminazione interna e impianto di condizionamento del mezzo. Le case automobilistiche che hanno progettato e messo in commercio questi mezzi di trasporto “alternativi” sono già diverse: . Mercedes, con eVito ed eSprinter; . Renault, con Master ZE; . Ford con Transit Plug-in proposto come ibrido; . Nissan, con e-NV200; . Piaggio, con SporterElectric Power. In arrivo anche altri mezzi per le consegne green come il Ducato elettrico, l’Opel Vivaro-e coi gemelli Citroen e-Jumpy e Peugeot e-Expert e il Toyota Proace City EV. Camion elettrici, quali sono le prospettive?  Oltre ai furgoni l’innovazione in ambito mobilità riguarda anche i camion. Il report “Unlocking Electric Trucking in the EU: recharging in cities“ ha evidenziato come i camion rappresentino meno del 2% dei veicoli che si trovano attualmente su strada, ma sono responsabili del 22% delle emissioni di anidride carbonica legate al trasporto su gomma. In Europa la metà dell’attività di questi mezzi (espressa sotto forma di tonnellate di prodotti trasportati per km) viene svolta percorrendo meno di 300 km. Questi viaggi potrebbero essere tranquillamente effettuati da autocarri elettrici: i modelli che si trovano oggi sul mercato, infatti, hanno un’autonomia di circa 300 km. In questo senso la Commissione europea nell’ambito del Green Deal potrebbe arrivare a tagliare le emissioni prodotte dagli autocarri del vecchio continente di oltre il 22% in 10 anni, dotando le principali città europee delle infrastrutture di ricarica elettriche. Per rendere operativi gli e-truck però, ovvero i camion a energia elettrica, la sfida è quella di realizzare oltre 40 mila punti di ricarica. Per farlo sarebbero necessari quasi 28 miliardi di investimenti in 10 anni: si tratta di una cifra che da sola rappresenta il 2,8% dei 100 miliardi di euro che ogni anno l’Unione Europea mette a disposizione per il finanziamento delle infrastrutture stradali. Sarà quindi possibile, in futuro, riuscire a rendere ecologicamente sostenibile la maggior parte dei mezzi utilizzati per il trasporto delle merci e per effettuare consegne?

Dotazioni ambulanza, ecco cosa deve esserci

[vc_row][vc_column][vc_column_text] Cosa deve esserci a bordo di una ambulanza? Quali sono le dotazioni indispensabili che devono essere presenti a bordo di un’ambulanza? E qual è la classificazione di questi veicoli speciali? L’ambulanza è un veicolo speciale che generalmente viene utilizzato per il trasporto degli oggetti ma che viene riconvertito di modo che possa ospitare a bordo sia strutture che dispositivi sanitari obbligatori per garantire comfort e qualità di trasporto al paziente. L’ambulanza ha il preciso quanto delicato compito di trasportare infatti una persona in pericolo di vita dal punto in cui si trova verso l’ospedale di riferimento, sia esso il più vicino o il più adeguato. Ma quali sono le dotazioni che non possono mancare a bordo di un’ambulanza? E quale la categorizzazione delle ambulanza sulla base della strumentazione e dell’equipaggio di bordo? Le dotazioni dell’ambulanza La struttura di un’ambulanza è chiaramente definita: vi è infatti una zona adibita alla guida e una adibita alla cura del paziente. Su alcuni veicoli poi il vano guida e quello sanitario sono comunicanti. In base al tipo di vano l’ambulanza avrà dotazioni apposite. Dotazioni del vano guida Nel vano guida non può mancare la seguente strumentazione: schede ambulanza; block notes e penna; tessera benzina; impianti radio veicolo e portatile; comando luci e sirena; faro di ricerca; estintore portatile; triangolo; corda da 10 metri; 2 bombole ossigeno; manometri e riduttori; guanti monouso; stradario; guanti da lavoro. Dotazioni del vano sanitario Nel vano sanitario invece le dotazioni presenti sono: materiale di medicazione e primo soccorso, come cerotti, bende, garze sterili e non sterili, forbici, coperta isotermica, disinfettante, soluzione fisiologica e acqua ossigenata; kit di rianimazione, composto da defibrillatore semiautomatico, aspiratore, forbice taglia-abiti, cannule oro-faringee, pallone rianimatore e maschera di rianimazione; materiale per ossigenoterapia (mascherine con reservoir e bombole, sia fisse che portatili); materiale di autoprotezione per i soccorritori (guanti, mascherine, occhiali anti schizzo, camici sterile e tute protettive); materiale diagnostico (sfigmomanometro, stetofonendoscopio, pila ottica); presidi di immobilizzazione dei traumi, come steccobenda, collare cervicale, barella a cucchiaio, tavola spinale con ragno e fermacapo, estricatore (KED), materassino a depressione; presidi per il trasporto dei pazienti, ovvero barella, sedia portantina e coltrino. Inoltre le ambulanze devono essere dotate obbligatoriamente di un dispositivo supplementare di segnalazione visiva a luce lampeggiante blu e di quello di allarme, come prevede l’articolo 177 del Codice della Strada. Tipologie di ambulanza sulla base di strumentazione ed equipaggio Le ambulanze di soccorso sono di solito divise in tre categorie sulla base dell’equipaggio e di alcune strumentazioni presenti a bordo. Le categorie sono: MSB (Mezzi di Soccorso di Base) con a bordo solo soccorritori. Ci devono essere almeno due (in alcune regioni anche tre) soccorritori qualificativi ai servizi 118 con corso BLS ed eventualmente BLS-D (per l’uso del defibrillatore semiautomatico). In aggiunta ci può anche essere un allievo soccorritore in corso di addestramento. MSI o MSAB (Mezzi di Soccorso Intermedio o Avanzato di Base) con a bordo oltre a soccorritori (di cui uno come autista) anche un infermiere. MSA (Mezzi di Soccorso Avanzato) con a bordo soccorritori (di cui uno nelle vesti di autista), un medico e un infermiere. Queste autoambulanze sono spesso attrezzate con presidi sanitari di competenza medica come l’ ECG e il defibrillatore manuale. [/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

HFItaly Digital Hub, il nuovo progetto di Hannover Fairs International Italia: Intervista ad Andreas Zuege

Lo sguardo dritto verso il futuro, HFItaly risponde all’attuale momento di incertezza globale con un nuovo progetto: HFItaly Digital Hub. HFItaly Digital Hub è la risposta resiliente e decisa alle richieste di aziende, che ad oggi hanno rinunciato a momenti importanti di business e connessione con il proprio mercato a causa della pandemia del Virus COVID-19. HFItaly Digital Hub è il contenitore di nuovi progetti digitali della filiale italiana di Hannover Fairs International – Fiera di Hannover, che accorcia le distanze tra le aziende, gli stakeholder, le associazioni e la stampa di settore. Andreas Zuege, General Manager di Hannover Fairs International Italia ci spiega lo spirito di questa iniziativa e il perché la filiale italiana non ha esitato, ma si è spinta risoluta su questa nuova strada. Signor Zuege cosa l’ha spinta ad investire nella digitalizzazione e partire subito con la creazione di eventi digitali? La digitalizzazione è un “ungoing process” cominciato già più di due decenni fa. Oggi tutti i servizi in fiera vengono ordinati online, i cataloghi cartacei non esistono quasi più ed anche la comunicazione utilizza canali come “chatting” e “dating”. Da anni abbiamo anche accelerato il processo di digitalizzazione della nostra sede a Milano. Perciò non abbiamo avuto nessun problema a lavorare in modalità “smart working” durante i lock-down. Con le restrizioni di viaggio i format online sono diventati più importanti, perché creano un ponte per rimanere in contatto con i nostri clienti e partner in tutto il mondo. Numerosi le videoconferenze, i seminari e i congressi in questi tempi. Ed ora facciamo un passo avanti e lanciamo anche eventi e fiere digitali. Bisogna immaginarsi un regolatore: Se la situazione non permette la realizzazione di un evento in presenza, si agirà per trasformare lo stesso in digitale e viceversa. In che modo pensa potranno convivere fiere in presenza ed eventi digitali? Tutte e due sono complementari. Sintetizzando le nostre esperienze ed i numerosi discorsi durante gli ultimi mesi ci sono quattro tendenze che descrivono la situazione: 1.)  Più lungo in smart working – più grande il desiderio di diventare social. 2.) Tutte le fiere avranno anche una realtà digitale. 3.) I grandi marchi hanno conosciuto il limite del “virtual”. 4.) Dopo un lungo periodo di distanziamento sociale cresce il bisogno di incontrarsi in “live gathering” e presentare innovazioni. Come denominatore comune le fiere diventeranno ibride. Quindi le fiere in presenza diventeranno complementari con gli eventi digitali. Che consiglio si sente di dare alle aziende per affrontare al meglio i percorsi di modernizzazione e di digitalizzazione oggi? Bisogna prepararsi bene per l’utilizzo efficace delle nuove offerte digitali. Sono essenziali per una ottima utilità e quindi migliorano il “outcome” sia dell’evento vivo sia di quello digitale. Inoltre, in tempi di restrizioni di viaggio danno l’opportunità collegarsi con clienti e partner che non possono viaggiare. Noi come team a Milano siamo al servizio dei nostri clienti italiani per rendere un successo la loro partecipazione. Le nostre prime esperienze con le fiere grandi in Cina dopo il lockdown hanno mostrato che i servizi digitali come “live chat” sono molto utili per comunicare durante la fiera con una persona in Italia, che non ha potuto viaggiare in Cina. Ma è anche vero che sia l’espositore italiano sia l’utilizzatore in Cina desiderano ritornare presto agli incontri veri in fiera. Il limite del digitale è la mancanza di emozione sentita e di non essere in grado di vedere e sentire il mercato al 365 gradi. Quale sarà il progetto di lancio di HFItaly Digital Hub? L’evento di lancio si svolgerà il 24 novembre prossimo. La nostra manifestazione INTRALOGISTICA ITALIA inaugurerà la piattaforma HFItaly Digital Hub con l’evento dedicato alla presentazione dei risultati dell’Osservatorio Intralogistica 2020, elaborato in collaborazione con Largo Consumo, GEA-Consulenti di Direzione, Università degli Studi di Parma, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia e il contributo del Fraunhofer Institute. A causa del nuovo lock-down sarà un evento completamente digitale. Questo nuovo format darà l’opportunità ai partecipanti di interagire digitalmente con i relatori e aziende leader di mercato. Oltre alla diretta streaming ci saranno delle “virtual room”, dentro le quali ogni utente potrà informarsi sulle tendenze attuali e contattare direttamente le aziende, i veri protagonisti di questa iniziativa. Questa è la fase iniziale di un processo continuo di digitalizzazione dei nostri eventi. Seguiranno altri eventi e i nostri progetti italiani saranno tutti completati con un format digitale. Per partecipare gratuitamente il 24 novembre e ricevere una copia omaggio della Ricerca 2020 potete registrarvi utilizzando questo link: https://hfitaly.com/osservatorio-intralogistica/  

Tre giornate di eventi online dedicati a volontari e operatori dell’emergenza: da REAS un segnale di fiducia per il comparto

2-3-4 OTTOBRE 2020: L’APPUNTAMENTO CON REAS IN MODALITÀ WEBINAR ESPERIENZE E ATTIVITÀ NELL’ERA COVID-19 DALLA VOCE DEI PROTAGONISTI   (Montichiari, 6 ottobre 2020) Da sempre REAS Salone Internazionale dell’Emergenza è a fianco dei protagonisti della gestione dell’emergenza, a maggior ragione in un momento delicato in cui operatori e volontari sono impegnati in prima linea per il contenimento della diffusione del Covid-19. In attesa della prossima edizione rinviata di un anno che si terrà dall’8 al 10 ottobre 2021, nelle giornate di venerdì 2, sabato 3 e domenica 4 ottobre, REAS ha promosso un programma di convegni, seminari e corsi online dedicati ad alcuni temi chiave per il comparto, anche alla luce dell’esperienza maturata negli ultimi mesi nella gestione della pandemia legata al Covid-19. Gli eventi proposti da Enti e Associazioni di volontariato sono stati seguiti dal sito e dalla pagina Facebook di REAS durante le giornate del 2, 3 e 4 ottobre. Un momento virtuale per lanciare un messaggio reale di resilienza e fiducia. Venerdì 3 ottobre, alle ore 10, Croce Rossa Italiana ha proposto il seminario dal titolo “Gestione dell’Emergenza e dell’Informazione durante la risposta a Covid-19”. L’esperienza della Croce Rossa Italiana in questa fase è stata illustrata nel dettaglio dal dott. Lorenzo Massucchielli, Responsabile della Pianificazione CRI. Nel pomeriggio, con il seminario dal titolo, “Il volontario tra vecchi e nuovi DPI” promosso da AiFOS Protezione Civile, il pubblico di REAS ha avuto modo di approfondire uno dei temi di maggior interesse per chi opera oggi nel mondo del volontariato. Gli interventi del dott. Stefano Farina, vice presidente AiFOS Protezione Civile, e della dott.ssa Daniela Panariti, RSPP e consulente in materia di sicurezza sul luogo di lavoro, hanno offerto una panoramica esaustiva sui DPI e su come gestirli nell’era Covid-19. La giornata di venerdì si è conclusa con il semiario curato dal Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta dal titolo “COVID-19: l’esperienza e le attività sul territorio del CISOM”. L’avv. Marino Colosio, ispettore nazionale CISOM, l’avv. Carlo Settembrini Trabucchi, caporaggruppamento Lombardia, e Leonardo Spataro, capogruppo Brescia, hanno illustrato l’attività svolta dal CISOM, la partecipazione alla costruzione degli Ospedali Covid a Milano e Civitanova Marche e soprattutto lo spirito di servizio di una realtà particolarmente attiva sul territorio. La giornata di sabato 3 ottobre è stata dedicata alla quarta edizione della Tavola rotonda nazionale AIB dedicata all’antincendio boschivo, un evento che da anni, proprio durante le giornate di REAS, riunisce i principali protagonisti da tutta Italia. Quest’anno l’appuntamento si è svolto in un’inedita formula online che ha coinvolto, sotto la sapiente regia di Franco Pasargiklian, direttore della rivista “La Protezione Civile Italiana”, rappresentanti AIB dalle postazioni della Regione Liguria, Regione Lombardia, Regione Puglia, Regione Piemonte e Regione Toscana. Il dott. Dario Negro, inoltre, ha portato il saluto del capo del capo del Dipartimento della Protezione Civile nazionale Angelo Borrelli. Dai vari interventi sono emerse testimonianze ed esperienze sulle attività svolte nel corso degli ultimi mesi, con l’obiettivo di mettere in campo una serie di proposte concrete per rendere la gestione dell’emergenza antincendio ancora più coordinata ed efficace. La tavola rotonda ha avuto un respiro internazione grazie agli interventi iniziali di Andreas Züge, direttore generale Fiera di Hannover, coorganizzatrice di REAS insieme al Centro Fiera di Montichiari, e al saluto registrato dalla Germania di Dirk Aschenbrenner, presidente VFDB, l’Associazione tedesca per la Protezione Antincendio. In chiusura dei lavori, il direttore del Centro Fiera di Montichiari Ezio Zorzi ha lanciato la proposta di promuovere proprio in occasione di REAS 2021 gli “stati generali AIB” dell’antincendio boschivo, coinvolgendo in un grande momento di confronto tutti i rappresentanti delle venti Regioni italiane, oltre ad enti e associazioni dall’estero. Gli eventi online REAS si sono conclusi domenica 4 ottobre con il seminario proposto dalla Provincia di Brescia dal titolo “Cosa sapere per gestire un’organizzazione di volontariato di Protezione Civile”. Nonostante alcuni imprevisti tecnici legati al maltempo che inizialmente ha ritardato la connessione, Giovanni Sala, coordinatore dei gruppi di Protezione Civile, ha sintetizzato tutti aspetti fondamentali da tener presenti per gestire correttamente l’amministrazione dell’OGV. Nei prossimi giorni, tutti i webinar potranno essere rivisti nel sito www.reasonline.it in modo da assicurare a tutti la possibilità di riascoltare o vedere per la prima volta i vari contenuti. “L’iniziativa si è rivelata un esperimento riuscito”, spiega Gianantonio Rosa, presidente del Centro Fiera di Montichiari. “Il mondo dell’emergenza è molto legato a REAS. In attesa dell’edizione 2021, era importante lanciare un messaggio di fiducia che arrivasse ai volontari e agli operatori che dedicano energie ed impegno a beneficio di tutti noi. Il loro entusiasmo ci spinge a lavorare con ancora più convinzione alla prossima edizione di REAS che si terrà dall’8 al 10 ottobre 2021.”  

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