Il Parquet: perché è l’ideale per la pavimentazione sportiva Nonostante venga considerato un tipo di pavimentazione molto delicata, il parquet è una delle soluzioni più gettonate e funzionali per le pavimentazioni sportive: moltissime palestre ricorrono all’utilizzo del parquet per le superfici dei campi da gioco. La scelta del legno giusto unita a un trattamento di verniciatura protettivo assicura al parquet ottime performance durante il gioco, resistenza, durabilità nel tempo e facilità di manutenzione. Le caratteristiche fondamentali per un buon parquet da gioco L’assorbimento degli urti è un aspetto fondamentale da tenere in considerazione nell’installazione del parquet in una palestra: il legno deve essere in grado di attutire i colpi senza però rallentare il rimbalzo della palla, fondamentale nel gioco del basket o della pallavolo. Per garantire queste performance, è necessario che il parquet per paestra soddisfi alcuni requisiti tecnici: Ricordiamo, inoltre, che il parquet è un ottimo insonorizzante acustico, qualità che lo rendono particolarmente adatto all’impiego nelle palestre dove salti, cadute e rimbalzi possono produrre rumori e rimbombi acuti. Le diverse tipologie di parquet: quale scegliere Tra le tipologie di legno più utilizzate per il parquet da palestra si distinguono il faggio, il rovere, l’acero e l’hevea. Scegliere il parquet in legno massello significa affrontare una spesa cospicua sia per la qualità dell’essenza che per i processi di posa e finitura. La messa in posa del parquet in legno massello impiega circa 40 giorni: i listoni di legno vengono applicati al pavimento tramite incollaggio, oppure fissati con dei chiodi su un fondo in travetti. Alla fine della posa è necessaria la finitura tramite verniciatura, indispensabile per l’impiego del parquet nelle palestre: attraverso resine artificiali o naturali si crea sul pavimento una pellicola protettiva solida. Un’alternativa meno dispendiosa è costituita dal parquet prefinito, costituito da un solo strato superficiale di legno nobile di circa 3-4 mm di spessore, che viene incollato su un supporto di legno povero o in multistrato. Il parquet in legno prefinito ha un costo inferiore e una maggiore resistenza ai graffi: viene infatti trattato industrialmente con una verniciatura a 6-7 mani. Anche la posa è più rapida: dopo aver applicato uno strato di poliuretano espanso e inserito un tappetino di plastica per impedire il formarsi dell’umidità, vengono posati i listoni di parquet. E’ possibile calpestare il parquet già dopo 1-2 giorni. Le alternative al parquet tradizionale: il parquet vinilico Il parquet in PVC ad effetto legno è un’ottima alternativa: garantisce elevate prestazioni di comfort grazie alla sua composizione multistrato, è antitrauma ma molto resistente. A differenza del legno non risente dell’umidità e dei cambiamenti climatici, non è soggetto a deformazioni ed è ecologico. Il Parquet in PVC ha ottime caratteristiche,di seguito ne elenchiamo solo alcune: Resistenza: il PVC è resistente agli urti, ai graffi e alle sostanze chimiche.
Il contributo dell’AI alla mobilità sostenibile Dal 2020 in poi, salvo il periodo di rallentamento dovuto alla pandemia, la transizione verso fonti di energia green conta sempre più adesioni, dalla supply chain fino alla mobilità: sono sempre di più, infatti, le iniziative e gli studi per trasformare totalmente la mobilità tradizionale. Abbiamo parlato di come si evolverà il concetto di mobilità sostenibile entro il 2035 ma in che modo raggiungerà i risultati sperati? L’intelligenza artificiale ha un ruolo fondamentale in un mondo che sta adottando misure sempre più eco-friendly. L’AI applicata alla mobilità: i benefici della sostenibilità La correlazione tra una realtà più sostenibile e il progresso tecnologico è evidente: l’intelligenza artificiale continua a dimostrarsi un potente alleato delle politiche ecologiche per trasformare la mobilità tradizionale in Smart Mobility, dove i mezzi di trasporto sono interconnessi e dotati di automazioni per rendere la guida semplice e sicura. L’intelligenza artificiale ha dimostrato di saper contribuire concretamente a un aspetto che sta diventando fondamentale in un contesto geopolitico di difficoltà dovuto al post-pandemia e alla crisi energetica: l’abbassamento dei costi, non solo in termini di denaro ma anche in contesti ambientali e sociali. Dalle auto ai monopattini: l’applicazione dell’intelligenza artificiale Un’auto dotata di dispositivi per la guida autonoma, infatti, è ottimizzata per un risparmio di carburante ed è in grado di prevenire incidenti stradali, diminuendo quindi i costi di manutenzione del veicolo e il numero di vittime della strada. Oltre alle auto, anche veicoli come i monopattini elettrici, nati per diminuire le emissioni di CO2 nelle grandi città, sono oggetto di progetti pilota ed esperimenti per aumentare la sicurezza attraverso l’installazione di sensori capaci di rilevare l’ambiente circostante e il tipo di manto stradale per limitare l’utilizzo del monopattino sui marciapiedi e garantire l’incolumità di pedoni e rider. AI per una Mobilità Pubblica Sostenibile e città a misura d’uomo L’Unione Europea sta collaborando con gli enti locali, come il Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile per ottimizzare la mobilità; quest’ultima potrebbe beneficiare dell’intelligenza artificiale per rendere i servizi a misura di cittadino e diminuire l’impatto ambientale in termini di emissioni e traffico sulle strade. Grazie a sistemi in grado di combinare i dati di spostamento delle persone, sarebbe possibile pianificare meglio le corse dei mezzi pubblici evitando lunghe code, ritardi con conseguenti salti delle coincidenze e mezzi troppo affollati. Ne beneficerebbero anche i cittadini che vivono nelle zone meno servite, costretti ad utilizzare mezzi propri invece che pubblici: utilizzare i dati di spostamento consentirebbe alla pubblica amministrazione di capire in quale zone intensificare i servizi e, perciò, contribuire a un minor inquinamento ambientale.
Il flooring per il campo da Padel La popolarità del Padel è cresciuta molto negli ultimi 5 anni ed è uno degli sport più remunerativi per chi decide di costruire un campo dedicato all’interno della propria struttura, che sia una palestra, un circolo sportivo o una struttura alberghiera. Nel padel vengono sfruttate sia le pareti (in plexiglas o vetro temperato) sulle quali viene fatta rimbalzare la pallina, che il campo: come nel tennis, la pallina può rimbalzare a terra una sola volta prima di essere colpita. Ma quali sono i segreti di un pavimento perfetto per il campo da Padel? Com’è composto il campo da Padel: il sottofondo Il campo da Padel richiede meno spazio del campo da tennis: misura 10 m x 20 m e richiede accorgimenti strutturali che rispettino gli standard di durezza, velocità e rugosità per far sì che che la pallina scorra e rimbalzi senza rallentamenti. La superficie è costituita dal sottofondo che viene poi rivestito dal manto: per i campi da padel scoperti, è importante che, se il sottofondo è costituito da materiali non drenanti, mantenga una pendenza massima per l’evacuazione dei liquidi dell’1%. Per i pavimenti costituiti da materiali drenanti (come ad esempio il calcestruzzo drenante) la pendenza può attestarsi sullo 0%. Il calcestruzzo, unito a una rete di metallo elettrosaldata, deve riempire i primi 20 cm del sottofondo. Il pavimento del campo da Padel: le soluzioni in commercio Una volta realizzato il sottofondo, possiamo scegliere le diverse tipologie di manto che lo rivestono, valutando i pro e i contro di ogni soluzione. Esistono diverse pavimentazioni per il campo da Padel: La resina sintetica, utilizzata nel campo multisport, è una buona scelta ma richiede uno strato intermedio tra il sottofondo e il manto: un materassino ammortizzante che permetta l’assorbimento d’urto. L’erba sintetica è quella più utilizzata per le pavimentazioni del Padel: protegge i giocatori in caso di cadute o scivolate e offre una manutenzione e una pulizia semplice. Rispetto all’erba sintetica per i campi da calcio, quella dedicata al padel ha un’altezza del pelo massima di 15 mm. Erba sintetica: la più richiesta per il pavimento da Padel L’erba sintetica è il tipo di flooring che permette più scelte di installazione, ne esistono infatti di diversi tipi:
Automatizzare il magazzino e la produzione con il braccio robotico Nell’industria 4.0 non si fermano le innovazioni: le nuove tecnologie per efficientare i processi di produzione, stoccaggio e trasporto sono sempre di più e sempre più precise. Insieme ai co-bot (o robot collaborativi) che lavorano insieme all’uomo, ci sono veri e propri robot che sostituiscono il movimento umano. Il braccio robotico industriale, ad esempio, è il macchinario più utilizzato per velocizzare e automatizzare processi ripetitivi. Ma come funzionano i bracci robotici e quanti tipi ne esistono? Che cos’è il braccio robotico industriale I bracci robotici industriali vengono coordinati e programmati dal WSM (Workshop System Management), un software per la gestione digitalizzata del magazzino che ne controlla e ottimizza il funzionamento, sotto la supervisione e la programmazione di tecnici esperti. Il braccio robotico sostituisce il braccio umano: è infatti programmabile con funzioni similari ed è progettato per effettuare movimenti rotatori e di traslazione. Al termine del braccio vi vi è il gripper, solitamente una una pinza o un morsetto, che consente al robot di afferrare gli strumenti e manipolare oggetti e svolgere i processi per cui è stato programmato. I bracci robotici vengono utilizzati principalmente in magazzini, centri operativi e logistici o durante i cicli di produzione per svolgere compiti che risulterebbero troppo gravosi per una persona o che richiederebbero una particolare precisione, come ad esempio la fase di verniciatura o montaggio nel settore dell’automotive. I bracci robotici hanno un’ampia applicazione in una varietà di settori industriali e sono utilissimi soprattutto per attività di prelievo e deposito, o pick and place. I vantaggi del braccio robotico nell’industria I bracci robotici consentono di velocizzare e ottimizzare sia processi singoli che una catena di produzione. In particolare, l’utilizzo del braccio robotico aumenta il rendimento della produzione, diminuisce la possibilità di errori, ottimizza e semplifica processi complessi in cui è richiesta un’enorme precisione. I bracci robotici evitano anche che gli operatori lavorino in condizioni estreme (in ambienti refrigerati o ad atmosfera controllata) o siano sottoposti a sforzi gravosi con ritmi non sostenibili, garantendone quindi la sicurezza. Grazie alla lora efficienza,i robot riducono i costi di produzione e la forza lavoro richiesta, nonostante l’investimento iniziale per la loro installazione sia impegnativo. Le diverse tipologie di braccio robotico A secondo della loro funzione, esistono vari tipi di bracci robotici. Quelli maggiormenti utilizzati in un’ampia gamma di realtà industriali sono i seguenti: Braccio A coordinate cartesiane: utilizzato nelle attività di carico e scarico e di montaggio, esegue movimenti solo trasversali Braccio Cilindrico: largamente diffuso nell’industria del metallo e per cicli di produzione che richiedono fasi di pressofusione o saldatura a punti Braccio A sfera: ottimi per la saldatura a gas o la fresatura, effettua i suoi movimenti grazie a coordinati sferiche Braccio SCARA: è la tipologia di robot più flessibile, versatile e facile nell’utilizzo, consente una maggiore possibilità di movimenti Braccio Articolato: ampiamente impiegato nel settore automotive, in processi produttivi più articolati e ad alta precisione Braccio Parallelo: impiegato per la preparazione degli ordini, è dotato di articolazioni mobili che consentono moltissimi movimenti diversi Scegliere il braccio robotico ideale è compito del Logistic manager, che lo sceglierà in base a diversi fattori, come ad esempio la struttura dell’impianto, il volume della merce e il workflow.
I vantaggi dell’Intelligenza Artificiale per le Piccole e Media Imprese: l’industria 4.0 In un contesto complesso come quello odierno, dove l’aumento dei costi per privati e aziende è al centro del dibattito socio-economico, l’Intelligenza Artificiale si rivela un ottimo strumento per abbattere i costi, soprattutto nelle Pmi, che risentono maggiormente dell’instabilità del mercato e dell’aumento dei costi della supply chain. In che modo la tecnologia può essere così decisiva? Abbassare i costi e risparmiare grazie all’Intelligenza Artificiale I dati parlano chiaro: l’Intelligenza Artificiale può ridurre del 5 -10% i costi e aumentare la puntualità delle consegne del 15-20%, ma perché è così importante? L’Intelligenza Artificiale può portare, innanzitutto, benefici nell’ambito del risparmio economico: questo aspetto è cruciale visto l’aumento a 300€/MWh per l’energia elettrica e quello del gas da 75€/MWh a 138€/MWh. Le opportunità di risparmio per le PMI sono tante: dall’intero processo di produzione ( abbiamo trattato in questo Articolo la Machine Vision nell’industria) alla manutenzione degli impianti fino al controllo energetico degli edifici. I vantaggi e le applicazioni dell’intelligenza Artificiale per le PMI I vantaggi non riguardano solo il lato economico: l’Intelligenza Artificiale è in grado di elaborare dati pre-esistenti in modo veloce, automatizzando i processi; questo si traduce in un supporto a CEO e operativi nell’elaborazione di una strategia, nel controllo e monitoraggio della forza lavoro in ottica di ridurre gli sprechi e individuare le criticità, nel budgeting e nella contabilità, nella gestione del magazzino e anche nella sicurezza informatica: ne abbiamo parlato in questo articolo. I software di AI più gettonati per i quali si nota una crescente domanda sono quelli in grado di migliorare le capacità predittive, ad esempio nella gestione del rischio, nel cross-selling, nell’analisi di soddisfazione del cliente ma anche nella manutenzione e nel controllo dei macchinari. Adottare soluzioni di questo tipo permette di ridurre anche del 40% i tempi per la risoluzione di criticità e guasti mentre aumenta concretamente l’affidabilità dell’azienda che, adottando strategie esclusivamente sulla base di dati reali, prenderà decisioni più consapevoli e sicure nel tempo. Battere i competitor e posizionarsi sul mercato grazie all’Intelligenza Artificiale Avere maggior controllo dei propri dati significa avere maggiori informazioni a disposizione e, di conseguenza, più vantaggio rispetto ai competitor. L’Intelligenza Artificiale aumenta la competitività delle Pmi: con la prolificazione delle Start Up, più innovative e snelle nella struttura rispetto alle Pmi, è ormai necessario per quest’ultime ricorrere alla tecnologia per mantenere il proprio posizionamento sul mercato e ottimizzare i propri prodotti e servizi adattandoli a una realtà che cambia velocemente. Il trend della digitalizzazione è in crescita e non ci si aspetta un’inversione di marcia ma un ricorso sempre più massiccio a software di Intelligenza Artificiali affidabili. Una presa di coscienza e un cambio di mentalità volta ad accogliere le nuove tecnologie, si rifletterà sulla produttività di tutto il sistema delle Pmi italiane. Non bastano i software di AI: la cultura del dato e le competenze Avere i dati però non è sufficiente: anche la qualità del dato conta. Un sistema di raccolta dati non ottimizzato può allungare i tempi di implementazione dell’Intelligenza Artificiale. Anche dati e AI insieme da soli non bastano: serve investire anche nell’acquisizione di risorse e competenze in grado di utilizzare la tecnologia per creare valore e profitto per l’azienda.
Che cos’è la tornitura? La tornitura è una delle lavorazioni dei metalli più diffuse: prende il nome dal tornio, il macchinario che si utilizza per questo tipo di lavorazione. La tornitura è un’operazione antichissima, e ha lo scopo principale di rimuovere i trucioli di metallo per ottenere un prodotto finito da un pezzo di metallo. In parole semplici, la tornitura prevede la rotazione del metallo sul tornio, e la lavorazione di questo materiale con una serie di utensili da taglio che girano intorno al metallo. Come è fatto il tornio? I torni con cui si effettua la tornitura possono essere orizzontali, verticali, a controllo numerico (torni CNC). Il tipo di tornio da scegliere dipende dal tipo di lavorazione, e anche dalla quantità di materiale da lavorare. Infatti, un tornio CNC è in grado di lavorare tantissimi pezzi in pochissimo tempo, e perciò, se si tratta di pochi prodotti, è più conveniente il tornio orizzontale. Al di là della tipologia, comunque, il tornio è un macchinario composto da un mandrino, che si muove grazie a un motore elettrico, e una torretta portautensili, su cui si fissano gli utensili necessari per la tornitura. Ad esempio, filettatori o sgrassatori. Come si effettua la tornitura dei metalli? La tornitura comprende due fasi fondamentali: la prima, sgrossatura, rimuove la gran parte del metallo che non deve essere lavorato. la seconda fase è la rifinitura finale, che permette di dare al metallo la forma desiderata. Vi possono essere diversi tipi di torniture, a seconda che sia necessario lavorare il materiale all’esterno o all’interno. Per questo motivo, la tornitura prevede operazioni esterne e operazioni interne. Tra le principali operazioni esterne vi sono la tornitura vera e propria, la scanalatura, la troncatura, la filettatura. Le operazioni interne comprendono invece la maschiatura, la barenatura e la alesatura, e la foratura. Quali sono i Parametri della tornitura? Le operazioni di tornitura dipendono dal tipo di lavorazione che si desidera effettuare, dal tipo di metallo, e anche dalla dimensione dell’utensile adoperato. Vi sono vari parametri da calcolare, e tra questi: Velocità del mandrino La velocità del mandrino si misura in giri al minuto, e si calcola dividendo la velocità del taglio per la circonferenza del pezzo di metallo che è in lavorazione. Avanzamento L’avanzamento è la distanza che l’utensile utilizzato percorre rispetto al pezzo che si sta lavorando in un giro del mandrino. Velocità dell’avanzamento La velocità dell’avanzamento si ottiene moltiplicando la velocità di taglio per la velocità del mandrino. Velocità del taglio La velocità del taglio misura la velocità della superficie del pezzo di metallo in relazione al bordo dello strumento, durante la lavorazione. Profondità del taglio radiale La profondità del taglio radiale si calcola misurando il raggio del pezzo di metallo durante la tornitura. Profondità del taglio assiale La profondità del taglio assiale rappresenta la profondità dell’utensile utilizzato durante un taglio lungo l’asse del pezzo. Un taglio più profondo richiede una velocità minore di avanzamento, mentre se il taglio deve essere meno profondo, è possibile aumentare la velocità.
Che cosa sono le macchine a controllo numerico? Ideate e messe in produzione alla fine degli anni ‘50, le macchine a controllo numerico, in inglese MCN, dall’acronimo Computerized Numerical Control Machine, sono dei macchinari simbolo dell’automazione industriale e oggi un punto cardine dell’Industria 5.0. Si definiscono a “controllo numerico” perché lavorano tramite l’ausilio di un controllo numerico computerizzato (CNC) attraverso l’utilizzo di un computer. Le macchine a controllo numerico sono controllate da un programma che ne stabilisce le traiettorie su assi specifici: per questo motivo possono lavorare in autonomia senza bisogno di un operatore manuale. Sono molte tipologie di macchine a controllo numerico: quelle più diffuse sono saldatrici, presse, frese, torni, e macchinari per tagliare la lamiera. Ma come funzionano? Come funzionano le macchine a controllo numerico? Le macchine a controllo numerico hanno al loro interno una scheda elettronica che ne controlla le funzioni e i movimenti durante tutta la lavorazione. In base al lavoro da svolgere hanno un numero di assi variabile da 2 a 5. I macchinari più semplici, con due assi, possono muoversi in modo lineare su altezza e larghezza. Più specifico sarà il lavoro richiesto, maggiori saranno gli assi: ad esempio, i macchinari a controllo numerico che hanno 5 assi hanno dei movimenti molto più flessibili e veloci e sono impiegati per lavorazioni più complesse. Inoltre, il funzionamento del macchinario a controllo numerico è garantito da software. Quelli più utilizzati sono i software CAD, Computer Aided Design, che realizzano progetti in 2D in 3D, e i software CAM, Computer Aided Machine. Questi software determinano il percorso che deve seguire la macchina a controllo numerico, interfacciandosi con il dispositivo di controllo numerico presente all’interno della macchina. Il lavoro dell’uomo in questo caso è soltanto quello di controllo: infatti, l’operatore CNC ha il compito di inserire la scheda tecnica con i movimenti programmati e il lavoro da svolgere all’interno della macchina, oltre a controllare e supervisionare tutta la fase di lavoro e di produzione. Quali Sono i vantaggi delle macchine a controllo numerico? Dal loro ingresso nella produzione industriale, le macchine a controllo numerico sono diventate sempre più diffuse, soprattutto perché permettono di lavorare in modo preciso ed estremamente versatile. Basti pensare, ad esempio, che la precisione delle macchine a controllo numerico è di un decimillesimo di millimetro; decisamente superiore rispetto al lavoro umano. Inoltre, in fase di produzione, le macchine a controllo numerico assicurano elevati livelli di accuratezza e di ripetibilità nei movimenti. Sono veloci, sono flessibili, possono essere adattate a vari tipi di lavorazione. Dal punto di vista economico, tutti questi vantaggi si traducono in un aumento della produttività, che è decisamente superiore rispetto alle macchine manuali, in cui l’operatore deve sbloccare o controllare leve e pulsanti. Inoltre, sono ideali anche per lavori che non possono fare gli esseri umani, ad esempio per tagliare in modo più profondo oppure per progetti complessi.
I fattori chiave della logistica sostenibile Smart Transportation Market, l’indagine sulla logistica dei trasporti realizzata da Precision Reports, indica i processi sostenibili, la guida autonoma e la digitalizzazione tra i fattori più importanti per lo sviluppo di una logistica sostenibile e amica dell’ambiente. In particolare, il settore dei trasporti smart sarà sempre più importante, al punto che le stime indicano che, nel complesso, questo settore raggiungerà un volume d’affari superiore ai 120 miliardi di dollari entro il 2026. Inoltre, elementi come la sharing mobility, i veicoli elettrici ed autonomi e la decongestione del traffico urbano sono gli elementi fondanti di una logistica pronta per il futuro, e sempre più green. Ma quali sono gli aspetti salienti dell’indagine? Quali i metodi per rendere la logistica sempre più smart grazie ai trasporti? Carburanti green e Internet of Things I carburanti green, cioè a base di energia elettrica, GPL e metano, sono una risorsa preziosa per aumentare lo sviluppo sostenibile, e per rendere la logistica sempre meno impattante sull’ambiente. L’internet of Things rappresenta inoltre un valido alleato per ottimizzare la logistica: ad esempio ottimizzando i tempi di consegna, controllando la filiera in modo maggiore, e tramite la gestione e la manutenzione delle infrastrutture da remoto. Il crowd-shipping e il trasporto multimodale Le soluzioni smart di una logistica sostenibile comprendono anche un termine inedito: il crowd- shipping. Si tratta di un canale di consegna che si basa su app e piattaforme che mettono in rete le aziende, i trasportatori e le persone per ottimizzare tutto il processo logistico. In questo modo, ad esempio, le merci che vanno consegnate a indirizzi vicini tra loro possono essere raggruppate in un unico veicolo, diminuendo l’impatto ambientale, il traffico e i tempi di consegna. Il trasporto multimodale, invece, prevede l’utilizzo di vari mezzi di trasporto, in base al percorso da eseguire: via libera quindi, ad esempio alle consegne in bicicletta, alle consegne effettuate da piccoli corrieri nei centri storici, così come ai sistemi di click and collect in negozi, stazioni dei mezzi pubblici e punti di ritiro. Il ruolo degli aerei e dei treni per una logistica sempre più sostenibile Infine, il report indica come non soltanto i trasporti smart coinvolgano i veicoli terrestri, ma anche gli aerei e i treni. Nello specifico, la ferrovia potrà ridurre del 90% le emissioni di anidride carbonica entro i prossimi trent’anni, e l’accordo Net Zero 2050, con cui l’Unione Europea si impegna a contenere l’aumento della temperatura globale entro 1,5 °, permetterà agli aeroporti italiani di neutralizzare le emissioni di anidride carbonica entro il 2050. In sintesi, il futuro della logistica è digitale e interconnesso: i vari sistemi di trasporto saranno smart, integrati, intermodali. Per aumentare la sostenibilità e l’efficienza, le aziende di logistica devono pianificare gli investimenti.
Lo sviluppo del legno lamellare, soprattutto in campo industriale, ha avuto una crescita esponenziale dalla sua introduzione nel settore, nel 1974. Oggi è molto utilizzato in sostituzione del legno massello per svariati utilizzi. Il legno lamellare è un materiale pregiato, nel senso che è composto di legno naturale, di cui mantiene e spesso esalta i pregi. Nello specifico, si tratta di legni di conifere: ad esempio betulla, larice, abete, pino; da queste essenze deriva anche la colorazione chiara di questo tipo di legno. Il nome, lamellare, nasce dalla sua lavorazione. Infatti, la produzione di questo legno deriva dalla riduzione in lamelle del tronco, che poi vengono essiccate in forni appositi per mantenere il giusto grado di umidità necessario alla successiva lavorazione. Per che cosa viene utilizzato in legno lamellare? Quali sono le sue caratteristiche, e i suoi pregi? Quali sono le caratteristiche del legno lamellare? La caratteristica principale del legno lamellare è la sua resistenza. Infatti, sopporta l’80% di sollecitazioni in più rispetto al legno massello, e si tratta di un tipo di legno a lenta combustione. Per questo motivo può essere scelto al posto di strutture in acciaio e cemento armato, che hanno una resistenza al fuoco inferiore. Il legno lamellare è inoltre ottimo come isolante termico e acustico, e mantiene la stessa eleganza estetica e lo stesso comfort del legno naturale. Per aumentarne i pregi, è possibile rifinirlo con dei prodotti a cera scurenti, che oltre a proteggerlo lo rendono anche più bello dal punto di vista dell’arredo. Si tratta inoltre di un tipo di legno molto versatile, e ha delle ottime proprietà antisismiche, perché si flette senza rompersi. Rispetto al cemento armato poi è più economico, e, se utilizzato in pareti e infissi, può garantire un risparmio energetico grazie alla bassa dispersione del calore accumulato. Come si produce il legno lamellare? Il legno lamellare prevede almeno tre lamelle, o tavole di legno, incollate tra loro in modo meccanico. Il legno da cui viene prodotto il lamellare è largo massimo 25 cm, ed ha uno spessore sottile, ad esempio fino a 4 cm. Questa caratteristica permette di creare dei prodotti in legno più grandi rispetto a quelli che si avrebbero con il legno massello: è ideale quindi per creare strutture come le travi. Dopo l’unione delle lamelle, le operazioni successive prevedono la fresatura, che rende il legno omogeneo e liscio al tatto, e la finitura, tramite ad esempio impregnante o vernici. Quali sono le principali applicazioni del legno lamellare? La sua versatilità lo rende ideale per molti tipi di costruzioni. Ad esempio, è molto utilizzato all’esterno per costruire bungalow, tettoie e gazebi, così come per lavori più imponenti, come le coperture e i soffitti di aziende e abitazioni, così come per realizzare scale, infissi e rivestimenti.
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