Come scegliere le attrezzature per movimentare i materiali in azienda? La logistica, in particolare la movimentazione dei materiali, è una componente fondamentale dei processi produttivi, soprattutto per ciò che riguarda le industrie manifatturiere. Si tratta di lavori spesso ripetitivi che possono essere logoranti per gli operatori soprattutto dal punto di vista fisico. Infatti, le movimentazioni di materiali possono mettere a repentaglio la salute dello scheletro e dei muscoli, e in generale avere degli impatti negativi sul rendimento. Per questo motivo è importante selezionare con cura gli strumenti, le attrezzature, e in generale valutare con cura tutto ciò che serve per movimentare le merci. La scelta degli strumenti giusti infatti può aumentare la produttività aziendale e l’efficienza, risparmiando tempo e garantendo il benessere e la sicurezza dei lavoratori coinvolti. Di seguito elencheremo 5 consigli utili per acquistare in modo consapevole le attrezzature per la movimentazione dei materiali. I costi e la manutenzione La pulizia e la manutenzione dell’attrezzatura sono attività necessarie per mantenere le apparecchiature in buono stato e funzionali. È importante quindi verificare quanto costa effettuare la manutenzione prima di compiere un acquisto; inoltre è importante anche verificare che i pezzi di ricambio siano semplici da trovare. Queste scelte permettono di ridurre al minimo i costi di fermo e di non interrompere la produzione. L’importanza dei materiali La composizione del materiale che costituisce le attrezzature per movimentare le merci è di fondamentale importanza. Per le industrie manifatturiere è importante, ad esempio, evitare materiali rischiosi: vanno evitati i materiali che possono reagire al contatto con la luce, che possono infiammarsi, oppure che possono essere contaminati. La scelta del materiale giusto è importante sia dal punto di vista ambientale, sia dal punto di vista umano per ciò che attiene alla sicurezza dei lavoratori. La sicurezza degli operatori Lavorare in un ambiente sicuro e con materiali di alta qualità è una priorità per gli operatori del magazzino. È essenziale quindi selezionare materiali sicuri, che non arrecano danni fisici a chi manovra le attrezzature. Ad esempio, è utile preferire l’attrezzatura con le ruote pneumatiche, o automatizzate, che rendono il lavoro più sicuro e più rapido. La possibilità di personalizzare le attrezzature La personalizzazione permette di adattare l’attrezzatura alle esigenze del proprio magazzino, e va verificata con i fornitori prima dell’acquisto. Scegliere lo strumento più adatto per la movimentazione merci nel proprio magazzino comprende anche il processo con cui vengono incorporati i materiali. La valutazione della funzionalità e degli spazi Prima di decidere quali attrezzature acquistare, è importante valutare lo spazio all’interno di cui si muovono le attrezzature e l’azione eseguita. È importante quindi misurare le dimensioni dell’area in cui c’è la movimentazione: larghezza, lunghezza, altezza. Per ciò che riguarda la funzione, in generale gli strumenti di movimentazione sono divisi in tre categorie: 1. Attrezzature per i compiti ripetitivi: Questa categoria comprende lo spostamento di merci in modo ripetitivo come: rimorchiatori, veicoli, carrelli. 2. Attrezzature per stoccare i materiali: questo tipo di attrezzature comprende gli scaffali, contenitori, porta pallet e altro. Si tratta di attrezzature che servono per conservare materiali per lunghi periodi. 3. Attrezzature per spostare i materiali: si tratta di attrezzature che servono per trasportare e movimentare una grande quantità di materiali imballati, come i nastri trasportatori, i fusti, i camion.
La logistica in Italia: il ruolo dell’operatore logistico nel magazzino Nonostante il breve arresto a cui si è assistito a seguito della pandemia, il settore della logistica in Italia è ancora in buona salute. Infatti, i dati parlano di una ripartenza, con un riavvicinamento del fatturato della logistica conto terzi ai livelli pre-pandemia, che nel 2019 arrivava a 87 miliardi. Il settore è trainato nello specifico verso la logistica sostenibile, in particolare per ciò che riguarda la riduzione dell’impatto ambientale dei trasporti. Ma chi è l’operatore logistico? Quali sono le sue funzioni principali e perché è conveniente avvalersene? Chi è l’operatore logistico e quali sono le sue funzioni L’operatore logistico è colui che si occupa, per conto di un’altra azienda in base ad accordi commerciali, di tutte le attività legate alla filiera, come ad esempio la fornitura, il trasporto, lo stoccaggio, la distribuzione dei prodotti e dei servizi aziendali. L’obiettivo principale di un operatore logistico è quello di garantire l’efficienza all’azienda per cui lavora riguardo all’acquisizione, alla movimentazione e alla distribuzione dei prodotti. Compito dell’operatore logistico è pertanto possedere le tecnologie e le infrastrutture fisiche per sviluppare al meglio il lavoro. Le fasi di lavoro dell’operatore logistico Le funzioni dell’operatore logistico comprendono vari aspetti: 1. Elaborazione degli ordini: in questa fase il compito dell’operatore logistico è quello di raccogliere le informazioni per l’ordine, verificarlo e trasmetterlo. 2. Movimentare il materiale: questa funzione comprende tutto ciò che riguarda lo spazio che occupa la merce, la quantità della merce stessa, e i tempi e luoghi per movimentarla. 3. Imballaggio: questa fase comprende il sistema e la protezione che devono avere le merci. 4. Trasporto: probabilmente uno dei compiti più importanti dell’operatore logistico: comprende la scelta del mezzo di trasporto più adeguato e delle rotte in base ai prodotti e i servizi da movimentare. 5. Conservazione: questa fase riguarda il modo migliore per conservare prodotti e servizi, in relazione alle caratteristiche. 6. Controllo delle scorte: questa fase comprende l’inventario e la sua gestione, oltre che la registrazione degli articoli, del luogo in cui sono posti e della quantità. Perché affidarsi a un operatore logistico? Scegliere un operatore logistico per movimentare le proprie merci porta diversi vantaggi a livello aziendale. Tra i principali, la possibilità di ridurre i costi di conservazione, di distribuzione e di trasporto dei servizi e dei prodotti aziendali, grazie al fatto che gli operatori lavorano in sinergia, e che si possono attuare economie di scala. In secondo luogo, affidando la logistica a un operatore esterno, il personale può concentrarsi sulle attività prettamente aziendali, e infine, è possibile accedere a tecnologie aggiornate ed efficienti.
Sicurezza in magazzino: come prevenire gli incidenti La prevenzione degli incidenti e la riduzione dei rischi in magazzino sono tematiche molto attuali in Italia e l’adozione di sistemi efficaci e misure aggiornate si rivela sempre più necessaria. I dati INAIL 2022 riportano un aumento degli infortuni sul lavoro, passando dalle oltre 128.000 segnalazioni di infortunio dei primi tre mesi del 2021 alle oltre 194.000 del primo trimestre 2022. Il settore della logistica industriale e il magazzino in particolare sono sede di svariati fattori di rischio. Dall’utilizzo dei carrelli elevatori alla movimentazione manuale, è importante prevedere strumenti specifici di prevenzione e protezione e rispettare scrupolosamente tutte le norme legate alla sicurezza europee e italiane. I rischi di incidenti legati ai carrelli elevatori in magazzino I carrelli elevatori vanno manovrati seguendo i regolamenti specifici in materia, come la direttiva generale europea EN 15629 che stabilisce le attrezzature di movimentazione da utilizzare nei magazzini. I rischi dei carrelli elevatori comprendono il ribaltamento e il rovesciamento e le conseguenti cadute di materiale, con possibili danni per i lavoratori e le attrezzature. Inoltre, una manutenzione non adeguata dei carrelli può provocare inalazione di fumi di scarico e l’esplosione del motore a combustione. I rischi di incidenti legati alle movimentazioni manuali in magazzino Tra gli infortuni più diffusi del personale del magazzino vi sono le lesioni alla schiena, in particolare a livello lombare, dovute a una movimentazione errata. Scaricare e caricare i pallet, e disporre le merci negli scaffali sono operazioni che hanno bisogno di una formazione adeguata del personale, che sappia come svolgere al meglio queste operazioni senza danneggiare la colonna vertebrale. Come prevenire gli incidenti in magazzino? Attrezzature e protezione L’osservanza scrupolosa dei regolamenti di lavoro è il primo fattore fondamentale. È importante poi che il personale indossi l’abbigliamento da lavoro adeguato, come guanti e scarpe antinfortunistiche, tute, ma anche specifiche fasce lombari per gli operatori che movimentano le merci manualmente. La sicurezza del magazzino prevede inoltre la presenza di segnaletica e protezioni, zone antiscivolo, barriere e guarnizioni isolanti. Infine, la cassetta del pronto soccorso deve essere sempre presente e completa di tutte le medicine per il primo intervento. Come prevenire gli incidenti in magazzino? l’importanza della manutenzione La direttiva europea EN 15635 in materia di sicurezza sul lavoro rende obbligatoria l’ispezione periodica del magazzino, sia da parte del personale che ci lavora che da parte del responsabile della sicurezza aziendale. Nello specifico, il personale del magazzino ha l’obbligo di controllare visivamente ogni giorno le scaffalature e gli impianti, segnalando immediatamente le anomalie. Una volta alla settimana, invece, il responsabile della sicurezza deve verificare le strutture delle scaffalature e il magazzino, valutando eventuali danni e comunicandolo affinché vengano rispettate le norme di sicurezza.
Logistica di magazzino: come scegliere la scaffalatura giusta Al di là delle merci, o delle dimensioni del magazzino, esistono delle caratteristiche generali che vanno prese in considerazione quando si sceglie la scaffalatura industriale. Le caratteristiche più importanti sono la sicurezza, la robustezza e il rispetto delle norme antisismiche, in particolare il decreto ministeriale del 2008. Le scaffalature industriali devono essere stabili, e sostenere in modo adeguato le merci. Inoltre, la scaffalatura perfetta è flessibile, perché si adatta alle necessità del magazzino, ed è affidabile, cioè garantisce la sicurezza non soltanto delle merci ma anche dei lavoratori. La scelta della scaffalatura industriale in base al tipo di merci Prima di comprare la scaffalatura o di chiedere un preventivo per la sua progettazione, bisogna studiare nel dettaglio le esigenze del magazzino e del tipo di merce in stoccaggio. Infatti, non tutte le scaffalature sono indicate. Ad esempio, se il magazzino aziendale conserva merci molto pesanti o ingombranti, la scaffalatura dovrà avere delle caratteristiche specifiche per questo tipo di merci. Nel caso, invece, di un hub che richiede una grande movimentazione di pallet, è consigliata una scaffalatura industriale adatta al peso delle merci che sappia supportare i carichi importanti. Infine, i pallet shuttle sono indicati quando si movimentano grandi volumi di bancali. Scaffali antisismici: che cosa dice la legge Con decine di terremoti in tutta la penisola soltanto negli ultimi anni, e danni economici di oltre 135 miliardi di euro soltanto negli ultimi quarant’anni, l’Italia è uno dei paesi del Mediterraneo a più elevato rischio sismico con una valutazione medio alta del pericolo, che purtroppo comprende anche un sistema produttivo, industriale e infrastrutturale fragile. Per questo motivo, nel 2008 è entrato in vigore il decreto legislativo 81, che prevede diverse caratteristiche per garantire la sicurezza dei lavoratori nelle industrie. Tra gli aspetti più importanti del decreto antisismico c’è l’obbligo, da parte del datore di lavoro, della valutazione dei rischi e della loro eliminazione sui luoghi di lavoro. Nello specifico, non ci sono norme dettagliate per tutte le scaffalature, ma i magazzini automatici autoportanti devono essere progettati con criteri antisismici. Il progetto di questi scaffali deve considerare caratteristiche come il terreno su cui poggiano gli scaffali, e il calcolo della massa della scaffalatura e della massa del portato. Una scaffalatura industriale che rispetti i criteri antisismici deve avere poi diverse caratteristiche: oltre alla conformità con gli standard nazionali e regionali, oltre che assicurativi, la scaffalatura industriale ideale resiste alle sollecitazioni statisticamente probabili almeno per il 70% della superficie nazionale. Oltre alla progettazione adeguata, è necessario anche porre attenzione nelle fasi di installazione, e di montaggio. Infine, è necessaria una supervisione di tutte le operazioni per assicurare che gli scaffali industriali rispettino i criteri antisismici.
Il carrello elevatore è fondamentale per un magazzino efficiente La gestione del magazzino è un’attività cruciale al fine di migliorare le performance e la competitività aziendale. Per questa ragione è importante selezionare gli strumenti e i mezzi più adatti. Tra i più importanti si distingue il carrello elevatore, un mezzo di lavoro su due ruote usato principalmente per sollevare e spostare le merci all’interno dei magazzini di logistica e nei depositi. Scegliere il carrello aziendale giusto: le caratteristiche base Quando si valuta l’acquisto di un modello nuovo o usato, o il noleggio di un carrello aziendale, bisogna innanzitutto confrontare le varie tipologie esistenti e avere chiaro in mente il luogo di utilizzo. Infatti, in commercio esistono vari modelli, ciascuno con caratteristiche specifiche. Di seguito elencheremo i modelli principali. Carrello elevatore frontale Anche definito muletto, questo carrello è il più diffuso nelle aziende italiane. È un carrello elevatore molto versatile, perché può essere utilizzato per molte attività, e ha un’alimentazione che può essere a benzina, gasolio, gas o anche a batteria elettrica. Si chiama anche carrello frontale, perché le forche per prelevare il carico si trovano davanti al carrello. Carrello elevatore retrattile Questo tipo di carrello è utilizzato soprattutto nelle corsie dei magazzini per lo stoccaggio. Ha un’alimentazione principalmente elettrica ed è più stretto rispetto al classico muletto per consentire agli operatori di lavorare anche in spazi angusti. Carrello commissionatore Questa tipologia permette di sollevare non soltanto il carico ma anche l’operatore, che potrà quindi svolgere varie attività in altezza, ad esempio riporre gli oggetti sulle forche. È un modello ideale per magazzini leggeri che hanno altezze importanti. Carrello con carico laterale Questo tipo di carrello permette di caricare materiali molto lunghi, come ad esempio travi. Si tratta di un modello più difficile da manovrare rispetto agli altri, perché prevede una presa di lato. Carrello stoccatore Il carrello stoccatore permette di conservare materiale nei magazzini, e perciò ha una struttura compatta e si manovra con facilità anche negli spazi più angusti. I criteri di scelta per il carrello ideale La tipologia del carrello da scegliere dipende da una serie di domande preliminari. In primo luogo, bisogna decidere in quale area di lavoro andrà posizionato il carrello. Ad esempio, se si deve lavorare in ambienti chiusi, bisogna valutare bene l’altezza dei carrelli, e considerare anche l’alimentazione. I carrelli alimentati con il diesel dovrebbero prevedere delle misure protettive in caso di atmosfera esplosiva, come delle cappe di aspirazione. Inoltre, è importante valutare le esigenze di stoccaggio aziendali. Ad esempio, se è necessario massimizzare l’organizzazione degli spazi in un magazzino chiuso, potrebbe essere utile un carrello elevatore retrattile che può essere manovrato in spazi ridotti. Un altro aspetto da considerare riguarda l’altezza di stoccaggio delle merci, che determina la scelta del carrello elevatore, così come le caratteristiche dei carichi aziendali e l’acquisto di eventuali accessori necessari per il magazzino aziendale, come ad esempio: pinze per movimentare fusti, o un ribaltatore per svuotare dei cassoni nei container. Infine, se si prevede che il carrello sollevi anche le persone è importante acquistare un carrello elevatore omologato per questo scopo, come i carrelli elevatori telescopici, che possono sollevare una cesta per gli operatori del magazzino.
Che cosa sono i device rugged? Con l’espressione “device rugged” si fa riferimento a tutti i dispositivi tecnologici come tablet e smartphone che vengono realizzati e pensati per lavorare in particolari condizioni e ambienti di lavoro. Come suggerisce il termine inglese “rugged” che significa “duro, forte”, questi dispositivi sono molto resistenti. Il loro utilizzo si rivela infatti essenziale in tutti gli ambienti polverosi poiché possono essere utilizzati anche indossando guanti da lavoro, sotto la luce diretta del sole, a temperature molto alte o viceversa molto basse. Inoltre, sono in grado di resistere a urti, cadute, schiacciamenti e vibrazioni elevate. I device rugged sono sicuramente più ingombranti ed esteticamente meno eleganti di molti altri strumenti tradizionali ma si rivelano indispensabili in molti ambienti e tra questi vi è il settore della logistica industriale. L’utilizzo dei device rugged nel settore della logistica e la loro evoluzione Nel settore della logistica, in particolare in seguito alle difficoltà presentate dalla pandemia e dal conseguente lockdown, i device rugged si sono dimostrati indispensabili in moltissime aziende che sono state costrette a trasformare radicalmente il proprio processo produttivo e ad accelerare in pochi mesi la propria evoluzione digitale. Le aziende italiane sono note per la loro flessibilità e la loro capacità di adattarsi velocemente alle circostanze, con grande inventiva e grande spirito di sacrificio. L’introduzione dei device rugged ha agevolato e rivoluzionato allo stesso tempo il modo di lavorare. Questi dispositivi hanno visto un grande sviluppo e una crescita importante poiché consentono di lavorare molto bene in mobilità, aumentare la produttività, e soprattutto possono essere personalizzati a seconda delle varie esigenze specifiche. Perché scegliere un device rugged? Inizialmente questi strumenti erano solamente appannaggio esclusivo del settore militare, oggi invece vengono utilizzati in maniera preponderante nelle aziende. Infatti, le statistiche hanno indicato che gli smartphone rugged nelle aziende sono passati da un totale di 30 milioni nel 2017 fino a oltre 59 milioni nel 2021. Questi dispositivi hanno un costo superiore a quelli normali proprio perché devono garantire un ciclo di vita più lungo ma i grandi player del settore hanno verificato che l’investimento iniziale in azienda, seppur più alto, consente un grande risparmio in termini di assistenza, riparazioni, e tempo di inattività dei dipendenti. Infatti, i device rugged sono progettati per lavorare 24 ore al giorno, 365 giorni all’anno, e sono resistenti non soltanto nei loro aspetti esterni ma anche per ciò che riguarda i componenti interni e gli accessori in dotazione. In particolare, per ciò che riguarda la logistica, i dispositivi rugged sono tra i trend più importanti perché permettono di lavorare in condizioni critiche, di non interrompere il processo di lavoro, e soprattutto garantiscono una sicurezza dei dati che prima era inimmaginabile. In sintesi, adottare smartphone e tablet rugged per i dipendenti che si occupano della logistica permette di ottenere maggiori vantaggi competitivi e produttivi.
Gli effetti della digitalizzazione nell’intralogistica La pandemia ha fatto crescere esponenzialmente il numero di e-commerce e, con l’affermarsi di questa nuova modalità di acquistare prodotti e servizi online, l’esigenza di erogare risposte più rapide gestendo al contempo un elevato numero di operazioni e limitando al minimo gli errori è cresciuta esponenzialmente. L’intralogistica, infatti, è diventata una delle principali protagoniste degli effetti della digitalizzazione nelle aziende. Con l’automatizzazione dei processi, la gestione intelligente della supply chain e dell’inventario e decine di altre applicazioni che vedono l’implementazione di AI (Intelligenza Artificiale), IoT (Internet of Things) e altre tecnologie aziendali, l’aumento della preferenza per la digitalizzazione in ambito aziendale porterà cambiamenti fondamentali anche per l’intralogistica, al fine di soddisfare gli standard di un magazzino intelligente, efficiente e automatizzato. Digitalizzazione nell’intralogistica: come cambia il magazzino L’intralogistica ha spostato l’attenzione dall’hardware al software, consentendo non solo di trovare macchinari più performanti per le aziende, ma soprattutto di ottimizzare la gestione del flusso di operazioni e l’interconnessione tra tutti gli hardware e i software, garantendo costantemente il monitoraggio in tempo reale dei dati. Grazie a questi software smart è possibile gestire più efficacemente l’inventario e le operazioni aziendali eliminando gli errori umani grazie all’automazione, assicurando una maggiore efficienza dei processi e riducendo al minimo i single point of failure e bottleneck, con notevoli miglioramenti anche per la sicurezza. Inoltre, grazie alla digitalizzazione e alle tecnologie blockchain, l’intralogistica 4.0 garantirà una modalità di trasmissione delle informazioni più trasparente, fornendo le informazioni in modo rapido e sicuro sia per i clienti e sia per i dipendenti, rendendo efficiente ogni scambio di dati in tempo reale all’interno dei magazzini. Automazione e IoT nell’intralogistica 4.0 La blockchain sarebbe incompleta in assenza di una delle tecnologie chiave che ha rivoluzionato il modo di gestire i processi aziendali, ovvero l’Internet of Things (IoT), alleato fondamentale della logistica 4.0. L’IoT è un ecosistema di dispositivi interconnessi che utilizzano sensori programmati in base alle specifiche esigenze dell’azienda e degli utenti che li utilizzano, ottimi per raccogliere e trasmettere dati in tempo reale senza l’intervento umano e senza margine di errore. Abbinato all’automazione, l’IoT è in grado di dare risultati incredibili in termini di performance, sicurezza ed efficienza aziendale, riducendo i tempi d’azione e i margini d’errore aziendali. Tutte queste tecnologie sono parte dell’offerta di INTRALOGISTICA ITALIA, l’unica manifestazione fieristica in Italia che si terrà dal 3 al 6 maggio 2022 a Fiera Milano Rho, interamente dedicata ai sistemi completi per la movimentazione dei materiali, lo stoccaggio, il sorting, il picking e il loading, magazzini automatici, accessori per magazzino, AGV, carrelli industriali, batterie e cariche batterie, RFID, Asset Tracking e software applicativi industriali.
Smart sensor: efficienza e risparmio Tra le innovazioni tecnologiche dell’Industria 4.0, i sensori smart sono la chiave per gestire meglio la supply chain, per ridurre i costi e per rendere le procedure più efficienti. La sensoristica intelligente ha avuto particolare rilievo durante la pandemia da Covid-19, poiché ha consentito di rendere più veloci le operazioni connesse alla logistica in tutte le aziende. Tra queste, la tracciabilità dei prodotti, la localizzazione delle movimentazioni interne, l’approvvigionamento delle materie prime e la spedizione dei prodotti ai clienti. Gli smart sensor, sensori intelligenti, si basano sull’Internet of Things (Iot) per ottimizzare le procedure: ma di che si tratta? Che cosa sono i sensori smart? I sensori smart sono dei dispositivi tecnologici che elaborano i dati provenienti dall’ambiente circostante e in base a questi dati eseguono delle funzioni predefinite, rielaborando i dati e trasmettendoli in formato digitale. I sensori smart si basano sull’Iot, Internet of Things, e si utilizzano nei comparti logistici e produttivi delle aziende per rendere molte operazioni automatizzate. Il risultato finale è un aumento dell’efficienza e della produttività. Quali sono i vantaggi dei sensori smart nella supply chain? Applicati alla supply chain, i sensori smart sono utilizzati con successo in collegamento con gli altri sistemi automatizzati, come i cobot e i software di gestione del magazzino. Grazie all’interconnessione di tutti questi sistemi, gli smart sensor sono in grado di monitorare tutti i dati e di trasmettere informazioni aggiornate in tempo reale sullo spazio disponibile in magazzino e sullo stato di impiego degli impianti. Inoltre, possono effettuare operazioni di manutenzione predittiva e di diagnostica avanzata. Infine, grazie agli smart sensor, le procedure diventano più efficienti poiché è possibile, ad esempio, conoscere la disponibilità delle materie prime in ogni momento, evitando rallentamenti e blocchi della produzione, oppure di controllare le scorte in magazzino per evadere gli ordini senza ritardi. Smart sensor e supply chain: la chiave è l’interconnessione Per garantire l’efficacia del funzionamento degli smart sensor è fondamentale che i processi di intralogistica siano connessi tra di loro. Per questo motivo sono state realizzate delle centraline che permettono di collegare più sensori: si tratta delle SIM, Sensor Integration Machine. Queste centraline si possono programmare e consentono di raccogliere, archiviare e di trasferire i dati raccolti da sensori e telecamere tramite una connessione Wi-Fi. La raccolta di questi dati e la loro elaborazione costruisce un prezioso corpus di informazioni concrete, sulle quali il management può lavorare. È possibile ad esempio individuare eventuali sprechi, ritardi e inefficienze, e adottare tempestivamente delle soluzioni. Infine, tecnologie come l’Intelligenza Artificiale possono elaborare dei modelli predittivi basati su algoritmi per rendere più efficienti molti processi. Tra questi, la gestione tempestiva delle carenze di prodotti in magazzino, l’anticipazione della domanda in periodi determinati dell’anno, l’evasione puntuale di un improvviso aumento di ordini di prodotti e servizi.
Codici a barre: i vantaggi per la logistica di magazzino Nel settore della logistica, i codici a barre hanno un ruolo fondamentale in quanto permettono di identificare, acquisire e inserire con facilità i dati legati a ogni attività all’interno di un magazzino. Infatti, sono uno dei sistemi più affidabili per la gestione della logistica aziendale, non solo per le aziende stesse ma anche per i clienti. Inoltre, l’utilizzo dei codici a barre è conveniente anche dal punto di vista economicodal momento che l’investimento richiesto per poterli utilizzare è piuttosto basso sia in termini di software che di hardware. A cosa servono i codici a barre e quali sono i vantaggi Sono innumerevoli i vantaggi che i codici a barre portano nel campo della logistica. In primo luogo, grazie ai codici a barre è possibile migliorare notevolmente l’efficienza del magazzino. Individuare gli articoli diventa un’operazione istantanea poiché attraverso un singolo barcode è possibile risalire a numerose informazioni e monitorare i loro spostamenti, la loro vendita e spedizione e analizzare le tendenze di mercato in base a ciò che i consumatori acquistano più frequentemente. Capita spesso, inoltre, che nei magazzini i prodotti possano smarrirsi, e i codici a barre aiutano a localizzarli con precisione. Da ciò ne deriva una migliore gestione dell’inventario. Infatti, non solo il codice a barre permette di localizzare facilmente i prodotti grazie al tracking, ma i clienti possono ricevere aggiornamenti in tempo reale sullo stato di avanzamento del loro ordine, il che si traduce in una migliore esperienza di acquisto e una maggiore fidelizzazione. E, a questo proposito, anche i costi relativi ai lavori di gestione dell’inventario possono essere ammortizzati grazie alla riduzione della manodopera e al risparmio sulle spese generali della struttura. In più, i codici a barre si rivelano uno strumento utile anche nella sicurezza dei prodotti di un’azienda. Infatti, i prodotti smarriti o rubati tendono a costare molto di più del valore del prodotto in sé proprio per il tempo impiegato nel cercare di ritrovare l’oggetto smarrito con un servizio di tracking scadente e con conseguente insoddisfazione del cliente. I codici a barre nelle strategie di business: che ruolo hanno? Non tutte le aziende sono al corrente del fatto che i codici a barre, oltre a risultare particolarmente funzionali nella gestione e nel monitoraggio della logistica di magazzino, sono anche degli alleati essenziali nell’ottimizzazione delle strategie di business di un’azienda. In che modo? Principalmente perché un codice a barre è in grado di recuperare rapidamente dei dati, ma soprattutto può raccogliere e confrontare informazioni che sarebbero difficili da ottenere in altri modi, aiutando i manager a focalizzarsi maggiormente su quali siano, ad esempio, i prodotti di punta di un’azienda e come sviluppare la prossima strategia di business. Inoltre, l’immissione di dati da tastiera può creare facilmente errori ma i codici a barre, essendo univoci, hanno un margine di errore pressoché inesistente. Infine, con un sistema ben gestito, ogni problema può facilmente essere identificato e risolto, dunque l’utilizzo di codici a barre consente di migliorare la produttività aziendale.
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