Industrial connectivity: i nuovi trend dell’industria 4.0

Industria 4.0: i nuovi trend dell’industrial connectivity Le nuove frontiere della connettività aziendale sono fondamentali per promuovere la trasformazione digitale delle nostre società, determinando il futuro dell’industria 4.0. Ma quali sono le nuove tecnologie così essenziali allo sviluppo industriale del nuovo millennio? Le tendenze principali vedono l’implementazione delle tecnologie IT e IoT, del 5G e human augmentation. IoT e 5G: la nuova connettività nell’industria 4.0 La connettività industriale è fondamentale per la trasformazione digitale ed è la chiave per il futuro dell’industria 4.0. Grazie all’ausilio delle tecnologie IoT e 5G che si muovono in sinergia per promuovere lo sviluppo di industrie sempre più tecnologiche, è possibile procedere con la modernizzazione degli impianti, la creazione di un’infrastruttura complessa e ottimizzare così la produzione. Gli ambiti applicativi della connettività industriale che utilizza il 5G partono proprio dalle industrie intelligenti che hanno implementato l’automazione dei processi aziendali, e che per questo motivo hanno bisogno di una connessione veloce e performante per tutto il loro tempo di attività. Per soddisfare questi requisiti, le industrie devono implementare più reti connesse tra loro. Il 5G sembra essere la risposta perfetta a questa esigenza: una connessione stabile, veloce e ad ampio raggio in grado di rendere i macchinari aziendali performanti e instancabili. Una motivazione che spinge ad adottare il 5G è legata ai benefici che ne deriveranno per l’IoT industriale, ad esempio una bassa latenza, che permetterà di ottimizzare e concentrare i tempi di attività aziendali. Quando parliamo di IoT (Internet of Things), il termine include tutti i dispositivi che non solo sono connessi a Internet, ma comunicano anche tra di loro. Quindi, l’Internet of Things è costituito da una rete di dispositivi, sensori, smartphone e portali web in grado di poter rendere un’azienda più efficiente sotto ogni punto di vista e, se coniugato con l’automazione e il 5G, può esprimere il massimo delle sue potenzialità. Network Slicing Se parliamo di 5G non possiamo non menzionare il network slicing, ovvero la suddivisione del network in sezioni, il che fa sì che alcune di queste “parti” siano destinate ai compiti aziendali automatizzati che richiedono performance molto alte e tempi di latenza molto bassi. A questo punto, le parti restanti possono essere indirizzate verso mansioni meno pesanti, che richiedono una performance più bassa e un tempo di latenza più alto. Human augmentation: come aumentare la produttività aziendale La human augmentation si focalizza sulla creazione di miglioramenti fisici e cognitivi del corpo umano grazie alla collaborazione tra scienza e tecnologia e fa riferimento a tutte quelle tecnologie che migliorano la produttività umana. Tuttavia, non è sufficiente la tecnologia per diventare un’azienda “digital-first”. Una delle principali sfide che si dovranno affrontare nei prossimi anni riguarda l’approccio antropocentrico in cui le tecnologie svolgeranno un ruolo importante ma non potranno sostituire le azioni dell’uomo. Per questa ragione si fa riferimento alla “human augmentation”, la tecnologia dovrà affiancare gli operatori, aiutandoli nel compiere operazioni ripetitive, pericolose e complesse ma non potrà sostituirli.
Antincendio boschivo: come scegliere i DPI più idonei

Antincendio boschivo: come scegliere i DPI più idonei I dispositivi di protezione individuale (DPI) sono un acquisto importante nell’equipaggiamento di protezione e spesso si fa l’errore di comprare DPI non adatti o inutili per una squadra antincendio boschivo. Con una buona conoscenza tecnica dei DPI e delle normative che riguardano il loro utilizzo, però, è possibile scegliere i migliori dispositivi di protezione individuale. In questo articolo abbiamo raccolto le informazioni più utili che possano servire nell’acquisto di questi mezzi di protezione. I rischi di una squadra antincendio boschivo Le squadre antincendio boschive vengono quotidianamente esposte a diversi pericoli, e i rischi del mestiere non sono pochi. Gli operatori infatti vanno spesso incontro a traumi, ustioni di diversa entità, ferite, escoriazioni e malori di ogni genere, oltre a severi danni all’apparato respiratorio, dovuti spesso all’intossicazione dovuta ai fumi esalati dagli incendi. Non solo: spesso le squadre antincendio boschivo si trovano anche a dover fronteggiare animali, ritrovandosi con morsi e ferite sanguinanti. In questi casi, allora, è necessario scegliere accuratamente i DPI per potersi proteggere durante lo svolgimento di questo lavoro. Che requisiti devono avere i DPI per antincendio boschivo? I DPI devono proteggere il personale da contatti con fiamme o corpi e oggetti in combustione. Tramite questi dispositivi, il personale deve assicurarsi che il calore emanato dalle diverse fonti non raggiunga la superficie del corpo, ma devono anche consentire di sprigionare il calore corporeo prodotto dall’attività fisica svolta durante il servizio. Infatti, i dispositivi di protezione personale per antincendio boschivo devono consentire lo svolgimento dell’attività da parte degli operatori, devono garantire piena percezione sensoriale, libertà di movimento e non devono essere ingombranti o affaticare l’operatore. Per legge, il personale AIB è tenuto ad avere una serie di DPI adeguati a proteggere dai rischi del mestiere che si verificano spesso durante le operazioni antincendio. Quali sono i DPI per le squadre antincendio boschivo I dispositivi di protezione individuale previsti per le squadre di antincendio boschivo sono: tuta intera o completo giacca e pantalone; casco e sottocasco; scarponcini; I dispositivi in questione, secondo le normative previste dal D.L. 475/1992, devono presentare una certificazione di III categoria, ovvero destinati a tutelare da rischi di lesioni gravi a carattere permanente o morte. In più, devono presentare le seguenti certificazioni: certificazione CE; attestato di conformità dalla casa madre che ha fabbricato il prodotto; marchio CE su ogni DPI che possa essere visibile e indelebile; attestato di sorveglianza annuale per tutti i DPI di III^ categoria; codice del prodotto; anno di produzione e numero di commessa. Inoltre, i vari DPI di III^ Categoria devono avere, insieme alla marcatura CE e ai DPI cat.3, un codice numerico dell’Ente Certificatore che rilascia l’attestato. Il casco: il primo DPI da ottenere Il casco per personale antincendio boschivo deve rispettare diverse caratteristiche, ovvero: un sistema di areazione che possa essere chiuso per interventi ravvicinati con il fuoco; un peso complessivo che non superi gli 800 gr; deve essere fabbricato con materiali di altissima qualità, resistenti agli urti e alle fiamme, dunque con materiale ignifugo; deve essere previsto un piccolo scomparto per poter poggiare una torcia frontale o laterale in caso di operazioni in luoghi con scarsa visibilità; deve essere equipaggiato con bande rifrangenti; deve essere equipaggiato con una cremagliera da 52 a 66 cm; tutte le componenti accessorie del casco devono essere ignifughe; deve essere dotato di visiera trasparente che copra completamente il volto. Tuta, guanti e scarponcini Per la tuta o il completo giacca e pantaloni, è essenziale che i tessuti siano ignifughi e soprattutto non soggetti a deterioramento di questa caratteristica a seguito di lavaggi. Generalmente si preferiscono tessuti aramidici, dunque ignifughi per natura, ma ciò non significa che i capi fabbricati con tessuti diversi non siano idonei. Tuttavia, la loro efficienza ignifuga potrebbe diminuire nel tempo dunque devono essere sostituiti spesso. Invece i guanti idonei al servizio antincendio boschivo devono avere una buona resistenza al calore, un’ottima resistenza meccanica (ossia non devono potersi lacerare facilmente), devono consentire una buona manualità per l’operatore e devono avere una resistenza discreta al calore per contatto. Un altro dispositivo di vitale importanza per le squadre antincendio sono le calzature. Gli scarponcini devono proteggere gli operatori, infatti sono il dispositivo che indossano più spesso durante qualsiasi attività. Essendo il DPI più usato e per questo motivo più soggetto a usura, deve essere realizzato secondo la certificazione UNI EN ISO 15090 per le calzature per personale antincendio boschivo.
Le proprietà del legno

Le proprietà del legno La domanda di componenti, arredo e prefabbricati realizzati in legno è in costante aumento e con essa anche la richiesta di macchinari per la lavorazione del legno. Il successo di questo materiale è dovuto alle sue eccellenti proprietà: isolamento, termoregolazione, leggerezza. Il legno è igroscopico, resiste al fuoco, e funge da isolante elettrico grazie alla sua capacità di assorbire le radiazioni elettromagnetiche dei dispositivi elettronici, come i cellulari, i computer, le tv. Infine, il legno è un materiale perfetto per regolare l’umidità, assorbe quella prodotta in eccesso dall’ambiente interno e la rilascia nell’ambiente interno espandendosi leggermente. Il legno è poi un materiale molto leggero, composto da fibre resistenti che possono essere utilizzate per molteplici tipologie di costruzione. Infatti, il suo peso è di 400 kg al metro cubo contro i 2.500 kg del calcestruzzo e i 7.000 kg dell’acciaio. I vantaggi del legno: versatilità, varietà, sostenibilità Il legno è un materiale molto versatile: dalle fibre, alle travi, ai pilastri, fino ai pannelli di isolamento in sughero, il legno si presta a moltissimi usi. I prodotti realizzati in legno presentano una grande varietà sul mercato grazie anche all’esistenza di oltre 5.000 essenze legnose. Inoltre è versatile anche nelle sue finiture e nei tipi di lavorazioni poiché può essere decorato, dipinto, incollato, rivestito con vernici e cere. Infine, il legno è il materiale sostenibile per eccellenza poiché per la sua produzione sono necessari soltanto sole, aria e acqua. È un materiale rinnovabile e riciclabile, e in tutte le fasi della sua produzione fino alla posa, non rilascia nell’ambiente fibre, polveri o emissioni inquinanti. Il legno è ideale per il comfort Il legno consente di ridurre muffe e batteri e ha un’elevata efficienza energetica. Completano i pregi del legno altre caratteristiche molto importanti tra cui il fatto che sia una soluzione economica e con una elevata durabilità, è un materiale leggero, duttile e resistente. Gli studi effettuati nei paesi ad alto rischio sismico hanno rilevato che le abitazioni e le costruzioni in legno in genere sono in grado di resistere a terremoti ed altri eventi catastrofici, con danni minimi. Infatti, gli studi in questo settore hanno evidenziato che le case costruite in legno hanno la stessa durata delle case costruite con materiali tradizionali. Le possibilità di realizzare prefabbricati e di allestire cantieri semplificati grazie alla leggerezza del legno permettono di realizzare progetti anche complessi con costi di manutenzione e realizzazione molto più economici rispetto all’utilizzo di altri materiali. Il futuro del legno Con la tendenza alla dismissione della plastica, il legno diventerà sempre più importante. Di conseguenza, per chi lavora in questo settore, è fondamentale riuscire a garantire ai propri clienti un servizio di alta qualità e, affinché questo sia possibile, è indispensabile restare aggiornati sui trend di mercato, sulle novità che riguardano il settore della lavorazione del legno e i macchinari per la sua lavorazione. Uno dei metodi più efficaci per essere sempre al passo con le novità e garantire i migliori prodotti sul mercato è sicuramente partecipare alle principali fiere del settore che periodicamente si svolgono in Europa e nel mondo e che consentono di rendere visibile la propria azienda ed entrare in contatto con le eccellenze nella fornitura di macchinari per la lavorazione del legno.
Il ruolo dei camion elettrici per abbattere le emissioni su strada

Il ruolo dei camion elettrici per abbattere le emissioni su strada La mobilità elettrica e i veicoli a emissioni zero rappresentano un settore in crescita con investimenti in Europa che crescono di anno in anno. Tuttavia, quando si parla di mobilità sostenibile di veicoli elettrici, spesso si pensa soltanto agli scooter e alle autovetture private. In realtà, dal punto di vista dell’inquinamento, il trasporto merci su strada è responsabile del 22% delle emissioni di CO2. Infatti, nonostante i camion rappresentino soltanto il 2% dei veicoli in Europa, incidono in modo significativo sull’inquinamento. Quali possono essere dunque le azioni correttive? Come aumentare la presenza di camion elettrici in Europa? Obiettivo sostenibilità: in arrivo i primi camion elettrici Grazie allo sviluppo delle tecnologie i veicoli ibridi ed elettrici avranno sempre maggiore autonomia. Dal 2021 sono previste le produzioni dei primi camion elettrici in grado di arrivare fino a 400 km con una ricarica. Ma non solo: altri giganti del settore stanno progettando camion elettrici con batteria agli ioni di litio e a idrogeno, che riescono ad arrivare fino a 1000 km di autonomia. Si tratta di iniziative prese a lungo termine dai produttori, con l’obiettivo di limitare il riscaldamento globale al di sotto dei 1,5 °, come previsto dagli accordi di Parigi. Gli investimenti necessari per favorire lo sviluppo dei camion elettrici Per favorire lo sviluppo dei camion elettrici nell’Unione Europea è fondamentale che ci siano tre punti di ricarica: la stazione di partenza, quella di arrivo, e la colonnina pubblica. Nel 2030 le stazioni di destinazione dovrebbero essere 27.500, e vi dovrebbero essere 14.400 punti di ricarica. Quindi, i camion elettrici dovrebbero essere prevalenti in 173 nodi urbani ad alto traffico. Inoltre, è previsto un investimento annuo di 2,8 miliardi per lo sviluppo delle infrastrutture e per le stazioni di destinazione. I fondi potrebbero provenire dal recovery fund previsto per il 2021- 2025 e dagli investimenti effettuati ogni anno dall’Unione Europea, nell’ordine di 100 miliardi di euro, per le infrastrutture di trasporto. Gli strumenti e le azioni proposte Tuttavia, oltre agli investimenti previsti da parte del governo europeo, per ridurre le emissioni di anidride carbonica ed arrivare a emissioni zero entro il 2050, sarà necessario mettere in atto una serie di azioni, tra le più importanti ci saranno: La revisione del regolamento comunitario che riguarda le emissioni di anidride carbonica nei veicoli pesanti, prevista per il 2022 L’intervento delle autorità nazionali e locali per stabilire un percorso chiaro nella transizione delle consegne a zero emissioni La possibilità di utilizzare finanziamenti comunitari e nazionali, per diffondere i camion elettrici in Europa Il raddoppiamento dei nodi urbani TEN-T, che al momento sono 88 La trasformazione della direttiva AFID (Alternative Fuels Infrastructure Directive) in regolamento sulle infrastrutture a emissioni zero (Zero Emission Infrastructure Regulation – ZEIR).
Decking: tipologie di posa, realizzazione e pulizia

Decking: tutto quello che c’è da sapere Il decking è il termine anglosassone utilizzato per far riferimento a pavimenti per esterni a listoni in legno oppure in materiale composito, conosciuto anche come parquet per gli ambienti esterni. È una pavimentazione outdoor sofisticata ed elegante in grado di fornire maggiore protezione e resistenza dagli agenti atmosferici, è facile da montare e implementare in qualsiasi ambiente e superficie: sul terreno, sul cemento, su altre pavimentazioni esistenti, su guaine bituminose, sabbia e molto altro. Il suo trend di crescita infatti è molto alto anche grazie alla vasta scelta di materiali con cui è possibile installarlo e per la sua qualità intrinseca. Caratteristiche del decking Il principale materiale di fabbricazione del decking è il legno ma ciò che lo distingue dal parquet tradizionale è la sua possibilità di essere sottoposto a intemperie di ogni genere. Per questo motivo deve rispettare dei requisiti particolari, ad esempio il suo spessore deve essere pari almeno a 2 cm. I listoni che lo compongono possono essere zigrinati o lisci e generalmente viene consigliato il trattamento antiscivolo per assicurare a tutti di non scivolare anche quando è bagnato. Molto importante è anche la levigatura del decking che consente un allineamento adeguato tra i listoni ed evita la formazione di schegge. Tipologie di decking Il decking è disponibile in due formati: mattonelle e listoni. I listoni servono a rivestire superfici piuttosto ampie e si usano per i giardini, le piscine e altre superfici più ampie e sono perfetti per le forme irregolari. Le mattonelle invece, sono adatte per aree più ridotte ma è comunque consigliato applicarle in superfici più ampie, unendole ai listoni o utilizzandole per soluzioni sofisticate e decorative che mimino i motivi dei mosaici. Come pulire il decking È opportuno scegliere un decking che sia fabbricato con essenze derivanti dalle conifere, già ricche di olii essenziali che inibiscono la creazione di funghi e muffe e che tengono lontani gli insetti. Per la pulizia del decking non sono previsti accorgimenti particolari se non quello di cospargere con oli naturali i listoni prima della posa, per evitare che il sole possa far danni e rovinare il colore e la brillantezza del parquet. Per il resto, il decking può essere pulito con una spazzola per pavimenti o acqua. Decking e fiere Il decking risulta una tipologia di pavimentazione a rapida installazione anche per gli allestimenti degli stand nelle fiere e sono molte le motivazioni che potrebbero far propendere per questa tipologia di pavimento. Tuttavia, è importante riuscire a garantire un’efficienza strutturale e funzionale tenendo presente allo stesso tempo le finalità e le destinazioni d’uso del pavimento. Per questa ragione, risulta imprescindibile partecipare alle fiere e agli eventi del settore per restare sempre aggiornati sulle varie tipologie di pavimentazioni, sull’evoluzione della produzione, delle tecniche e dei materiali utilizzati e riuscire a soddisfare anche le esigenze estetiche più ambiziose.