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L’autopompa dei Vigili del Fuoco è uno dei mezzi più usati per interventi di soccorso: ecco quali dotazioni ha a bordo e qual è la sua storia.

L’utilizzo di particolari mezzi, oltre che di attrezzature speciali, permette ai Vigili del Fuoco di agire tempestivamente e in sicurezza in caso di bisogno. Fra i mezzi più utilizzati per gli interventi di soccorso c’è sicuramente l’autopompa serbatoio o A.P.S.

Che cos’è e quali dotazioni ha l’autopompa dei Vigili del Fuoco?

L’autopompa rappresenta un camion particolare utilizzato per il trasporto di molte attrezzature necessarie per le operazioni antincendio e di soccorso. Le dotazioni di un’autopompa a serbatoio dei Vigili del Fuoco sono rappresentate generalmente da:

  • un serbatoio di acqua e una pompa per gli incendi;
  • respiratori per andare nei corridoi pieni di fumo;
  • scale per raggiungere finestre e balconi;
  • arpioni, asce e utensili da taglio;
  • proiettori luminosi e apparecchi di ventilazione.

I veicoli sono inoltre dotati di avvisatori ottici e acustici come le sirene e le luci lampeggianti blu, gialle o rosse a seconda delle legislazioni, oltre che di attrezzature per comunicare tramite radio.

A seconda poi della zona in cui ci si trovi può variare anche il modello di autopompa. Se, ad esempio, i Vigili del Fuoco delle aree metropolitane utilizzano veicoli speciali dotati di attrezzature per affrontare incidenti in presenza di materiali pericolosi o con la possibilità di erogare della schiuma, nelle zone rurali si possono usare anche veicoli fuoristrada.

In base alla competenza locale poi, generalmente le autopompe dei Vigili del Fuoco vengono accompagnate anche da altri mezzi antincendio, come treni, battelli o aerei, o da unità di soccorso ausiliarie, per trasportare attrezzature di salvataggio e ulteriore personale.

La cabina dell’autopompa ospita poi una squadra al completo, composta da un autista, un caposquadra, e tre vigili.

Breve storia dell’autopompa dei Vigili del Fuoco

L’invenzione della pompa antincendio la si deve a Ctesibius di Alessandria nel II secolo A.C.; fu però solo nel XVI secolo che questo strumento entrò a far parte della quotidianità.

A Philadelphia invece fu sviluppato nel 1719 il primo vero veicolo dei pompieri, un carro dotato di pompe a mano. Nel 1730 Richard Newsham realizzò a Londra alcuni veicoli simili che ebbero un buon successo commerciale; lo stesso produttore esportò l’anno successivo questi mezzi anche a New York. La prima pompa americana venne prodotta nel 1743 da Thomas Lote. Questi primi veicoli erano conosciuti come “hand tubs”, ovvero cisterne, perché forniti manualmente di acqua in cisterne dotate di pompa.

Nel 1822 fu inventato invece un motore con cui era possibile prelevare l’acqua “automaticamente” da una sorgente. Le prime motopompe di questo genere dovevano essere portate da quattro uomini oppure montate su slitte. La prima autopompa americana a vapore fu inventata da John Ericsson. Nel 1905 fu la Knox Automobile Company a immettere sul mercato quella che è ritenuta da alcuni come la prima autopompa al mondo.

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