Il sistema shuttle: come movimentare i pallet riducendo i tempi di magazzino

Ottimizzare la logistica di magazzino con il sistema shuttle Il mondo della logistica di magazzino sta affrontando un periodo di grande cambiamento: l’aumento della digitalizzazione e della competizione all’interno del settore spingono le aziende ad investire costantemente nell’automazione. Scegliere il giusto strumento per movimentare i materiali in azienda può essere cruciale per massimizzare i risultati. A questo scopo, la nuova frontiera è rappresentata dal sistema shuttle, una soluzione flessibile per sfruttare al massimo lo spazio a disposizione e incrementare la produttività, senza implicare un aumento della manodopera. Cos’è uno shuttle? Uno shuttle è un carrello che trasporta i materiali in scaffalature portapallet automatizzate, velocizzando il picking in maniera esponenziale. Tra le attività specifiche, si occupa di immagazzinare e recuperare casse, vassoi o cassette di magazzino in spazi temporanei di stoccaggio. In altri termini, è possibile assimilare lo shuttle ad un sistema dotato di moduli di stoccaggio che agiscono nelle profondità degli scaffali per smistare i prodotti e che usano elevatori per spostare i carrelli tra i vari livelli. Questa soluzione viene considerata come uno degli elementi chiave alla base dei magazzini automatizzati, cuore dell’Industria 4.0 e del progresso industriale, se integrata correttamente con il sistema di gestione del magazzino aziendale. Benefici del sistema shuttle La movimentazione efficiente dei materiali raggiunta grazie al sistema shuttle riduce il ricorso all’utilizzo di carrelli elevatori, ingombranti e non adatti a magazzini con dimensioni ridotte. Questo facilita la movimentazione dei pallet, sfruttando al massimo ogni superficie disponibile. Anche la velocità di evasione degli ordini ne beneficia perché viene aumentata l’efficienza del prelievo e ridotta la percentuale di errore di travaglio e separazione. Grazie al moderno sistema di gestione dei materiali, vengono ridotti al minimo i danni al prodotto e gli eventuali costi derivanti da attività scorrette di manipolazione. Investire in questo nuovo sistema di logistica ha effetti nel lungo termine perché è una soluzione che si adatta facilmente ad ogni eventuale mutamento che dovesse interessare i meccanismi di gestione del magazzino. Consente inoltre di ridurre i costi della manodopera, migliorando la sicurezza degli operatori perché riducono l’utilizzo dei carrelli elevatori. Svantaggi del sistema shuttle Trattandosi di sistemi semiautomatici, richiedono un investimento iniziale importante e una costante attività di manutenzione che, se non immediata, può portare a tempi di inattività più o meno lunghi. Inoltre, il sistema shuttle non si rivela essere il migliore alleato di strutture caratterizzate da una presenza ingente di articoli unici.
Lotta al cambiamento climatico: il ruolo dell’Intelligenza Artificiale

Una sfida globale: il cambiamento climatico Tra le sfide che il mondo sta affrontando, la carenza di energia e il cambiamento climatico sono le più impattanti. Il cambiamento climatico si sta manifestando in maniera importante, possiamo constatare i suoi effetti sugli ecosistemi ambientali, sociali, politici ed economici su scala globale. Per mitigare il cambiamento climatico è necessario un impegno comune per raggiungere il Net Zero entro il 2050: nel perseguire questo obiettivo sarà fondamentale il contributo dell’Industria 4.0 e, in particolare, dell’intelligenza artificiale. L’AI: alleato fondamentale contro il cambiamento climatico Aumento delle temperature globali, siccità, alluvioni, incendi boschivi e aumenti del livello del mare: gli effetti del cambiamento climatico colpiscono ininterrottamente tutte le aree del mondo e richiedono nuove strategie e impegno costante da parte di politici e leader. La buona notizia è che l’87% di leader e manager, all’interno di realtà pubbliche o private, sostengono che l’impiego su larga scala dell’intelligenza artificiale possa dare un contributo definitivo nella lotta al cambiamento climatico, aiutando la comunità globale a ridurre le emissioni. Raggiungere una profonda riduzione delle emissioni in tutti i settori non è semplice: grazie alla capacità dell’AI di raccogliere, completare e interpretare grandi e complessi set di dati, può essere impiegata per sostenere manager e leader ad adottare un approccio più consapevole e data-driven nei processi decisionali e operativi. Misurazione, Riduzione e Rimozione di CO2 grazie all’AI Come può l’intelligenza artificiale contribuire alla lotta al cambiamento climatico? Ci sono diversi aspetti in cui l’impiego dell’intelligenza artificiale risulta davvero utile: misurazione, riduzione ed eliminazione delle emissioni sono i tre punti focali su cui si concentra maggiormente l’utilizzo dell’AI. Misurazione: capire l’entità del fenomeno è cruciale per mettere in atto azioni risolutive. Misurare le emissioni, sia a livello generale per monitorare le emissioni ambientali complessive che e a livello di singoli prodotti e processi nella catena di approvvigionamento, ci permette di mappare la situazione attuale e prevedere le azioni future, dando la priorità a piani d’azione con più alto potenziale nella riduzione delle emissioni. La misurazione è utile anche nel processo di educazione al consumatore: capire le emissioni che i propri acquisti e azioni generano consente di adottare uno stile di vita sostenibile. Riduzione: L’intelligenza artificiale è utile per la transizione energetica da combustibili fossili ad energia pulita: l’AI può effettuare forecast di fornitura per quelle fonti di energia rinnovabile non continuative e prevedibili, come ad esempio l’energia eolica. Queste previsioni possono contribuire a ridurre la dipendenza da batterie e altre fonti di energia più inquinanti. L’AI viene in aiuto anche nel ridurre le emissioni ottimizzando le catene di fornitura, attraverso una migliore previsione della domanda volta a ridurre gli sprechi derivanti dalla sovrapproduzione, o il trasporto merci, scegliendo i metodi di trasporto e percorsi che minimizzino emissioni e costi. Rimozione: la rimozione del carbonio dall’atmosfera è un processo che la terra esegue già naturalmente, immagazzinandolo in pozzi naturali come zone umide, alghe e foreste. L’intelligenza artificiale può essere impiegata per quantificare più accuratamente questo processo naturale,analizzando le immagini satellitari per rilevare la deforestazione e stimare la rimozione del carbonio dell’ecosistema. Queste previsioni possono aiutare il settore pubblico e privato nell’implementazione di soluzioni naturali, come iniziative di riforestazione.
Additive Manufacturing: i benefici per il business aziendale

I vantaggi dell’Additive Manufacturing per le aziende L’Additive Manufacturing è la nuova frontiera della produzione industriale che sfrutta tecnologie avanzate di sovrapposizione di materiale per la fabbricazione di componenti, semilavorati o prodotti finiti. Le tecniche di lavorazione dei metalli sono in continuo aggiornamento perché il settore punta costantemente al raggiungimento dell’efficienza produttiva. Gli imprenditori stanno investendo in questa direzione con convinzione, acquistando macchine con volumi di stampa sempre maggiori o sistemi sempre più automatizzati e integrati con le linee di produzione. Minimizzare i costi dei processi additivi è un obiettivo secondario ma perseguito con costanza, anche ricorrendo a tecnologie più sostenibili che sono in grado di prolungare la vita utile dei macchinari con conseguenze positive sull’ambiente, migliorando il loro processo di smaltimento. Rapidità del processo produttivo La quantità di pezzi necessari per la propria azienda potrebbe rappresentare un elemento discriminante per la scelta di optare per una tecnologia additiva. Infatti, se si tratta di un numero di pezzi limitati potrebbe essere più veloce stamparli: è possibile inviare un progetto direttamente dal proprio computer alla stampante 3D, evitando anche di presenziare alla produzione e velocizzando quindi l’intero processo. Produzione di piccoli lotti L’Additive Manufacturing ha rappresentato la svolta anche per quei settori come l’aerospaziale e il medicale in cui il costo delle attrezzature costituiva un limite non indifferente alla produzione di piccole quantità o di singoli pezzi. Questa nuova tecnologia ha incrementato la flessibilità produttiva, introducendo un nuovo concetto di produzione che si basa sulla qualità del prodotto finito, altamente personalizzabile in base alle richieste del cliente. La sostenibilità dell’Additive Manufacturing La produzione additiva è grande alleata dell’ambiente perché consente di ridurre il consumo di materiali per la produzione, limitandoli alla sola quantità necessaria per realizzare il pezzo, differentemente rispetto al classico processo di asportazione che comporta una grande quantità di materiali di scarto. La maggior parte dei polimeri usata per l’Additive Manufacturing può essere riciclata, nel caso dei filamenti, o riutilizzata se si tratta di polveri. Il riciclo delle polveri derivanti dal processo additivo è immediato e avviene senza l’intervento umano, implicando la possibilità di impiegare le polveri in molteplici e differenziati cicli di produzione. Riciclare il metallo è un processo relativamente nuovo all’interno del mercato ma si sta diffondendo in maniera crescente con riferimento soprattutto all’acciaio e all’alluminio. Gli effetti positivi sull’inventario Il magazzino beneficia dei processi di produzione dell’Additive Manufacturing perchè vengono ridotti i flussi di materiale, i costi derivanti da errori di sovrapproduzione e di trasporto verso il cliente. Il processo di gestione dei modelli 3D e non di oggetti finiti, inoltre, permette di ottimizzare la produzione just in time, ottimizzando i tempi e le risorse.
Il Parquet per palestra: caratteristiche e tipologie

Il Parquet: perché è l’ideale per la pavimentazione sportiva Nonostante venga considerato un tipo di pavimentazione molto delicata, il parquet è una delle soluzioni più gettonate e funzionali per le pavimentazioni sportive: moltissime palestre ricorrono all’utilizzo del parquet per le superfici dei campi da gioco. La scelta del legno giusto unita a un trattamento di verniciatura protettivo assicura al parquet ottime performance durante il gioco, resistenza, durabilità nel tempo e facilità di manutenzione. Le caratteristiche fondamentali per un buon parquet da gioco L’assorbimento degli urti è un aspetto fondamentale da tenere in considerazione nell’installazione del parquet in una palestra: il legno deve essere in grado di attutire i colpi senza però rallentare il rimbalzo della palla, fondamentale nel gioco del basket o della pallavolo. Per garantire queste performance, è necessario che il parquet per paestra soddisfi alcuni requisiti tecnici: Ricordiamo, inoltre, che il parquet è un ottimo insonorizzante acustico, qualità che lo rendono particolarmente adatto all’impiego nelle palestre dove salti, cadute e rimbalzi possono produrre rumori e rimbombi acuti. Le diverse tipologie di parquet: quale scegliere Tra le tipologie di legno più utilizzate per il parquet da palestra si distinguono il faggio, il rovere, l’acero e l’hevea. Scegliere il parquet in legno massello significa affrontare una spesa cospicua sia per la qualità dell’essenza che per i processi di posa e finitura. La messa in posa del parquet in legno massello impiega circa 40 giorni: i listoni di legno vengono applicati al pavimento tramite incollaggio, oppure fissati con dei chiodi su un fondo in travetti. Alla fine della posa è necessaria la finitura tramite verniciatura, indispensabile per l’impiego del parquet nelle palestre: attraverso resine artificiali o naturali si crea sul pavimento una pellicola protettiva solida. Un’alternativa meno dispendiosa è costituita dal parquet prefinito, costituito da un solo strato superficiale di legno nobile di circa 3-4 mm di spessore, che viene incollato su un supporto di legno povero o in multistrato. Il parquet in legno prefinito ha un costo inferiore e una maggiore resistenza ai graffi: viene infatti trattato industrialmente con una verniciatura a 6-7 mani. Anche la posa è più rapida: dopo aver applicato uno strato di poliuretano espanso e inserito un tappetino di plastica per impedire il formarsi dell’umidità, vengono posati i listoni di parquet. E’ possibile calpestare il parquet già dopo 1-2 giorni. Le alternative al parquet tradizionale: il parquet vinilico Il parquet in PVC ad effetto legno è un’ottima alternativa: garantisce elevate prestazioni di comfort grazie alla sua composizione multistrato, è antitrauma ma molto resistente. A differenza del legno non risente dell’umidità e dei cambiamenti climatici, non è soggetto a deformazioni ed è ecologico. Il Parquet in PVC ha ottime caratteristiche,di seguito ne elenchiamo solo alcune: Resistenza: il PVC è resistente agli urti, ai graffi e alle sostanze chimiche.