Sicurezza in magazzino: fattori di rischio e prevenzione degli incidenti

Sicurezza in magazzino: come prevenire gli incidenti La prevenzione degli incidenti e la riduzione dei rischi in magazzino sono tematiche molto attuali in Italia e l’adozione di sistemi efficaci e misure aggiornate si rivela sempre più necessaria. I dati INAIL 2022 riportano un aumento degli infortuni sul lavoro, passando dalle oltre 128.000 segnalazioni di infortunio dei primi tre mesi del 2021 alle oltre 194.000 del primo trimestre 2022. Il settore della logistica industriale e il magazzino in particolare sono sede di svariati fattori di rischio. Dall’utilizzo dei carrelli elevatori alla movimentazione manuale, è importante prevedere strumenti specifici di prevenzione e protezione e rispettare scrupolosamente tutte le norme legate alla sicurezza europee e italiane. I rischi di incidenti legati ai carrelli elevatori in magazzino I carrelli elevatori vanno manovrati seguendo i regolamenti specifici in materia, come la direttiva generale europea EN 15629 che stabilisce le attrezzature di movimentazione da utilizzare nei magazzini. I rischi dei carrelli elevatori comprendono il ribaltamento e il rovesciamento e le conseguenti cadute di materiale, con possibili danni per i lavoratori e le attrezzature. Inoltre, una manutenzione non adeguata dei carrelli può provocare inalazione di fumi di scarico e l’esplosione del motore a combustione. I rischi di incidenti legati alle movimentazioni manuali in magazzino Tra gli infortuni più diffusi del personale del magazzino vi sono le lesioni alla schiena, in particolare a livello lombare, dovute a una movimentazione errata. Scaricare e caricare i pallet, e disporre le merci negli scaffali sono operazioni che hanno bisogno di una formazione adeguata del personale, che sappia come svolgere al meglio queste operazioni senza danneggiare la colonna vertebrale. Come prevenire gli incidenti in magazzino? Attrezzature e protezione L’osservanza scrupolosa dei regolamenti di lavoro è il primo fattore fondamentale. È importante poi che il personale indossi l’abbigliamento da lavoro adeguato, come guanti e scarpe antinfortunistiche, tute, ma anche specifiche fasce lombari per gli operatori che movimentano le merci manualmente. La sicurezza del magazzino prevede inoltre la presenza di segnaletica e protezioni, zone antiscivolo, barriere e guarnizioni isolanti. Infine, la cassetta del pronto soccorso deve essere sempre presente e completa di tutte le medicine per il primo intervento. Come prevenire gli incidenti in magazzino? l’importanza della manutenzione La direttiva europea EN 15635 in materia di sicurezza sul lavoro rende obbligatoria l’ispezione periodica del magazzino, sia da parte del personale che ci lavora che da parte del responsabile della sicurezza aziendale. Nello specifico, il personale del magazzino ha l’obbligo di controllare visivamente ogni giorno le scaffalature e gli impianti, segnalando immediatamente le anomalie. Una volta alla settimana, invece, il responsabile della sicurezza deve verificare le strutture delle scaffalature e il magazzino, valutando eventuali danni e comunicandolo affinché vengano rispettate le norme di sicurezza.
IoT per rilevamento incendi: come prevenire un incendio

Gli incendi: una piaga in tutto il pianeta Oltre 8 milioni di ettari di foreste distrutti in Europa dal 2000 al 2017; oltre 10 milioni di acri bruciati negli Stati Uniti soltanto nel 2020. Danni economici, ambientali e umani, aggravati dal Climate Change. I dati rilevati da Greenpeace e dal Servizio di Ricerca del Congresso USA confermano una situazione allarmante riguardo agli incendi. La necessità di prevenirli, o di intervenire quando l’incendio è ancora piccolo sono alla base di tre progetti di ricerca recenti che si basano sull’Internet of Things per comunicare i dati in tempo reale e permettere ai Vigili del Fuoco di intervenire rapidamente. Si tratta rispettivamente di sensori progettati in Arabia Saudita, del progetto BurnMonitor ideato in California e del progetto OFIDIA2, finanziato dal Programma Interreg V-A Grecia–Italia 2014-2020 e coordinato dalla Fondazione CMCC, Centro Euro-mediterraneo sul Cambiamento Climatico. Droni e Sensori IoT in Arabia Saudita I ricercatori dell’Università King Abdullah dell’Arabia Saudita hanno messo a punto un sistema composto da sensori IoT distribuiti nelle foreste e droni a pilotaggio remoto, che consente ai vigili del fuoco di rilevare i principi di incendio e intervenire in modo tempestivo. Il progetto prevede l’impiego di sensori IoT a basso costo, inseriti in zone a rischio delle foreste, che individuano e segnalano fumo e calore. I dati sono raccolti da droni che sorvolano la foresta e rientrano alla base comunicandoli per segnalare l’incendio. Sensori wireless in Europa Questo progetto prevede una rete composta da sensori wireless, videocamere e droni per monitorare in tempo reale le zone a rischio di Grecia e Puglia, difficili da raggiungere in altro modo. Un insieme di sensori installati sui tronchi degli alberi rileva parametri meteorologici ed eco fisiologici e riesce a individuare le fiamme fino a 200 metri di distanza, oltre a dati fondamentali come la direzione del vento e lo stato delle piante. Le videocamere installate nei boschi e i droni inviano immagini in tempo reale, consentendo alla Protezione Civile di tenere sotto controllo gli incendi. Una rete di sensori IoT in California BurnMonitor è un progetto ideato per il Moraga-Orinda Fire District in California dall’Università di Berkeley e dall’Istituto di ricerca nazionale francese per la scienza e la tecnologia digitale (INRIA). In questo caso il progetto prevede l’integrazione tra sistemi IoT e piattaforme cloud e l’installazione di una rete di sensori di rilevamento del fuoco nelle aree più a rischio, progettati per resistere a temperature fino a 125 gradi. I sensori formano una rete wireless collegata a un modem 3G: in presenza di un incendio, i dati sono inviati in tempo reale sul cloud di BurnMonitor consentendo un intervento tempestivo.
Incentivi auto 2022: come funzionano e quali modelli acquistare

Ecobonus incentivi auto 2022: un premio per la mobilità sostenibile La crisi economica determinata dalla pandemia, la situazione incerta a livello internazionale e l’aumento dei prezzi del carburante e dell’energia hanno causato delle ripercussioni anche nel settore dell’automotive. Infatti, ad aprile è stato registrato un calo sia per le immatricolazioni che per l’acquisto di auto usate in tutta Italia. Per favorire la mobilità sostenibile, il Governo ha approvato l’ecobonus auto 2022, che prevede in particolare degli incentivi per acquistare auto elettriche, ibride, ma anche veicoli con alimentazione a diesel e benzina di ultima generazione. Questi incentivi sono divisi in base alle categorie di auto da acquistare e oltre alle autovetture comprendono anche l’acquisto di veicoli commerciali elettrici per le piccole e medie imprese oltre a ciclomotori e motocicli elettrici ed ibridi. Gli incentivi 2022 per le auto elettriche e plug in hybrid La categoria delle auto elettriche è quella con le emissioni più basse e perciò quella a cui sono destinati i fondi maggiori. Infatti, sono previsti fino a 5.000 €, in caso di rottamazione di un’autovettura con classe inferiore ad Euro 5 e per l’acquisto di auto elettriche con costo massimo di 35.000€ + IVA. Al secondo posto si trovano le vetture meno inquinanti dopo quelle elettriche: si tratta delle auto ibride, per le quali è previsto un incentivo di 2.000 € in caso di acquisto, a cui possono essere aggiunti altri 2.000€ in caso di rottamazione per un’auto con classe inferiore a Euro 5. Questi fondi sono previsti per un acquisto massimo di 45.000€+ IVA. Gli incentivi 2022 per le auto Benzina, diesel, metano, GPL, ibride Il governo ha previsto un bonus di 2.000 € solo con rottamazione, e acquisto massimo di 35.000 €+ IVA, per l’acquisto di auto nuove, ibride non ricaricabili, diesel, benzina, GPL e metano. Queste categorie di auto nuove hanno emissioni di CO2 comprese tra 61 e 135 g/km. Gli incentivi auto 2022 per i veicoli commerciali Oltre ai privati, gli incentivi auto 2022 possono essere richiesti anche dalle piccole e medie imprese. In questo caso, i fondi prevedono l’acquisto di veicoli commerciali nuovi, con alimentazione elettrica e rottamazione di veicoli con classe inferiore a quattro. Ecco il dettaglio: ● 4.000€ per i veicoli N1 fino a 1,5 tonnellate ● 6.000€ per i veicoli N1 superiori a 1,5 tonnellate e fino a 3,49 tonnellate ● 12.000€ per i veicoli N2 da 3,5 tonnellate fino a 7 tonnellate ● 14.000€ per i veicoli N2 superiori a 7 tonnellate e fino a 12 tonnellate Come si richiedono gli incentivi auto? Per richiedere questi incentivi, basta recarsi presso un concessionario per la rottamazione e l’acquisto, e sarà lui ad occuparsi della prenotazione sulla piattaforma del Ministero dello Sviluppo Economico. A meno che non vi siano delle proroghe, è possibile approfittare degli incentivi fino al 31 dicembre 2022.
Come insonorizzare il pavimento: modalità e soluzioni

Insonorizzazione del pavimento: i requisiti L’isolamento acustico è un requisito richiesto dalla normativa CEE ed è un aspetto fondamentale per valutare e determinare il valore di un immobile. Le caratteristiche che un pavimento deve avere per l’isolamento acustico sono: spessore adesione resistenza I materiali che consentono l’isolamento acustico sono principalmente di due tipi: MATERIALI FONOASSORBENTI: vengono scelti solitamente per migliorare la qualità acustica negli interni. Questo materiale, denominato anche fonoimpedente, si caratterizza per un peso atomico piuttosto elevato, si trova in commercio sotto forma di rotoli e assorbe totalmente l’energia sonora. MATERIALI FONOISOLANTI: vengono utilizzati per proteggere gli spazi abitati dai rumori provenienti dall’esterno e blocca la propagazione delle onde sonore. Quali sono le fonti di rumore che si possono attutire? Quando si tratta di insonorizzare un pavimento è importante distinguere due principali tipologie di rumore: rumore aereo e rumore strutturale. Il rumore aereo viene prodotto attraverso l’aria, quindi può comprendere ad esempio la voce, la televisione, la musica. Il rumore strutturale, invece, è quello prodotto dai passi, dagli urti, dalle porte che sbattono. Come si può insonorizzare un pavimento già esistente? Se il pavimento è già posizionato, può essere utile inserire sulla pavimentazione un tappetino fonoassorbente e poi ricoprirlo con un’altra pavimentazione sottile. Si tratta di una scelta adatta per tutti coloro che necessitano di continuare ad utilizzare e muovere le porte. Una soluzione alternativa molto utile è la moquette, ideale per insonorizzare sonoramente e anche termicamente la pavimentazione. I materiali per insonorizzare una pavimentazione in costruzione? I materiali più utilizzati per insonorizzare un pavimento in costruzione sono la gomma, il vinile, la resina e il sughero. · Il materassino di gomma fonoisolante si inserisce tra il massetto e il pavimento, ed è una soluzione molto popolare perché è compatibile con la maggior parte delle pavimentazioni, tra cui le piastrelle e il parquet. · Il vinile è un rivestimento molto sottile, ma davvero ideale per ridurre il rumore. · La resina è una soluzione ottima per avere un costo finale conveniente e perché lo spessore è davvero minimo. · Infine, il sughero, oltre ad assorbire in modo efficace i rumori, ha anche delle caratteristiche di isolamento termico, di ecosostenibilità, e di resistenza. Inquinamento acustico: che cosa dice la legge? Un pavimento insonorizzato permette di ridurre e di attutire i rumori, ma anche di aumentare il valore immobiliare nell’edificio, in relazione alla classe acustica prevista dal regolamento CEE del 1997. La legge, infatti, indica dei limiti per l’emissione dei rumori, e classifica l’acustica con una scala da uno a quattro, in cui il numero 1 è un edificio che ha la capacità di attutire il rumore in modo più elevato. Quando si tratta di ristrutturare un immobile o di costruirne uno nuovo, quindi, è importante utilizzare materiali che abbiano un’elevata capacità acustica.