Device Rugged: cosa sono e qual è la loro utilità nella logistica

Che cosa sono i device rugged? Con l’espressione “device rugged” si fa riferimento a tutti i dispositivi tecnologici come tablet e smartphone che vengono realizzati e pensati per lavorare in particolari condizioni e ambienti di lavoro. Come suggerisce il termine inglese “rugged” che significa “duro, forte”, questi dispositivi sono molto resistenti. Il loro utilizzo si rivela infatti essenziale in tutti gli ambienti polverosi poiché possono essere utilizzati anche indossando guanti da lavoro, sotto la luce diretta del sole, a temperature molto alte o viceversa molto basse. Inoltre, sono in grado di resistere a urti, cadute, schiacciamenti e vibrazioni elevate. I device rugged sono sicuramente più ingombranti ed esteticamente meno eleganti di molti altri strumenti tradizionali ma si rivelano indispensabili in molti ambienti e tra questi vi è il settore della logistica industriale. L’utilizzo dei device rugged nel settore della logistica e la loro evoluzione Nel settore della logistica, in particolare in seguito alle difficoltà presentate dalla pandemia e dal conseguente lockdown, i device rugged si sono dimostrati indispensabili in moltissime aziende che sono state costrette a trasformare radicalmente il proprio processo produttivo e ad accelerare in pochi mesi la propria evoluzione digitale. Le aziende italiane sono note per la loro flessibilità e la loro capacità di adattarsi velocemente alle circostanze, con grande inventiva e grande spirito di sacrificio. L’introduzione dei device rugged ha agevolato e rivoluzionato allo stesso tempo il modo di lavorare. Questi dispositivi hanno visto un grande sviluppo e una crescita importante poiché consentono di lavorare molto bene in mobilità, aumentare la produttività, e soprattutto possono essere personalizzati a seconda delle varie esigenze specifiche. Perché scegliere un device rugged? Inizialmente questi strumenti erano solamente appannaggio esclusivo del settore militare, oggi invece vengono utilizzati in maniera preponderante nelle aziende. Infatti, le statistiche hanno indicato che gli smartphone rugged nelle aziende sono passati da un totale di 30 milioni nel 2017 fino a oltre 59 milioni nel 2021. Questi dispositivi hanno un costo superiore a quelli normali proprio perché devono garantire un ciclo di vita più lungo ma i grandi player del settore hanno verificato che l’investimento iniziale in azienda, seppur più alto, consente un grande risparmio in termini di assistenza, riparazioni, e tempo di inattività dei dipendenti. Infatti, i device rugged sono progettati per lavorare 24 ore al giorno, 365 giorni all’anno, e sono resistenti non soltanto nei loro aspetti esterni ma anche per ciò che riguarda i componenti interni e gli accessori in dotazione. In particolare, per ciò che riguarda la logistica, i dispositivi rugged sono tra i trend più importanti perché permettono di lavorare in condizioni critiche, di non interrompere il processo di lavoro, e soprattutto garantiscono una sicurezza dei dati che prima era inimmaginabile. In sintesi, adottare smartphone e tablet rugged per i dipendenti che si occupano della logistica permette di ottenere maggiori vantaggi competitivi e produttivi.
Industria 5.0: cos’è e quali sono le sue caratteristiche

Cos’è l’Industria 5.0? Il termine Industria 5.0 fa riferimento all’industria che vede la collaborazione tra lavoratori umani, robot e macchine intelligenti con un occhio di riguardo in più circa la sostenibilità. Nell’Industria 5.0, infatti, i robot aiutano gli esseri umani a lavorare meglio e più velocemente sfruttando tecnologie avanzate (e sostenibili) come Internet of Things (IoT), l’automazione e i big data. Già da diversi anni i robot sono stati implementati nelle industrie, soprattutto per svolgere lavori pericolosi, monotoni o fisicamente impegnativi e per questo motivo usuranti. Spesso, infatti, sentiamo parlare di robot che si occupano di saldatura o verniciatura nelle fabbriche automobilistiche o, ancora più spesso, del carico e lo scarico di materiali pesanti nei magazzini. Man mano che i robot diventano più intelligenti e più connessi tra loro, l’Industria 5.0 mira a fondere queste capacità di calcolo cognitivo con l’intelligenza umana. Come? Scopriamolo insieme. Cosa cambia con l’Industria 5.0 I cambiamenti messi in moto dall’Industria 5.0 sono già a buon punto, e molti di questi sono irreversibili. Il progresso industriale che mira a implementare sempre di più l’automazione e la sostenibilità in tutti modelli di business offre alle aziende le capacità di ottenere macchinari sempre più potenti, oltre ad avere un personale con esperti più preparati per favorire una produzione efficace, sostenibile e sicura per ogni tipo di impresa. L’Industria 5.0 non è una moda passeggera, ma piuttosto un nuovo modo di fare business che ha conseguenze produttive, economiche e commerciali vantaggiose per tutti: produttori, consumatori e, naturalmente, il pianeta. Pertanto, le aziende che non adattano la loro produzione al modello 5.0 diventeranno presto obsolete, non potendo beneficiare dei vantaggi che il mercato avrà da offrire nel prossimo decennio. Non solo: il tasso di accelerazione tecnologica è sempre più veloce e mostra che l’emergere di nuovi paradigmi non si ferma mai. Per questo, adeguare i processi di ogni azienda e trasformarli, avvicinandoli sempre di più al concetto di industria digitale sarà fondamentale per garantire che un’organizzazione resti competitiva sul lungo periodo. Industria 5.0: i vantaggi Con l’Industria 5.0 la ricerca di nuovi modelli di business che utilizzino il minor numero di risorse per ottenere i maggiori profitti trovano il livello di perfezione più alto raggiunto fino a oggi, poiché uomo e macchina lavorano insieme per prendere le migliori decisioni finanziarie per un’azienda. Nessuna delle rivoluzioni industriali alle quali abbiamo assistito finora ha posto in primo piano la tutela dell’ambiente tanto quanto l’industria 4.0 e, ancora di più, l’Industria 5.0. Con questo nuovo modello vediamo le nuove tecnologie e strategie aziendali impegnate per cambiare questa tendenza. Tutto ciò ha portato a implementare politiche aziendali più sostenibili e attente alle esigenze dell’ambiente dove, ad esempio, una produzione minima di rifiuti e il loro smaltimento diventano tematiche principali che, allo stesso tempo, rendono anche più efficiente l’organizzazione di un’azienda. Inoltre, l’automazione ottenuta durante l’era dell’Industria 4.0 consente ai lavoratori di impegnarsi in compiti più creativi e liberarsi da altre mansioni più ripetitive, concentrandosi sulla creazione di strategie più efficaci per le aziende.
Come scegliere il tappeto giusto: materiali, dimensioni e tipologie

Come scegliere il tappeto Quando si deve acquistare un tappeto bisogna pensare al colore, alla fantasia, al materiale, alla grandezza e alla forma e la scelta tra le varie tipologie di tappeti dipenderà principalmente da dove utilizzerai il tappeto e, soprattutto, dal tuo budget. Questo articolo ti aiuterà a capire come scegliere il tappeto giusto e orientarti tra le varie tipologie esistenti in base al materiale, al colore e alla fantasia. Materiale dei tappeti: quale scegliere Per scegliere il materiale più adatto alle tue esigenze è importante capire l’uso che se ne dovrà fare e soprattutto in quale ambiente verrà posizionato. I principali materiali utilizzati per i tappeti sono i seguenti: Lana: molto pregiata e morbida, resistente al fuoco e all’umidità. Seta: è un materiale molto costoso, richiede massima attenzione nella cura per evitare un danneggiamento precoce. Fibra naturale: per questo materiale vengono impiegate fibre realizzate mediante la lavorazione di erbe, foglie o cellulosa come sisal, fibra di riso, juta, abaca, giunto e cocco. Poliestere: non è un materiale prestigioso ma la molteplicità dei modelli acquistabili differenti per forma, colori e trame geometriche lo rende facilmente accessibile ad un numero più elevato di persone. Fibre sintetiche: il tessuto perfetto per i tappeti Oggi le fibre sintetiche sono quelle che vengono predilette nella scelta dei tappeti. Perché? Perché si adattano a tutti gli ambienti, sono versatili e resistenti all’usura. Di seguito le principali fibre sintetiche: Il nylon si distingue da tutte le altre fibre per la sua durata, resistenza e facilità di manutenzione, è la scelta ideale se vuoi che il tuo tappeto duri nel tempo. Il poliestere, resistente alle macchie, molto morbido e disponibile in tantissimi colori e fantasie diverse. Tuttavia è più difficile da pulire e non è resistente come il nylon. Il triexta, invece, è una fibra di nuova generazione derivata in parte dallo zucchero di mais e, come il nylon, ha un’ottima resistenza alle macchie. Il polipropilene è una fibra economica, forte e resistente allo sbiadimento, ma non quanto il nylon. Ha una buona resistenza alle macchie, all’elettricità statica e alla muffa. Tipologie di tappeti Esistono varie tipologie di tappeti ma come si fa a distinguerli e riconoscerli? Ci sono alcune peculiarità che caratterizzano lo stile delle decorazioni e dei disegni, i materiali usati e il tipo di pigmento di un terminato tipo di tappeto. Tra le tipologie di tappeti più utilizzati, troviamo: Tappeti persiani I tappeti persiani sono caratterizzati dall’annodatura a mano e dall’elevata intensità di nodi. Da un punto di vista iconografico, l’elemento principale che distingue i tappeti persiani da tutti gli altri è la presenza di un medaglione centrale in varie fogge e, nel disegno, motivi floreali o geometrici. Tappeti afgani I tappeti afgani vengono realizzati con nodo asimmetrico e una densità che non supera i 230.000 nodi/mq. I motivi presenti solitamente sono a forma di zampa di elefante e/o motivi ottagonali spesso associati a fiori stilizzati di colore blu scuro, ocra e beige. I motivi vengono ripetuti più volte sulla superficie e i colori che vengono utilizzati più spesso sono tutte le varie tonalità del rosso scuro. Tappeti caucasici Uno degli aspetti più caratterizzanti i tappeti caucasici è sicuramente l’iconografia che caratterizza gli antichi manufatti: le decorazioni seguono tre assi principali: verticale, orizzontale ed obliquo e i motivi geometrici vengono abbinati a motivi floreali. Tappeti pakistani I tappeti pakistani sono caratterizzati da un’elevata intensità di nodi e vengono prodotti con filato di lana australiana e questo particolare li rende molto simili ai tappeti in seta. L’ordito e la trama sono in cotone e il colore dominante è il rosso. Tappeti cinesi I tappeti cinesi spesso riportano antichi simboli religiosi, di origine taoista e buddhista. Nei tappeti più recenti e di nuova produzione si ritrovano diversi motivi floreali e tipicamente persiani. Ciò che distingue e permette di riconoscere un tappeto cinese sono gli intagli che vengono effettuati intorno ai motivi floreali per dare un effetto tridimensionale al tappeto. Il colore giusto per il tuo tappeto La scelta del colore del tappeto è strettamente personale. Tuttavia, se il locale in cui verrà posizionato il tappeto presenta prevalentemente tonalità fredde o c’è una predominanza di bianco, grigio o nero, il consiglio è quello di spezzare questa catena di colori freddi con un tappeto dal colore caldo che può rendere l’atmosfera più briosa, ma anche più accogliente. In caso di un pavimento chiaro, il colore scuro sarà preferibile solo se l’ambiente è di per sé molto illuminato e non rendere buia la stanza. Al contrario, per risaltare una superficie scura, un tappeto chiaro è la scelta più idonea.