Pavimenti tessili. Non solo moquette

Pavimenti tessili: non solo moquette Fino a pochi anni fa, la definizione di pavimenti tessili comprendeva soltanto la moquette. Oggi invece le fibre tessili per il settore flooring comprendono svariate tipologie di pavimentazione e dopo un periodo di oblio sono tornate alla ribalta grazie alla praticità, alle possibilità di arredo e di personalizzazione e alle innovazioni tecnologiche. Per quali ambienti sono indicati i pavimenti tessili? I pavimenti tessili sono ideali per i luoghi di lavoro, le strutture ricettive, le abitazioni, le fiere e gli stand e in generale per tutti i luoghi in cui è necessario il comfort, la praticità e la semplicità di manutenzione. I pavimenti tessili comprendono sia le moquette che le piastrelle tessili e possono dare vita a infinite combinazioni di colori, tessuti e forme per offrire il massimo della versatilità e della personalizzazione in tutti gli ambienti. Grazie alla loro facilità di posa e di rimodulazione, sono ideali per delimitare gli spazi anche in vista di successive rinnovazioni dell’ambiente. Sono indicati inoltre per ricoprire pavimenti danneggiati o usurati. La manutenzione dei pavimenti tessili Le nuove tecnologie di produzione dei pavimenti tessili sfatano il luogo comune che vede le moquette come ricettacolo di polvere. Infatti, molte pavimentazioni tessili hanno speciali rivestimenti antipolvere e trattamenti antimacchia che ne rendono l’igiene simile a quella di altre superfici come la ceramica. Per la pulizia giornaliera è sufficiente un buon aspirapolvere e l’utilizzo dei detergenti specifici. I nuovi pavimenti tessili sono leggeri, mantengono il colore nel tempo e sono inoltre resistenti a urti e calpestii. I vantaggi delle pavimentazioni tessili I pavimenti tessili di ultima generazione offrono isolamento acustico e fonoassorbenza superiori: un buon pavimento tessile supera i 30dB di isolamento. Le fibre, poi, possono essere completamente vegetali, come le fibre di cocco, o sintetiche e riciclabili, come la poliammide, e per questo anche ecologiche. Sono termoisolanti e pertanto possono migliorare l’efficienza energetica di un edificio e sono in grado inoltre di trattenere una parte delle polveri sottili più fini, prevenendo quindi problemi respiratori e cardiovascolari. Sono anche sicure, poiché realizzate con tessuti ignifughi, e permettono di assorbire e di bloccare la maggior parte dello sporco nelle zone comuni di uffici, hotel e condomini.
Pick and Place. Perché e come aiuta il “raccogli e preleva”

Pick and Place: alleati dell’uomo nella logistica I pick and place sono sistemi automatizzati, utilizzati in molti settori della produzione industriale. Il termine deriva dall’inglese e letteralmente significa “preleva e posiziona”: si tratta quindi di robot progettati per eseguire dei movimenti specifici in modo automatico, veloce e preciso, secondo un ciclo ripetuto. La diffusione dei sistemi di pick and place è in crescita in molti settori industriali italiani, tra cui il settore cosmetico e farmaceutico, dove è molto richiesta la movimentazione di componenti leggeri, e in quello elettronico, meccanico e food. Come funzionano i sistemi di pick and place? In genere, questi macchinari hanno una struttura fissa che si colloca su due nastri trasportatori che avanzano in parallelo. Da un lato ci sono gli elementi da raccogliere, dall’altro l’elemento su cui vanno posizionati. L’intervento del robot è coadiuvato da sensori e da telecamere che rilevano in ogni momento la posizione, la velocità di scorrimento e la direzione degli elementi su entrambi i nastri, individuandone inoltre molte altre caratteristiche come ad esempio la forma, il colore e la disposizione. Questi dati vengono elaborati e combinati in tempo reale per consentire operazioni precise e rapide. In base al sistema produttivo in cui è utilizzato il macchinario, i terminali hanno diverse forme e diverse funzioni. Nel settore logistico, ad esempio, permettono di prelevare e di posizionare i prodotti nei cartoni di imballaggio. I vantaggi dei sistemi pick and place per la catena di distribuzione italiana La supply chain, in italiano catena di distribuzione, è l’insieme di persone e di processi aziendali che permette il funzionamento di un’azienda. È composta da vari passaggi che portano al servizio o al prodotto finito. In molte fasi di questa catena, i sistemi di pick and place si rivelano indispensabili per ottenere tempi di lavoro più rapidi e per abbassare i costi del lavoro. Questo perché i macchinari premettono di svolgere funzioni ripetute in modo molto più uniforme, veloce e preciso rispetto al lavoro umano, sia per quanto riguarda lavori in cui è necessaria la massima attenzione, come ad esempio il confezionamento di prodotti delicati, sia per lavori pesanti, come lo spostamento e l’imballaggio di elementi ingombranti. Il risultato è un flusso di lavoro costante, che è indipendente dai turni di lavoro, con un conseguente aumento sia della produzione che dei profitti aziendali.