Decreto liquidità e Patto per l’Export: gli incentivi per le imprese e le fiere

Il Governo rilancia l’internazionalizzazione delle imprese italiane con il Decreto Liquidità, il Patto per l’export e i contributi di SACE

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Sommario

Buone notizie per le imprese e i professionisti italiani che intendono partecipare alle fiere, in Italia o all’estero. Il Governo ha predisposto un piano di sostegno alla liquidità, il cosiddetto Decreto Liquidità, con uno stanziamento complessivo di 750 miliardi di euro. Il piano è articolato in aiuti a imprese, famiglie ed enti locali.

 

Nel contempo, SACE-SIMEST, polo dell’export e dell’internazionalizzazione delle imprese italiane, ha programmato una serie di incentivi destinati alle imprese italiane per favorire l’internazionalizzazione tramite dei contributi a fondo perduto. Molti benefici sono in arrivo anche dai finanziamenti previsti da SACE-SIMEST all’interno del Patto dell’Export, il documento programmatico realizzato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale per favorire il Made in Italy all’estero.

1. Il Decreto Liquidità: i prestiti alle imprese

 

Il Decreto Liquidità approvato dal Consiglio dei Ministri ha l’obiettivo principale di far ripartire il sistema produttivo italiano dopo la crisi sanitaria ed economica causata dal Covid-19. In base a questo decreto, sono state tutelate in particolare le PMI e le imprese fino a 499 dipendenti. Infatti, il Fondo di Garanzia per le PMI è in grado di garantire liquidità fino a 100 miliardi di euro e sono state previste tre tipologie di garanzie:

 
  • Prestiti fino a 25.000 euro: sono garantiti al 100% per importi non superiori al 25% dei ricavi, e sono erogati dalle banche senza necessità dell’approvazione da parte del Fondo di Garanzia né della valutazione del merito di credito.

     
  • Prestiti fino a 800.000 euro: sono garantiti al 90% dallo Stato e al 10% da enti terzi come Confidi, il consorzio di garanzia collettiva dei fidi. I prestiti coprono importi non superiori al 25% dei ricavi. Sono concessi dalle banche senza valutazione del merito di credito.

     
  • Prestiti fino a 5 milioni di euro: sono garantiti dallo Stato fino al 90% e concessi dalle banche senza valutazione del merito di credito.

     

2. La moratoria sui prestiti per PMI e professionisti

 

Fino al 31 gennaio 2021, le PMI, i lavoratori autonomi e i professionisti che risiedono in Italia hanno una moratoria straordinaria per anticipi su titoli di credito, linee di credito su conto corrente e prestiti e canoni in scadenza. I soggetti giuridici che possono ricevere questa moratoria devono autocertificare di aver subito una carenza di liquidità in via temporanea a causa del Covid-19.

 

3. Le garanzie di SACE a sostegno dell’export

 

Il Decreto Liquidità prevede una serie di finanziamenti bancari garantiti da SACE fino al 31 dicembre 2020. I destinatari sono i liberi professionisti, i lavoratori autonomi, le PMI e le imprese di grandi dimensioni.

 

Le caratteristiche dei finanziamenti includono:

  • Durata fino a 6 anni, possibili fino a 24 mesi di preammortamento.

  • Le imprese che ne usufruiscono non devono far parte delle categorie in difficoltà né aver esposizioni deteriorate al 31 gennaio 2020.

  • La garanzia copre un importo non superiore al maggiore tra il 25% del fatturato annuo e il doppio dei costi del personale dell’impresa del 2019.

  • L’impresa si impegna a non distribuire dividendi o procedere all’acquisto di proprie azioni fino al 31 dicembre 2020.

4. Il Patto per l’Export: gli incentivi per l’internazionalizzazione

 

Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale favorisce l’export del Made in Italy grazie al Patto dell’Export, un documento programmatico realizzato in accordo con enti amministrativi, regioni e associazioni di categoria per favorire l’internazionalizzazione delle aziende italiane.

 

Sono stati stanziati 14 miliardi di euro e il documento si articola in sei temi portanti: re-branding, formazione e informazione, e-commerce, iscrizione e logistica. Tra questi argomenti, sono di rilievo le iniziative dedicate alla formazione per le aziende, con percorsi formativi sull’export, la possibilità di creare piani di export grazie all’inserimento temporaneo in azienda di figure professionali specifiche, e i contributi per le fiere, sia fisiche che virtuali.

5. Il Patto per l’Export: i contributi per le fiere internazionali

Sul portale SACE-SIMEST, tutte le aziende italiane che si occupano di export possono richiedere dei finanziamenti a tasso agevolato.

L’importo massimo è di 150.000 euro e copre fino al 100% delle spese preventivate per le fiere (ad esempio: spese di allestimento dell’area espositiva, costi di promozione, costi di partecipazione alle fiere internazionali e promozione integrata). Il finanziamento riguarda sia le fiere fisiche che quelle virtuali. Tra i benefici di questo finanziamento, è possibile ottenere il 40% dell’importo a fondo perduto fino a 100.000 euro e rimborsare la quota restante con un tasso agevolato pari al tasso di riferimento UE.

6. Il Patto per l’Export: i webinar gratuiti di ICE

 

Il sostegno all’internazionalizzazione delle aziende italiane da parte del Governo comprende una serie di eventi formativi e webinar dedicati alle imprese. Tra questi, in collaborazione con Agenzia ICE (Italian Trade & Investment Agency), è disponibile un programma di approfondimento sui principali mercati esteri (tra cui Svizzera, Regno Unito, Emirati Arabi Uniti, USA e Germania per un totale di 17 Paesi). Oltre ai webinar specifici per ciascun Paese, sono previsti approfondimenti tematici su:

 
  • E-commerce e GDO

     
  • Sistema fieristico nel post Covid

     
  • Proprietà intellettuale

     
  • Barriere non tariffarie e ostacoli al commercio

     
  • Opportunità di finanziamento delle grandi banche di sviluppo

     
  • Gare internazionali

     

7. Il Patto per l’Export: il Temporary Export Manager e il Digital Export Manager

Tramite la collaborazione con Invitalia (Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa), il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ha stanziato 50 milioni di euro per inserire nelle aziende in modo temporaneo il Temporary Export Manager e il Digital Export Manager.

Si tratta di figure professionali con competenze di economia digitale e di export management dedicati alle PMI e alle microimprese italiane, sia in forma singola che associata.

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