Guida all’acquisto di un’auto elettrica

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Auto e ciclomotori elettrici e ibridi: un settore in crescita Il 2020 sembra l’anno giusto per passare alle auto elettriche o ibride. Vi sono infatti contributi nazionali, regionali e locali per l’acquisto, anche sotto forma di locazione finanziaria, di auto e ciclomotori elettrici o ibridi e di veicoli euro 6. La diffusione di questo tipo di veicoli in Italia è ancora bassa, ma i dati parlano di un settore in crescita. In Italia, infatti, da giugno 2018 a giugno 2019 le auto elettriche sono aumentate di oltre il 53%, e le auto ibride addirittura dell’84%. Gli incentivi all’acquisto: l’ecobonus del Governo Nell’ambito della Legge di Bilancio 2019, il Ministero dello Sviluppo Economico ha istituito l’Ecobonus. Si tratta di una serie di contributi per acquistare veicoli a emissioni ridotte. La misura di sostegno consente l’acquisto, anche in locazione finanziaria, dei seguenti veicoli: Veicoli fino a 8 posti, nuovi con emissioni di CO2 entro i 60 g/km, con prezzo di listino inferiore a 50mila euro, IVA esclusa e optional compresi; Ciclomotori e motocicli nuovi, ibridi o elettrici. I contributi possono arrivare fino a 6.000 euro in caso di rottamazione di un veicolo Euro 4 o inferiore e fino a 4.000 euro per un acquisto senza rottamazione. Gli incentivi all’acquisto: le regioni e i comuni L’Ecobonus previsto dal governo si può cumulare con una serie di incentivi all’acquisto di auto elettriche messi a disposizione da alcune regioni e comuni del Nord e Centro Italia. Ecco una breve panoramica. Milano Il comune di Milano ha previsto degli incentivi per i propri residenti che rottamano veicoli benzina fino a Euro 2 e diesel fino a Euro 5: gli importo variano in base al tipo di veicoli che si acquista: auto elettriche, ibride, ma anche alimentate con metano, GPL, e veicoli benzina Euro 6. In particolare, per l’acquisto di auto elettriche sono previsti incentivi fino a 9.600 euro, e per le ibride fino a 6.0000 euro. Veneto e Friuli-Venezia Giulia In Veneto si possono ricevere fino a 10.500 euro rottamando un veicolo benzina fino a Euro 3 e Diesel fino a Euro 5. Il Friuli-Venezia Giulia prevede un incentivo di 1.500 euro anche per le vetture usate, oltre a incentivi fino a 11.000 euro per le nuove immatricolazioni. Valle d’Aosta e Piemonte Incentivi fino a 12.000 euro per i privati che acquistano auto elettriche o ibride in Valle d’Aosta. In Piemonte si possono ottenere sconti fino a 16.000 euro per le imprese che rottamano i veicoli Euro 1 benzina e fino a Euro 4 Diesel. Sardegna e Umbria In Sardegna, incentivi per le imprese fino a 21.000 euro per l’acquisto di veicoli nuovi. L’Umbria prevede incentivi fino a 4.000 euro per l’acquisto di auto elettriche da parte dei residenti di Narni e Terni.

Intelligenza Artificiale: il documento del MISE

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Intelligenza Artificiale: il governo pubblica il documento sulla strategia Governare la tecnologia digitale, migliorare la vita delle persone, rilanciare le imprese e proteggere il territorio: questi tra gli obiettivi principali della proposta di strategia italiana per l’intelligenza artificiale, il documento presentato dal Ministero per lo sviluppo economico pubblicato il 2 luglio 2020, dopo quasi due anni di lavori interrotti dall’emergenza COVID 19. Un documento complesso, articolato e completo, in cui un team di trenta esperti tra studiosi, docenti e professionisti, indica 82 proposte per rendere la tecnologia digitale sempre più presente per garantire sostenibilità ed efficienza al sistema Italia. La strategia italiana per l’intelligenza artificiale: i punti salienti Il documento comprende vari capitoli che analizzano tra l’altro le opportunità e i rischi dell’Intelligenza Artificiale, il suo rapporto con l’essere umano, con l’ecosistema e con lo sviluppo sostenibile, e la governance della strategia. In particolare, poi, la strategia del governo è suddivisa in tre elementi principali: L’analisi dell’intelligenza artificiale in Italia, in Europa e nel mondo; Gli elementi fondamentali della strategia di governo; La governance proposta per l’intelligenza artificiale italiana. Intelligenza artificiale: le analisi del documento del MISE A livello mondiale, sostengono gli esperti nel documento, i trend globali parlano dei principi etici da seguire nello sviluppo delle tecnologie di intelligenza artificiale e della competitività industriale. Il panorama mondiale in questo campo è dominato da Cina e Stati Uniti, seguiti da Giappone, Corea del Sud, India. In Europa, il 7 dicembre 2018 il Consiglio Europeo ha adottato il “Piano coordinato sull’intelligenza artificiale”, con l’obiettivo di investire almeno 20 miliardi di euro tra fondi pubblici e privati per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale entro la fine del 2020. In Italia il settore è in crescita, ma al momento soltanto il 20% delle imprese utilizza in modo stabile l’intelligenza artificiale. Intelligenza artificiale: gli elementi fondamentali della strategia italiana Tra i punti principiali affrontati dal team di esperti del governo vi sono le relazioni tra intelligenza artificiale ed essere umano, l’importanza di un ecosistema competitività e lo sviluppo sostenibile. Il rapporto tra uomo e AI analizza istruzione, protezione dei consumatori, il lavoro e propone una politica attiva contro la disinformazione. La sezione dedicata all’ecosistema affronta il settore pubblico, l’economia dei dati e come incentivarla, e l’embedded AI, cioè un modello di intelligenza artificiale disponibile in modo locale e sui dispositivi periferici, e non più sul cloud, come protezione delle competenze industriali italiane. Lo sviluppo sostenibile applicato all’intelligenza artificiale analizza le potenzialità e gli utilizzi di quest’ultima in ambito di sostenibilità energetica e ambientale e nel campo dell’inclusione sociale e dell’accessibilità. Intelligenza artificiale: la governance della strategia In questa sezione del documento si propone, tra l’altro, la necessità per l’Italia di creare una struttura centralizzata per la generazione di politiche basate sui dati, e il rilancio e rafforzamento ella Strategia Nazionale sullo Sviluppo Sostenibile, che tenga conto anche dello sviluppo economico e sociale oltre a quello ambientale.

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